New York, 21 ago. (askanews) - La vicenda del talco killer continua a colpire la Johnson & Johnson in Usa. Un giudice statunitense ha ordinato alla multinazionale Usa di versare 417 milioni di dollari di risarcimento a una donna perché l'uso del borotalco del gruppo le avrebbe causato un tumore alle ovaie. Il verdetto è arrivato nel sesto processo riguardante il prodotto; il gruppo ne aveva vinto uno a marzo ma ne ha persi altri quattro con le giurie che hanno approvato oltre 300 milioni di dollari complessivi di risarcimenti. Presa a Los Angeles (California), la decisione è la più pesante finanziariamente per J&J; come negli altri casi, anche in questo l'azienda farà ricorso rifiutandosi di raggiungere alcun accordo extragiudiziale sulla questione. In un documento depositato presso l'autorità di Borsa Usa a inizio luglio, J&J disse di dovere fare i conti con 4.800 casi legali riguardanti il borotalco. Il gruppo continua a credere che il talco - un minerale naturale composto da magnesio, silicone, ossigeno e idrogeno, usato in cosmetica come assorbente naturale per la pelle - sia sicuro. E che il borotalco per bambini usato dalla donna in questione sia stato venduto con l'opportuna etichetta. Siccome prodotti contenenti talco sono classificati come cosmetici, essi non devono finire sotto il vaglio della Food and Drug Administration, l'ente americano preposto a garantire la sicurezza dei farmaci. In ogni caso, non devono essere dannosi e la loro confezione deve indicare le informazioni necessarie. Un portavoce di J&J ha spiegato che, pur empatizzando con chi è stato colpito da cancro alle ovaie, "siamo guidati dalla scienza, che sostiene la sicurezza del Baby Powder". Nella sua forma naturale, il talco contiene amianto, che può "provocare cancro ai o intorno ai polmoni se inalato", sostiene l'American Cancer Society sostenendo che è dagli anni Settanta che i produttori rimuovono l'amianto e prove di un legame diretto tra talco senza quell'ingrediente e cancro sono "meno chiare". L'International Agency for Research on Cancer (Iarc), l'agenzia parte dell'Organizzazione mondiale della sanità delle Nazioni Unite e che ha il compito di dettare linee guida sulla classificazione dei rischi relativi ai tumori, indica il talco come "possibile elemento cancerogeno".
Segui Newsitaliane.it su Facebook

Cancro per l’uso del talco Johnson & Johnson condannata


Il risarcimento record, accordato da una giuria di Los Angeles, andrà a una donna malata di cancro alle ovaie, che si è rivolta alla Giustizia imputando la causa della sua malattia all’uso continuativo di un talco prodotto dalla multinazionale.

Nel maggio 2017 una giuria del Missouri ha condannato l’azienda a pagare 110 milioni di dollari per lo stesso motivo. Ora la nuova e ancora più salata sanzione.

Quest’ultima, attraverso il suoi legali, ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso contro la decisione della Corte, ribadendo l’infondatezza delle accuse. Rimane però sul banco degli imputati l’uso costante del talco, minerale naturale composto di magnesio, silicio, ossigeno e idrogeno. La società assicura che chi lo usa non va incontro a pericoli e che il borotalco per bambini, oltre che quello usato dalla donna in questione, sia stato venduto con l’opportuna etichetta. Un portavoce di J&J ha spiegato che, pur essendo vicino a chi è stato colpito da cancro alle ovaie, “siamo guidati dalla scienza, che sostiene la sicurezza del Baby Powder”.

Nella sua forma naturale, il talco contiene amianto, che può “provocare cancro ai o intorno ai polmoni se inalato”, sostiene l’American Cancer Society sostenendo che è dagli anni Settanta che i produttori rimuovono l’amianto e prove di un legame diretto tra talco senza quell’ingrediente e cancro sono “meno chiare”.

Privacy Policy