Caserta Shock: piccolo, di 4 anni e mezzo, ricoverato d’urgenza: non è ancora fuori pericolo

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​Un altro grave caso di meningite è avvenuto in Campania ai danni di un piccolo di 4 anni di Caserta è stato contagiato da meningite di ti C. Subito dopo il trattamento iniziale previsto dai protocolli terapeutici, il piccolo e’ stato trasferito alla divisione di rianimazione pediatrica dell’ospedale Cotugno di Napoli. Nel frattempo il sindaco di Caserta Carlo Marino con un’ordinanza ha disposto la “temporanea sospensione dell’attività didattica” nella scuola frequentata dal bimbo al fine di svolgere i necessari accertamenti e valutare eventuali misure di disinfestazione delle aule.

Non ancora fuori pericolo e si trova in prognosi riservata all’ospedale Cotugno di Napoli il bimbo casertano di 4 anni e mezzo che ieri è risultato affetto da meningite di tipo C. «Le notizie sul suo stato di salute, almeno stamattina, non erano molto incoraggianti – dice il direttore generale dell’Asl di Caserta Mario De Biasio – speriamo che con il passare delle ore la situazione migliori». Intanto oggi è rimasto chiuso, come disposto ieri dal sindaco Carlo Marino con ordinanza urgente, l’Istituto comprensivo «Ruggiero», III Circolo, dove il piccolo frequentava la scuola dell’infanzia. «Abbiamo già fatto una verifica per tutti i bambini che frequentano l’istituto – spiega De Biasio – accertando in base all’elenco di cui disponiamo che molti erano già vaccinati.

Di seguito sono riportate alcune informazioni relative alle vaccinazioni che vengono proposte. Prima della somministrazione del vaccino il personale sanitario provvederà alla raccolta dei dati relativi allo stato di salute attraverso una serie di domande, mentre non sono previsti, perché non utili allo scopo, visite mediche o altri accertamenti . La malattia La meningite meningococcica è una grave malattia infettiva contagiosa causata da un batterio, il meningococco (Neisseria meningitidis). Ne esistono 13 sierotipi differenti fra i quali solo i tipi A, B, C, W135 , Y e raramente X sono causa di malattia. Questo batterio è presente normalmente nel naso e nella gola di molte persone che ne sono portatori sani (10-20% della popolazione) senza provocare alcuna conseguenza; in alcuni casi, tuttavia, il meningococco può causare gravi malattie invasive come la meningite e la setticemia che si possono manifestare da sole o insieme. Le forme invasive da meningococco iniziano di solito in modo improvviso con febbre elevata, malessere generale, forte mal di testa, nausea e vomito. Nei due terzi dei casi si può avere una eruzione cutanea diffusa e nel 20 % dei casi si possono avere convulsioni. La mortalità della meningite è del 10-20%; il 20 % delle persone ha esiti neurologici permanenti. La letalità della sepsi è invece del 40%. Nelle forme più gravi si può avere una compromissione generale di molti organi (insufficienza multi-organo) accompagnata da emorragie cutanee (petecchie) con un severo interessamento anche delle ghiandole surrenali che si chiama sindrome di Waterhouse- Friederiksen e che spesso ha un decorso fulminante con esito letale. Le infezioni invasive da meningococco sono più frequenti tra i bambini di età inferiore a 5 anni, ma la malattia può colpire anche gli adolescenti e i giovani adulti. L’infezione si trasmette attraverso le goccioline respiratorie (starnuti, tosse) soprattutto in luoghi chiusi e affollati.

Perché vaccinarsi L’introduzione della vaccinazione contro il meningococco C ha drasticamente ridotto i casi ed i decessi per meningite/sepsi da meningococco C nei paesi in cui è stata effettuata una campagna di vaccinazione su larga scala. In Toscana nel 2004 (prima dell’introduzione nel 2005 di tale vaccinazione destinata ai nuovi nati ed ai bambini fino ai 5 anni di età) si erano verificati 23 casi di meningite. Nell’anno 2012 (cioè a distanza di 7 anni dall’inizio della campagna vaccinale) i casi da casi di meningite da ceppo C sono stati 4, tutti in soggetti giovani adulti non vaccinati; nel 2013 la quasi totalità dei casi di meningite da meningococco è stata causata dal ceppo B a testimonianza della efficacia della vaccinazione.

NOTA BENE: Con le vaccinazioni si ottengono due scopi: da un lato proteggiamo noi stessi o il nostro bambino da malattie molto gravi; dall’altro, con la vaccinazione di tanti bambini o persone adulte otteniamo anche la protezione della popolazione dalle epidemie, riducendo il rischio di malattia anche di quei pochi che, per scelta o necessità, non sono vaccinati (ciò vale per tutte le malattie prevenibili con i vaccini tranne il tetano, come già detto sopra). Tuttavia è importante comunque continuare a vaccinare perché le coperture non scendano al di sotto di quella soglia che consentirebbe la ricomparsa delle malattie stesse anche nei nostri paesi e proprio con coperture vaccinali elevate e generalizzate possiamo arrivare, per alcune patologie, alla eradicazione cioè la loro scomparsa dal pianeta così come è avvenuto già per il vaiolo e come sta iniziando per la poliomielite. La vaccinazione è dunque un diritto fondamentale di ogni bambino ed è stata individuata come una delle azioni necessarie per ottemperare alla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia (Durrheim 2010). Le vaccinazioni raccomandate per l’infanzia sono state inserite nei livelli essenziali di assistenza (LEA) del Servizio Sanitario Nazionale Italiano e di quello regionale e come tali sono garantite a tutti i bambini perché le malattie infettive non conoscono confini geografici.

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