Catania shock: Portavano le figlie dal santone lui le stuprava per purificarle, arrestato

Indagini su una comunità di circa 5000 adepti fondata da un sacerdote ormai deceduto. Quattro persone, un “santone” e tre sue collaboratrici, sono state arrestate. L’inchiesta partita dopo la denuncia di una mamma.

Le capillari investigazioni, sia di carattere tecnico (intercettazioni telefoniche), sia di natura tradizionale (appostamenti con rilievi fotografici) hanno consentito di accertare la sussistenza di una vera e propria associazione a delinquere, finalizzata alla violenza sessuale aggravata, composta oltre che dal Capuana (che fruiva delle prestazioni sessuali), anche da almeno tre donne: Raciti Fabiola, Scarpignato Katia e Giuffrida Rosaria.

Gli abusi sessuali su minorenni, ma anche maggiorenni, sarebbero andati avanti per venticinque anni. L’età delle prescelte, come hanno spiegato gli agenti, andava dai “12 ai 15 anni“. Per questo la Polizia Postale e delle Comunicazioni etnea, su delega della Procura catanese, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ed agli arresti domiciliari emessa dal gip di Catania nei confronti di 4 persone ritenute responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla violenza sessuale aggravata ai danni di minori.

Una comunità di circa 5mila adepti fondata da un sacerdote deceduto da tempo. Le indagini hanno dimostrato che il gruppo religioso segue delle regole molto rigide, con selezione d’ingresso ed organizzazione di tipo fortemente gerarchico, al cui vertice è posto il Capuana, affiancato da soggetti aventi vari incarichi direttivi, denominati “12 apostoli“. Dalle indagini del compartimento Sicilia orientale della Polizia postale è emerso che l’indagato avrebbe abusato di minorenni per “purificarle” e “iniziarle” alla vita spirituale, mentre le tre donne, secondo l’accusa, avevano il ruolo di plagiarle per convincere le vittime a subire la violenza sessuale facendo credere loro che fossero “azioni mistiche spirituali, aventi valenza religiosa“. In occasione della denuncia, la madre della minore consegnò uno smartphone in cui erano contenute conversazioni in chat, utili alle indagini.

Particolari sull’operazione saranno resi noti durante un incontro con i giornalisti che si terrà alle 10.30 nella sala conferenze della Procura della Repubblica di Catania. Allorquando le minori esternavano dubbi o non aderivano alle richieste dell’uomo e delle sue collaboratrici venivano tacciate di essere prive di fede in Dio e, talvolta, anche multate, con obbligo di pagamento di somme di denaro.

Nuovo caso di abusi sessuali in una comunità religiosa. Nel corso delle perquisizioni è stato rinvenuto materiale cartaceo ed informatico, tra cui moltissime lettere redatte dalle giovani, nonché il “registro” con gli elenchi nominativi di migliaia di adepti.

Dietro l’«Associazione Cattolica Cultura e Ambiente» di Aci Bonaccorsi – comune del Catanese – un’azienda che vendeva prodotti agricoli coltivati dagli stessi associati, secondo la procura etnea si nascondeva una setta dedita ad abusi sessuali, soprattutto su ragazzine. Ieri il responsabile della ditta, Piero Capuana, ex bancario di 73 anni, è stato arrestato dalla polizia e portato in carcere con l’accusa di associazione per delinquere e violenza sessuale aggravata ai danni di minori.

Agli arresti domiciliari sono finite invece tre sue collaboratrici: Fabiola Raciti, 55 anni, Rosaria Giuffrida (57), e Katia Scarpignato (57). Capuana era a capo dell’associazione, laica ma di ispirazione cattolica, da 25 anni. Fondata da un sacerdote poi deceduto, padre Cavalli, vi aderiscono circa 5 mila persone. Secondo l’accusa Capuana avrebbe abusato di sei minori, tre delle quali nel frattempo diventate adulte, per “purificarle” e “iniziarle alla vita spirituale”. Al vaglio però ci sarebbero anche altri episodi. Le tre colla- boratici avrebbero avuto il compito di plagiare le vittime, tutte tra i 13 e i 15 anni, per convincerle a concedersi all’uomo, facendo credere loro che gli abusi fossero in realtà azioni mistiche con valenza religiosa.

A volte, secondo la ricostruzione dei fatti, erano le stesse madri, anche loro plagiate dalle collaboratrici, ad accompagnare le figlie a casa dell’uomo, dove si sarebbero consumati gran parte degli abusi. Le ragazzine avrebbero dovuto rispettare dei turni, oltre che per soddisfare l’anziano anche per lavarlo, vestirlo e per pulirgli casa. In alcune circostanze Capuana avrebbe pure pretesto di fare sesso di gruppo. Stando alle indagini, se le adolescenti si rifiutavano di  avere rapporti sessuali venivano accusate di essere delle miscredenti e le madri venivano multate. Le minorenni si riunivano una volta alla settimana nella sede dell’associazione dove pare che l’uomo le abbia baciate sulla bocca più volte anche sotto lo sguardo dei genitori.

Gli abusi sarebbero cominciati quando Capuana, nel ’92, diventò il responsabile dell’associazione: da allora avrebbe sempre sostenuto di sentirsi la reincarnazione di un arcangelo e di avere il compito di guidare la comunità alla purezza dell’animo. Due delle sue collaboratici, Giuffrida e Raciti, erano considerate le sue “apostole”, da qui il nome dell’inchiesta,“12 apostoli”.

Le indagini sono state avviate nella primavera del 2016 dopo la denuncia della mamma di una ragazzina coinvolta nelle attività di Capuana. La signora aveva consegnato alla polizia lo smartphone della figlia: in una chat gli organizzatori dell’associazione chiedevano alle minori di scrivere delle lettere d’amore all’uomo in cui si dichiaravano anche consenzienti alle sue richieste sessuali. Sarebbero stati rinvenuti anche altri messaggi in cui la ragazzina raccontava a un’amichetta le violenze subite. A quel punto gli investigatori hanno predisposto una serie di intercettazioni telefoniche e ambientali. A casa dell’uomo è stata sequestrata un’agenda con centinaia di nomi di persone che in tutti questi anni hanno fatto parte dell’associazione. Complessivamente, a casa di tutti gli indagati, sono stati recuperati 60 mila euro in contanti.

Secondo il questore di Catania, Giuseppe Gualtieri, le vittime di questi abusi – come dicevamo – potrebbero essere numerose: «Non abbiate paura di denunciare, venite qui e noi indagheremo. Il fenomeno è molto più diffuso di quanto si possa pensare. Dal quadro che emerge dalle indagini non si può parlare che di sette che fanno un uso distorto della religione. La Chiesa è estranea alla vicenda ed essendo l’associazione laica non avrebbe avuto in ogni caso alcun potere di intervento».
La diocesi di Acireale, dal momento che un suo sacerdote aveva tenuto alcune lezioni di catechismo nella sede dell’associazione catanese, ha diffuso una nota per esprimere «sconcerto e dolore per le vittime, gravemente ingannate e offese e per le tante persone disorientate e scandalizzate».

GLI ARRESTI
Sono quattro le persone arrestate nell’ambito di una operazione anti-pedofilia della Poli- za Postale su abusi sessuali travestiti da riti purificatori. In carcere sono finiti il “santone” Pietro Capuana, 73 anni, che per 25 anni ha diretto la comunità in provincia di Catania. Ai domiciliari sono finite tre donne: Fabiola Raciti di 55 anni, Rosaria Giuffrida di 57 e Katia Scarpignato di 48.
SCOPERTI PER LA CHAT Sono 25 gli anni durante i quali, secondo le indagini, si sarebbero perpetrate le violenze sui minori all’interno della comunità “Cultura ed Ambiente” di Aci Sant’Antonio. La setta, secondo una prima ricostruzione, raccoglieva adepti e reclutava minorenni (a volte accompagnate proprio dai genitori) che poi costringeva a rapporti sessuali. Gli abusi venivano “mascherati” da riti religiosi. Il tutto è stato scoperto

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