Chemioterapia e perdita dei capelli: Al Sant’Anna arriva la cuffia refrigerata che ferma la caduta

All’ospedale Sant’Anna di Torino arriva il rivoluzionario casco che permetterà alle pazienti sottoposte a chemioterapia, di non perdere i capelli. A ideare il Paxman Scapl Cooling, che dopo un periodo di training formativo per lo staff infermieristico con il dottor Saverio Danese e la dottoressa Elisa Picardo ora è disponibile presso il Day Hospital Oncologico, l’azienda britannica Paxman.

La straordinaria apparecchiatura serve a contenere uno degli effetti più comuni e angoscianti provocati dalla chemioterapia: la caduta dei capelli, che si verifica a causa dell’atrofia parziale o totale della radice del bulbo pilifero, colpito dal farmaco.

Come funziona

L’apparecchiatura è dotata di due postazioni, che vengono impiegate in contemporanea alle sedute di chemioterapia: alle pazienti viene fatta indossare una cuffia in silicone morbido, simile ad un casco da parrucchiera, che collegata ad un impianto frigorifero, abbassa la temperatura del cuoio capelluto, producendo una sensibile riduzione del flusso di sangue ai follicoli piliferi, preservandoli in questo modo dalla distruzione.

La seduta parte da circa 20 minuti prima il trattamento di chemioterapia, continuando anche alla fine, per un periodo di tempo che può variare da 45 minuti sino a 2 ore. “L’alopecia – spiega il dottor Danese – viene vissuta come una continua dimostrazione della propria malattia, alterando le relazioni sociali e familiari. Questo problema fisico ed emozionale può portare ad una riluttanza o rifiuto a sottoporsi a trattamenti chemioterapici”.

I trattamenti antitumorali, quali la chemioterapia e la radioterapia, possono avere come effetto collaterale la caduta dei capelli. Quest’evento è vissuto in modo molto diverso dai pazienti: per alcuni mostrare il cranio calvo non è un problema, altri, invece, preferiscono nasconderlo facendo uso di parrucche, cappelli o foulard.

La chemioterapia
La hemioterapi consiste nell’impiego di particolari farmaci anticancro, detti citotossici o antiblastici, che aggrediscono le cellule tumorali inibendone, in tal modo, la crescita. Purtroppo, però, la loro azione può coinvolgere anche le cellule sane dell’organismo, compresi i follicoli dei peli e dei capelli. È questa la causa della caduta dei capelli, che nel linguaggio scientifico prende il nome di alopecia. Non tutti i farmaci chemioterapici causano la caduta dei capelli, anzi talvolta il fenomeno è così lieve da essere difficilmente riconoscibile; in alcuni casi, invece, i capelli possono cadere parzialmente o completamente, e in altri ancora possono cadere anche le sopracciglia, le ciglia, i peli che ricoprono il pube e tutto il resto del corpo. Il grado, il tempo di comparsa e l’impatto della caduta dei capelli dipendono dal farmaco o dalla combinazione di farmaci somministrati, dal dosaggio e dal modo in cui il paziente risponde al trattamento. In ogni caso, prima di iniziare la chemioterapia, l’oncologo illustra tutti i potenziali effetti collaterali del trattamento, e quindi anche la caduta dei capelli.
La caduta dei capelli come effetto collaterale della chemioterapia è reversibile: i capelli ricrescono alla conclusione del trattamento, e talvolta anche prima. Sono molto rari i casi in cui i capelli non ricrescono più.

Di solito i capelli cominciano a cadere nel giro di poche settimane dall’inizio della terapia, benché in alcuni casi, per altro molto rari, il fenomeno possa evidenziarsi nell’arco di pochi giorni. Il primo segnale sono le ciocche che cadono quando ci si spazzola, ci si pettina o si fa lo shampoo, e che talvolta si trovano anche sul cuscino al risveglio. I capelli possono diradarsi o diventare secchi e fragili e, di conseguenza, tendono a spezzarsi facilmente.

In alcuni casi possono continuare a cadere per alcune settimane, fino a lasciare la testa completamente calva. In casi rari la caduta è molto repentina e si compie in un paio di giorni. Ciò è non solo psicologicamente molto stressante, ma anche fastidioso perché il cuoio capelluto risulta dolente o infiammato. La caduta dei capelli generalmente è reversibile, e i capelli possono cominciare a ricrescere ancor prima che la terapia sia conclusa. Ciò è possibile perché i follicoli dei peli e dei capelli, come le altre cellule sane dell’organismo, ancorché danneggiati dalla chemioterapia, si riprendono rapidamente.

Inizialmente i capelli sono molto sottili, ma nel giro di 3-6 mesi la capigliatura torna folta come prima. I ‘nuovi’ capelli possono essere più ricci o più fini di prima, e talvolta possono anche essere di colore leggermente diverso, a volte un misto tra il nero e il grigio. In casi molto rari, soprattutto dopo la somministrazione di alte dosi di chemioterapici (come per il trattamento a base di ciclofosfamide, thiotepa e carboplatino per tumori ematologici e dopo trapianto di midollo), i capelli potrebbero non ricrescere più.

La radioterapia
La adioterapia rappresenta una delle possibili cure per guarire da un tumore o per attenuare l’intensità dei sintomi che esso causa. Essa utilizza radiazioni ionizzanti di elevata energia, che possono essere prodotte da sostanze radioattive o da macchine. Le radiazioni distruggono le cellule tumorali e riducono le dimensioni del tumore fino alla sua scomparsa. Per riuscire a distruggere le cellule tumorali, le radiazioni, a volte, possono danneggiare anche le cellule sane.

La caduta dei capelli durante il trattamento radioterapico si ha solo nel caso in cui una parte o tutto il cuoio capelluto sia compreso nel campo di trattamento. La ricrescita in tali zone dipende dalla dose che i bulbi piliferi hanno ricevuto. Ciò vale anche per i peli in altre zone del corpo.
Dopo la radioterapia i capelli dovrebbero ricrescere completamente, anche se potrebbero non essere più così folti come in passato. Quanto tempo impiegano per ricrescere dipende dalla dose di irradiazione ricevuta e dalla durata del trattamento. In media cominciano a ricrescere entro sei-dodici mesi dalla conclusione della terapia.
In alcuni casi la caduta dei capelli conseguente alla radioterapia potrebbe essere permanente oppure i capelli potrebbero ricrescere a chiazze anziché uniformemente. In tal caso, i pazienti preferiscono, a volte, continuare a indossare la parrucca o altra forma di copricapo. Il radioterapista o il tecnico di radioterapia discutono con i pazienti la possibilità di caduta permanente dei capelli e altri effetti collaterali prima che il trattamento abbia inizio.

Altri trattamenti
Talvolta anche gli altri trattamenti antitumorali, quali, ad esempio, le terapie ormonali o le terapie biologiche, possono rendere i capelli meno folti, secchi o fragili. In ogni caso, l’oncologo, prima di sottoporre il paziente al trattamento, ne illustra tutti i potenziali effetti collaterali.

I risvolti psicologici
La caduta dei capelli, ancorché parziale e temporanea, è uno degli effetti collaterali più temuti dei trattamenti antitumorali, e senz’altro quello dai risvolti psicologici più pesanti per il paziente. La caduta dei capelli è, infatti, vissuta come una diminuzione di bellezza e sensualità, che interferisce con la propria individualità e personalità, giacché induce un cambiamento dell’immagine corporea e del concetto che la persona ha di sé.

I capelli giocano un ruolo importante anche nella comuni cazione sociale e sessuale. Di conseguenza, i cambiamenti indotti dai trattamenti antitumorali possono incidere significativamente anche nell’atteggiamento degli altri verso il paziente attraverso la comunicazione visiva.
Gli effetti psicologici negativi correlati alla caduta dei capelli interessano tutti i malati di cancro, a prescindere dal sesso e dall’età, ma è evidente che a risentirne di più sono soprattutto le donne e i giovani, mentre gli uomini non presentano grandi problemi a mostrarsi calvi, anche in considerazione del fatto che la calvizie maschile è più accettabile socialmente. Per i bambini, la caduta dei capelli può inibire l’interazione con l’ambiente, falsando in tal modo lo sviluppo della propria immagine e dell’autostima.

Nelle donne l’impatto è forte perché i capelli sono simbolo di femminilità e seduttività, e anche per una persona non più giovane ‘avere la testa in ordine’ è molto importante. Inoltre, per le donne sono più rilevanti i fattori individuali, culturali e sociali che possono indurle sia a nascondere la propria calvizie sia a mostrarla come simbolo di sfida verso la malattia. Spesso le pazienti che hanno subito l’asportazione della mammella riferiscono di avere avuto più difficoltà a rapportarsi con la caduta dei capelli che con la mutilazione fisica, perché l’alopecia è visibile agli altri, ed è un rimando costante alla malattia e ai trattamenti. Una donna sottoposta a chemioterapia ha riferito che, benché si fosse mentalmente preparata all’inevitabile perdita dei capelli, facendosi anche confezionare una parrucca, di fronte alla realtà è stata presa da crisi d’ansia, perché, pur se razionalmente accettava l’evento, emotivamente lo percepiva come la perdita di una parte di sé.
Questo disagio si può manifestare attraverso sentimenti anche forti di rabbia, ansia, cattivo umore fino alla depressione. Paradossalmente, alcuni pazienti non ritengono che la caduta dei capelli sia un evento così drammatico, perché lo vedono come l’effetto di una terapia forte che migliorerà le probabilità di sconfiggere la malattia, e per questo motivo l’accettano di buon grado.

È possibile prevenire la caduta dei capelli durante la chemioterapia?

Dal momento che la comparsa di alopecia può avere parecchie implicazioni psico-sociali a causa delle modificazioni dell’immagine corporea che provoca, esistono diverse tecniche di prevenzione della perdita di capelli durante il trattamento chemioterapico, anche se non esistono prove evidenti di efficacia. Attualmente non esistono farmaci sicuramente in grado di prevenire la caduta dei capelli, anche se alcune soluzioni farmacologiche sono in studio preclinico. Importanti risultati sono stati ottenuti grazie alla ricerca genica con studi effettuati su animali da laboratorio.

Tra i metodi fisici uno dei più semplici prevede l’utilizzo di una termocuffia (comunemente detta casco di ghiaccio), che provoca vasocostrizione, riduce il flusso di sangue ai follicoli durante il picco di concentrazione del farmaco chemioterapico, e di conseguenza ne limita l’assorbimento a livello cellulare. L’efficacia di questo metodo dipende dal tempo di raffreddamento, ossia dal tempo in cui si indossa la cuffia: se questo è superiore a 90 minuti le percentuali di successo possono raggiungere il 76%. Il fattore limitante alla diffusione di questo metodo sono effetti collaterali, quali cefalea, sensazione di freddo, mancanza di confort0 disagio, che spesso provocano l’interruzione del trattamento preventivo.

Alcuni ospedali ricorrono ora a metodi più sofisticati: tra questi, ad esempio, una macchina mobile che immette aria fredda sul cuoio capelluto attraverso quello che assomiglia in tutto e per tutto al casco asciugacapelli; oppure un gel di facile applicazione, che rimane freddo per un lungo periodo. I metodi fisici descritti sono, tuttavia, a livello sperimentale.

Consigli pratici
Accorciare i capelli prima di sottoporsi al trattamento per ridurre la trazione sul cuoio capelluto e minimizzarne la caduta.
Durante il trattamento usare shampoo non aggressivi. Spazzolare i capelli con delicatezza soprattutto se il cuoio capelluto è sensibile. Asciugarli con una temperatura moderata del phon o del casco, perché il calore eccessivo potrebbe seccarli troppo, rendendoli ancora più fragili.

Non legare i capelli (trecce o code) in quanto la tensione dell’elastico potrebbe danneggiarli e, quindi, spezzarli. Seguire una dieta bilanciata (ricca di frutta e verdura), ridurre il consumo di bevande alcoliche e, nei limiti del possibile, evitare situazioni di stress. Massaggiare delicatamente il cuoio capelluto può migliorare l’afflusso di sangue ai follicoli.
Evitare trattamenti aggressivi (permanente) e usare tinte e shampoo coloranti a base di prodotti naturali.

Se il cuoio capelluto è secco, squamoso o dà prurito, usare un idratante delicato non profumato. Una valida alternativa è rappresentata dagli oli naturali (di mandorla o di oliva).
Usare solo federe di pure fibre naturali (cotone o lino), perché quelle di fibre sintetiche possono irritare il cuoio capelluto. Chi non fa uso di copricapo o parrucche, è bene che protegga sempre la testa con una crema ad alto fattore protettivo (SPF 30) ogni volta che si esce. In caso di caduta dei peli ascellari, sostituire i deodoranti profumati con borotalco o prodotti a base di cristalli minerali naturali (in vendita in erboristeria o farmacia).

Spostare l’attenzione dai capelli mettendo in risalto altre caratteristiche. Accentuare il trucco con un po’ più di ombretto, fard e rossetto attira l’attenzione sul volto. Anche i gioielli possono servire allo stesso scopo: collane e catene mettono in risalto il collo, mentre gli orecchini stanno bene con i cappelli e i foulard. Indossare camice, maglioni, cravatte ecc. in colori brillanti per distogliere l’attenzione dai capelli.

Quando i capelli cominciano a ricrescere dopo il trattamento:
Fare lo shampoo con una crema d’acqua (prodotto innovativo che al contatto con la pelle diventa acqua) idratante. Non usare shampoo curativi perché possono irritare il cuoio capelluto. Man mano che i capelli ricrescono si possono utilizzare shampoo per uso frequente.
Sottoporsi a trattamenti (tinte o permanenti) quando i capelli sono abbastanza lunghi e soprattutto se il cuoio capelluto è in buone condizioni. In ogni caso privilegiare prodotti naturali.
Evitare trattamenti (tinte e permanenti) se il cuoio capelluto è squamoso, infiammato o sensibile; se i capelli sono più secchi del solito, ruvidi al tatto, più chiari rispetto al colore originale, oppure tendono a spezzarsi o non crescono normalmente.

Parrucche e toupet
Un modo pratico per nascondere la caduta dei capelli consiste nel fare uso di una parrucca o di un toupet. Questi prodotti sono disponibili in una vasta gamma di pettinature e colori, hanno un aspetto naturale e sono molto facili da indossare. Possono essere in capelli naturali, sintetici e misti. Tutte le parrucche durano più a lungo se si seguono attentamente le istruzioni per la manutenzione.
Un bravo parrucchiere di fiducia può fornire consigli preziosi per la scelta della pettinatura più adeguata e, se necessario, ritoccare la parrucca.

Cappelli e foulard
La parrucca non è l’unico rimedio per nascondere la caduta dei capelli. I cappelli rappresentano un’alternativa molto diffusa e se ne trovano di tutte le fogge, stili e colori. Oltre ad essere un accessorio di moda, sono anche molto pratici.
I foulard sono leggeri e facili da indossare. Cotone, lana leggera e i tessuti misti sono preferibili, in quanto la seta e i tessuti simili tendono a scivolare con facilità.
Consigli pratici
Distendere un foulard quadrato di almeno 75 cm su una superficie piana facendo attenzione a che il rovescio sia verso l’alto. Piegare il foulard a triangolo; poggiarlo sulla testa con la punta verso la nuca e facendo scendere la base sulla fronte per circa 2,5 cm. Stringere il foulard e annodare le cocche sopra la punta facendo un doppio nodo.
In una giornata di sole, il foulard può essere sistemato intorno alla testa a mo’ di fascia, annodando le cocche dietro la nuca con un fiocco o lasciandole sciolte. Può essere usato anche come motivo decorativo di un cappello.
Poggiare un foulard molto grande sul capo, stringerlo e fermarlo con un nodo sotto la nuca; prendere le due cocche, arrotolarle su se stesse, girarle intorno al viso e annodarle sulla fronte. Chi vuole sbizzarrirsi può arrotolare il foulard con un filo di perline, ecc.

Centro odontoiatrico all’ex Sant’Anna

Il 2016 sarà l’anno del trasloco del Centro San Giorgio e del Centro Odontoiatrico di via Montebello. Le aziende sanitaria, a caccia di risparmi, tagliano sui costi di affitto e riportano fisicamente ‘in house’ la gestione di attività complesse come la riabilitazione, col trasferimento all’ospedale di Cona del servizio diretto da Nino Basaglia, e l’attività odontoiatrica, che da via Montebello dove si trova attualmente in un’ala quattrocente sca di Palazzo Calcagnini, si sposterà negli spazi dell’ex ginecologia/maternità della Cittadella della Salute, all’ex Sant’Anna. Il centro dentistico era stato inaugurato in pompa magna l’1 marzo 2005, alla presenza dell’allora assessore regionale Giovanni Bissoni, e riunisce in un unico polo l’attività pubblica gestita da Asl, Sant’Anna e università, e quella privata. Per la parte pubblica del servizio è stato programmato il trasloco all’ex Sant’Anna tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre 2016. Per l’utilizzo dei locali di via Montebello è stato pagato per oltre un decennio un canone di locazione finito più volte nel mirino del sindacato Fials, per i costi dell’affitto della sede e delle attrezzature e per la condivisione degli spazi con l’attività dentistica privata. Il primo atto dell’iter amministrativo che culminerà nel trasloco è stato emanato il 4 aprile scorso dall’Asl. La determina autorizza la procedura per l’appalto del servizio di assistenza alla poltrona «nel poliambulatorio di odontoiatria» della Casa della Salute dell’ex Sant’Anna. L’importo per la concessione triennale (rinnovabile per un ulteriore triennio) del servizio di assistenza alla poltrona è di 1 milione e 100mila euro. Aggiudicazione al «prezzo più basso, in quanto consente di ridurre al minimo i tempi per la presentazione dell’offerta e di concludere la gara il più rapidamente possibile», scrive l’Asl. Sandro Guerra, dirigente dell’azienda di via Cassoli, spiega che il percorso è suddiviso in «tre filoni: il conferimento dell’incarico a una società di gestione del personale perché l’Asl non ha a disposizione figure come gli assistenti alla poltrona, l’acquisto di attrezzature e l’adeguamento dei locali nell’ex Sant’Anna. Stiamo partendo ora perché dovremo garantire la continuità del servizio al momento del trasloco». Nella Cittadella della Salute continueranno a cooperare, «come avviene già oggi, i tre soggetti che svolgono il servizio: Asl, Sant’Anna e Unife». Il progetto, annunciato da tempo, consentirà sostanzialmente di completare gli ingressi dei servizi nell’anello a piano terra dell’ex Sant’Anna, occupando gli spazi a disposizione dell’Asl, proprietaria della struttura. L’ex ginecologia è l’ultimo spazio utile prima del settore (l’altra metà dell’anello e dei piani superiori) che sarà destinato ad attività diverse da quelle sanitarie.
Oncologia, c’è una cuffia che protegge i capelli
Grazie ai contributi della Fondazione CariCento, dell’Associazione Lilt e del Lions Club Poggio Renatico Europa, il day hospital oncologico di Cona potrà mettere a disposizione dei pazienti che si sottopongono a cure chemioterapiche “la cuffia refrigerante”, che come ha sottolineato il direttore generale Eugenio Di Ruscio, pur non essendo uno strumento terapeutico, ha la capacità di rallentare o addirittura bloccare la caduta dei capelli. «Cuffie il cui aspetto qualitativo è molto importante – ha aggiunto il primario dell’oncologia, professor Antonio Frassoldati – perchè la maggior parte dei pazienti oncologici che accusano molti effetti collaterali compresa la caduta dei capelli, ne avranno un notevole beneficio anche dal punto di vista psicologico. L’effetto della caduta dei capelli crea forte disagio nei pazienti. La cuffia mantiene in modo costante la temperatura del cuoio capelluto a 18° per tutto il periodo del trattamento grazie al liquido che circola a 4° in tubi di silicone». Le cuffie refrigeranti hanno diverse misure e vengono posizionate mezz’ora prima del trattamento, durante il trattamento e per mezz’ora dopo la fine della somministrazione del farmaco. L’apparecchio è molto usato in Inghilterra. Di CariCento erano presenti la presidente della Fondazione, Cristiana Fantozzi, e la consigliera Marina Malagodi. «Siamo fiduciose che entro il 2016 CariCento consegnerà all’ospedale di Cento un nuovo pronto soccorso», hanno aggiunto. Presenti anche il presidente della Lilt, Sergio Gullini, del Lions Club, Bruno Rossi, e il rappresentante del Distretto 108 Tb, Paolo Cervi.

«Chemioterapia, una cuffia per non perdere i capelli»

UN’APPARECCHIATURA per contrastare la caduta dei capelli destinata ai pazienti sottoposti a chemioterapia. Fondazione Cassa di Risparmio di Cento, Lilt e Lions Club di Poggio Renatico hanno contribuito alla donazione di una cuffia refrigerante a favore dell’Oncologia clinica del ‘Sant’Anna’. La presentazione della consegna è avvenuta nella mattina di ieri a Cona. «Scopo della cuffia – ha evidenziato Eugenio Di Ruscio, direttore sanitario dell’Azienda ospedaliero-universitaria – è di rallentare o impedire la caduta dei capelli nei confronti di coloro che sono sottoposti alla chemioterapia». L’alopecia rappresenta infatti un possibile effetto collaterale del trattamento chemioterapico. «La caduta dei capelli – ha aggiunto Antonio Frassoldati, direttore di Oncologia clinica – a seconda dei singoli casi, può variare dal 10% al 100%. Un effetto, talvolta brutale dalla sua comparsa, che tuttavia fortunatamente è reversibile. Eppure influisce psicologicamente sulla condizione di chi è ammalato, al punto che ci sono anche pazienti che arrivano a rifiutare il trattamento. In quest’ambito, l’apparecchio agisce per ridurre la temperatura del cuoio capelluto». Il casco è infatti collegato a un sistema refrigerante attraverso un liquido che circola nella cuffia. In questo modo, durante il trattamento, si riduce la circolazione del sangue nell’area interessata. Diminuendo così l’esposizione del bulbo pilifero ai farmaci chemioterapici, si rallenta il metabolismo della cellula del bulbo, con un conseguente minor danno ai capelli. «Siamo contenti – ha continuato Cristiana Fantozzi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cento – per avere fornito questo supporto. Un gesto di sostegno e di stima per il lavoro che viene svolto». SODDISFAZIONE per la donazione è stata inoltre espressa da parte di Bruno Rossi e Paolo Cervi, presidente e tesoriere Lions Club di Poggio Renatico, e da Sergio Gullini, presidente Lilt. «La nostra sezione ferrarese – ha ricordato Gullini – ha, fra i suoi obiettivi, di collaborare con le due aziende ospedaliere, e di agevolare l’acquisizione di nuove attrezzature. Fra i progetti che portiamo avanti, c’è anche l’ambulatorio gratuito, nella Città della salute di corso Giovecca, per offrire informazioni su prevenzione e alimentazione».
Lo studio del cervello e la microscopia ottica
AL VIA oggi la rassegna ‘Cervelli a teatro’, un ciclo di incontri con la scienza dedicato allo studio del cervello, promosso da Luciano Fadiga, Ordinario di Fisiologia umana di Unife e organizzato da Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova e Università di Ferrara, in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale di Ferrara. Alle 17, al Ridotto, Alberto Diaspro, coordinatore del Nikon Imaging Center dell’IIT a Genova, parlerà sul tema ‘Nanoviaggio nel cervello’, raccontando la storia della microscopia ottica degli ultimi vent’anni, grazie cui oggi è possibile utilizzare strumenti in grado di osservare il vivente, come cellule e piccoli organismi, ad elevate risoluzioni e durante il loro funzionamento. A seguire, performance di Domenico Vitolo, al pianoforte, con Sonata n. 23 in fa minore op. 57 ‘Appassionata’ di Ludwig van Beethoven.
L’esperienza del Sant’Anna a Monaco
L’UNITÀ operativa di Urologia, diretta dal facente funzione Ippolito Carmelo, ha partecipato al 31° congresso della società europea di urologia a Monaco il 15 marzo. E’

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