Chiuso ospedale di Boscotrecase pronto soccorso chiuso per meningite: 90enne trasferita al Cotugno

Una donna di 90 anni di Terzigno è stata ricoverata con i sintomi della meningite all’ospedale di Boscotrecase. Trasferita al Cotugno, gli esami hanno confermato la prima diagnosi dei medici. Il pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna è rimasto chiuso per circa 5 ore per la profilassi.

Boscotrecase. Caso di meningite al pronto soccorso dell’ospedale di Boscotrecase. A presentare i sintomi della malattia, un’anziana donna di circa 90 anni. La paziente, giunta ieri al pronto soccorso del’ospedale di via Lenza, è stata trasferita questa notte all’ospedale Cotugno di Napoli, dove i medici hanno confermato la diagnosi di meningite.

Di conseguenza, al pronto soccorso dell’ospedale di Boscotrecase è scattata la procedura di profilassi. Il pronto soccorso è rimasto chiuso fino alle 6 di questa mattina. Al termine della procedura, il pronto soccorso è stato riaperto intorno alle ore 8.

1. C’è oggi un’emergenza meningite? Non c’è attualmente un’epidemia di meningite. In base ai dati dell’ISS, nel 2015 e nel 2016 si sono verificati in Italia quasi 200 casi per anno di malattia invasiva da meningococco, la maggior parte dei quali causati dai sierogruppi B e C. L’andamento rispecchia il trend degli ultimi anni. In generale, la letalità riguarda il 10% dei casi. Il vaccino va somministrato solo alle fasce di popolazione raccomandate e ai gruppi a rischio, per mantenere alta la protezione collettiva e individuale dalla malattia. La diffusione della meningite in generale è bassa ed è rimasta costante negli ultimi cinque anni. L’unica variazione epidemiologica negli ultimi due anni riguarda il focolaio di meningococco C presente in Toscana che è però circoscritto in un’area specifica nella quale la Regione ha immediatamente predisposto l’offerta gratuita della vaccinazione ad una ampia quota della popolazione.

2. Quali batteri causano la meningite? Tra gli agenti batterici che causano la meningite il più temuto è Neisseria meningitidis (meningococco), oltre a Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e Haemophilus influenzae. Del meningococco esistono diversi sierogruppi, dei quali i più diffusi sono: A, B, C, Y, W135, X. Il più aggressivo è il meningococco di sierogruppo C, che insieme al B è il più frequente in Italia e in Europa.

3. Quali sono le fasce più a rischio di contrarre l’infezione causata dai diversi tipi di meningococco? I bambini piccoli (al di sotto dei 5 anni di età) e gli adolescenti, ma anche i giovani adulti sono a rischio più elevato di contrarre infezione e malattia. Per quanto riguarda il sierogruppo B, la maggior parte dei casi si concentra fra i bambini più piccoli, al di sotto dell’anno di età.

4. Quali sono i vaccini anti-meningococco a disposizione ed esattamente contro quali ceppi? Esistono tre tipi di vaccino anti-meningococco:  il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC): è il più frequentemente utilizzato e protegge solo dal sierogruppo C  il vaccino coniugato tetravalente: protegge dai sierogruppi A, C, W e Y  il vaccino contro il meningococco di sierogruppo B: protegge esclusivamente contro questo sierogruppo. 5. Sono obbligatori o raccomandati? I vaccini anti-meningococco sono vaccini raccomandati. Sono tutti inseriti nel nuovo Calendario vaccinale LEA, incluso nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019, ed è previsto siano offerti gratuitamente a specifiche fasce di popolazione, che sono quelle a maggior rischio di infezione. La scheda vaccinale in vigore prevede:  la vaccinazione contro il meningococco B nei bambini nel corso del 1° anno di vita (3 dosi al 3°, 4°, 6° mese di vita e 1 richiamo al 13° mese)  la vaccinazione anti-meningococco C nei bambini che abbiano compiuto un anno di età (1 dose al 13°-15° mese)  la vaccinazione con vaccino coniugato tetravalente nell’adolescenza, sia come richiamo per chi è già stato vaccinato contro il meningococco C da piccolo sia per chi non è mai stato vaccinato. Al di fuori delle fasce di età sopracitate, il vaccino è fortemente raccomandato in persone a rischio perché affette da alcune patologie (talassemia, diabete, malattie epatiche croniche gravi, immunodeficienze congenite o acquisite, asplenia, etc.) ed è consigliato anche in presenza di particolari condizioni (lattanti che frequentano gli asili nido, ragazzi che vivono in collegi o dormono in dormitori, reclute militari, e per chiunque debba recarsi in Regioni del mondo dove la malattia meningococcica è comune, come ad esempio alcune zone dell’Africa).

6. Quali sono gratuiti e quali a carico del cittadino? I vaccini contro la meningite inseriti nel nuovo Calendario vaccinale LEA, incluso nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019, sono gratuiti per specifiche fasce di popolazione, che sono quelle a maggior rischio di infezione. In particolare:  la vaccinazione contro il meningococco B è gratuita per i bambini nel corso del 1° anno di vita (3 dosi al 3°, 4°, 6° mese di vita e 1 richiamo al 13° mese)  la vaccinazione anti-meningococco C è gratuita per i bambini che hanno compiuto un anno di età (1 dose al 13°-15° mese)  la vaccinazione con vaccino coniugato tetravalente è gratuita per gli adolescenti, sia come richiamo per chi è già stato vaccinato contro il meningococco C da piccolo sia per chi non è mai stato vaccinato. La vaccinazione contro il meningococco B prevede dosaggi diversi a seconda dell’età in cui si inizia a vaccinare, anche se il vaccino è indicato soprattutto al di sotto di un anno di età. Per quanto riguarda i vaccini contro gli altri agenti batterici della meningite, la vaccinazione contro Haemophilus influenzae tipo b (emofilo tipo b) è solitamente effettuata, gratuitamente, insieme a quella antitetanica, antidifterica, antipertosse, antipolio e antiepatite B, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino, come da calendario vaccinale italiano. Non sono necessari ulteriori richiami. La vaccinazione contro lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è offerta gratuitamente e il calendario nazionale prevede la somministrazione di tre dosi: al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino. Il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale ne prevede l’offerta attiva e gratuita anche ai soggetti di 65 anni di età.

7. Quanto dura l’effetto della protezione vaccinale? Generalmente, la durata della protezione dipende dal tipo di vaccino e dall’età in cui viene somministrato. Infatti, mentre alcuni vaccini, come quello anti-epatite B, conferiscono una protezione duratura lungo tutto l’arco della vita, per altri vaccini, come quelli contro difterite e tetano, sono raccomandati richiami decennali. Riguardo ai vaccini anti-meningococcici, i dati attualmente disponibili in letteratura non consentono di stabilire la necessità di un richiamo. In Italia, con il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale, è stata inserita una dose di richiamo nell’adolescenza in quanto è un’età a maggior rischio (seppure sempre molto basso) rispetto al resto della popolazione, per rafforzare la risposta immunitaria ad una eventuale infezione.

8. Qual è il valore del richiamo vaccinale? Il richiamo di una vaccinazione permette di mantenere elevata la protezione immunitaria individuale nei confronti di una specifica malattia infettiva e garantire, qualora i livelli di copertura vaccinale siano elevati, anche nella popolazione generale l’instaurarsi della cosiddetta immunità di gregge, una specie di scudo di protezione, essenziale a limitare la circolazione di un determinato microbo ed evitare il riemergere di malattie ormai sotto controllo, difendendo così anche le fasce di popolazione più vulnerabili come anziani, bambini molto piccoli ancora non completamente vaccinati e soggetti a rischio.

9. Negli adolescenti va fatta la vaccinazione? E se è stata fatta a un anno di età va fatto un richiamo? La vaccinazione anti-meningococcica con vaccino tetravalente è raccomandata agli adolescenti, in quanto rientrano tra le categorie a maggiore rischio di contagio, sebbene limitato rispetto ad altre malattie infettive molto più contagiose, come influenza e morbillo. Il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale raccomanda la vaccinazione nell’adolescenza anche per chi sia stato vaccinato contro il meningococco C da piccolo. Nell’evenienza di soggetti già vaccinati, la dose di richiamo serve a rafforzare la risposta immunitaria ad una eventuale infezione.

10. Per gli adulti che nell’infanzia non sono stati vaccinati contro il meningococco è consigliata la vaccinazione? La vaccinazione negli adulti non è raccomandata, a meno che non siano presenti i fattori di rischio o le condizioni sopra riportate. Chi ha dubbi è opportuno che si rivolga alla ASL o al proprio medico di base.

DOMANDE FREQUENTI MENINGITE

Cos’è la meningite? La meningite è una malattia infettiva che provoca un’infiammazione delle membrane (le meningi) che avvolgono il cervello e il midollo spinale. Quando l’infezione coinvolge l’intero organismo si parla di sepsi o setticemia. E’ generalmente di origine infettiva e può essere virale, batterica o causata da funghi. La forma virale è quella più comune: di solito non ha conseguenze gravi e si risolve nell’arco di 7-10 giorni. La forma batterica è più rara ma estremamente più seria, e può avere conseguenze fatali.

In quali forme si presenta la meningite batterica? Essa può essere provocata da tre diversi tipi di batterio: il meningococco, lo pneumococco e l’emofilo. L’emofilo era la causa più frequente di meningite nei bambini fino ad alcuni anni fa. Il vaccino viene offerto attivamente a tutti i bambini piemontesi nel primo anno di vita. Lo pneumococco provoca frequentemente polmoniti, otiti e altre malattie delle vie respiratorie; in alcuni può causare anche meningiti ma è poco contagioso e di solito non è indicata la profilassi con antibiotici alle persone che sono state a contatto con il malato. Per lo pneumococco esistono due tipi di vaccino offerti in Piemonte: il “23 valente”, offerto ai soggetti a rischio di età superiore a 2 anni e l’eptavalente, che protegge per 7 dei sierotipi più frequenti, offerto attivamente e gratuitamente ai soggetti a rischio fino a 59 mesi (compreso chi è affetto da alcune immunodeficienze congenite, malattie cardiovascolari ed epatiche croniche, nel caso di broncopneumopatie croniche, di diabete e di insufficienza renale).

Il meningococco è ospite frequente delle alte vie respiratorie di sogetti asintomatici, i cosiddetti “portatori sani” (10% della popolazione, 25% dei giovani adulti). Questi soggetti possono essere sorgente di infezione e quindi trasmettere il batterio e, in piccola percentuale, ammalarsi di meningite o sepsi. In caso di malattia va somministrata la profilassi solo ai contatti stretti, cioè a coloro che sono stati a contatto ravvicinato con il soggetto malato. 5 dei 13 sierogruppi di meningococco causano più frequentemente la meningite (A, B, C, W135 e Y). In Italia e in Europa i sierogruppi B e C sono i più frequenti. Qual è il periodo di incubazione della meningite da meningococco? Mediamente 3 o 4 giorni ma può prolungarsi fino a 10, tempo massimo previsto per la sorveglianza sanitaria. Quali sono i sintomi? La malattie esordisce in genere bruscamente con febbre alta, mal di testa intenso, nausea, spesso vomito, rigidità nucale e fastidio intenso alla luce. Ma in alcuni casi, più spesso nei bambini molto piccoli, i sintomi possono essere non molto evidenti, generando così difficoltà nella diagnosi.

Come si cura? Il trattamento con antibiotici deve essere tempestivo; la cura è più efficace se il ceppo causa dell’infezione è identificato. Quali sono i vaccini disponibili contro il meningococco? Non esistono attualmente vaccini contro il meningococco di tipo B. Per quello di tipo C, invece, i vaccini attualmente disponibili sono due: • vaccino quadrivalente (A, C, W135, Y): l’immunità che fornisce è limitata nel tempo (qualche anno). In Piemonte viene offerto gratuitamente ai soggetti a rischio (per carenza di fattori del complemento e splenectomizzati e portatori di impianto cocleare) , ai viaggiatori di tutte le età impegnati in progetti di cooperazione o umanitari e ai minori di 18 anni. Viene offerto a prezzo di costo ai viaggiatori in area endemica e in tutte le altre situazioni. Questo vaccino non è efficace nei bambini di età inferiore ai due anni; • vaccino coniugato (meningococco C): in Piemonte viene offerto attivamente e gratuitamente a tutti i soggetti a rischio, ai viaggiatori di tutte le età impegnati in progetti di cooperazione o umanitari e ai minori di 18 anni. Viene offerto a prezzo di costo ai viaggiatori in area endemica e in tutte le altre situazioni. Questo vaccino garantisce una protezione duratura di almeno 10 anni. Attualmente non vi sono indicazioni per richiami successivi. Qual è l’efficacia della vaccinazione contro il meningococco? Nel caso del vaccino quadrivalente l’efficacia è di circa il 90% nei soggetti di età superiore ai 6 anni. Il vaccino coniugato, invece, offre un’efficacia maggiore del 90% dai 3 ai 18 anni, con una sola dose, tra l’83 e l’85% da 12 a 24 mesi, con due dosi e del 66% nel primo anno di vita. La vaccinazione contro il meningococco C è obbligatoria? No, non esiste in Italia l’obbligo di vaccinazione anti-meningococco C. Qual è il rischio reale di contrarre la malattia? L’incidenza della malattia meningococcica in Italia è tra le più basse d’Europa. Ogni anno vengono segnalati circa 200 casi, pari a 3 casi ogni 1.000.000 di abitanti. In Piemonte, il numero di casi registrati di meningiti e sepsi dal 2003 è stato il seguente: nel 2003: 30 nel 2004: 27 nel 2005: 19 nel 2006: 16 nel 2007: 11 (dato provvisorio) nel gennaio 2008: 3 (dato provvisorio) La maggior parte dei casi segnalati è risultata appartenere al sierogruppo di tipo B, non prevenibile da vaccino. Allo stato attuale continua a non registrarsi alcun aumento né nella frequenza né del rischio di questa patologia in Piemonte e non c’è motivo alcuno per raccomandare attivamente la vaccinazione a soggetti sani in tutte le fasce d’età. A chi ci si deve rivolgere per la vaccinazione? Le persone interessate alla somministrazione del vaccino si devono rivolgere al medico base o al pediatra di libera scelta, oppure ai servizi vaccinali delle ASL di appartenenza che raccomanderanno la vaccinazione in caso di riscontro di particolari condizioni cliniche.

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