Bologna, un caso di epatite A in un asilo nido: pronti vaccini per 63 bambini

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Un caso di epatite A è stato segnalato al Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL di Bologna e secondo quanto riferito, pare che la persona coinvolta lavori in un asilo nido della città. A riferire la notizia sembra sia stata la stessa AUSL che ha già proposto ai genitori dei bambini iscritti all’asilo nido in questione, l’esecuzione del vaccino antiepatite  a scopo precauzionale e la stessa copertura vaccinale sembra essere stata messa a disposizione degli operatori del nido. E’ questo quanto reso noto dall‘Azienda sanitaria in un comunicato stampa precisando che la Pediatria di Comunità comunque, ha già disposto dalla mattinata di ieri ai genitori dei bambini iscritti, a scopo precauzionale, l’esecuzione del vaccino antiepatite A per i figli e come abbiamo già riferito, la stessa copertura vaccinale è stata messa a disposizione degli operatori del nido.

Le vaccinazioni saranno eseguite mercoledì 7 giugno e venerdì 9, e consisterà in una prima dose, seguita da un richiamo che verrà effettuato a distanza di sei 12 mesi e che servirà a proteggere dalla malattia fino a 30 anni dalla somministrazione.  Saranno circa 63 i bambini interessati dalla vaccinazione e venti adulti, e secondo quanto è emerso,  il caso verrà comunque monitorato dall’ AUSL che, per l’occasione anche attivato un numero telefonico dedicato per operatori e genitori del nido coinvolti, al fine di fornire tutti i chiarimenti del caso sulla malattia, la profilassi e le modalità di contagio.

“L’epatite A è una forma di epatite causata dal virus dell’epatite A, per la quale esiste una vaccinazione efficace. La vaccinazione consiste in una prima dose, seguita da richiamo a distanza di 6-12 mesi, e protegge dalla malattia sino a 30 anni dalla somministrazione”, si legge nella nota di Ausl. La vaccinazione contro l’epatite pare sia indicata oltre che obbligatoria, per tutti coloro i quali si devono recare in paesi ad alta endemia o in zone con condizioni igieniche carenti, oltre che per gli emofiliaci, i tossicodipendenti e coloro che soffrono di una grave epatopatia cronica ed ancora per le persone esposte professionalmente alla malattia, tipo gli addetti al trattamento dei liquami. È obbligatoria anche per coloro i quali convivono o sono venuti in contatto con malati di epatite A.

Il vaccino contiene il virus dell’epatite A inattivo, cioè non più in grado di replicarsi, che inserito nell’organismo agisce stimolando le cellule del sistema immunitario. Coloro i quali vorranno eseguire il vaccino, potranno prenotare al CUP senza richiesta del medico, qualora invece la vaccinazione fosse per un viaggio all’estero, i genitori possono effettuare prenotazioni al CUP anche per i figli mentre per tutti gli altri casi, per i minori è sufficiente contattare la Pediatria di Comunità di riferimento.

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