Class action contro Microsoft: Windows 10 ha danneggiato i Pc

Tre utenti cittadini dell’Illinois hanno denunciato Microsoft in quanto il sistema operativo Windows 10 ha provocato seri danni ai propri device, con conseguente perdita di dati importanti.

Bisogna ammettere che, già dai mesi successivi al lancio di Windows 10, la nuova piattaforma di Microsoft non ha mancato di attirare le attenzioni di alcuni utenti che hanno evidenziato come, in certi casi, l’aggiornamento al nuovo sistema operativo veniva avviato quasi in automatico anche senza il consenso del proprietario del dispositivo. L’accusa, che si è rivolta a una corte distrettuale di Chicago, punta al riconoscimento dello status di class action e stima il valore della controversia in oltre 5 milioni di dollari. Prima di procedere con l’installazione è necessario essere in possesso dell’ultima versione di Windows 10.

Microsoft ha ovviamente respinto qualsiasi accusa, affermando che i clienti avevano la possibilità di evitare l’aggiornamento a Windows 10 e comunque avevano 31 giorni di tempo per ritornare al precedente sistema operativo. Nel secondo caso, non è sicuro che l’installazione funzioni normalmente vista la differenza di lingua.

Attraverso la class action i denuncianti vogliono dimostrare, tra gli altri aspetti, che l’upgrade potrebbe causare la perdita di dati e danni al computer, e che Microsoft era a conoscenza di questi potenziali problemi. Microsoft avrebbe gestito nel peggiore dei modi l’aggiornamento a Windows 10, sostiene l’accusa, senza adoperare la dovuta cura e considerazione nella progettazione, distribuzione e nell’avvisare gli utenti dei rischi.

Le contestazioni si concentrano su una delle ultima versioni del sistema di aggiornamento che presentava con due soli pulsanti: Aggiorna adesso o Aggiorna stanotte.

Windows 10 Creators Update è realtà.

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