Charlie Gard, disaccordo con il giudice: “Morirà perché non è ricco”

La decisione del giudice dell’Alta Corte inglese, Nicholas Francis, sul destino di Charlie Gard, dovrebbe arrivare il 25 luglio. In apertura dell’udienza il giudice ha ringraziato Chris e Connie Gard per le loro parole.

Per l’ospedale, che rivela anche come di recente si sia cominciato a somministrare al piccolo una dose bassa di morfina orale, “ci sono segni di deterioramento”. Stando alle dichiarazioni della madre alla Corte, proprio dopo aver eseguito una nuova misurazione questa mattina aveva constatato una differenza di 2 centimetri rispetto alle misure riferite dall’ospedale.

Lo stesso magistrato ha definito “assurdo” che una controversia sulle dimensioni del capo potesse minacciare l’intero caso. Al Great Ormond Street Hospital il medico incontrerà i colleghi che hanno curato Charlie Gard e altri esperti e il meeting sarà trascritto in modo che il giudice potrà sapere precisamente quello che verrà detto: all’incontro potranno partecipare soltanto i professionisti e i genitori di Charlie. Durante l’udienza di venerdì 14 luglio, un famoso neurologo statunitense si è collegato in video-conferenza, spiegando che l’elettroencefalogramma del bimbo “mostra una disorganizzazione dell’attività cerebrale, ma non un danno strutturale maggiore”.

Charlie Gard, bambino di 11 mesi, è affetto da una malattia molto rara, la sindrome da deplezione del DNA mitocondriale, di cui sono stati registrati appena 16 casi in tutto il mondo. Inoltre, ha affermato che i medici britannici potrebbero sbagliarsi sul fatto che il bimbo abbia un danno al cervello, e che se al contrario si trattasse di un problema muscolare, le nuove terapie potrebbero funzionare. Il dott. Hirano ha affermato nel corso del collegamento che il bambino ha almeno il 10 per cento, ma forse anche il 50 per cento di possibilità di migliorare: “Non possiamo curare la sua malattia ma sono certo che possiamo migliorare le sue funzioni cognitive, anche se non so di quanto”. E quando il giudice gli ha chiesto: “Se aggiornassi il caso fra qualche giorno lei verrebbe a Londra?”, il medico ha risposto: “Se fosse necessario, con piacere”.

Prima di decidere, Francis vuole conoscere nel dettaglio le condizioni del piccolo, a cui viene somministrata morfina dallo scorso fine settimana. I genitori del bimbo, Chris Gard e Connie Yates che da mesi di battono perché i macchinari che tengono in via artificialmente in vita il figlio non siano spenti, avevano dichiarato che la circonferenza cranica è cresciuta di due centimetri, se invece fosse il contrario questo dimostrerebbe che i danni cerebrali sono irreversibili.

Obiettivo del giudice sara’ capire se ci sono le basi per sottoporre il bimbo a un trattamento sperimentale. Poi l’Alta Corte prenderà una decisione, forse il 25 luglio. I genitori del piccolo Charlie oggi hanno rivolto un invito alla calma in relazione alle minacce pesanti ricevute dal personale del Great Ormond Street Hospital. La seconda decisione riguarda un incontro a Londra tra il dottor Hirano e i medici dell’Ospedale Great Ormond Street e altri per ora non meglio precisati “specialisti” che potrebbe avvenire lunedì.

Con i genitori, all’inizio della seduta, è entrato in aula il portavoce Alasdair Seton-Marsden, che ha letto l’appello finale della famiglia alla clemenza del giudice “Continueremo a spendere ogni momento a cercare di salvare il nostro caro piccolo Charlie“.

La sorte del piccolo Charlie Gard rimane incerta. “Lo amiamo più della vita stessa, lui sta combattendo e noi stiamo ancora combattendo”.

Ancora una volta il giudice aveva ribadito che sarebbe “felice di accogliere nuove evidenze. Ma – aggiunge – non posso riaprire questioni già affrontate da me e dalla Corte d’Appello”.

Durante l’udienza di oggi e’ emerso inoltre un disaccordo tra ospedale e famiglia circa la misurazione della circonferenza cranica del bambino. Infatti già un medico americano, si è offerto di curare Charlie, la stima è quella di un 10% di chance di miglioramento clinico.

Nello specifico ad intervenire è stata la presidente dell’ospedale Bambin Gesù Mariella Enoc che dalla Repubblica Centrafricana dove si sta occupando di alcuni bambini bisognosi, ha inviato un video messaggionel quale riferisce: “Mi è giunta notizia che i ricercatori hanno messo a disposizione il loro trattamento per l’ospedale di Londra il quale pensa di poterlo verificare”.

MEDICO USA – L’elettroencefalogramma del piccolo Charlie Gard “mostra una disorganizzazione dell’attivita’ cerebrale, non un danno strutturale maggiore”.

Nell’udienza di ieri pomeriggio è intervenuto in video-conferenza il neurologo Michio Hirano, che ha illustrato ai giudici inglesi la terapia spermentale a cui i coniugi Gard vogliono sia sottoposto il piccolo. Dopo l’udienza di ieri, l’Alta Corte britannica ha accettato che la prossima settimana un gruppo di medici si rechi a Londra per valutare le possibilità di una terapia sperimentale.Tra questi super-esperti c’è uno statunitense e un medico italiano del Bambino Gesù.

Michio Hirano, neurologo statunitense, ha visitato ieri per cinque ore il piccolo Charlie Gard al Great Ormond Street di Londra e, grazie a un contratto temporaneo, ha avuto accesso alle cartelle cliniche del piccolo paziente.Accanto al bambino erano presenti come sempre i genitori, Chris e Connie, che hanno risposto alle domande del luminare americano del Columbia University Medical Centre di New York, uno dei massimi esperti mondiali della sindrome da deplezione del Dna mitrocondriale, la malattia che affligge il loro figlio. Hirano, che si propone di prendere in cura il piccolo, ha spiegato che con la sua cura (la terapia nucleosidica) il piccolo potrebbe migliorare la propria forza muscolare tra l’11 al 50%. Venerdì prossimo, intanto, Hirano e il medico del Bambin Gesù di Roma presente durante la visita, riferiranno all’Alta Corte di Londra. Nella stessa occasione, 10 giorni prima che Charlie compia un anno, il giudice dovrà pronunciarsi sull’eventualità di dare un’altra possibilità al piccolo, consentendo un trasferimento negli Usa. Alasdair Seton-Marsden, portavoce della famiglia, intanto denuncia che «se i Gard fossero ricchi, e non persone comuni, Charlie avrebbe già ottenuto la possibilità di essere sottoposto a una terapia alternativa come quella in via di sperimentazione negli U sa», ma«è tenuto in sostanza prigioniero dallo Stato e dal servizio sanitario nazionale britannico».

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