Capotreno accoltellato sul treno a Lodi denunciato: “Si è inventato tutto, si era accoltellato da solo”

Importanti novità emergono riguardo quanto accaduto lo scorso 19 luglio a Lodi, dove un capotreno ha denunciato di essere stato aggredito da un passeggero ed aveva addirittura mostrato un coltello ancora infilato nel palmo della mano destra. A distanza di qualche giorno, la polizia di Lodi ha denunciato il capotreno in quanto pare non sia stato aggredito ma si è ferito da solo ed aveva individuato nel presunto aggressore un cittadino ghanese, il quale era stato fermato e poi rilasciato non emergendo riscontri oggettivi di responsabilità nei suoi confronti e avendo anzi la polizia ha già riscontrato alcune incongruenze nel racconto dei fatti da parte del capotreno.

“Il dipendente Trenord ci ha detto di essere stato minacciato dal giovane e di aver agito di conseguenza per prevenire un’eventuale aggressione, dopo che in passato era stato vittima di altri spiacevoli episodi. Una persona esasperata, ma il suo gesto ha dell’incredibile”, ha detto il procuratore di Lodi Chiaro.

Le indagini successive, effettuate anche dal punto di vista tecnico, hanno fatto propendere per una simulazione di reato da parte dell’uomo e questo sarebbe stato confermato anche dalla visione dei filmati del sistema di videosorveglianza della stazione ferroviaria, che hanno permesso di verificare che all’arrivo del treno preso alla stazione dal momento dell’apertura della porta anteriore di accesso alla seconda carrozza del convoglio non era sceso nessuno dal treno. Una volta scoperta la verità, il capotreno pare sia stato riconvocato e di fronte alle accuse,  in un primo momento avrebbe confermato la sua versione dei fatti ma poi davanti all’evidenza ha ammesso di essersi inventato l’episodio dell’aggressione e di essersi procurato da solo le lezioni con un coltello di sua proprietà, e nel contempo ha aggiunto che avrebbe fatto questo perché in diversi episodi durante il controllo sui treni, persone sprovviste di biglietto lo avevano insultato e minacciato.

Il controllore pare abbia aggiunto che conosceva quel giovane che aveva accusato, proprio perché viaggiava spesso su quella tratta sempre sprovvisto di biglietto. Il controllore sarebbe andato in bagno, dove si sarebbe conficcato nella mano il coltello poi sarebbe uscito, avrebbe sbloccato le porte della carrozza per simulare che l’aggressore si fosse buttato fuori a treno in corsa e poi, dalla successiva stazione di Santo Stefano Lodigiano, si è fatto portare in ospedale.

Il capotreno, indagato per calunnia ha confessato di aver fatto cadere la colpa su un ghanese di 25 anni con il quale aveva avuto un litigio il giorno prima, ma anche su questa discussione sono in corso degli accertamenti. “Si è inventato tutto, la vicenda va letta come segnale di esasperazione per la situazione che stanno vivendo”, ha spiegato giovedì mattina il Procuratore Chiaro. Le indagini sono state coordinate dalla procura della Repubblica di Lodi e condotte dalla squadra mobile di Lodi insieme al personale del posto Polfer Lodi e del compartimento Polfer Lombardia di Milano.

Non sopportava più gli insulti e le umiliazioni subite facendo il suo dovere di controllore sui convogli Tre- nord. Giorni passati a chiedere i biglietti a portoghesi recidivi che, a suo dire, lo avrebbero pure minacciato di morte.

Per questa ragione, esasperato dalla situazione, Davide Feltri, il capotreno che mercoledì 19 luglio aveva denunciato di essere stato accoltellato da un uomo di colore sul Regionale Trenord delle 7 da Piacenza a Milano Greco Pirelli, ha simulato l’aggressione. Lo ha spiegato ieri mattina il procuratore della Repubblica di Lodi Domenico Chiaro. Il caso è stato risolto in pochi giorni dalla polizia di Lodi che, con la Scientifica, ha analizzato anche tutti i filmati delle telecamere messe a disposizione dalle ferrovie per avviare la caccia al presunto aggressore. L’uomo è stato accusato di calunnia e simulazione di reato per essersi «auto inferto la ferita alla mano con un coltello preso dalla sua cucina di casa». «Si è inventato tutto, la vicenda va letta come segnale di esasperazione per la situazione che stanno vivendo», ha spiegato Chiaro.

Il capotreno si sarebbe giustificato spiegando di aver indicato come suo aggressore un ghanese di 25 anni con il quale aveva avuto un alterco il giorno prima e che temeva di rincontrare sul treno su cui lavorava oramai da diversi mesi. Da qui avrebbe deciso di simulare l’aggressione ma la procura sta cercando riscontri anche a questo alterco che potrebbe non essere mai accaduto. Di certo, per ora, ci sono le immagini delle telecamere che hanno confermato come il giorno dell’aggressione con il capotreno non ci fosse nessuno.

Ora Feltri, che vive nel pavese con la famiglia, sarà anche accusato di interruzione di pubblico servizio. Ai magistrati il capotreno ha detto di vivere ore di angoscia per la paura di essere sospeso dal servizio. Ma ad incastrare Feltri sarebbero state anche le foto postate su Facebook subito dopo la finta aggressione. Proprio la prima foto postata, che ritraeva il coltello nella mano, analizzata dalla scientifica è stata considerata la spia del fatto che qualcosa, nel suo racconto, non andava. Attraverso centinaia di fotogrammi prese dalle telecamere a circuito chiuso del sistema ferroviario gli inquirenti hanno risolto il caso. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti il controllore sarebbe andato in bagno, qui si sarebbe conficcato nella mano il coltello poi sarebbe uscito, avrebbe sbloccato le porte della carrozza per simulare che l’aggressore si fosse buttato fuori a treno in corsa e poi, dalla successiva stazione di Santo Stefano Lodigiano, si è fatto portare in ospedale.
«Nei prossimi giorni», ha spiegato Alessandro Battista, capo della squadra Mobile, «continueranno le indagini in merito all’accoltellamento inventato da Davide Feltri. Potrebbe anche trattarsi semplicemente di un mitomane». Dobbiamo anzitutto capire se quest uomo ha davvero avuto un’accesa discussione, il giorno prima dei fatti, con il ghanese». Feltri, messo di fronte alle sue contraddizioni, è scoppiato in lacrime prima di raccontare come realmente erano andati i fatti. Non saranno cancellate le otto ore di sciopero indette su tutta la tratta Trenord dai sindacati per difendere il loro collega e chiedere più sicurezza. Per ora l’azienda ha preferito non parlare, ma già nelle prossime ore incontrerà il dipendente chiarendogli quale sarà il suo futuro.

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