Bomba di capodanno a Firenze a Capodanno, arrestati otto anarchici

Sono stati arrestati nella giornata di ieri otto anarchici responsabili della bomba di Capodanno a Firenze, un ordigno rudimentale ma molto forte che il primo gennaio di quest’anno ha ferito gravemente Mario Vece, artificiere di 39 anni un servitore dello Stato che con grande coraggio si era avvicinato all’ ordigno per disinnescare, ordigno che i terroristi avevano legato alla saracinesca della libreria “il bargello” il cui proprietario è un simpatizzante di Casapound.

A distanza di 7 mesi, dunque, dopo una lunga indagine fatta anche di pedinamenti, intercettazioni ambientali e telefoniche, sono stati arrestati gli anarchici responsabili di aver collocato la bomba il giorno di Capodanno a Firenze.

Da quanto emerso, sembra che nel corso dell’ arresto, due sospettati siano saliti sul tetto di un immobile occupato nella zona del Galluzzo, alla periferia di Firenze scesi, dopo alcune ore; si trattava di un uomo ed una donna e con loro vi erano anche alcuni occupanti dell’immobile noto con il nome di “riottosa”, un edificio occupato che si trova nella zona del Galluzzo, perché verrà sgomberato è sottoposta a sequestro preventivo. Gli arrestati, come abbiamo detto, pare siano 8 militanti anarchici accusati di tentato omicidio e l’operazione secondo quanto si apprende, sarebbe durata parecchie ore; per chi non lo ricordasse, il pacco bomba era stato piazzato tra le maglie della saracinesca della libreria “il bargello” di via Leonardo da Vinci che fa riferimento al movimento di estrema destra di CasaPound e l’ordigno pare avesse un timer che è esploso proprio quando il tecnico della polizia ha iniziato ad esaminarlo.

La bomba aveva ferito in modo piuttosto grave, come già detto un artificiere, il quale nello specifico è stato ferito ad un occhio e una mano. L’ agente era stato sottoposto ad una delicata operazione anche piuttosto lunga grazie alla quale l’occhio è stato interamente ricostruito. La bomba è esplosa intorno alle ore 5:30 e l’ agente Mario vece aveva appena festeggiato il nuovo anno in questura, poi giunta una telefonata di allerta si era recato sul posto. “C’è un pacchetto sospetto in via Leonardo da Vinci, c’è bisogno di un artificiere”, chiede via radio una pattuglia della Digos.

Uno dei sospettati aveva addirittura lasciato tracce di Dna sul pacchetto sospetto e grazie a queste tracce si è arrivati alla sua identificazione e si tratterebbe di colui che ha materialmente costruito l’ordigno. I provvedimenti di fermo nei confronti dei cinque sospettati sarebbero motivati da consistenti indizi a carico degli anarchici arrestati per il confezionamento dell’ ordigno esplosivo che ha provocato lesioni gravissime al sovrintendente della polizia di Stato Mario vece. Nel contempo sarebbe rimasti gravi indizi per i tre militanti arrestati per il porto e il lancio degli ordini incendiari alla caserma dei carabinieri.

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