Di Battista, gaffe in tv: “Vaccini gratis”. Ministro Lorenzin via tweet : “Lo sono già”

Con il Piano nazionale vaccini 2017 allegato all’attuazione dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza anche i vaccini facoltativi verranno offerti gratuitamente in ogni Asl

La ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, è stata una delle prime a replicare, via Twitter, a Di Battista.

Alessandro Di Battista, deputato del Movimento 5 Stelle, è stato ospitato nella puntata di ieri di Piazza Pulita in onda su La7 e durante l’intervista ha parlato anche dei vaccini, esponendo il pensiero M5S sulla questione.

“Per uscire dalle difficoltà oscurantiste del Movimento sui vaccini – spiega – ieri sera, Di Battista, probabilmente imbeccato dal ct Grillo, ha pensato bene di buttare la palla in tribuna, proponendo la gratuità di quelli obbligatori”. E Di Battista tira dritto: “Gratuiti“. “Se vuoi ampliare la fascia delle persone che si vaccinano quindi per contrastare delle malattie la gratuità del vaccino è più importante dell’obbligatorietà del vaccino stesso”.

Il nuovo testo presenta già dei punti fermi: innanzitutto, ogni anno il ministero dovrà dare una lista dei vaccini che riterrà obbligatori per l’iscrizione a scuola e ciò potrebbe valere sia per i nuovi iscritti che per coloro che frequentano già l’asilo o la scuola. E sulla caduta di Dibba interviene prontamente Beatrice Lorenzin con un tweet: “Volevo informarvi che è già così“.

Mentre le ministre discutono sui concetti anziché unire le competenze c’è chi sa comunicare anche senza parole: la campionessa Bebe Vio

È meglio essere vaccinati e istruiti oppure essere a rischio malattie infettive e analfabeti?
Cioè l’obbligatorietà dei vaccini va contro l’obbligo scolastico, o il diritto alla salute non garantisce il diritto all’istruzione? E se un minore non si vaccina non diventerà mai  uno scolaro, o per diventare un alunno bisogna esibire il certificato che certifica di non essere un untore? Scusate, ma sono confusa. Se una ministra si esprime per la tutela dei bambini nei confronti delle malattie, e un’altra ministra asserisce che quel diritto ne vìola un altro, quello dell’istruzione, è un dibattito reale o surreale? Accidenti, pur essendo io più che scolarizzata e vaccinata, continuo a non capire.

Forse dovrei chiedere aiuto a Gigi Marzullo. Cioè, se sorge una obiezione su un principio di obbligatorietà che servirebbe a tutelare la salute nelle aule, ne sorgerà necessariamente un’altra in conflitto sull’accesso alla scuola dell’obbligo senza salute? E l’immunità permanente garantita dalle vaccinazioni, garantisce di fatto anche l’alfabetizzazione e il diritto ad imparare a leggere e scrivere? L’intricato intreccio di quesiti mi ha turbato, perché ha aperto per due intere giornate un problema istituzionale su due diritti costituzionali che si sono scontrati e sfidati appunto in punta di diritto, nonostante due ministeri stiano lavorando quotidianamente da oltre due mesi per garantirli entrambi.

L’impressione è che, essendo cominciata la campagna elettorale, le opinioni, anche sacrosante, si contrappongono per far valere quelle sostenute dal proprio partito, sperando di portare a casa il merito di una riforma e quindi un plebiscito di voti alle prossime elezioni. Per ora però dagli elettori, cioè dagli italiani genitori e nonni di figli in età scolare si sono registrate solo valanghe di critiche.

Il ministro Lorenzin ha dichiarato: «Di anno in anno saranno decisi i vaccini da fare per iscriversi alla classe superiore. Questa è una norma che può avere degli aspetti di complessità, spero ci sia un approfondimento e che il dibattito si sposti su un livello più alto». E il ministro Fedeli, dal suo livello scolastico, ha replicato: «Bene le tutele sulla salute, però si garantisca anche il diritto all’istruzione, senza contrapposizione tra i due, e senza che venga leso quello di accesso alla scuola».

Ma come, per la prima volta che si tenta di far passare in Consiglio dei ministri un decreto finalmente utile e necessario per milioni di italiani, le due titolari di dicasteri si mettono a discutere sui concetti, dichiarandoli loro stesse in conflitto, invece di usare le loro competenze, non parlo di quelle scolastiche ma almeno di quelle ministeriali, per comunicare insieme il grande vantaggio dell’obbligatorietà dei vaccini?

Fortunatamente tra gli italiani c’è anche qualcuno che sa comunicare meglio di un ministro anche senza dire una parola. La giovane atleta Bebe Vio, campionessa olimpionica di fioretto individuale, nelle scorse settimane ha esibito il suo volto sfregiato ed i moncherini nudi dei suoi quattro arti amputati, posando in una foto con una bimba sana e vaccinata in braccio, e con la bandiera nazionale alle spalle, offrendosi con un sorriso come testimonial vivente delle possibili conseguenze di una mancata vaccinazione contro la meningite; e quell’immagine, da lei postata senza commenti, è più esplicita di tante discussioni inutili sull’argomento, oltre a rivelarsi uno strumento di comunicazione e di persuasione perfetto e formidabile, più efficace di ogni sterile dichiarazione ministeriale.

Dal momento che risulta difficile pubblicare le foto recenti di bambini paraplegici affetti da poliomielite, devastati dai bubboni del vaiolo, o attaccati a un respiratore a causa della difterite, poiché grazie alle vaccinazioni di massa queste patologie sono state completamente eradicate, usiamo a scopo persuasivo il coraggio della verità, come ha fatto la giovane Be- be, o utilizziamo con lo stesso coraggio la forza del ruolo di ministro della Salute per varare una legge che ci riporti tutti in sicurezza e che permetta di salvaguardare dalle malattie infettive e contagiose l’intera popolazione scolastica.

L’introduzione di questa norma a scuola non può configgere con il diritto allo studio, e tantomeno può essere usata per miserevoli scopi politici ed elettorali, perché gli italiani sono molto più informati e più colti di quanto si voglia far credere, e quei pochi che ancora hanno dei dubbi in proposito, con il tempo si ricrederanno, quando saranno costretti a ricoverare d’urgenza i loro bambini non vaccinati in ospedale. Ed anche perché, se non mandare i figli a scuola pur di non vaccinarli è un’idiozia dettata solo dall’ignoranza, non vaccinare i propri figli é solo un intenzionale e puro atto criminale.

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