Bonus Bebè 2017 come e dove richiederlo, ecco a chi spetta: intensificati i controlli

Oggi torniamo a parlarvi del bonus bebè 2017, annunciandovi che dal primo gennaio pare siano cambiate le procedure INPS per gestire le domande e l’erogazione dell’assegno di natalità aggiornate con una serie di controlli incrociati rispetto alle dichiarazioni ISEE. Nel caso ci siano delle omissioni o delle difformità sul modello ISEE, si rischia che il Bonus Bebè 2017 venga sospeso o addirittura si rischia che le domande non vengano proprio prese in considerazione. Ebbene si, dal primo gennaio sono cambiate le procedure INPS per gestire le domande e l’erogazione dell’assegno di natalità aggiornate con una serie di controlli incrociati alle dichiarazioni ISEE, istruzione contente nel messaggio 261/2017 dell’Istituto previdenziale. Innanzitutto cerchiamo di fare chiarezza sul Bonus Bebè, dicendo che questo altro non è che un assegno di natalità che spetta per ogni figlio nato o adottato tra il 1° gennaio 2015 ed il 31 dicembre 2017; l’assegno è erogato dall’Inps a quelle famiglie in cui sia presente il figlio nato, adottato o affidato anche temporaneamente che però abbiano un ISEE in corso di validità non superiore ai 25.000 euro.

Riguardo l’importo, questo sarà di 160 euro al mese per 12 mesi e dunque 1.920 euro annui qualora l’Isee del nucleo familiare del richiedente, sia pari o inferiore a 7.000 euro, mentre per Isee superiori a 7000 euro ma entro la soglia massima dei 25.000, il bonus è pari alla metà, ovvero 80 euro al mese. Il bonus potrà essere richiesto da tutte le famiglie italiane, ma anche da cittadini comunitari e stranieri con permesso di soggiorno di lunga durata, ovvero la ex carta di soggiorno. Secondo le nuove disposizioni, rese note nei giorni scorsi e contenute nel messaggio 261/2017 dell’Istituto previdenziale sembra che il contribuente autodichiari, compilando la DSU per la richiesta dell’ISEE fra cui quelli relativi al patrimonio mobiliare.

Sulla base di queste autodichiarazioni, l’Agenzia delle entrate poi effettua dei controlli, con i dati disponibili in Anagrafe Tributaria; nel caso in cui da questi controlli emergano omissioni o differenze, l’Inps può agire in due modi, ovvero sospendendo automaticamente l’istruttoria relativa alla domanda di prestazione o inviando un avviso al contribuente indicando la sospensione dell’istruttoria contenente la richiesta di presentare entro 30 giorni una nuova DSU, ovvero la Dichiarazione sostituto unica, con le informazioni precedentemente omesse o esposte in difformità con i dati risultati dai controlli del Fisco. La comunicazione dell’Inps sembra arrivare nella casella di posta elettronica certificata dell’utente o del patronato attraverso il quale è stata inoltrata la pratica, oppure per posta via raccomandata. Dunque, nel caso le dichiarazioni siano sbagliate l’utente dovrà effettuare le correzioni entro il 2017, in caso contrario, scattando l’anno 2018 non sarà più possibile correggere le vecchie dichiarazioni e dunque si perderà il diritto ad ottenere gli arretrati dei mesi in cui il pagamento del bonus fosse sospeso.

La novità più importante, relativa alle procedure di quest’anno, è certamente il blocco istantaneo della domanda da parte dell’Inps nel caso in cui quanto dichiarato nell’Isee non corrisponda, dopo i dovuti controlli, ai dati in possesso dell’Istituto. In tale caso il cittadino richiedente ha due alternative possibili:
-presentare domanda per la prestazione di suo interesse avvalendosi della stessa attestazione Isee recante l’annotazione delle omissioni o difformità. In tale ipotesi, l’Ente erogatore può richiedere al cittadino idonea documentazione per comprovare la completezza e veridicità dei dati indicati nella dichiarazione. La documentazione va richiesta esclusivamente dall’utente all’intermediario (Banca, Poste Italiane, ecc.) che ha comunicato i rapporti finanziari all’Agenzia delle entrate;
presentare una nuova DSU, comprensiva delle informazioni in precedenza omesse o diversamente esposte.
Inoltre come aveva già anticipato l’Agenzia delle Entrate a fine 2016, ogni anno (per i tre anni del godimento del Bonus Bebè 2017) è necessario ripresentare la DSU per riconfermare la presenza dei requisiti per poterne godere.
Tra le novità 2017, l’Agenzia ricorda chel’Isee corrente (per aggiornare i dati della DSU già presentata) ha validità due mesi dalla presentazione della DSU Modulo sostitutivo, secondo le indicazioni riportate nel par. 9 della circolare Inps n. 171/2014 alla quale si rimanda per ogni utile approfondimento” e che “scaduto l’Isee corrente, se non viene presentata una nuova DSU modulo Sostitutivo, verrà presa  a riferimento l’ultima DSU presentata e l’Isee ordinario rilasciato per effetto della stessa”. Nel caso i dati non rientrassero nei requisiti richiesti, la domanda verrà sospesa.
In occasione della presentazione della domanda per accedere al Bonus Bebè 2017, l’utente ha diritto a scegliere la modalità di erogazione da parte dell’Inps attraverso il bonifico domiciliato allo sportello postale oppure con l’accredito su un conto con Iban. 
Nel secondo caso, aggiorna l’Agenzia delle Entrate, si è tenuti a presentare anche il modello SR163, ovvero laRichiesta di pagamento delle prestazioni a sostegno del reddito”, salvo che tale modello non sia stato già presentato all’Inps in occasione di altre domande di prestazione. Ciò è necessario per verificare la corrispondenza tra l’Iban indicato nella domanda di assegno e la titolarità del conto a cui l’Iban stesso si riferisce e pertanto è funzionale alla corretta erogazione dell’assegno a favore del richiedente.

CHI NE HA DIRITTO Ogni bambino nato o adottato dal primo gennaio 2015 al 31 dicembre 2017 da genitori cittadini italiani o di stati membri dell’Unione Europea. La misura riguarda anche i figli di cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno di lungo periodo, residenti in Italia.

A QUANTO AMMONTA IL BONUS BEBE’ Ammonta a 960 euro l’anno, 80 euro al mese per dodici mensilità a partire dal mese di nascita o adozione.

PER QUANTO TEMPO SI HA DIRITTO AL BONUS? Fino al terzo anno di età per i bambini nati o il terzo anno dall’ingresso in un nucleo familiare dopo l’adozione.

QUAL E’ IL TETTO DI REDDITO MASSIMO PREVISTO? Il reddito massimo è di 90mila euro, sommando i redditi dei genitori nell’anno solare precedente a quello di nascita. Dal quinto figlio in poi non esiste alcun limite di reddito.

IL BONUS BEBE’ E’ COMPATIBILE CON IL BONUS DEGLI 80 EURO? Sì, il bonus bebè è cumulabile con quello di 80€ per i redditi fino a 26mila euro l’anno, perché non contribuisce alla formazione del reddito dei genitori.

A CHI VA PRESENTATA LA DOMANDA? La domanda per ricevere il bonus bebè va presentata all’INPS.

IL BONUS BEBE’ E’ L’ UNICA MISURA A FAVORE DELLE FAMIGLIE?No. È previsto l’utilizzo di un fondo di 298 milioni per le famiglie per il 2015, che sarà attivato con un decreto del Presidente del Consiglio.

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