Cioccolato fondente alleato della memoria e apprendimento

Aumenta la memoria e migliora la processione delle informazioni che riceve. E’ ciò che accade al cervello quando si mangia il cioccolato.Lo sostiene uno studio condotto dall’Università dell’Aquila dal titolo Enhancing Human Cognition with Cocoa Flavonoids. Secondo gli studiosi i flavonoidi contenuti nel cacao riescono a migliorare le performance cognitive con un aumento della memoria. I ricercatori sostengono che questo effetto si verifica soprattutto nelle donne e negli anziani con problemi di memoria.

La ricerca è stata condotta da Valentina Socci, dell’Università degli Studi di L’Aquila in Italia, e colleghi, per questa ricerca, Socci e la squadra hanno voluto approfondire i vantaggi che il cervello ottiene dai flavanoli del cacao: quello specifico delle funzioni cognitive e se sono gli effetti immediati. Dai trial esaminati su un consumo intenso è emerso un miglioramento nella ‘memoria di lavoro’, fondamentale per risoluzione di problemi di calcolo e di ragionamento, e nell’elaborazione delle informazioni visive. Nelle donne, poi, consumare cacao dopo una notte insonne aiutava a contrastare la minore precisione nell’esecuzione dei compiti.

Cacao e cioccolato sono due alimenti gustosi e che fanno molto bene all’umore: non appena consumati stimolano la produzione di endorfine facendosi sentire felici ed euforici.

Tra i potenziali effetti collaterali connessi al mangiare cacao e cioccolato, secondo lo studio, pubblicato su ‘Frontiers in Nutrition’, ci sono quelli collegati al valore calorico di questo alimento e quelli collegati ad alcuni composti chimici, propri della pianta, come la caffeina e la teobromina, o aggiunti, come lo zucchero o il latte.

Gli effetti di un consumo a lungo termine (da 5 giorni a 3 mesi) sono stati generalmente studiati negli anziani.

Negli anziani, fattori quali l’attenzione, la velocità di elaborazione, la memoria di lavoro, e la fluidità verbale sono stati fortemente influenzati e sono stati più evidenti in adulti più anziani con disturbi cognitivi lievi.

“Questo risultato suggerisce il potenziale dei flavanoli del cacao per proteggere la cognizione in popolazioni vulnerabili nel corso del tempo, migliorando le prestazioni cognitive”, queste la parole di Socci e del co-autore Michele Ferrara, dell’Università degli Studi de L’Aquila.

Se si prende in considerazione il meccanismo sottostante, si scopre che i flavanoli del cacao determinano effetti benefici per la salute cardiovascolare e possono aumentare il volume del sangue presente nel giro dentato dell’ippocampo. “Questa struttura è particolarmente colpita dall’invecchiamento”.

Recenti studi hanno scoperto che il cioccolato ha benefici aggiuntivi, i ricercatori britannici hanno scoperto che il magnesio, un nutriente essenziale che si trova nel cioccolato fondente, aiuta le cellule a tenere traccia dei cicli naturali del giorno e della notte. Pertanto noi dovremmo mangiarlo sempre.

Il cioccolato fondente, o meglio il cacao, oltre che far bene al cuore, contiene molecole antiossidanti come le catechine, che hanno la capacita’ di proteggere le cellule, rallentandone l’invecchiamento e favorendo, di nuovo, la prevenzione cardiovascolare.

Poiche’ le malattie cardiovascolari rappresentano nel nostro paese la principale causa di morte (44% di tutti i decessi), e’ auspicabile che i soggetti giovani e sani adottino d’abitudine uno stile di vita che preveda i pilastri della prevenzione primaria: l’attivita’ fisica costante e l’equilibrata alimentazione, all’interno della quale e’ consigliabile consumare circa 60 grammi di cioccolato fondente al 70% a settimana.

1) SI’ AL CIOCCOLATO, MA BISOGNA SAPERLO SCEGLIERE

La varieta’ fondente dal 70% in poi, con poco zucchero aggiunto, aromatizzato all’arancia, al peperoncino, alla cannella, alla vaniglia, con la granella di cacao, e’ l’ideale per concedersi un peccato di gola.

2) BUONUMORE E NON SOLO: TUTTI I BENEFICI DEL CIOCCOLATO

La Pasqua coincide spesso con l’arrivo della primavera, che porta con se’ cambiamenti umorali, squilibri della serotonina e tanta voglia di dolci, che e’ compensatoria. Approfittando delle uova pasquali, possiamo trarne il massimo beneficio senza troppe ripercussioni sulla linea: il cioccolato fondente e’ un’ottima fonte di serotonina, nota come “ormone del buonumore”, e svolge un’importante azione antiossidante.

3) IL CIOCCOLATO FA DIMAGRIRE, MA ALL’ORA GIUSTA

Il momento migliore per consumare il cioccolato va dalla mattina al pomeriggio, per avere una sferzata di energia costante, un umore allegro, un boost al metabolismo che puo’ aiutare il dimagrimento.

4) VIA LIBERA AL CIOCCOLATO, CON UN OCCHIO A QUANTITA’ E CIBI ASSOCIATI

La quantita’ ideale deve essere compresa fra i 30 e i 70 grammi, a seconda del proprio metabolismo, del biotipo morfologico e dell’attivita’ fisica svolta. Ricordiamoci anche di non associare cibi troppo ricchi di grassi alla cioccolata perche’ questa ne contiene a sufficienza, quindi nei giorni delle uova pasquali sarebbe opportuno ridurre l’introito di creme, formaggi, burro, fritti e intingoli, per evitare di assumere nutrienti non utilizzabili che si depositeranno sotto forma di adipe nei punti critici.

5) I RIMEDI POST-ABBUFFATA DI CIOCCOLATO

Se si e’ esagerato, la scelta meno stressante e’ ridurre progressivamente il consumo giornaliero di cioccolata. Bisogna conoscere la quantita’ approssimativa che si sta consumando (alcune persone arrivano a 500-800 grammi senza accorgersene), e diminuire l’assunzione di circa 10-20 grammi ogni giorno, sino ad arrivare a un consumo adeguato. Il tutto aumentando parallelamente l’attivita’ fisica, anche di soli 5-7 minuti al giorno. In questo modo si ridurra’ l’introito di nutrienti non necessario, si aumentera’ il metabolismo e si potra’ beneficiare dell’effetto salutare del cioccolato.

Dai trial esaminati su un consumo intenso è emerso un miglioramento nella ‘memoria di lavoro’, necessaria per risoluzione di problemi di calcolo e di ragionamento, e nell’elaborazione delle informazioni visive. Nelle donne inoltre consumare cacao dopo una notte insonne aiutava a contrastare la minore precisione nell’esecuzione dei compiti. Gli effetti di un consumo relativamente a lungo termine (da 5 giorni a 3 mesi) sono stati studiati negli anziani. I ricercatori hanno rilevato che attenzione, velocità di elaborazione, memoria di lavoro e fluidità verbale risultavano notevolmente influenzati, con effetti piu’ pronunciati in coloro che avevano gia’ un declino iniziale della memoria e un lieve indebolimento cognitivo.“I flavanoli del cacao – spiegano gli studiosi – hanno effetti benefici per la salute cardiovascolare e possono aumentare il volume del sangue cerebrale nel giro dentato dell’ippocampo. Questa struttura e’ particolarmente colpita dall’invecchiamento”. Pur mettendo in guardia anche sui potenziali effetti negativi del consumo di cioccolato, come l’apporto calorico, la presenza di caffeina e teobromina, i ricercatori sono i primi a dichiarare di consumarlo, rigorosamente fondente.

Non è di sicuro la prima volta che sentirete parlare degli effetti benefici del cioccolato sulla nostra salute, ma forse non sapete che mangiare quotidianamente un po’ di cioccolato fondente può allontanare la malattia di Alzheimer, soprattutto negli anziani.E’ questo quanto emerso da una nuova ricerca italiana, secondo la quale il cioccolato è ricco di antiossidanti chiamati flavanoli, i quali non fanno altro che aumentare il flusso di sangue al cervello e dunque a migliorare le performance cognitive. Il cioccolato è considerato davvero un toccasana che non ha bisogno di presentazioni e secondo quanto riferito da un gruppo di ricercatori dell’Università degli Studi dell’Aquila, i quali hanno pubblicato la loro ricerca sulla rivista frontiers in nutrition, al giorno d’oggi è possibile trovare un motivo in più per non far mancare tra le nostre coccole quotidiane quello che rientra tra i cibi più benefici per la nostra salute, ovvero il cioccolato.

L’autrice dello studio è Valentina Socci la quale insieme ai colleghi, hanno dimostrato prendendo in esame i numerosi studi sul tema, come il cioccolato aiuti a migliorare le funzioni cognitive e l’apprendimento in poche ore. Il cacao è ottenuto dalla torrefazione dei semi di Theobroma cacao L, e ed è una fonte ricca di teobromina, caffeina e alcaloidi dalle proprietà diuretiche ed energizzanti e composti polifenolici, i flavonoidi dalle note proprietà antiossidanti. Nello specifico i flavonoidi che sono chiamati anche vitamina B, altro non sono che dei metaboliti secondari prodotti da molte piante e si ritrovano in molti alimenti noti per il loro effetti benefici sulla salute, tra cui il tè verde e il vino rosso.

Nello specifico i ricercatori dell’Università dell’Aquila hanno revisionato i vari studi sul cioccolato, concentrandosi in particolar modo sui flavonoidi del cacao i quali pari influenzerebbero le funzioni cognitive in base al tempo trascorso, dopo aver mangiato cioccolato e nello specifico dalla ricerca è emerso che queste sostanze sembrerebbero essere in grado di apportare un miglioramento quasi immediato sulla memoria e sull’apprendimento. Tra quelli revisionati, uno studio ha individuato dei miglioramenti della memoria in giovani adulti appena due ore dopo aver consumato 773 mg di flavonoidi, cacao e ancora un altro studio pare abbia messo in evidenza come flavonoidi del cacao compensino una disfunzione cognitiva causata da una notte insonne.

Gli studi effettuati dai ricercatori dell’Università dell’Aquila, sono stati condotti su anziani, che sono anche quelli che hanno tratto i maggiori benefici dal consumo quotidiano di cacao e nello specifico è stato riscontrato un miglioramento dell’attenzione della velocità di elaborazione della fluidità verbale e della memoria. “I flavanoli del cacao hanno effetti benefici per la salute cardiovascolare e possono aumentare il volume del sangue cerebrale nel giro dentato dell’ippocampo. Questa struttura e’ particolarmente colpita dall’invecchiamento”, hanno spiegato i ricercatori.

Tra le tante cose di cui siamo certi, sicuramente una è ormai inconfutabile: frutta e verdura aiutano a stare bene e prevengono molte malattie. Dal mondo vegetale provengono la maggioranza delle molecole antiossidanti, molte delle quali da alimenti della dieta mediterranea: olio d’oliva, pomodoro, agrumi, ecc. Negli ultimi anni la comunità scientifica ha studiato il cacao , un alimento ricavato dai semi di una pianta antichissima di origine Maya, con il quale si fa il cioccolato, delizia di grandi e piccini in tutte le sue forme, dal fondente con il 90% di cacao a quello al latte, poi con nocciole, mandorle e farciture varie. Da tempo si ritiene che alcune molecole contenute nel cioccolato siano benefiche per l’organismo come i grassi monoinsaturi e poiinsaturi ma, tra tutte le sostanze contenute nel cacao, certamente le più significative sono i polifenoli, antiossidanti naturali che come sappiamo sono fondamentali per combattere i radicali liberi nemici delle nostre cellule e peraltro anche responsabili dell’invecchiamento precoce. Il cacao ha un potere antiossidante (ORAC: Oxygen Radical Absorbance Capacity) tra i più elevati in assoluto, circa 19 volte più di una mela, e tra le sue proprietà vi sono anche quelle energetiche e stimolanti come le sostanze nervine simili alla caffeina. Miscelando la pasta di cacao con il burro di cacao si ottiene il cioccolato extrafondente, il più ricco di polifenoli perché può contenere una quantità di cacao anche superiore al 70%. Chi vuole assumere molti polifenoli dal cioccolato dovrà quindi dimenticare il gusto dolce e profumato delle varie cioccolate che sono spesso molto zuccherate e ricche di altri ingredienti come oli vegetali vari, conservanti, ecc.
Cioccolato e cuore
Nella tradizione il cioccolato è spesso associato ai sentimenti, al cuore; a San Valentino si regalano scatole di cioccolatini e sulle confezioni spesso troviamo l’immagine del cuore. Adesso sappiamo che il cuore, quello vero, e il cioccolato fondente, hanno una relazione molto interessante. La dottoressa Maria Moore dell’American Chemical Society ha presentato uno studio dove si dimostra come i batteri “buoni” presenti nell’intestino sono ghiotti di cioccolato, se ne nutrono dando vita a sostanze antinfiammatorie che una volta assorbite dall’organismo abbassano i livelli d’infiammazione del tessuto cardiovascolare riducendo anche il rischio di ictus. Alcuni ricercatori olandesi dell’Università di Wageningen hanno effettuato uno studio, pubblicato a marzo 2014 su The FASEB Journal, su come 70 grammi al giorno di cioccolato fondente assunto per 4 settimane possa ridurrei leucociti in uomini sovrappeso di mezza età, favorendo la normale funzione dell’endotelio, il tessuto che riveste la superfice interna dei vasi sanguigni, linfatici e del cuore. In pratica si può dire che i flavonoidi contribuiscono al buon funzionamento circolatorio, dalle arterie al più piccolo dei capillari, riducendo il rischio di molte malattie a carico del sistema venoso e arterioso, da disfunzioni come la cellulite fino a più importanti patologie come l’ipertensione, aterosclerosi e alla riduzione del colesterolo in particolare quello cattivo LDL.
Cioccolato e depressione
Non c’è bisogno degli scienziati per osservare che nei momenti di tristezza, un po’ di cioccolato tira un po’ su e dona sempre un po’ di buon umore. L’effetto “consolante” del cacao non è effimero, anzi è assolutamente reale. Oltre ai flavonoidi il cioccolato, anche quello fondente, contiene sostanze bioattive in grado di influenzare il tono dell’umore. Anzitutto i carboidrati (zuccheri) contenuti nel cacao, facilitano la produzione di endorfine, un gruppo di oppioidi prodotti naturalmente dal cervello che stimolano le sensazioni di euforia e attenuano il dolore. La cioccolata contiene anche una certa quantità di sostanze (feniletilamina e anandamide) che gli esseri umani producono quando provano sentimenti, desiderio fisico e forse addirittura amore, favorendo la sensazione di benessere. Tra i farmaci antidepressivi ve ne sono alcuni che migliorano l’utilizzo della serotonina un neurotrasmettitore ad azione inibitoria e tranquillizzante.
L’associazione di alcune sostanze del cacao con la serotonina fa si che nei momenti difficili, o di depressione, il cioccolato diventi automaticamente desiderabile e a volte indispensabile nei momenti difficili della giornata. Chi soffre di depressione deve però ricordare che le sostanze nervine del cioccolato potrebbero ritardare l’addormentamento o disturbare ulteriormente il sonno, vanno quindi evitate se si soffre anche d’insonnia, o consumate non dopo le ore 14.
Controindicazioni e benefici
Stando agli studi sul cacao, le persone sane senza intolleranze o allergie per questo alimento, non dovrebbero avere nessuna controindicazione al consumo di cioccolato, attenzione però al tipo e alle quantità. Lo studio dei ricercatori olandesi che abbiamo visto dimostrava i benefici effetti con l’assunzione di 70 g di cioccolato fondente al giorno, che mediamente corrispondono a circa 380 calorie (Kcal). Una piccola tavoletta di cioccolata fondente può pesare 100 g e, volendo, si può mangiare in pochi minuti, occorre quindi fare attenzione alle Kcal che si dovrebbero assumere in un giorno per rispettare il bilancio energetico di ciascuno. Per usufruire dei numerosi pregi del cioccolato senza incappare nel difetto (troppe calorie) basterà controllarne le dosi ricordando che quello fondente fornisce 542 calorie (Kcal) per 100 grammi e quello al latte 565. Un piatto di spaghetti al sugo di pomodoro vale circa 350 calorie. Prendendo ad esempio una dieta di 2100 Kcal giornaliere e considerando che il cioccolato fondente con il 70% di cacao apporta soprattutto grassi e carboidrati, non si dovrebbe superare la quantità di 15 g al giorno di cioccolato (meglio extra fondente) per mantenere un buon equilibrio tra le calorie provenienti da macronutrienti. All’interno della corretta alimentazione che deve essere variata per fornire tutti i macro e micronutrienti necessari all’organismo, anche piccole dosi di cacao diventano utili perché contribuiscono ad aumentare la quantità di antiossidanti e lipidi protettivi e, come detto, la cioccolata dona anche buon umore. Altri effetti benefici del cioccolato sono assimilabili a quelli dell’attività fisica durante la quale si producono endorfine ottenendo un benessere generale, pertanto il miglior modo per guadagnare salute e benessere mangiando cioccolato è quello di consumare le calorie che esso apporta facendo una bella camminatao un po’ di jogging.
Un po’ di storia
1 Maya chiamavano il cioccolato “kakaw uhanal” ovvero “cibo degli Dei”. Secondo una leggenda Azteca la pianta venne donata dal dio Quetzalcoatl per alleviare gli esseri umani dalla fatica, forse perché donava energia ed eccitazione. Le classi abbienti (nobili, guerrieri, sacerdoti) dei Maya prima, poi degli Aztechi consumavano il cacao (contrariamente a noi) facendone bevande salate e speziate, i semi di cacao erano talmente preziosi da venire utilizzati anche come moneta. Il cacao arrivò in Europa con Hernan Cortés nel 1528. Non è un caso se ancora oggi il cioccolato è prerogativa di alcune zone d’Europa, infatti nel 1606 il cioccolato si produceva anche a Firenze e Venezia, ma fu nel 1678 che a Torino, il pasticcere Antonio Arri (o Ari) ottenne dai Savoia il permesso di vendere la cioccolata in “bevanda”, ancora oggi una leccornia che è d’obbligo consumare se ci si trova nel capoluogo piemontese. Alla scuola torinese del cioccolato si forma Francois-Luis Cailler che nel 1819 fonda a Vevey la prima fabbrica svizzera di cioccolato.

I benefici di una dieta al cioccolato

Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha dimostrato che il cioccolato non rappresenta solo un alimento ricco di principi nutritivi, ma è anche dotato di proprietà salutistiche. NFI ha aperto a Milano un tavolo di discussione con i maggiori esperti a livello internazionale per fare il punto sulle ultime scoperte in campo scientifico, nutrizionale e tecnologico del cioccolato. Una particolare attenzione è rivolta agli aspetti correlati alla salute, con l’obiettivo di supportare l’industria alimentare nel suo percorso di ricerca e sviluppo del prodotto.
Oggi, il cioccolato viene ancora spesso visto come un cibo da “snack” e come un alimento di limitato interesse nutrizionale. Negli ultimi anni, tuttavia, il cacao ed i suoi derivati sono stati oggetto di studio molto attivo da parte di numerosi ricercatori di tutto il mondo. Le analisi chimiche del cacao, infatti, hanno rilevato che i suoi semi sono molto ricchi di antiossidanti di natura fenolica. Queste molecole, tuttavia, non svolgono solo un’azione antiossidante, ma il loro raggio di attività si espande a raggiungere l’inibizione delle piastrine (coinvolte nella formazione di trombi) e dei leucociti (coinvolti nei processi infiammatori) fino al mantenimento di un tono vascolare ottimale. E’ importante sottolineare che le attività biologiche del cacao sono state dimostrate direttamente anche nell’uomo (oltre che in provetta o nelle cellule in coltura), rafforzando quindi l’idea che nell’ambito di una dieta variata, che comprenda una buona percentuale di alimenti di origine vegetale, il cioccolato possa contribuire in modo significativo alla prevenzione di patologie degenerative quali l’aterosclerosi.
“All’interno di una dieta equilibrata il cacao e i suoi derivati trovano una naturale ed opportuna collocazione: consumati in quantità adeguate contribuiscono all’apporto quotidiano di oligonutrienti dotati di comprovate attività biologica e fisiologica. – commenta Andrea Poli, direttore scientifico di NFI, Nutrition Foundation of Italy – Il cioccolato, specificamente, può rappresentare un veicolo gradevolissimo per consumare i polifenoli antiossidanti, che di per sé sono molto amari, e non a tutti graditi. Nel corso dei secoli, inoltre, la tecnologia del cioccolato ha fatto passi da gigante nella valorizzazione delle proprietà salutistiche del prodotto. L’industria del cacao si sta in particolare attrezzando per proporre al mercato un cioccolato ad alto tenore di polifenoli: un alimento che, sul piano scientifico, merita di essere studiato con cura.”

Le origini del cacao
Il nome scientifico della pianta del cacao è teobroma (dal latino “cibo degli dei”) cacao. La storia del cioccolato (dal termine azteco xocoatl) inizia nelle Americhe (probabilmente in Messico), dove il clima tropicale e la foresta pluviale favoriscono la crescita della pianta del cacao. I primi agricoltori ad iniziare la coltivazione della pianta del cacao furono i Maya, fra la penisola dello Yucatàn, il Chiapas e la costa pacifica del Guatemala. La nascita della coltura del cacao è ammantata di leggenda, e pare sia dovuta al terzo re Maya, Hunahpu. E’ in realtà probabile che il cacao che conosciamo ai nostri giorni sia frutto di incroci e selezioni genetiche avviate in Venezuela più di 35.000 anni fa. Il cacao è stato utilizzato per millenni sotto forma di bevanda e di spezia amara (sapore dovuto al contenuto in polifenoli), come si usa ancora oggi in Messico nella salsa mole.
La diffusione su larga scala del cioccolato in Europa avvenne dal 1585, anno in cui giunse nel nostro continente il primo carico commerciale di cacao proveniente da Veracruz. Da quel momento in poi
vennero organizzati trasporti regolari fra le colonie spagnole d’America e la madrepatria. Nel secolo XVII alcuni cioccolatieri di Venezia, di Firenze, ma soprattutto di Torino, portarono a livelli mai raggiunti l’arte di preparare il cacao ed iniziarono ad esportare i loro prodotti in tutta Europa. Nel XVII secolo, in Europa, comparvero le prime fabbriche di cioccolato, subentrando ai monasteri e ai conventi. Il primo documento che riguarda la produzione di cioccolato in Italia è del 1678 e si conserva negli archivi storici di Torino.
Da allora la tecnologia del cioccolato è molto progredita, sia dal punto di vista igienico-sanitario sia nel miglioramento del profilo sensoriale dei cioccolati che, in tempi più moderni, di intelligente valorizzazione delle sue proprietà salutistiche. Il consumatore è infatti sempre più attento alle sfumature di aroma e sapore che caratterizzano i vari tipi di cioccolato, e si stanno sempre più affermando prodotti ad alto tenore di solidi di cacao e dei suoi componenti, soprattutto quelli di natura fenolica. L’industria del cacao si sta quindi attrezzando per migliorare tutti i passaggi della filiera produttiva e per proporre al mercato cioccolati ad lato tenore di polifenoli. Coniugare gusto, cultura del cibo e consumo di alimenti a comprovata attività biologica (in quantità consone ad uno stile di vita salutare) diventa quindi un obiettivo primario delle industrie cioccolatiere e ci si attende l’immissione in commercio di nuovi prodotti formulati a partire da queste considerazioni.

Il cioccolato fa ingrassare?
• Il suo elevato contenuto calorico è dovuto alla presenza di grassi e zuccheri e non al CACAO.
• Una tavoletta da 100 grammi di fondente extra apporta 542 calorie (565 per quello al latte),
• una porzione da 80 grammi di spaghetti al pomodoro e basilico fornisce circa 422 calorie
• una fetta media di crostata con marmellata circa 550.
• Quindi anche quando si segue una dieta dimagrante ci si può permettere un quadratino di cioccolato fondente, perché equivale solo a 22 calorie.
Il cioccolato fa venire i brufoli?
NO
• Da un recente rapporto dell’ American Medicai Association è emerso che l’acne nell’adolescenza è per lo più provocata da fattori ormonali e non dal consumo, a volte eccessivo, del cioccolato da parte dei ragazzi.
Il cioccolato fa venire la carie e rovina i denti?

NO
• Anzi … la polvere di cacao ha mostrato una notevole efficacia inibitoria contro la carie. Lo ribadiscono i ricercatori di un famoso istituto di Boston,i quali hanno dimostrato come i tannini presenti nel cacao aiutino a prevenire la carie, probabilmente riducendo la crescita della placca
Il cioccolato provoca allergie?
• Gli alimenti che possono provocare intolleranza sono tanti : latte, farina di grano, arachidi, mirtilli, carne di manzo, patate, crostacei, pesce, uova,
MA
• il cioccolato è all’ultimo posto della lista e in genere solo il 2% delle persone che soffrono già di altre allergie ha reazioni allergiche da cioccolato.
Il cioccolato aumenta il colesterolo?
NO
• L’azione congiunta di burro di cacao, zucchero e latte, possiede diverse sostanze protettive. Tra queste, gli antiossidanti che contribuiscono a evitare l’ossidazione del colesterolo, processo che può portare al blocco delle arterie e alla riduzione del flusso sanguigno.
• Inoltre, non si trova traccia di colesterolo nel cacao e nel cioccolato fondente, mentre un etto di cioccolato al latte ne contiene soli 16 milligrammi, stesso quantitativo per un etto di gianduiotti che derivano però dal latte e non dal cacao.
• Con una tazza di cioccolata si assimilano circa 8 milligrammi di colesterolo, la stessa quantità contenuta in 100 grammi di yogurt naturale parzialmente scremato.
Il cioccolato aiuta ad affrontare bene l’inverno?
SI
Non a caso il massimo consumo di cioccolato avviene fra Natale e Pasqua. Infatti all’inizio
dell’inverno il corpo richiede una dose maggiore di magnesio rispetto il resto dell’anno, e il
cioccolato ne fornisce, piacevolmente, una buona scorta.
Il cioccolato cura la tosse?
SI
• Altro che sciroppo: molto meglio un quadratino di cioccolato per curare la tosse. Il merito di questo potere sembra essere della teobromina, sostanza contenuta nel cacao.
• Solitamente la tosse persistente, spesso conseguenza delle infezioni virali, viene calmata con la codeina, un medicinale derivato dall’oppio, i cui effetti collaterali (sonnolenza e stitichezza) ne impediscono la somministrazione in dosi massicce.
• A differenza dei calmanti per la tosse tradizionali la teobromina non ha effetti collaterali dannosi sul sistema cardiovascolare e nervoso
Il cioccolato rende la pelle liscia come seta?
SI
• Sono sempre di più i centri estetici che utilizzano il cioccolato come cura di bellezza per la pelle. Infatti, i lipidi contenuti nel burro di cacao nutrono l’epidermide, donando morbidezza e luminosità quindi il cioccolato fa bene dentro, ma anche fuori

Il cioccolato è eccitante?
• Il cacao contiene caffeina e teobromina queste due sostanze, presenti in piccole dosi, hanno effetto di blandi stimolatori che possono comunque aiutare in momenti di maggiore concentrazione.
• Una piccola dose di cioccolato può rappresentare la carica per riprendere un ritmo di studio o di lavoro. Le sostanze contenute nel cioccolato: teobromina, serotonina, feniletilamina lo rendono un agente tonico e antidepressivo, anti- stress, che permette di incrementare varie e piacevoli attività,
• Il cioccolato agisce da catalizzatore facilitando la produzione di endorfine. Le endorfine sono sostanze prodotte dall’ipofisi che hanno la funzione di neurotrasmettitore: grazie ad un’azione narcotica simile a quella della morfina, diminuiscono la sensibilità al dolore e stimolano le sensazioni di euforia. Cento grammi di cioccolato contiene circa 1 mg. di feniletilamina, una sostanza dagli effetti simili all’LSD, che il cervello produce naturalmente in circostanze di desiderio e con molta probabilità anche durante l’eccitamento sessuale.

Cacao e cioccolata alleati contro l’alzheimer
AVEZZANO – Il cacao contrasta l’invecchiamento delle cellule cerebrali. Sarebbe questa l’ultima straordinaria capacità attribuita ai semi della pianta proveniente dell’America meridionale. E così oltre ad avere notoriamente un potere antiossidante tra i più elevati in assoluto, ad essere indicato per il suo alto valore energetico e, secondo alcuni studi, anche per le sue virtù antidepressive, il Theobroma cacao, questo il nome della pianta, aiuterebbe a migliorare le capacità cognitive e a tenere giovane il cervello. La scoperta, che potrebbe aprire nuovi orizzonti nella lotta contro l’Alzheimer, è stata fatta dal team di Geriatria dell’ospedale di Avezzano e dall’Università dell’Aquila, pubblicata sulla rivista Hypertension, testata dell’American Heart Association, e ha suscitato immediata eco nella comunità scientifica internazionale.
Conclusioni
Prodotti di cacao e cioccolato sono stati consumati e apprezzati dagli esseri umani per secoli. Anche se il consumo eccessivo può avere effetti nocivi, gli studi esistenti sono generalmente d’accordo su una potenziale associazione benefica di consumo di cioccolato, con un minor rischio di disturbi cardiometabolici.
I risultati in letteratura confermano questo, e abbiamo trovato che alti livelli di consumo di cioccolato può essere associato ad una riduzione di un terzo il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Conferma è ora richiesta da ulteriori studi, in particolare studi sperimentali per testare nesso di causalità e non solo di associazione.

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