Il Circolo “Gramsci” di Spoltore sostiene la candidatura di Emiliano segretario PD

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È iniziata in Puglia la conta sulle mozioni dei tre candidati alla guida del Pd nazionale. Emiliano non sfonda: a Fasano, ad esempio, la mozione Renzi è arriva al 55% delle preferenze, con quella di Emiliano che si ferma al 26%; a Specchia, in Salento, Renzi arriva all’88%, contro il 2% del governatore pugliese; anche a Locorotondo vince Renzi 20 voti a 9.

“Renzi ha capito che il partito è il luogo dove poter dare ulteriore spinta alle politiche di governo e, nostro malgrado, il limite di non aver curato la vita nel Partito Democratico ha portato ad un malessere che non abbiamo saputo interpretare perché abbiamo perso di vista lo stile comunicativo che ci apparteneva – ha continuato la Gentile -“. La legge sul caporalato di Orlando e Martina non rappresenta una svolta attesa da 60 anni? – ha proseguito l’europarlamentare di Cerignola -.

Venerdì 31 marzo il candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico Michele Emiliano sarà in TrentinoOrlando.

Durissimo, di conseguenza, l’affondo di Elena Gentile sulla Cgil, “che è diventato un partito e non ha avuto la lucidità di comprendere come i voucher, ad esempio, fossero un esempio di politica seria per contrastare il lavoro nero“.

Ribadendo l’importanza strategica del gasdotto, Emiliano sottolinea che la Regione continuerà a contestare la decisione di realizzare l’approdo proprio su una delle spiagge più belle dell’Adriatico e non dove lo stesso ente aveva suggerito, ovvero nell’area dove è collocata la centrale Enel, a 30 chilometri da San Foca. Una proposta che però non è stata mai accettata.

Risposta del ministro per il Mezzogiorno: i soldi ci sono, peccato che la Puglia non presenti i progetti, dice Claudio Devincenti. Ma avranno molto da camminare: alla Convenzione cittadina di sabato (250 votanti su 500 iscritti), Renzi ha totalizzato il 75% dei voti, Orlando il 24%, Emiliano l’1%.

L’incontro, coordinato da Antonio Griner, è stato introdotto dalla presidente Messina la quale ha spiegato che i temi fatti propri da Emiliano nella sua mozione sono quelli che «hanno creato ferite davanti alle quali il Partito Democratico deve prendersi delle responsabilità; in primis al suo interno, con l’organizzazione di una partecipazione diffusa e diretta dei cittadini a cui poter dare risposte autorevoli che non siano il risultato degli interessi di pochi, ma della collettività. Per questo motivo, il nostro motto è “L’Italia è il nostro partito”». «La lista civica di cui sono espressione – ha continuato il consigliere regionale Zinni, – non è parte integrante del PD, eppure la cultura politica del centro-sinistra è quella dalla quale tutti proveniamo, ed è un fatto che ruolo fondamentale in essa lo giochi proprio il Partito Democratico. Ecco che è impossibile non interessarsene. Emiliano alla guida sarebbe una novità, ma allo stesso tempo la garanzia di una lunga cultura politica di governo. Risulta necessario il ritorno alle radici della politica, alle assemblee nelle piazze. Abbiamo visto i risultati di vent’anni di berlusconismo e vogliamo proporre una democrazia che metta al centro i più bisognosi con uguaglianze sostanziali e non formali».

Angarano ha parlato di “dovere” di appoggiare Michele Emiliano, la cui elezione potrebbe ridefinire le dinamiche interne al partito, come quelle riguardanti l’Italia. Mentre Calabrese ha definito Emiliano un «figlio del popolo. Figlio del quale, dunque, il popolo, saprà prendersi cura».

«La candidatura del presidente pugliese alla segreteria nazionale – ha rimarcato il consigliere regionale Sabino Zinni – è un’occasione che in quanto pugliesi, gente del Sud e da sempre di centro-sinistra, non possiamo farci scappare.

L’autonomia culturale che abbiamo acquisito negli ultimi anni vivendo la Puglia come un laboratorio di buona politica – conclude Zinni -, è qualcosa che è arrivato il momento di mettere a frutto a livello nazionale. La candidatura di Emiliano ci offre questa occasione e non possiamo far altro che giocarcela fino in fondo».

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