Carico di grano sospetto dal Canada, bloccate 50 mila tonnellate al porto di Bari per presenza di sostanze nocive

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Sono state bloccate nel porto di Bari 50 tonnellate di grano. proveniente dal Canada stipate all’interno del corpo CMB Partner, nello scalo barese da Vancouver lo scorso 8 giugno. Il carico è stato sottoposto ad analisi da parte dei carabinieri forestali del capoluogo i quali pare abbiano rivelato valori fuori dalla legge per la presenza di alcune sostanze nocive; la scorsa settimana anche all’importatore aveva disposto delle verifiche con risultati entro i limiti previsti dalle norme in vigore e ad oggi si attendono ulteriori esami prima di procedere allo sblocco del carico.

Sono dunque 50 le tonnellate di grano canadese destinato alla trasformazione in Italia, quelle sequestrate al porto di Bari; il provvedimento era stato preceduto lo scorso 9 giugno da un’azione di protesta di Coldiretti Puglia all’uscita dell’area portuale di cui solitamente vengono smistati i contenuti dei container provenienti da tutto il mondo, compreso il grano estero che viene utilizzato per lo più nel industria di trasformazione locale che si nasconde dietro molte etichette di pasta made in Italy. “E’ un fatto che alimenta le ragioni dei nostri agricoltori che producono grano di altissima qualità sostenendo, così, anche costi molto più alti rispetto ai produttori stranieri. Ed il problema della tracciabilità è il nodo centrale: il made in Italy è una garanzia che va assicurata ai cittadini. Purtroppo, invece, il grano arriva nel nostro Paese e utilizzato per fare la pasta che verrà identificata come italiana, quando in realtà non è così”, è questo quanto dichiarato nei giorni scorsi da alcuni esponenti politici pugliesi a seguito della mobilitazione di Coldiretti.

Intervenuto anche l’altro vicepresidente dell’Assemblea Peppino Longo il quale ha espresso solidarietà agli agricoltori della Coldiretti che anche in questi giorni e soprattutto nella giornata di ieri, hanno presidiato il porto di Bari per protesta contro l’importazione di ingenti quantitativi di grano dal Nord America ed in particolare dal Canada.Il vicepresidente Peppino Longo parla di una beffa per l’agricoltura pugliese e del Sud in generale oltre che un danno per i consumatori se si troverà conferma delle notizie del ritrovamento di sostanze altamente tossiche come il glifosate e il deossinivalenolo.

A seguire la battaglia politica il consigliere regionale del gruppo affinché componente delle commissioni Bilancio agricoltura Gianni Stea il quale ha condiviso la protesta del presidente di Coldiretti Puglia dichiarando: “Una doppia tenaglia che sta seriamente mettendo a rischio il futuro di quel granaio Italia che è la Puglia. Spero che sia interesse comune alle istituzioni trovare un punto di intesa in questa ennesima battaglia tra poveri, in modo da mantenere su livelli di eccellenza la qualità dell’intera filiera agroalimentare pugliese e italiana e nel contempo tutelare la salute dei consumatori, spesso vittime di vere e proprie frodi. L’ennesima beffa per la nostra agricoltura che richiede l’intervento immediato del governo nazionale per impedire una volta per tutte l’immissione sul mercato di prodotti che nulla hanno a che vedere con le nostre tradizione e vocazione agricole”.

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