Catturato Johnny lo zingaro, evaso per amore

Dal carcere dì vìa San Giovanni Bosco a Fossano, Cuneo, a casa della sua compagna a Taverne d’Arbia, in provincia di Siena. E a tradire Giuseppe Mastini, 57 anni, latitante dallo scorso 30 giugno, è stato proprio l’amore per la sua donna. È qui, infatti, che l’uomo conosciuto come Johnny lo Zingaro, è stato arrestato.

Di lui si erano apparentemente perse le tracce da quando, uscito dal carcere per andare a lavorare alla scuola di polizia penitenziaria di Cairo Montenotte (tra Cuneo e Savona), in cella alle 21, come da prassi, non aveva più fatto ritorno. Preferendo prendere un taxi, direzione Genova, stazione Brignole e da lì raggiungere quanto prima la sua donna, Giovanna Truzzi, 58 anni. Pure lei evasa dagli arresti domiciliari, che stava scontando a Pietrasanta, in provincia di Lucca.

E ad essere “traditi” sono stati ieri pure i fiancheggiatori. Entrare nell’apparteamento per gli agenti è stato “quasi” un gioco da ragazzi: hanno bussato alla porta e si sono finti dei corrieri pronti a consegnare un materasso. Quello che i parenti della compagna avevano ordinato per permettere ai due una latitanza, diciamo, più comoda.

Invece su quel letto non hanno avuto la possibilità di dormire. Perché si è palesato il lavoro delle forze dell’ordine che va avanti dall’inizio della latitanza di Mastino, amico di Pino Pelosi morto pochi giorni fa e condannato per Tomicidio di Pier Paolo Pasolini in cui anche Johnny lo Zingaro era coinvolto. Protagonista di una lunga scia di sangue a cavallo degli Anni Settanta e Ottanta, oltre a furti e rapine, a Mastino è attribuito Tomicidio di una autista di tram avvenuto nel 1975 e una lunga serie di sparatorie e sequestri di persona. Nel 1989 era stato condannato all’ergastolo.

Ieri, gli agenti del Servizio centrale Operativo Squadre Mobili di Cuneo Lucca Siena e della Polizia penitenziaria lo hanno individuato prima a Pietrasanta, poi a Taverne d’Arbia, a casa dei parenti di lei dove la coppia sperava di iniziare una nuova vita su un nuovo materasso ordinato apposta per loro.
Alla polizia le congratulazioni del ministro dell’Interno Marco Mùntiti.

ROMA «Dobbiamo consegnare un materasso». Gli agenti di polizia si erano spacciati anche per corrieri per entrare nell’appartamento di Taverne D’Arbia, una frazione di Siena, dove speravano di trovare Johnny lo Zingaro. Ma il blitz è scattato solo ieri, dopo le 15, quando una telecamera ha immortalato la sua immagine. Venticinque giorni di ricerche, ed è finita così la latitanza di Giuseppe Mastini. La polizia lo ha arrestato in casa della sorella di Giovanna Truzzi, la donna con la quale dal carcere Jhonny aveva intrecciato una relazione. La caccia all’uomo era cominciata lo scorso 30 giugno, quando Mastini, pluriergastolano, al quale i giudici avevano concesso il permesso di lavorare fuori dal carcere, non era più tornato all’istituto di Fossano (Cuneo) dove era detenuto.
LACATTURA
Davanti all’immobile di Taverne D’Arbia, da giorni, la polizia scientifica aveva piazzato una telecamera, ma nessun fotogramma prima di ieri alle 15 aveva immortalato Johnny. Si aspettava solo un pretesto per entrare in quell’appartamento, per assicurarsi che oltre alla Truzzi ci fosse anche lui. Da sabato la polizia era certa che Giovanna truzzi fosse in quella casa. Poi è arrivato l’ordine del materasso, acquistato proprio per ospitare Johnny e la sua donna. Travestiti da corrieri, ieri mattina i poliziotti hanno bussato alla porta, sperando di vederlo, ma Johnny non c’era. Sono rimasti in attesa fino alle 15, quando Mastini, che si nascondeva in un garage, si è affacciato a un balcone. La telecamera piazzata all’ingresso ha bloccato la sua immagine. Così è scattato il blitz, coordinato dal Servizio centrale operativo.

L’ultimo fotogramma era alla stazione di Genova. A Brignole, dove si era fatto accompagnare da un taxi anziché presentarsi alla scuola della polizia penitenziaria di Cairo Montenotte (Savona). Le telecamere della videosorveglianza lo avevano immortalano mentre camminava, una camicia a quadri e un paio di pantaloni scuri addosso, prima di sparire dall’inquadratura. Da Brignole, gli uomini delle squadre mobili di Cuneo, Lucca e Siena, proprio come Johnny, si erano diretti in Toscana, a Pietrasanta, in provincia di Lucca, dove Giovanna Truzzi, 58 anni, era detenuta ai domiciliari.

Sparita anche lei. È a quel punto che sono scattate le intercettazioni telefoniche sulle utenze dei parenti della Truzzi, in particolare sul cellulare della sorella. E le chiamate sono arrivate, da Viareggio. È lì che Johnny e la compagna si erano incontrati. Ci sono stati altri contatti, ma sempre da numeri diversi. La caccia all’uomo è avvenuta attraverso le celle telefoniche, che hanno portato gli agenti fino al casolare a due passi da Siena. Non è stato facile stabilire, all’interno del grande caseggiato, quale fosse l’appartamento della donna. Sabato è arrivata la certezza: Giovanna era in quella casa, ma di Johnny non c’erano ancora tracce. Neppure l’escamotage del materasso aveva consentito agli agenti di confermare la presenza dell’obiettivo.

Non era la prima volta. Johnny era già evaso. La prima volta trent’anni fa, nel 1987, approfittando di una licenza premio per buona condotta. Il primo omicidio a 11 anni, poi una carriera criminale ininterrotta, tra furti d’auto e rapine, il sequestro di una ragazza, Silvia Leonardi, l’uccisione di una guardia giurata, Michele Giraldi, e il ferimento di un brigadiere dei carabinieri, Bruno Nolfi. Le indagini lo vedono coinvolto anche nell’inchiesta per l’omicidio Pasolini, ma l’ipotesi non ha mai trovato riscontro. Nell’89 arriva la condanna all’ergastolo, Mastini viene assolto – per insufficienza di prove – soltanto dall’accusa di avere ucciso l’allora console italiano in Belgio, Paolo Buratti, in un tentativo di rapina nella sua villa di Sacrofano (Roma). Da allora sconta la sua pena in diversi penitenziari: Voghera (Pavia) Badu ‘e Carros in Sardegna e, appunto, Fossano, dove nell’ultimo periodo era stato ammesso al lavoro esterno. Poco dopo la cattura di Mastini, il capo della polizia Franco Gabrielli ha ricevuto le congratulazioni del ministro dell’Interno Marco Minniti.

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