Bufera su Report dopo il servizio sul vaccino Hpv: interviene la commissione di Vigilanza

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In seguito alle polemiche sollevate dal servizio di Report sul vaccino contro il papilloma virus, la Rai ha chiesto di ricostruire il percorso fatto per realizzare l’inchiesta. Il fatto sembra essere approdato in Commissione di Vigilanza, il cui presidente Roberto Fico, dice: “Eversivo sospendere Report”. La replica del Presidente Rai, Monica Maggioni è stata immediata ovvero “Ricostruzioni fantasiose, nessuno ha mai pensato di chiudere il programma”. “La Rai è un servizio pubblico e non si può permettere di mandare in onda una puntata come quella di Report sul vaccino anti papiloma virus. E’ disinformazione”, a scagliarsi contro la trasmissione di Rai 3 è Mario Palermo, direttore del Dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico (Dasoe) Igiene pubblica e rischio ambientale dell’assessorato alla Salute della Regione siciliana. Lo stesso ha anche dichiarato di non voler entrare nel merito della trasmissione, ma ha voluto sottolineare l’importanza del vaccino HPV, definito fondamentale per la prevenzione di alcuni virus che colpiscono mucose e genitali e che costituiscono la prima causa del tumore del collo dell’utero.

Sulla questione è anche intervenuto il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, la quale ha dichiarato che diffondere paura propugnando tesi prive di fondamento e anti scientifiche è un atto molto grave di disinformazione ed è quanto ha fatto la trasmissione di Rai3 Report, dedicando la puntata di martedì al vaccino contro il Papilloma virus, il primo vaccino contro il cancro che l’uomo è riuscito a produrre. Il Ministro ha tenuto a sottolineare ancora che il vaccino è sicuro e di grande efficacia, a differenza di quanto è stato fatto affermare sulla televisione pubblica. In seguito alla bufera nata subito dopo la messa in onda della puntata di Report, nella giornata di ieri la direzione generale della Rai, ha fatto sapere di aver avviato una verifica sulla puntata del programma di Rai3 Report ha dedicato al vaccino anti-papilloma virus chiedendo informazioni in merito alla Direzione di rete che a sua volta si è rivolta alla struttura del programma.

A remare contro il servizio messo in onda da Report, anche Angelo Testa presidente nazionale dello Snami, il quale ha dichiarato che non è stata una buona informazione.Il segretario nazionale Snami, Gianfranco Breccia ha aggiunto: “Il nostro paese, è stato il primo ad introdurre la vaccinazione e all’oggi siamo nell’ordine di circa un milione dei vaccinazioni effettuate e mi consta che siano smentite da studi scientifici approfonditi la correlazione tra gli effetti collaterali del vaccino e l’azione negativa degli adiuvanti dello stesso”.

Sembra che gli unici, o quasi, a schierarsi a favore della redazione di Report siano stati i parlamentari del M5S, i quali nella giornata di ieri, hanno diffuso una nota nella quale si legge: “La Casta, politica e non, vorrebbe chiudere Report. Da settimane la trasmissione d’inchiesta della Rai è sotto attacco dei tanti che difendono la libertà di stampa solo quando non tocca i loro interessi e di coloro che vorrebbero un’informazione succube del governo e della maggioranza”.

È stato un atto di vilipendio alla scienza, un intollerabile discredito della ricerca e un ignorante e grave caso di disinformazione. Il rigore fino ad ieri incontestato della trasmissione di Rai3 “Report”, conquistato negli anni da Milena Gabanelli, è stato disintegrato dal suo successore in un servizio di 23 minuti, polverizzato da un titolo “Effetti indesiderati”, che ha diffuso il sospetto di reazioni avverse, ridicole rispetto ai vantaggi, del vaccino Hpv conto il Papilloma Virus, presentato come veicolo di malattie, oltre che origine di imbrogli, sprechi e corruzione.

Ma come, oggi che abbiamo il primo vaccino al mondo contro il cancro dell’utero, contro un tumore maligno provocato da un virus potenzialmente cancerogeno, il servizio pubblico della Rai, quello che dovrebbe informarci sulla sua straordinaria utilità, sul suo effetto preventivo e terapeutico, gli spara contro, ed invece di incoraggiarne la diffusione nel Paese, ci insinua dubbi e perplessità parlando di farmaco- vigilanza carente e di effetti collaterali? Roba da non crederci.Ed abbiamo dovuto ascoltare notizie false e tendenziose da persone sedute in quello studio a cianciare di medicina e di scienza senza averne l’ombra di un merito o di una competenza. Senza un contraddittorio, senza le informazioni sulle migliaia di vite salvate, sui milioni di ragazze nel mondo che con tale prevenzione non svilupperanno mai nella loro vita il cancro dell’utero, pur venendo in contatto con il virus, senza i numeri dei ragazzi e degli uomini guariti dal cancro del loro pene grazie al vaccino.

La colpa della grave e cattiva informazione non è della Rai, ma della testa che la dirige, di chi mischia la politica con la scienza, di chi gestisce la programmazione e di chi sceglie gli opinionisti del commento, senza che nessuno di costoro abbia il prestigio, l’autorevolezza e la professionalità per farlo, essendo stati di certo chiamati unicamente in base alla loro disponibilità a sostenere tesi che gli addetti ai lavori rifiuterebbero di fare.

La cosa ancora più grave è che agli occhi e alle orecchie dell’opinione pubblica che guarda e ascolta la tv di Stato, sia arrivata una informazione a discredito anziché a sostegno, un lesivo dileggio e un falso allarme su un farmaco che dovrebbe essere invece percepito come un privilegio, una conquista della nostra ricerca, una certezza scientifica, un salvavita per milioni di donne nel mondo. Escluso il prof Garattini, che non è un virologo, le “autorevoli” persone che erano nello studio di Report, di sicuro non avevano mai visto un virus cancerogeno, non conoscevano la sua azione infettante, infiltrante, insidiosa e silente, e forse non comprendevano nemmeno le conseguenze letali che produce in molti casi, e altrettanto sicuramente ignoravano che oggi le giovani vaccinate contro l’Hpv, incluse le loro figlie, non moriranno più di cancro della cervice uterina, non si ammaleranno più di una patologia che fino a dieci anni fa mieteva ancora migliaia di vittime.

Ormai il danno è fatto, e il messaggio entrato in molte case è ritenuto da molti scienziati grave e difficilmente rimediabile, senza contare che il pubblico televisivo forse non legge i giornali, non segue le polemiche suscitate, ma conserva una sua opinione, non sempre influenzata negativamente da quello che «ha detto la televisione». Eppure un rimedio efficace esiste, e sarebbe anche facile da proporre e realizzare per contrastare la pessima informazione di Report. Basterebbe che la presidente Rai, Monica Maggioni, e il suo amministratore delegato Campo Dall’Orto, anziché chiudere il programma, lasciando insoluti i dubbi che ha provocato, proponessero la messa in onda di un’altra puntata, con gli stessi opinionisti e commentatori della precedente, nella quale si esibisse la prova contraria, il rovescio della medaglia, con un servizio girato nelle corsie degli ospedali, per informare su quello che realmente accade quando non ci si vaccina.

Basterebbe infatti far avvicinare ai letti dei degenti una telecamera, e inquadrare tutte quelle situazioni di malati, molti terminali e prossimi alla morte, divenuti tali grazie alla loro mancata vaccinazione, per il morbillo, per la meningite, per il tetano, per la difterite, per l’epatite B, per la polmonite da pneumococco, per l’Hpv, eccetera eccetera; basterebbe mostrare quei pazienti moribondi di tutte le età, da quella pediatrica a quella senile, attaccati all’ossigeno, con i monitor e con le flebo al braccio, per i quali la medicina non può più fare nulla, e ascoltare in contemporanea i commenti dei loro amici, dei parenti e dei genitori in lacrime; sarebbe sufficiente anche se il servizio fosse senza audio, muto, con su scritto “No comment”, perché quelle immagini parlerebbero da sole, senza necessità di spiegazioni scientifiche, senza nemmeno sottolineare l’importanza di vaccini, perché il senso di quegli ultimi sguardi disperati si intuirebbe all’istante e quella sofferenza fìsica e morale resterebbe impressa nella nostra memoria, facendo emergere spontaneamente e fortemente la fiducia nei vaccini e provocandone un aumento di richiesta, ristabilendo quella sicurezza verso la medicina e la scienza, che Report ha tentato di depotenziare. Questo sarebbe un vero servizio pubblico, perché in nessun altro Paese al mondo si conduce una battaglia contro le vaccinazioni sulle reti nazionali come da noi in Italia, scaricando sulla pelle e sulla salute degli italiani una lotta politica intestina, miserabile e ignorante, supportata anche dal maggior partito di opposizione, come avviene oggi con i Cinque Stelle, con il loro leader Beppe Grillo che chiamava “Cancronesi” il pioniere della lotta al tumore Umberto Veronesi.

Il vaccino HPV impedisce l’insorgenza del cancro del collo dell’utero nel 100% dei casi di contatto con il virus, l’unico agente accertato come responsabile di questa neoplasia maligna, e il cui contagio avviene nei rapporti sessuali con persone infette. Negli ultimi 15 anni in Europa e nel mondo si è osservata una drastica riduzione della diagnosi di questo tipo di tumore nelle donne vaccinate e moltissime guarigioni in quelle malate. I programmi di screening (pap-test) permettono una diagnosi precoce delle lesioni precancerose nelle persone non vaccinate ed un trattamento nella fase iniziale, che include anche il famoso vaccino per depotenziare l’agente patogeno ed evitare le sue letali conseguenze.

In Italia ogni anno si stimano oltre 130mila nuove diagnosi di lesioni precancerose del collo dell’utero e ad oggi nel mondo sono stati vaccinati contro l’Hpv oltre 100milioni di donne. Negli Stati Uniti si sta iniziando a vaccinare anche i ragazzi tra i 12 e i 16 anni, poiché il vaccino è l’unico anticancro diretto e sicuro anche per i loro genitali, con l’obiettivo di riuscire a coprire con la vaccinazione il 95% della popolazione, in modo da debellare defìnitivamente tale patologia.

La vaccinazione in Italia attualmente non è obbligatoria, e purtroppo la copertura è ancora bassa, poiché oggi si vaccinano appena sei adolescenti su dieci.
Non permettiamo quindi che dopo Report questa straordinaria terapia preventiva scenda a livelli più bassi, e faccia più morti del- l’Isis, sarebbe ridicolo non per la Rai, ma per la scienza, la ricerca, la medicina e per tutti noi.

Alcune informazioni sul virus HPV: informazioni brevi per le utenti

Queste informazioni sono rivolte in particolar modo alle donne invitate a fare un test per la ricerca del virus HPV (test HPV) nell’ambito dei programmi di screening per la prevenzione del tumore del collo dell’utero.
1. Che cos’è il virus HPV?
♦ L’HPV (papilloma virus umano) è un virus che provoca un’infezione molto frequente, che la maggior parte delle donne prende almeno una volta nella vita.
2. Che cosa fa questa infezione?
♦ In genere non causa alcuna alterazione e si risolve da sola.
♦ In una minoranza di casi provoca delle lesioni a livello del collo dell’utero. La maggior parte delle lesioni guarisce spontaneamente ma alcune, se non curate, progrediscono lentamente verso forme tumorali.
♦ Ci vogliono però molti anni perché le lesioni si trasformino, e solo pochissime delle donne con infezione da papilloma virus sviluppano un tumore del collo dell’utero.
3. Quanto tempo dura l’infezione?
♦ La grande maggioranza delle infezioni scompare spontaneamente, circa il 50% nel corso di un anno e circa l’80% in due anni.
♦ Quando l’infezione scompare anche il rischio scompare.
4. Come si prende?
♦ Si prende per via sessuale, anche se non necessariamente in seguito ad un rapporto sessuale completo.
♦ In alcuni casi l’infezione può essere trasmessa da una persona all’altra molti anni dopo che una delle due persone l’ha presa.
♦ Il fatto di avere l’infezione può quindi non avere nulla a che fare con l’attuale compagno.
5. Come si cura?
♦ Non ci sono ancora medicine per curare questa infezione. In particolare, si è visto che non servono gli antibiotici, gli ovuli o le lavande vaginali.
♦ La cosa più importante però è identificare in tempo le alterazioni provocate dal virus, che sono quelle che cerchiamo con il Pap-test.
♦ Quindi partecipare allo screening è la cosa più efficace che una donna possa fare per proteggersi.
6. Si può prevenire?
♦ E’ molto difficile prevenirla: infatti è un’infezione molto comune, soprattutto fra le persone giovani, e il preservativo non garantisce una prevenzione del 100%.
♦ Da alcuni anni c’è un vaccino contro alcuni tipi di virus responsabili di circa il 70% dei tumori del collo dell’utero.

7. Che cos’è il test HPV e come si fa?
♦ E’ un esame che si effettua in maniera simile al Pap-test. Il materiale prelevato però non è letto al microscopio, come nel Pap-test, ma sottoposto a un esame di laboratorio per la ricerca del virus.
8. Perché si fa il test HPV?
Il test HPV si può fare per diversi motivi:
♦ per selezionare, tra le donne che hanno alcune alterazioni cellulari nel Pap-test (chiamate ASC-US o L-SIL), quelle che devono fare una colposcopia (vedi 9). In questo caso il test HPV è un esame di completamento;
♦ per seguire nel tempo le donne che hanno un test HPV o un Pap-test positivi e una colposcopia negativa o che ha evidenziato lesioni di scarsa rilevanza;
♦ per seguire nel tempo le donne che hanno avuto un trattamento per lesioni pretumorali del collo dell’utero;
♦ infine, il test HPV si può fare come test di screening, al posto del Pap-test. In questo caso se il test HPV è positivo il Pap-test diventa un esame di completamento, che viene chiamato test di triage.
9. Che cosa è la colposcopia?
♦ La colposcopia è un controllo simile alla visita ginecologica: il ginecologo usa uno strumento chiamato colposcopio, che serve a illuminare il collo dell’utero e a vederlo ingrandito.
♦ Se il ginecologo vede delle alterazioni, fa una biopsia, cioè un piccolo prelievo di tessuto dal collo dell’utero.
♦ In genere la colposcopia non è dolorosa. Se le facessero una biopsia, potrebbe sentire un modesto fastidio, come una puntura o un lieve dolore.
♦ Talvolta dopo la colposcopia si può avere una piccola perdita di sangue che generalmente cessa da sola in poco tempo.
10. Che cosa succederà dopo aver fatto la colposcopia?
♦ Se il suo collo dell’utero risulterà normale o presenterà solo lesioni di scarsa rilevanza non avrà bisogno di cure particolari e il ginecologo le indicherà quali controlli fare successivamente.
♦ Se invece il ginecologo troverà delle piccole lesioni, lei potrà curare gratuitamente tutte le lesioni al di sopra di un certo livello di gravità presso un centro specializzato di riferimento del programma di screening.
11. Come posso avere altre informazioni sul virus HPV?
♦ Guardi le Altre informazioni sul virus HPV: informazioni approfondite per le utenti agli indirizzi: www.osservatorionazionalescreening.it oppure www.gisci.it.

Altre informazioni sul virus HPV: informazioni approfondite per le utenti

Questo è un documento di approfondimento sull’HPV. Prima di leggerlo consultate il documento Alcune informazioni sul virus HPV (a pagina 7).
1. CHE COSA E’ E CHE COSA FA IL VIRUS HPV
1.1 Che cosa è il virus HPV?
♦ L’HPV (papilloma virus umano) è un virus che provoca un’infezione molto frequente, che la maggior parte delle donne prende almeno una volta nella vita.
1.2 Che cosa fa questa infezione?
♦ Nella maggior parte dei casi si risolve da sola.
♦ In alcuni casi l’infezione provoca delle lievi modificazioni alle cellule del collo dell’utero.
♦ Queste modificazioni si trovano con il Pap-test, e vengono generalmente descritte utilizzando delle sigle (per esempio ASC-US o L-SIL) che fanno parte di una classificazione internazionale. Se vuole avere ulteriori informazioni sulla classificazione e sulle sigle può leggere la scheda informativa Le sigle dello screening all’indirizzo www.gisci.it/comunicazione.
1.3 Quanto tempo durano le modificazioni cellulari?
♦ Le modificazioni cellulari in genere si risolvono da sole nel giro di qualche mese.
♦ E’ importante però controllarle nel tempo perché in pochi casi possono diventare lesioni del collo dell’utero, chiamate CIN. Per avere maggiori informazioni sulla CIN può leggere la scheda informativa Le sigle dello screening all’indirizzo www.gisci.it/comunicazione.
1.4 Che cosa succede se le lesioni provocate dall’HPV non vengono trattate?
♦ La maggior parte delle lesioni guarisce spontaneamente, ma alcune, se non curate, possono progredire e diventare tumori. Questo però è un evento molto raro e richiede generalmente molti anni.
♦ Ancora gli studi non ci permettono di capire quali lesioni guariranno e quali no. Forse però presto potremo capirlo, perché ci sono molti studi in corso.
♦ Per ora è importante tenere sotto controllo tutte le lesioni e trattare solo quelle al di sopra di una certa gravità. Infatti le complicanze, dopo i piccoli interventi utilizzati per trattare queste lesioni, sono rare ma esistono. Quindi è giusto riservare i trattamenti a quelle lesioni che rischiano di progredire, cioè, in genere, a quelle che vengono chiamate CIN2 e CIN3 .
♦ Nella maggior parte dei casi le lesioni più piccole, che sono chiamate CIN1, vengono controllate nel tempo con il test HPV o con la colposcopia.
1.5 L’HPV causa il tumore del collo dell’utero?
♦ Sì, ma solo pochissime delle donne con infezione da HPV sviluppano un tumore del collo dell’utero.
♦ Inoltre ci vogliono molti anni perché le lesioni provocate dal virus si trasformino in tumore.

1.6 Le modificazioni cellulari sono sempre provocate dal virus HPV o possono essere dovute ad altri motivi?
♦ Oltre che al virus HPV alcune modificazioni cellulari possono essere dovute a un processo infiammatorio o a un particolare stato ormonale, per esempio la menopausa.
1.7 Le lesioni sono sempre provocate dal virus HPV o possono essere dovute ad altri motivi?
♦ Generalmente le lesioni sono provocate dal virus HPV.
♦ Però non sappiamo ancora, perché solo pochissime delle donne che hanno il virus sviluppano una lesione. Sicuramente il sistema immunitario, il fumo e altri fattori, hanno un ruolo importante.
1.8 L’infezione da virus HPV è più frequente adesso o c’è sempre stata?
♦ L’infezione c’era anche prima, ma solo da pochi anni è stato scoperto che il virus HPV può causare il tumore del collo dell’utero e sono stati sviluppati test utili per la sua diagnosi.
1.9 Il virus HPV che causa il tumore del collo dell’utero è lo stesso che fa venire i condilomi genitali?
♦ Sono virus della stessa famiglia, ma i virus HPV che causano le verruche e i condilomi non provocano il tumore del collo dell’utero.
♦ Per questo motivo i virus HPV che causano il tumore del collo dell’utero sono chiamati virus ad alto rischio oncogeno, e quelli che causano i condilomi genitali sono chiamati virus a basso rischio oncogeno.
♦ Il test HPV che si fa nello screening serve a identificare solo i virus HPV ad alto rischio oncogeno.

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