Botte ai disabili per fingere incidenti e truffare le assicurazioni: sgominata banda nel casertano

Emesso nella giornata di ieri un provvedimento dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura sammaritana ed i reati contestati al gruppo sono quelli di associazione per delinquere finalizzata alla truffa in danno di compagnie assicurative, al l sequestro di persona, alle lesioni personali, alle estorsioni e altro. Per tutte queste ragioni sono finite in manette ben 6 persone i quali erano soliti picchiare e bastonare ragazzi tutti di età compresa tra i 28 ed i 25 anni, affetti per lo più da ritardi o portatori di handicap di diverso genere che ogni volta venivano pagati in misura minore. In alcuni casi le vittime erano anche consenzienti,mentre in altri casi venivano costretti a farsi fare del male. Gli arrestati sono Carlo Bianco, Fabio Martino de Carles, Franco Pistone, Anthony Concu, Simone Mauro, Giulia De Felice, i quali come già anticipato erano soliti picchiare le vitime dei falsi incidenti per aumentare l’indennizzo.

Tra le vittime, vi è ad esempio un giovane di 22 anni, portatore di handicap, il quale nel 2015 venne picchiato a scopo di estorsione con dei bastoni; allo stesso in quell’occasione gli venne ordinato di consegnare 400 euro, soldi che non poteva aver e poi venne malmenato. Pubblicata un’intercettazione tra due affiliati della banda, i quali parlando di Antonio si sarebbero espressi in questo modo: “Si deve scassare questo… si deve scassare! Però è un “muccusiell” (un bambino)”.. “Lo dobbiamo fratturare… una testata in faccia uè” “Bravo”. “Ci scassiamo il naso e buono». “E ci dobbiamo scassare pure il perone… ci dobbiamo dare una botta.. . gliela do io la botta …

La botta qua.. . questo si rompe subito qua… questo è tibia e perone, si scassa subito… in un niente! Gli dobbiamo far prendere calci… è un ragazzino”. “Fammi capire chi è?”. “Un ragazzino! Ora non faccio ancora il nome… Però è un ragazzo che si deve scassare perché ha sbagliato.. . perché ne ha fatto uno… ha fatto una mezza tarantella (ha creato problemi)… Se lo fratturiamo… come dico io… sono cinquemila euro minimo. La mazza c’è… l’intenzione pure… Ora sono proprio motivato hai capito… a “vatterlo”… farlo male proprio… madonna mia… Ognuno si deve prendere un punto… tu ti devi prendere il dito… io gli do un cazzotto qua… e uno si prende il perone… tre fratture… Gli devo rompere il setto nasale”. “Eh… però daglielo in modo che non è che lo uccidi proprio”.

Proprio per questo episodio, e tanti altri, gli indagati rispondono del reato di sequestro di persona. Non risultano indagati gli avvocati che materialmente redigevano le richieste di risarcimento; gli inquirenti sembra non siano riusciti a dimostrare la loro consapevolezza rispetto ai raggiri posti in essere dal gruppo. Molte e tempestive le segnalazioni di compagnie assicurative dalle quali e’ partita l’indagine, sviluppata tra dicembre 2015 e settembre 2016.

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