Castel Volturno video shock: prima sesso orale in strada, poi le botte

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Un altro video di atti osceni in luogo pubblico e immenso degrado in strada, questa volta condito anche da episodi di violenza. È successo a Castel Volturno, in provincia di Caserta, e protagonisti sono un uomo e una donna extracomunitari. 

Prima la donna pratica del sesso orale indisturbata al centro della strada con le auto che passano, poi inizia una lite che culmina con calcibotterifilate alla diretta interessata che inizia a urlare.

  Il video è stato pubblicato su Facebook dal consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, che ha denunciato l’accaduto.

Avere rapporti sessuali con un’altra persona in una pubblica via o comunque aperta al passaggio delle persone integra il reato di atti osceni in luogo pubblico.

È reato consumare un rapporto sessuale per strada o meglio “sulla pubblica via”: si tratta, infatti, di un contesto idoneo ad offendere la sensibilità delle persone che possono passare in quella via. Lo dice la Cassazione in una recente sentenza . Si può evitare la sanzione solo appartandosi in un luogo non facile alla vista del pubblico. La pubblica strada è certamente visibile a tutti, anche se si tratta di via cieca o abbandonata. Si deve invece avere l’accortezza di prendere determinate misure di sicurezza come – secondo alcuni giudici – i giornali apposti sui finestrini o, diversamente, il parcheggio dell’auto in uno sterrato, lontano dal passaggio, sia pure occasionale (come di notte potrebbe essere), della gente.

La pena per chi commette atti osceni in luogo pubblico è della reclusione da tre mesi a due anni. La pena è aumentata da un terzo alla metà se il fatto è commesso nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori e se da ciò deriva pericolo che essi vi assistano.

La vicenda

Nella vicenda di specie, una delle due parti era una squillo, la quale tuttavia è stata scagionata perché accertato il suo stato di “schiavitù” essendo sfruttata nel mercato della prostituzione, con “violenza e costrizione fisica”, da due suoi connazionali. La donna è stata ritenuta innocente per mancanza di volontà a commettere il reato, in quanto costretta con violenza a vendere il proprio corpo; come si può chiedere a una persona in tale stato di debolezza di “usare maggiore cautela, appartandosi coi clienti in un luogo non facile alla vista del pubblico?”

Precedenti

La configurabilità del reato di atti osceni in luogo pubblico, consistiti nella esibizione, da parte di un soggetto di sesso maschile, dei propri organi genitali accompagnata da un inizio di masturbazione, non può essere esclusa per il solo fatto che la suddetta condotta sia stata posta in essere all’interno di locali adibiti a servizi igienici per soli uomini, nei quali si trovava imprevedibilmente presente una donna.

Non è reato di atti osceni – per difetto degli estremi dell’osceno – l’esposizione in luogo aperto al pubblico e non interdetto ai minori di età, delle cosiddette “bambole gonfiabili”, manichini in materiale plastico gonfiabile e riproducenti esseri umani di sesso maschile e femminile, aventi i rispettivi organi sessuali e posizionati in modo da rappresentare l’atto sessuale.

È idonea ad integrare il reato di atti osceni la condotta consistita nel masturbarsiall’interno della propria autovettura parcheggiata in una pubblica via, in una zona caratterizzata dalla presenza di una indiscriminata quantità di persone in transito.

Orinare sulla pubblica via integra la contravvenzione di atti contrari alla pubblica decenza anche se l’atto non sia stato percepito da alcuno.

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