Berlusconi prescritto per la compravendita senatori per far cadere il governo Prodi

Caduta Napoli, Torino si prepara. Silvio Berlusconi esce indenne dalle accuse di corruzione (confermate ma prescritte) mosse dal pm Henry John Woodcock per la cosiddetta compravendita dei senatori. Ma potrebbe andare a processo a Torino per uno dei tanti filoni del caso Rubyter.

Ancora corruzione (in atti giudiziari), la contestazione dei pm piemontesi. Reato esteso anche a Roberta Bonasia, 33 anni di Nichelino (Torino). Sarebbe la presunta corrotta a suon di mance, regali e favori in cambio del silenzio sulle cene hot apparecchiate a Villa San Martino. Dove la ragazza figurava fra le ospiti di Silvio. La procura di Torino, città sede dell’istituto di credito dove sarebbero arrivati i bonifici emessi dall’ex capo del governo, ha formalmente chiuso le indagini e ora si prepara a chiedere il rinvio a giudizio per entrambi.

Ma andiamo con ordine e partiamo da Napoli. Legislatura 2006 – 2008 l’allora senatore Sergio De Gregorio eletto con L’Italia dei Valori, stando all’accusa aveva intascato denaro sottoforma di finanziamenti al suo movimento “Italiani nel mondo” e in contanti per mano di Valter Lavitola su commissione di Silvio Berlusconi. Obiettivo: cambiare schieramento, passare al centrodestra e provocare così la caduta del governo Prodi, che a Palazzo Madama
si reggeva su una maggioranza esigua.

Sergio De Gregorio, una volta confessato di avere ricevuto tre milioni di euro (due dei quali in nero), patteggia la pena. Berlusconi e Lavi- tola vengono così condannati a tre anni in primo grado. Ieri la difesa ha chiesto l’assoluzione, appellandosi all’insindacabilità del voto dei parlamentari e contestando la veridicità delle affermazioni di De Gregorio. La corte d’Appello di Napoli (presidente Patrizia Mirra) invece, dopo avere accolto la tesi del sostituto procuratore generale Simona Di Monte, ha confermato le accuse e riconosciuto l’avvenuta prescrizione. Salvo dunque Berlusconi e indenne anche Lavitola.

A Torino, invece, il fascicolo Rubyter per corruzione in atti giudiziari, viene aperto dopo la trasmissione degli atti ordinata il 29 aprile 2016 dal gup di Milano, Laura Marchiondelli. In questo procedimento, il leader di Forza Italia, era imputato insieme con altre trenta persone. L’accusa: avere tentato di mettere a tacere le ragazze ospitate ad Arcore con ricompense. Tutto per evitare la condanna per concussione e prostituzione minorile al processo Ruby. Processo da cui Silvio Berlusconi uscirà definitivamente assolto.

La giudice del Ruby ter era andata avanti comunque, stabilendo che la competenza territoriale per quel filone è delle città in cui hanno sede le banche in cui sarebbero arrivati i soldi. Risultato: il Ruby ter viene suddiviso e spezzettato su sei tribunali: Roma, Monza, Pescara, Treviso, Siena. Per la sola parte di Roberta Bonasia: Torino. Che ieri ha chiuso le indagini. La ragazza, ex infermiera, poi modella e quindi soubrette, quando (nel 2011) il caso esplode, viene indicata come la come la fidanzata di Silvio Berlusconi per via di una telefonata fra Lele mora e l’ex direttore del Tg4 Emilio Fede. «Fidanzata di Berlusconi? Magari… Sarà una omonimia», rispose il padre di Roberta interpellato dai giornalisti.
Ora anche lei rischia il rinvio a giudizio, insieme col presunto corruttore che, va sottolineato, per il caso Ruby (per il quale egli avrebbe corrotto) è stato assolto definitivamente.

Dal processo di Napoli, Silvio Berlusconi esce indenne in secondo grado. La Corte d’appello ha infatti dichiarato la prescrizione dell’accusa di corruzione per la compravendita di senatori. Secondo la procura, e come stabilito dalla sentenza di primo grado che ha condannato l’ex Cavaliere a tre anni di reclusione, durante la legislatura 2006-2008, l’allora senatore Sergio De Gregorio, eletto con L’Italia dei Valori, avrebbe ricevuto denaro, sotto forma di finanziamenti per il suo movimento Italiani nel mondo, per cambiare schieramento politico e provocare così la caduta del governo Prodi, che era appeso a una maggioranza risicatissima.

PRIMO GRADOLa sentenza di primo grado, nei confronti suoi e del giornalista Valter Lavitola, ex direttore dell’Avanti, era arrivata tre anni fa. Proprio nei giorni delle polemiche sulla conduzione delle indagini napoletane nell’ambito del caso Consip, il pm Henry John Woodcock incassa un punto a favore. Perché, nonostante la prescrizione, l’impianto accusatorio da lui istruito contro Berlusconi – con il procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli e i pm Fabrizio Vanorio e Alessandro Milita – è stato confermato. I giudici partenopei, in base a quanto recita il dispositivo di sentenza, dopo tre ore e mezza di camera di consiglio hanno riconosciuto l’esistenza della corruzione, anche se ormai è trascorso troppo tempo dai fatti contestati. Da qui la prescrizione. La difesa aveva invece chiesto l’assoluzione, sottolineando l’insindacabilità del voto dei parlamentari e contestando la veridicità delle dichiarazioni di De Gregorio. Proprio De Gregorio aveva confessato di aver ricevuto tre milioni di euro e aveva patteggiato la pena.

PROCESSO RUBYNel frattempo, la procura di Torino ha chiuso le indagini in uno dei filoni del caso Ruby. Si tratta di un atto che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio e che potrebbe trascinare di nuovo a processo l’ex premier. Il reato ipotizzato è la corruzione in atti giudiziari ed è contestato anche a Roberta Bonasia, 33 anni, una delle giovani che avrebbero ricevuto denaro da Berlusconi per rendere dichiarazioni non veritiere ai pm e descrivere le serate ad Arcore come «cene eleganti». Finalista a Miss Italia nel 2010, nel 2011 la donna venne accreditata come la fidanzata dell’ex premier, sulla base di una telefonata captata fra Emilio Fede e Lele Mora. Nel 2015 ha partecipato alla trasmissione tv Il contadino cerca moglie.Il fascicolo è arrivato a Torino dopo la trasmissione degli atti da parte del gup di Milano, nel quadro del processo Ruby Ter, dove l’ex premier era imputato, insieme ad altre trenta persone, per aver tentato di pilotare le testimonianze a processo a suon di regali e favori. Per il giudice, la competenza territoriale ricade infatti nelle città in cui hanno sede gli istituti di credito dove sarebbero arrivati i bonifici. Dopo la decisione del giudice, il procedimento originario era stato diviso tra sei diversi tribunali: Roma, Monza, Pescara, Treviso, Siena e, appunto, Torino.

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