Ciliegie, il frutto ricco di potassio che fa bene al cuore: tutte le proprietà antiossidanti

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È in arrivo il gran caldo e dunque bisogna andare subito al riparo cominciando proprio dall’alimentazione. Secondo quanto riferito dai nutrizionisti, nei periodi estivi sulle tavole non deve mai mancare la frutta, soprattutto quella di stagione, considerata nello specifico una buona fonte di potassio, vitamine, calcio, fosforo e tanto altro ancora. Ma quale frutta scegliere per una buona carica di potassio? Da sempre si è detto che il frutto ricco di potassio per antonomasia è la banana, ma secondo quanto riferito da una nutrizionista nonché biologa Marina Putzolu, ci sarebbe un altro frutto rosso, goloso ma soprattutto considerato un vero e proprio elisir per i figli sportivi, perché  ricco di antiossidanti e sostanze preziose. Stiamo parlando delle ciliegie, cioè nei dialetti del centro Italia vengono chiamate per lo più cèrase; le ciliegie sono la truppa di alcune specie botaniche del genere Prunus ed appartengono alla famiglia delle Rosaceae.

Non è di certo una novità il fatto che le ciliegie siano di colore rosso, dovuto al contenuto in cianine, ma forse non tutti sanno che esiste una varietà di ciliegie e la più pregiata sembra essere il durone nero di Vignola, tipicamente grosso, scuro ed estremamente zuccherino. Questo frutto, ovvero le ciliegie sono particolarmente ricche di acqua, di zuccheri, grassi, proteine, vitamina A, vitamina C, potassio e fosforo. Ma quali sono le proprietà benefiche delle ciliegie? Secondo quanto riferito dai nutrizionisti e ricercatori, le ciliegie pare contengono degli antiossidanti i quali agiscono sul sistema immunitario migliorandolo e proteggono dalle infezioni batteriche, virali e fungine in particolare quelle del colon e del tratto urinario dell’intestino e della apparato escretore.

Oltre ad agire sul sistema immunitario, le ciliegie sono anche dei potenti antiossidanti grazie all’alto contenuto di vitamine A e C e flavonoidi che agiscono a neutralizzare i radicali liberi e proteggono dai disturbi associati all’invecchiamento. Ma non finisce qui, visto che la fibra delle ciliegie fare aiuta ad alleviare la costipazione, mentre la parte acida aiuta la digestione dunque gli antiossidanti contenuti nelle ciliegie pare risultino utile per mantenere il buon funzionamento del sistema digestivo.

Secondo quanto dichiarato dalla nutrizionista e biologa Marina Putzolu,  le ciliegie sono ricche in polifenoli e antociani, sostanze antiossidanti e antinfiammatorie che non sono distribuite uniformemente nel frutto ma sono concentrati per lo più nella buccia; a tal riguardo gli esperti consigliano di scegliere le ciliegie dal colore molto scuro in quanto contengono una concentrazione più elevata di queste sostanze.Infine, gli antiossidanti, le sostanze nutritive e i minerali come il fosforo sono eccellenti cardio-protettori.  Il consumo di ciliegie è consigliato comunque durante i mesi estivi anche per gli sportivi in quanto garantiscono un recupero muscolare rapido ed efficace dopo l’esercizio fisico.

Le ciliegie sono delle drupe di 1-2 cm di diametro e contengono un solo seme, duro e color legno. Il colore, normalmente rosso, può spaziare, a seconda della varietà, dal giallo chiaro del graffione bianco piemontese al rosso quasi nero del durone nero di Vignola. Esitono due specie di alberi, il Prunus avium, o ciliegio dolce, e il Prunus cerasus, o ciliegio acido. Dal primo derivano alcune centinaia di varietà che producono ciliegie che possiamo dividere in due grandi categorie: le tenerine (o juliana) e le duracine. Dal secondo nascono le varietà come le amarene, le visciole, le marasche (queste hanno sapore acidulo si impiegano per produrre sciroppi, marmellate e liquori, come il maraschino o lo cherry). Le ciliegie tenerine sono a polpa tenera, di colore rosso scuro con succo colorato o di colore chiaro con succo incolore. Le ciliegie duracine o duroni hanno dimensioni maggiori e polpa soda, di colore rosso scuro o nero con polpa rossa, oppure di colore rosso chiaro con polpa giallastra o rosacea. Quelle che vengono maggiormente coltivate in Italia sono: Ciliegia Bigarreu: è la più precoce e solitamente la si trova in vendita già dalla prima metà di maggio. Ciliegia Durone: molto pregiato, a detta di molti la migliore; presenta una polpa dura e compatta dal gusto particolarmente dolce e saporita, di colore scuro e grosse dimensioni; matura a fine giugno. Ciliegia Ferrovia: molto diffusa in Puglia e caratterizzata da una polpa molto succosa; matura in giugno. Ciliegia Marca: come i duroni, ha una polpa molto compatta ma il colore è rosso giallognolo; viene spesso utilizzata per la preparazione di conserve (ciliegie sotto spirito e sciroppate). Ciliegia Anella: colore rosso acceso e polpa croccante; è disponibile da fine maggio.

Le ciliegie sono composte per l’80% circa da acqua e da zuccheri, proteine (piccola percentuale), vitamine A e C, potassio, fosforo, calcio, ferro, sodio e magnesio. Da evidenziare la presenza del levulosio, uno zucchero che non ha controindicazioni per i diabetici. Ogni 100 grammi di polpa contiene circa 63 calorie. Hanno proprietà depurative e disintossicanti, oltre a quelle diuretiche e lassative, molto utile in caso di gonfiore addominale. Grazie alla presenza dei flavonoidi, e in combinazione con le vitamine A e C, l’assunzione di ciliegie stimola la produzione di collagene, portando numerosi benefici alla pelle. Contengono melatonina naturale, una sostanza che favorisce il sonno, e sono una fonte di antiossidanti, che aiutano il nostro organismo a contrastare l’invecchiamento provocato dai radicali liberi. Gli antiossidanti principali contenuti nelle ciliegie prendono il nome di antocianine. Sono presenti soprattutto nella visciola, una varietà di ciliegia selvatica. Le ciliegie hanno importanti proprietà depurative, remineralizzanti ed energetiche. Aiutano a depurare il fegato e a regolare la sua attività. Grazie alla presenza di sostanze antiossidanti, ci sono importanti benefici anche al cuore e al sistema circolatorio in generale dato che il loro consumo riduce la percentuale di colesterolo nel nostro organismo.

Le ciliegie sono adoperate per il consumo frescco oppure si conservano e si utilizzano per fare sciroppi, marmellate, liquori. Dai semi si estrae un olio (olio di ciliegie) di colore giallo oro dall’odore gradevole di mandorle amare. L’utilizzo alimentare più comune riguarda la preparazione di composte, conserve, sciroppi, liquori, frutta sciroppata, gelati, yogurt e dolci di vario genere. Ma la polpa di questi frutti viene anche impiegata per la preparazione di maschere di bellezza dall’azione astringente e rinfrescante.

Radicali liberi e molecole antiossidanti

L’ossigeno rappresenta il 21% in volume dell’aria secca. Questa molecola è essenziale per la sopravvivenza della maggior parte degli organismi, dato che quasi tutte le cellule la utilizzano per produrre energia attraverso le reazioni della respirazione cellulare. I prodotti di scarto di queste reazioni metaboliche comprendono anche i radicali liberi, molecole altamente nocive per le cellule stesse. I radicali liberi sono specie chimiche costituite da un atomo o da una molecola che presentano almeno un elettrone spaiato nell’orbitale più esterno. Tale elettrone rende il radicale libero estremamente instabile e reattivo: esso è in grado di legarsi ad altri radicali o di sottrarre un elettrone ad altre molecole vicine per «pareggiare» la propria carica elettromagnetica. Questo meccanismo dà origine a nuove molecole instabili, innescando una reazione «a catena» che, se non viene arrestata in tempo, finisce col danneggiare le strutture cellulari. Nel 1956, il chimico Denham Harman ha proposto la teoria dell’invecchiamento basata sui radicali liberi, secondo la quale, con il passare degli anni, questi composti si accumulano nelle cellule e svolgono una potente azione ossidante, dannosa per quasi tutti i costituenti dell’organismo. L’azione continua dei radicali liberi si evidenzia soprattutto nel precoce invecchiamento delle cellule ed è stata associata all’insorgere di varie patologie come il cancro, alcune malattie dell’apparato cardiovascolare, il diabete, la sclerosi multipla, l’artrite reumatoide, l’enfisema polmonare, la cataratta, il morbo di Parkinson e l’Alzheimer. I radicali liberi più conosciuti sono quelli che contengono ossigeno, chiamati «specie reattive dell’ossigeno» (ROS, dall’inglese Reactive Oxygen Species). Tra i ROS più comuni ci sono l’anione superossido (O• 2 – ) e il radicale ossidrile (• OH). L’azione distruttiva dei radicali liberi è indirizzata soprattutto: – sui lipidi che formano le membrane cellulari (perossidazione dei lipidi), causando un’alterazione della loro fluidità; – sugli acidi nucleici, determinando la comparsa di punti di rottura nella doppia elica del DNA con aumentato rischio di mutazioni; – sulle proteine, in cui causano alterazioni strutturali. L’organismo di una persona sana è in grado di difendersi dalla presenza dei radicali liberi grazie a un sistema anti-radicali, detto sistema antiossidante, che fornisce ai radicali liberi gli elettroni di cui sono privi. Vediamo in proposito un esempio di come le cellule trasformano i prodotti dannosi in prodotti meno dannosi e facilmente eliminabili. Durante il metabolismo cellulare, per azione degli enzimi citoplasmatici o mitocondriali, come l’enzima superossido dismutasi (SOD), l’anione superossido prodotto viene trasformato in perossido di idrogeno (H2O2). Questo composto – noto comunemente come «acqua ossigenata» – è tossico e dannoso per le strutture cellulari poiché, in presenza di ferro, libera il radicale ossidrile che risulta particolarmente lesivo e difficile da controllare. Il nostro organismo possiede però un enzima, chiamato catalasi, in grado di convertire il perossido di idrogeno in acqua e ossigeno, che sono composti innocui. Altre sostanze che svolgono un importante ruolo antiossidante sono assunte con l’alimentazione. Le principali sono: – pigmenti vegetali: polifenoli, bioflavonoidi, antocianine; – vitamine: vitamina C (acido ascorbico), vitamina E (α- o γ-tocoferolo), beta-carotene (detto anche provitamina A, in quanto è il precursore da cui si forma tale vitamina);micronutrienti ed enzimi: selenio, rame, zinco, glutatione, coenzima Q10, melatonina, acido urico ecc. Gli agenti antiossidanti possono agire singolarmente o interagire. Solo un’alimentazione completa ed equilibrata può garantire un’efficace azione antiossidante: gli esperti consigliano un consumo giornaliero di almeno 5-6 porzioni di frutta e verdura fresche e di stagione, e una dieta povera di grassi saturi (principalmente di origine animale) e di grassi idrogenati, fonti di radicali liberi. Oltre a una dieta scorretta, anche molti altri aspetti del nostro stile di vita possono contribuire alla rottura dell’equilibrio tra la produzione e l’eliminazione dei radicali liberi, determinando l’insorgenza del cosiddetto stress ossidativo. Tra i fattori più comuni vi sono: le infiammazioni, il fumo di sigaretta (il tabacco è una potente tossina), le radiazioni ultraviolette, lo stress, l’elevato consumo di alcol, l’esposizione ad ambienti inquinati, l’attività fisica intensa, alcuni trattamenti a base di farmaci.

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