Collirio di Levi Montalcini per Cheratite neurotrofica , in vendita la proteina che salva la vista

Ha ottenuto il via libera il collirio in grado di trattare la cheratite neurotrofica e nato grazie agli studi del Premio Nobel Rita Levi Montalcini.

La Commissione europea ha dato l’approvazione della messa in vendita collirio per curare la cheratite neurotrofica, una patologia molto grave che può portare persino all’invalidità. Finora questa malattia è stata curata con farmaci non autorizzati. Suddetto farmaco è creato in laboratorio dall’azienda biofarmaceutiche italiana Dompe.

CHERATITE NEUROTROFICA – La cheratite neurotrofica, indicata anche con l’acronimo NK (dall’inglese neurotrophic keratitis), è una malattia degenerativa della cornea causata da un danno del nervo trigemino, che conduce a una perdita della sensibilità corneale e allo sviluppo di lesioni spontanee dell’epitelio corneale, con conseguente perdita della vista.
La cheratite neurotrofica è classificata come malattia rara, con una prevalenza stimata in meno di 5 persone su 10.000 in Europa. È stato registrato che mediamente il 6% dei casi di cheratite erpetica può evolvere in questa malattia, con un picco del 12,8% dei casi di cheratite da herpes zoster.
La diagnosi e, specialmente, il trattamento della cheratite neurotrofica rappresentano gli aspetti più complessi di questa patologia, in quanto tuttora sprovvista di un approccio terapeutico soddisfacente.
Secondo la classificazione di Mackie la cheratite neurotrofica si suddivide in tre stadi, a seconda della severità:
Stadio I: caratterizzato da alterazioni dell’epitelio corneale, che risulta opaco e presenta cheratopatia puntata superficiale ed edema corneale. Una cheratite neurotrofica di lunga durata può mostrare anche iperplasia dell’epitelio, opacità stromali e neovascolarizzazione della cornea.
Stadio II: caratterizzato dallo sviluppo di difetti epiteliali, spesso localizzati nell’area vicina al centro della cornea.
Stadio III: caratterizzato da ulcere della cornea, accompagnate da edema dello stroma e necrosi asettica che possono evolvere in perforazione della cornea.
LA SVOLTA – Oxervate rappresenta il primo farmaco orfano biotecnologico autorizzato al mondo per questa indicazione. Cenegermin, il nome dell’ingrediente attivo del prodotto, è la versione ricombinante del nerve growth factor (Ngf) umano, scoperto dal Premio Nobel Rita Levi Montalcini. Si tratta di una proteina naturalmente prodotta dal corpo umano, responsabile dello sviluppo, del mantenimento e della sopravvivenza delle cellule nervose.
“L’autorizzazione ottenuta dalla Commissione Europea – commenta Eugenio Aringhieri, Chief Executive Officer di Dompé farmaceutici – è una pietra miliare per i pazienti affetti da questa patologia, per la ricerca in questo settore e per la nostra azienda. È il nostro primo farmaco biotech ottenuto grazie al lavoro di una squadra che con competenza e passione ha creduto sin dall’inizio in questo progetto e grazie ad una collaborazione costante con una classe medica eccellente che in centri nazionali ed internazionali ha contributo allo sviluppo del prodotto nelle diverse fasi del suo percorso”.
Cenegermin è stato messo a punto presso il Polo di Ricerca e Produzione Dompé dell’Aquila grazie alla tecnologia del DNA ricombinante, con l’utilizzo di batteri in cui viene introdotto un gene (DNA) che consente ai batteri stessi di produrre il fattore di crescita nervoso umano. Il percorso di registrazione del farmaco è in corso anche negli Stati Uniti.
Rita Levi Montalcini Citazioni
Nella ricerca scientifica né il grado di intelligenza né la capacità di eseguire e portare a termine il compito intrapreso sono fattori essenziali per la riuscita e per la soddisfazione personale. Nell’uno e nell’altro contano maggiormente la totale dedizione e il chiudere gli occhi davanti alle difficoltà.
C’è solo una categoria che possa stabilire i limiti alla scienza: gli scienziati. Che non sono affatto delle persone irresponsabili.
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Il cervello: se lo coltivi funziona. Se lo lasci andare e lo metti in pensione si indebolisce. La sua plasticità è formidabile. Per questo bisogna continuare a pensare.
Per la componente femminile del genere umano è giunto il tempo di assumere un ruolo determinante nella gestione del pianeta. La rotta imboccata dal genere umano sembra averci portato in un vicolo cieco di autodistruzione. Le donne possono dare un forte contributo in questo momento critico.
Per me quello che conta, in una persona, non è che sia ebrea o cattolica, ma che sia degna di rispetto. E sono convinta che non esistano le razze, ma i razzisti.
Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale delle società.
Non esistono le razze, il cervello degli uomini è lo stesso. Esistono i razzisti. Bisogna vincerli con le armi della sapienza.
La differenza tra uomo e donna è epigenetica, ambientale. Il capitale cerebrale è lo stesso: in un caso è stato storicamente represso, nell’altro incoraggiato. Così pure tra popoli. È sempre un dato culturale.
La scelta di un giovane dipende dalla sua inclinazione, ma anche dalla fortuna di incontrare un grande maestro.
Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella “zona grigia” in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva.
Il corpo può morire. Ma restano i messaggi che abbiamo mandato in vita. Perciò il mio messaggio è questo: credete nei valori.
Ognuno può essere della religione che vuole: cristiana, musulmana… io sono della religione laica.
Il corpo non importa, ciò che conta è la mente.
Affrontare la vita con totale disinteresse alla propria persona e con la massima attenzione verso il mondo che ci circonda, sia quello inanimato che quello dei viventi. Questo, ritengo, è stato il mio unico merito.
Meglio aggiungere vita ai giorni che non giorni alla vita.
Il messaggio che invio, e credo anche più importante di quello scientifico, è di affrontare la vita con totale disinteresse alla propria persona, e con la massima attenzione verso il mondo che ci circonda, sia quello inanimato che quello dei viventi. Questo, ritengo, è stato il mio unico merito.

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