Blue Whale, accertato caso a Moncalieri: 16enne piena di tagli sul corpo, tracce del gioco sul pc

I carabinieri di Moncalieri comune alle porte di Torino pare siano intervenuti in una scuola superiore in seguito alla segnalazione del preside preoccupato per le ferite con cui una studentessa di 16 anni si è presentata in classe definendola “una cosa mia” invitando tutti a restarne fuori. Ad insospettire le compagne di classe sono stati alcuni tagli sul braccio della giovane sedicenne; a quel punto allarmati i compagni di classe hanno preferito denunciare il fatto al professore a scuola e da lì passando per la vicepreside e il dirigente scolastico, il caso è venuta a galla. La vicenda che arriva da Moncalieri è piuttosto delicata proprio perché riguarda un adolescente con presunti disagi familiari. Vi è la possibilità che possa trattarsi dell’ennesimo caso del blue whale, il gioco che intende portare qualcuno, per lo più giovanissimi, al suicidio attraverso una serie di atti di autolesionismo e nella cui trappola potrebbe essere caduta proprio la sedicenne.

La Ragazzina dopo essere stata sentita in caserma dagli inquirenti avrebbe negato qualsiasi cosa, ma secondo quanto riferito dagli investigatori anche questo aspetto farebbe parte delle regole di gioco di morte, per questo motivo nel pomeriggio di mercoledì i carabinieri hanno sequestrato PC e cellulare della giovane, sul quale ci sarebbero delle tracce d ricerche fatte on line sul blue whale, al momento l’unica pista seguita dagli inquirenti o quantomeno la più probabile. Le lesioni alle braccia e alle labbra sono state refertate all’ospedale Regina Margherita e la loro forma richiamerebbe proprio l’immagine di una balena;  nello specifico il taglio delle labbra corrisponderebbe al quattordicesimo giorno del percorso di morte e sembra che la giovane avesse postato il simbolo della balena inciso col rasoio anche sulle chat di Instagram salvo poi cancellarla.

Preoccupati i familiari ma anche i compagni di classe, i professori e il preside della scuola il quale ha definito la vicenda piuttosto seria. “Già in passato la ragazza era stata vista piangere spesso e si era confidata con alcuni operatori scolastici aprendosi al racconto del suo disagio, lontano da papà e mamma. Vive coi nonni, ma il suo rendimento a scuola non è basso e nemmeno alto”, ha aggiunto ancora il Preside. Intanto proprio nei giorni scorsi Nunzia Ciardi direttore della polizia postale intervistata dal Corriere della Sera ha messo in guardia da Blue Whale,  spiegando che la polizia ha ricevuto circa 40 denunce e ci sono al momento diversi casi da approfondire.

Oltre al tentato suicidio di una giovane di Pescara si sono scoperte diverse conversazioni tra ragazze che lasciano presumere una dinamica identica a quella scoperta in Russia, proprio dove è nato questo terribile gioco, anche se ancora non si è avuto riscontro che queste siano guidate da un tutor, ma è chiaro che facciano riferimento al gioco del suicidio e per questo sono stati contattati subito i genitori.

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