Cancro per l’uso del talco Johnson & Johnson condannata

Il risarcimento record, accordato da una giuria di Los Angeles, andrà a una donna malata di cancro alle ovaie, che si è rivolta alla Giustizia imputando la causa della sua malattia all’uso continuativo di un talco prodotto dalla multinazionale.

Nel maggio 2017 una giuria del Missouri ha condannato l’azienda a pagare 110 milioni di dollari per lo stesso motivo. Ora la nuova e ancora più salata sanzione.

Quest’ultima, attraverso il suoi legali, ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso contro la decisione della Corte, ribadendo l’infondatezza delle accuse. Rimane però sul banco degli imputati l’uso costante del talco, minerale naturale composto di magnesio, silicio, ossigeno e idrogeno. La società assicura che chi lo usa non va incontro a pericoli e che il borotalco per bambini, oltre che quello usato dalla donna in questione, sia stato venduto con l’opportuna etichetta. Un portavoce di J&J ha spiegato che, pur essendo vicino a chi è stato colpito da cancro alle ovaie, “siamo guidati dalla scienza, che sostiene la sicurezza del Baby Powder”.

Nella sua forma naturale, il talco contiene amianto, che può “provocare cancro ai o intorno ai polmoni se inalato”, sostiene l’American Cancer Society sostenendo che è dagli anni Settanta che i produttori rimuovono l’amianto e prove di un legame diretto tra talco senza quell’ingrediente e cancro sono “meno chiare”.

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