Bonus mamma 2017 annunciato e poi sparito partirà in ritardo: a chi spetta e come richiederlo

Il denaro c’è, ma il bonus da 800 euro per i bimbi messi al mondo nel 2017 partirà in ritardo

Sembra essere letteralmente scomparso il bonus da 800 euro per le mamme. Si tratta di un provvedimento previsto dal governo e fino ad ora dato praticamente per disperso, visto che negli uffici dell’Inps, dove viene effettuata la richiesta prosegue la coda di coloro i quali effettuano la richiesta appunto ma la risposta sembra essere sempre la stessa ovvero “Non ne sappiamo nulla”. Tante le richieste del bonus mamma alle quali però non sembra essere arrivata nessuna risposta o meglio sia gli operatori call center che impiegati dell’Inps sono costretti a spiegare che ad oggi purtroppo la copertura non esiste; a tal riguardo proprio nei giorni scorsi l’Inps, ha comunque fatto sapere che il lancio del bonus mamma è imminente e se non si parla ancora di una data certa, l’Istituto di previdenza sociale ha confermato che la misura sarà retroattiva.

Inps avrebbe fatto sapere che la ragione di tale ritardo sta nella mancanza di dettagli con cui è stata scritta la misura e nello specifico ad inizio del mese di gennaio il presidente Boeri aveva scritto a Costa chiedendo di precisare i criteri per accedere al bonus, precisazioni che però sono arrivate soltanto dopo alcune settimane e corrette in un secondo tempo, ed è stato proprio questo a determinare tale ritardo.

Da quanto emerso, sembra che il bonus mamme sia ancora in stand-by ma il diritto all’assegno da €800 previsto dalla legge di stabilità per le donne che diventeranno madri nel 2017 sembra comunque essere stato acquisito; nei mesi scorsi era stata pubblicata la circolare numero 39 che fissa i criteri generali di requisiti per l’accesso al bonus bebè e nei giorni scorsi l’Inps ha fornito ulteriori chiarimenti attraverso la pubblicazione di una nuova nuota la numero 61/2017 che di fatto fornisce le indicazioni operative.

Il bonus mamma è sostanzialmente il premio per le nascite o le adozioni ed ammonta ad €800, cifra che viene assegnata a tutti a prescindere dal reddito e dal nucleo familiare; questa può essere richiesta dal settimo mese di gravidanza e l’importo può essere speso per pagare le visite mediche ma anche per il mantenimento del neonato e viene concesso in un’unica soluzione.

Tale bonus può essere richiesto dunque da tutte le donne che risultino residenti in Italia e dunque cittadine italiane e comunitarie e non comunitari e con permesso di soggiorno di lungo corso di cui all’articolo 9 del Decreto Legislativo n. 286/1998 oppure di una delle carte di soggiorno per familiari di cittadini UE previste dagli artt. 10 e 17 del Decreto Legislativo n. 30/2007, come da indicazioni ministeriali relative all’estensione della disciplina prevista in materia di assegno di natalità alla misura in argomento; non potrà essere richiesto invece dalle immigrate con un documento di soggiorno diverso da quello di lungo corso.

Guai a cancellare i bonus. Il governo di Paolo Gentiloni prosegue sulla scia dell’esecutivo guidato da Matteo Renzi. E allora, niente paura: il bonus «mamma domani», vale a dire l’assegno una tantum da 800 euro a chi partorisce nel corso del 2017, non è sparito. Certo, c’è un ritardo sulla tabella di marcia e sull’attuazione dei decreti approvati negli scorsi mesi, ma i soldi non sono spariti e verranno spartiti. Stiamo parlando di 600 milioni di euro da dividere, secondo le stime basate sulle nascite del 2016, tra circa 750mila famiglie. Non sono previsti tetti al reddito: vuol dire che quei soldi sono destinati anche ai ricchi.

Dunque, nessun timore: i quattrini arriveranno a destinazione. A promettere che non ci sono e non ci saranno sorprese è stato il «papà» della norma ovvero Enrico Costa, ministro per gli Affari regionali con delega alla famiglia. Il quale è stato chiamato in causa da un’inchiesta di Repubblica, secondo la quale il bonus sarebbe bloccato nelle trappole burocratiche oltre che nell’ennesima lite tra governo e Inps. L’esponente di Alternativa popolare, il partito appena fondato da Angelino Alfano, ha però rassicurato tutti. «Chilo ha maturato in questi mesi potrà conseguire il sostegno. Abbiamo fatto i salti mortali per fornire all’Istituto di previdenzala collaborazione che chiedevano, un’interlocuzione costruttiva» ha affermato replicando all’Inps che sostiene, invece, dice di aver ricevuto indicazioni confuse: «il tetto Isee non è mai stato contemplato per questo intervento. Abbiamo sempre detto che la misura sarebbe stata universale, per tutte le mamme, senza limiti reddituali. A fine gennaio c’erano gia’ tutte le condizioni per costruire il percorso di attuazione».

Non solo. Secondo Costa «dall’Istituto per la previdenza abbiamo ricevuto rassicurazioni sul fatto che stavano preparando la piattaforma telematica per presentare le domande. Detto questo, l’importante ora è fare un gioco di squadra per attivare la misura. Ricordo che la circolare attuati- va per il bonus bebè arrivò a maggio.

E che per il “mamma doman” il diritto acquisito rimane: tutte le neo-mamme dal primo gennaio 2017 hanno diritto alla prestazione». Quando saranno erogati i bonus? Per i pagamenti ci vuole ancora un po’ di tempo. L’Inps sta mettendo a punto la piattaforma e stima di poter staccare i primi assegni soltanto a metà maggio, ma «se non intervengono modifiche ulteriori» ha tenuto a precisare il direttore generale dell’ente previdenziale, Gabriella Di Michele. La macchina è complessa: «Alla piattaforma- ha spiegato Di Michele – abbiamo iniziato a lavorare a fine gennaio. Ma non è marginale capire se il bonus tocca oppure no a una cittadina extracomunitaria con permesso di soggiorno di breve durata. Oppure se la mamma di due gemelli ha diritto a un contributo bonus doppio. Tutti questi cambiamenti in corso d’opera hanno fatto scivolare i tempi in avanti». Accettare domande cartacee «è un’alternativa, ma comporta un rischio maggiore di truffa»

La Legge di Bilancio 2017 (ex legge di stabilità) ha portato con se diverse conferme e alcune novità relativamente agli aiuti economici alle famiglie. Conferma per il 2017: bonus bebè e i voucher per baby sitter e asili nido anche per il 2017, Novità per il 2017: il cosiddetto bonus mamma domani di 800 € o premio alla nascita e un nuovo bonus nido di 1000 €. Bonus mamma domani, 800 € per le neo mamme La novità più importante per il 2017 è sicuramente il bonus mamma domani tecnicamente denominato premio alla nascita o all’adozione. Si tratta di un contributo di 800 euro da corrispondere alla futura mamma per il sostenimento delle spese legate alla gravidanza o alle spese di adozione.

Il bonus mamma domani è pari a 800 euro e sarà corrisposto dall’INPS in un’unica soluzione alle future mamme che ne faranno richiesta. Il premio alla nascita quindi andrà richiesto dagli interessati direttamente all’INPS, che provvederà alla sua corresponsione al compimento del settimo mese di gravidanza o all’atto dell’adozione. Fattore molto importante riguarda il reddito della famiglia, infatti il bonus mamma domani non verrà erogato in base all’ISEE, quindi non servirà rientrare nella soglia ISEE di 25.000 euro, ma a tutte le mamme che ne faranno richiesta. Inoltre l’importo di 800 € del premio alla nascita o all’adozione non andrà in dichiarazione dei redditi, quindi è esentasse. Al momento non vi è ancora alcun messaggio o circolare INPS al riguardo, quindi bisognerà ancora attendere per fare richiesta.

Bonus Nido 2017, 1000 € per pagare la retta dell’Asilo Nido Per i figli nati, o adottati nel corso del 2016, la legge di bilancio 2017, ha previsto un bonus di 1000 € da erogare ai richiedenti, per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati, nonché per l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei tre anni, affetti da gravi patologie croniche. Il bonus nido consiste in un buono di 1000 euro su base annua per 3 anni, suddiviso in 11 mensilità corrisposto dall’INPS al genitore che ne farà richiesta, presentando altresì idonea documentazione attestante l’iscrizione e il pagamento della retta a strutture pubbliche o private. Questo contributo non è comunque cumulabile con i voucher per baby sitter e asili nido né con la detrazione IRPEF del 19%. Anche per il bonus nido 2017 non c’è alcun limite ISEE da rispettare, ma per capire bene come funziona siamo in attesa di un apposito decreto attuativo, che dovrebbe arrivare entro 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio 2017.

Voucher per baby sitter e asili nido 2017 In alternativa al suddetto bonus nido ci sono gli ormai consolidati contributi INPS per i voucher baby sitter o asili nido che ammontano, lo ricordiamo a 600 euro mensili, per un massimo di 6 mesi, e che da quest’anno è stato esteso anche alle imprenditrici e lavoratrici autonome. In questo caso il contributo è ridotto a 3 mesi anziché 6. Introdotti in via sperimentale dalla legge 92/2012 meglio conosciuta come “Legge Fornero” per il triennio 2013-2015 sono stati prorogati per il 2016 e ora anche per il 2017. I contributi per Voucher per baby sitter e asili nido vanno richiesti telematicamente o tramite all’INPS. Una volta riconosciuto il diritto l’INPS erogherà i voucher per il pagamento del servizio baby sitter o pagherà direttamente l’asilo nido accreditato, per un massimo di 6 mesi per l’anno 2017. Ricordiamo che i mesi vanno intesi sempre pieni ed in sostituzione di equivalenti periodi di congedo parentale o astensione facoltativa.

Bonus Bebè 2017, contributo per i neonati delle famiglie con ISEE basso Il bonus bebè che è in vigore già da due anni rimane confermato anche per il 2017. Si tratta di un contributo mensile 80 euro o 160 euro mensili che spetta alla neo mamma per ogni figlio nuovo nato (o minore adottato o in affido) dalla nascita o dal giorno di entrata in famiglia del minore, per i successivi 3 anni. Il bonus bebè o assegno di natalità spetta per ogni figlio nato o adottato tra il 1° gennaio 2015 ed il 31 dicembre 2017 istituito con la legge di stabilità 2015 e quindi ancora in vigore fino a tutto il 2017. Può essere richiesto dal genitore, il cui reddito ISEE non superi i 25.000 euro. L’importo è pari a 80 euro al mese per ISEE oltre i 7000 e sotto i 25.000 euro, mentre se si ha un reddito inferiore a 7.000 euro il contributo è di 160 euro al mese.

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