Cade nella piscina di una villa Muore un bambino di due anni

Il piccolo è arrivato già morto al pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Cervello. Secondo una prima ricostruzione, sembra che il bimbo stesse giocando a bordo piscina quando è caduto.

Un bambino è morto annegato nella piscina di una villetta. Non aveva ancora compiuto due anni un bambino che oggi pomeriggio ha perso la vita a Torretta, alle porte della città. Inutile la corsa in ospedale a Palermo.

I carabinieri stanno indagando per ricostruire le dinamiche dell’incidente e cercare di capire perché i genitori non siano riusciti a salvarlo in tempo.

STORIA DELLA TERMINOLOGIA SULL’ANNEGAMENTO

Nel corso degli ultimi decenni sono state proposte diverse definizioni di annegamento, nel tentativo di adattarle maggiormente al processo fisiopatologico ed alle sue implicazioni cliniche.
“Annegamento”, “semi-annegamento”, “annegamento primitivo”, “annegamento secondario”, “annegamento umido”, “annegamento secco”, “annegamento attivo”, “annegamento passivo”, sono solo alcune delle definizioni che possono essere utilizzate per descrivere uno stesso evento.
In letteratura, seppur con alcune differenze, l’annegamento è definito come la morte, avvenuta entro 24 ore dall’immersione (dei soli orifizi respiratori) e/o dalla sommersione (dell’intero corpo) in un liquido, risultante dall’asfissia successiva a ostruzione delle vie aeree determinata da laringospasmo e/o aspirazione di liquidi nei polmoni.
Il semi-annegamento è definito come l’episodio di immersione/sommersione in un liquido da cui risulta la sopravvivenza della vittima oppure un quadro clinico che conduce alla morte a distanza di più di 24 ore dall’evento.
Prendendo in esame le sole due definizioni esposte, che sono le più utilizzate, appare subito evidente l’incertezza che queste possono determinare.
L’unica differenza apparente tra annegamento e semi-annegamento sembra essere data dagli esiti possibili rispetto ad uno stesso evento:
– se il soggetto muore immediatamente o entro le 24 ore successive, l’evento è classificato come annegamento;
– se il soggetto sopravvive per più di 24 ore, l’evento è classificato come semi-annegamento;
– se il soggetto muore a distanza di più di 24 ore, l’evento è ugualmente classificato come semi-annegamento.
È chiaro, che l’utilizzo della stessa definizione di semi-annegato per un soggetto che sopravvive e per un soggetto che muore dopo 24 ore, può generare confusione e difficoltà di comprensione. Con il passare del tempo, è diventata perciò evidente la necessità di una nuova terminologia per migliorare la comprensione e la raccolta dati sull’annegamento, nonché l’adozione di un unico glossario a livello internazionale.

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