Charlie Hebdo, vignetta shock su tragedia Rigopiano: Fiorello attacca i vignettisti “Pezzi di merda”

Fiorello non ha apprezzato la vignetta di Charlie Hebdo sulla valanga che ha colpito l’hotel Rigopiano e tolto la vita ad almeno cinque persone. Nell’Edicola Fiore di sabatto, postata sul suo account Facebook, si rivolge ai disegnatori della rivista satirica: «Ma quali vignettisti, siete dei pezzidi m…». Un concetto che ripropone anche domenica, condividendo a sua volta una vignetta.

Charlie Hebdo sembra aver colpito ancora, e pare si sia beccata un’altra querela. Ebbene si, la vignetta di Charlie Hebdo sulla tragedia dell’Hotel Rigopiano, nella quale appare la morte che scia sulle montagne italiane, ha provocato l’indignazione di tutti coloro i quali hanno avuto la possibilità di vederla e migliaia sono stati i tweet e post pubblicati dagli utenti sui social network. Primo tra tutti, la vignetta pare abbia provocato la reazione di Fiorello, il quale nel corso della sua rassegna stampa sul web ha commentato duramente, dichiarando: “Per fortuna che ci siete voi di Charlie( sarcasticamente). Sto aspettando il primo italiano, il primo comico nicchiato che dirà che è satira, che ‘bisogna rispettare il diritto di satira e che la satira e sacrosanta e deve far indignare’. Io però aggiungo che la satira dovrebbe anche far sorridere. E poi la satira è nata come sberleffo ai potenti. Io non riesco a giustificare questa vignetta”. Come abbiamo già anticipato, nella vignetta la morte è disegnata sugli scii e questo ha indignato l’opinione pubblica. “Dicono che la satira deve far riflettere. Bene, io una riflessione ce l’avrei: ‘a pezzi de merda!”, ha dichiarato  Fiorello il quale ha aggiunto “Sono populista e demagogo, ma anche io ho la libertà di dire quello che voglio. Però “pezzi di merda” non glielo dico, perché la merda potrebbe offendersi”.

A sole 2 ore dalla pubblicazione, la vignetta aveva già ottenuto ben 3200 like e oltre 6mila condivisioni. In riferimento alla vignetta,dove appare uno scheletro vestito di nero, che rappresenta la morte, che scia, il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, non è potuto rimanere indifferente e nella giornata di ieri ha reso noto di aver mandato affinché venga predisposta una querela nei confronti della rivista e degli autori della rappresentazione. Della causa, si occuperanno gli stessi avvocati che in passato avevano preparato la denuncia contro Charlie Hebdo su disposizione dell’amministrazione comunale di Amatrice in seguito alla pubblicazione di una vignetta di scherno in occasione del terremoto dello scorso 24 agosto, a seguito del quale, come sappiamo la città venne completamente rasa al suolo.

In quell’occasione il periodico francese si rese autore di una vignetta offensiva e per questo motivo il sindaco di Amatrice ha ritenuto opportuno procedere alla querela nelle stesse modalità di adesso. Oggi, il sindaco di Farindola, ha aggiunto: “Abbiamo riscontrato vicinanza e solidarietà tra noi e Amatrice, due comunità colpite da un oltraggio che nulla ha a che fare con la satira”.Il settimanale Charlie Hebdo nasce nel 1970 dalle ceneri di un predecessore soppresso dalla censura; si chiamava Hebdo hara-k e fu chiuso dal Ministro degli Interni per un titolo irriverente sull’incendio di una discoteca a Colombary, luogo in cui risiedeva De Gaulle, morto nell’ultimo periodo.

Fa ancora parlare di sé Charlie Hebdo con la vignetta “La morte sugli sci” dedica all’Italia e, in particolare, alla slavina che ha travolto l’hotel Rigopiano. Dopo i morti di Amatrice accostati a un piatto di lasagne nella contestatissima vignetta ‘Sisma all’italiana’ della scorsa estate, ora arriva una nuova vignetta di humour nero. Nella vignetta, con la morte che usa le falci come fossero racchette, si legge: “Italia – La neve è arrivata, ma non per tutti”. “Italia: la neve è arrivata. Siete dei sadici.qui c’è gente senza più una casa a causa del terremoto.senza luce senza aiuti.Una valanga ha sommerso un albergo con più di 20 persone.

VERGOGNATEVI siete della peggio specie”. Centinaia i commenti alla vignetta, pubblicata su Facebook, e moltissimi quelli polemici nei confronti del giornale satirico, già finito nella bufera dopo una vignetta sul terremoto che colpì il Centro Italia ad agosto. All’epoca, l’ambasciata di Francia a Roma specifico’ che “il disegno di Charlie Hebdo non rappresenta in nulla la posizione della Francia”.

Charlie Hebdo torna a prendere per il culo le disgrazie italiane. Stavolta nel mirino del sedicente settimanale satirico francese sono finite le vittime della slavina dell’hotel. Un’altra vignetta scandalosa. L.a morte, con la sua falce, arriva sugli sci e travolge quel che uova sul fianco di una montagna. Le parole dentro il disegno sono penose: «Italia. La neve è arrivata. F. non ce ne sarà per tutti». Già ad agosto, subito dopo il terremoto di Amatricc, Charlie I lebdo aveva pubblicato una vignetta che raffigurava un macabro piatto di lasagne composto di macerie e vittime, insomma, ce l’hanno con noi.

E dire che quando la redazione del periodico parigino fu decimata dalle mitragliate di due membri dell’lsis nessuno, c sottolineatilo nessuno, qui in Italia si era sognato di condannare la loro satira nei confronti dell’islam. Quasi tutti invece sposarono il motto «Jesuis Charlie». Per solidarietà, perché non si può uccidere uno per le sue idee, perché la libertà di espressione e sacra e perché è sacrosanto criticare chi – come gli islamici – non è proprio tollerante come noi occidentali.Però che senso ha irridere chi è stato colpito da un disastro naturale. Capiamo che le ideologie e persino l’interpretazione delle religioni possano essere oggetto di satira. Anche pesante. Sono cose umane. Ma non fa ridere un morto per slavina. No. Piuttosto fa schifo il solo pensare di disegnare una vignetta burlona.

Il popolo dei social network ieri si è scatenalo contro Charlie. Sono piovuti milioni di insulti. Sacrosanti. Quando uno inventa un’immagine del genere, la morte che arriva sugli sci, infatti non ha più diritto di esprimere il proprio pensiero. I la oltrepassato il limite. E chi supera il confine va punito. Se il nostro governo avesse i cosiddetti dovrebbe chiedere all’esecutivo francese di chiudere quello che una volta si poteva considerare un settimanale. Non ha più senso leggerlo. Se Charlie è costretto a sputare addosso ai defunti per farsi pubblicità, significa che ha finito la sua missione, semmai ne ha avuta una. Fa ridere, dopo aver visto la vignetta della morte, leggere le polemiche contro Manco Salvini perché si è presentato in tv con i dopo-sci, per testimoniare la sua vicinanza ai terremotati sommersi dalla neve e dimenticati dallo Stato. L’hanno definito «sciacallo» perché in maniera civile, e quasi raffinata, ha criticato l’operato della Protezione civile in centro Italia. Se lui è sciacallo, cosa sono quelli di Charlie? Non esiste nel vocabolario una parola appropriata. Quelle peggiori sono finite.

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