Bossi: “Io sto con la Lega, non con Salvini”

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Visita a Piacenza, nel pomeriggio di sabato 20 maggio, per il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini. Penso che l’Italia stia insieme se rispetta le sue identità e le sue diversità in senso federale.

Un tempo era il leader acclamato, il “verbo” della Lega Nord. Chi danneggia la Lega, soprattutto se ha una carica, è fuori. Salvini, infatti, ha espresso stima nei confronti di Bergamin, e ha svelato di avergli chiesto di rivestire il ruolo di coordinatore dei sindaci leghisti a livello nazionale. “Non vedo Berlusconi da tre, quattro mesi, magari l’accordo lo troveremo: io almeno lavoro per questo”. E “dobbiamo mettere bene in chiaro che su tasse, rapporto con l’Europa, Turchia, immigrazione e legge Fornero non ci sono vie di mezzo possibili”. Il sistema elettorale migliore è il maggioritario dove l’elettore sa chi elegge e dove chi vince vince e governa e chi perde fa l’opposizione. Io sono federalista, non voglio dividere ma voglio unire. È intervenuto anche Umberto Bossi, che però è stato contestato da alcuni dei presenti. Mentre l’ala a sinistra del palco leva le bandiere indipendentiste in difesa del senatur, la protesta contro di lui prosegue silenziosa con centinaia di cartelli blu con scritto ‘Salvini premier’. Ogni governatore ha il suo carattere, a me stanno simpatici tutti.

Nonostante le tensioni e le minacce dei giorni scorsi, il senatur non abbandonerà la Lega, per ora, anche se continua a criticare un partito che “pensa sempre meno al Nord”. Se vado via o non vado via è una cosa che hanno inventato i giornalisti.

E poi, c’è il forte astensionismo che ha giocato un ruolo importante alle primarie. “Il sud ha bisogno di sviluppo, il nord non può dare più nessun aiuto, non ha neppure i soldi per badare a se stesso”. Noi siamo l’unica alternativa e l’unica possibilità di cambiamento. “Questa e’ la tua famiglia, questa e’ la tua casa”, dice, rivolto all’anziano fondatore. “Può farlo anche oggi, non proverò mai rancore”. “Diceva che non capivo nulla, lo dice ancora: prendo atto, metto in saccoccia e tiro dritto”.

Bossi ha poi sottolineato come la sua collocazione sia “con la Lega e non con Salvini“, perché “i segretari vanno e vengono”.

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