Confermata meningite per il 49enne ricoverato: scatta la profilassi all’Ospedale di Legnano

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Un nuovo caso di meningite in Lombardia, ieri è arrivata la conferma. Domenica scorsa, un 50enne di Canegrate è stato ricoverato all’ospedale di Legnano. «Dopo gli accertamenti clinici è stata verificata la presenza di stafilococco nel sangue (responsabile della sepsi) e di meningococco», ha spiegato ieri l’assessore al Welfare della Regione, Giulio Gallera, commentando i risultati delle analisi compiute dall’equipe medica. L’uomo è stabile, ma è stata avviata la profilassi per tutte le persone che sono state a contatto con lui, personale del pronto soccorso compresi.

Intanto, in tutte le Asst (aziende sanitarie socio territoriali) si stanno scaldando i motori per attivare la procedura dei nuovi vaccini low cost, iniziativa promossa dal Pirellone, che prevede per tutti la possibilità di vaccinarsi in una struttura pubblica, a prezzi scontati rispetto a quelli di mercato. Per prenotare il vaccino si dovrà chiamare il call center regionale (800638638), il numero sarà pubblicato su tutti i siti delle varie Asst, che avranno ambulatori dedicati. «Già da domani – spiegano dall’Asst Fatebenefratelli Sacco – sarà possibile chiamare perle prenotazioni». Che saranno attivate anche in anticipo rispetto a quanto inizialmente previsto (15 febbraio). In quella struttura ci si potrà vaccinare da lunedì 30 gennaio: i bambini avranno un ambulatorio dedicato al Buzzi, gli adulti al Sacco, al Fatebenefratelli si potranno vaccinare sia i più piccoli che gli over 18 e saranno circa un centinaio gli appuntamenti complessivi che verranno messi in agenda ogni settimana. Non servirà la ricetta medica per la prenotazione. E, sempre per quanto riguarda il Fatebenefratelli – Sacco, verrà attivata una mail dedicata per chi ha bisogno di informazioni, risponderanno medici specialisti. Per il capitolo costi, la cifra dovrebbe aggirarsi attorno ai 60 euro per il vaccino contro il meningococco B e 50 euro per il tetravalente. Per il ceppo B si potranno vaccinare gli adulti entro i 50 anni e i bambini nati prima del 2017 (per i nati quest’anno infatti, la Regione ha già previsto la gratuità del vaccino). Il tetra- valente, invece, interesserà gli adulti che non hanno determinate patologie. Per i cosiddetti soggetti fragili e i bambini fino ai 18 anni il vaccino contro il meningococco C è già gratuito. Oggi l’assessore alWelfare Gallera incontrerà tutte le strutture ospedaliere della regione per fare il punto della situazione sulla procedura per il vaccino low cost.

INDAGINI SU CONTATTI E FONTI DI INFEZIONE Colture di routine di tamponi faringei o naso faringei non hanno utilità per decidere chi deve ricevere la profilassi, in quanto lo stato di portatore varia e non vi è relazione tra quel che viene trovato nella popolazione in condizioni normali e in corso di epidemie. INTERVENTI SULL’AMBIENTE Il meningococco è altamente sensibile alle variazioni di temperatura e all’essiccamento per cui è sufficiente procedere ad una accurata pulizia degli oggetti contaminati dalle secrezioni del naso e della gola del malato e ad una prolungata aerazione degli ambienti. Nel caso di collettività (caserme, colonie, convitti, dormitori ) o situazioni di sovraffollamento, è bene tenere separate le persone e ventilare bene gli ambienti di vita e di riposo di tutti coloro che sono particolarmente esposti all’infezione. Non è necessaria la chiusura e la disinfezione di locali comuni quali le scuole dove si sia verificato un caso. IMMUNOPROFILASSI Il vaccino antimeningococcico per l’infanzia è disponibile solo per la prevenzione della malattia da meningococco di gruppo C e non è stato inserito nei programmi nazionali di vaccinazioni per l’infanzia perché il rischio di acquisire la malattia nel nostro Paese è molto basso. Questo vaccino è costituito dal polisaccaride della capsula del batterio “coniugato” su una proteina che permette l’induzione di memoria immunitaria oltre allo sviluppo di anticorpi di breve periodo. Dai due anni di età in poi può essere somministrato un vaccino contenente i soli polisaccaridi della capsula dei meningococco A, C, Y, W135. Il vaccino è protettivo quindi contro più sierogruppi di meningococco, ma lascia un’immunità di breve durata. Questo vaccino è quello utilizzato dalle reclute italiane per la protezione durante il periodo del servizio militare. La vaccinazione può essere considerato per bambini appartenenti a gruppi ad alto rischio (asplenia anatomica o funzionale, deficit di componenti terminali del complemento) anche come completamento della chemioprofilassi, nel caso di epidemie da sierogruppi in esso contenuti. Purtroppo non è stato ancora realizzato un vaccino efficace contro le infezioni da tipo B, che nel nostro paese sono la maggioranza. INFORMAZIONE SANITARIA In caso di meningite meningococcica molta importanza riveste il ruolo di una informazione sanitaria accurata e tempestiva relativamente alla malattia ed al rischio di trasmissione. Deve essere data ampia disponibilità alla partecipazione ad incontri collettivi (es. scuole ) o a risposte individuali (es. telefonate); in particolari casi l’immediata comunicazione delle informazioni ai media, alle scuole ed ad altri gruppi a rischio può servire a ridurre l’ansia nella comunità e contribuire a limitare le richieste di intervento a provvedimenti ragionevoli.

BEBE VIO CONTRO LA MENINGITE «Se fossi stata vaccinata, forse nella vita non avrei sofferto così tanto né fatto soffrire i miei genitori». Reduce da un anno incredibile, ora la campionessa si lancia con tutta la sua famiglia in una battaglia per sensibilizzare gli italiani a proteggersi dalla terribile malattia

E’stato l’anno eccezionale, quello che ci lasciamo alle spalle, di un personaggio eccezionale: Bebe Vio. Prima si è aggiudicata la medaglia d’oro nel fioretto individuale alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro. Poi è andata alla Casa Bianca, al fianco del premier Matteo Renzi, per l’ultima cena ufficiale offerta dal presidente Obama. Infine, il 31 dicembre, anche il presidente della Repubblica Sergio Mat- tarella ha voluto renderle omaggio nel discorso alla nazione. Così, a 19 anni, Bebe si ritrova a essere una delle italiane più conosciute e ammirate nel mondo. Mica male per una ragazza che a soli 11 anni è stata colpita da una meningite fulminante (causata da meningococco di tipo C) che le ha chiesto un tributo di gravità inaudita: l’amputazione delle due gambe e dei due avambracci e cicatrici sul volto. Sembrava la fine di tutto. Da lì, invece, tutto è cominciato: i trionfi nella scherma, gli spritz con gli amici, le decine di protesi rotte e cambiate. La sua vita sembra fatta per essere raccontata: la terribile caduta, l’incredibile risalita. E adesso? Vinta ogni sfida sportiva e personale possibile, Bebe Vio è pronta a lanciarsi, anzi si è già lanciata in una nuova battaglia, forse la più difficile e insidiosa di tutte: diventare la testimonial di una campagna in favore dei vaccini contro la meningite, in un momento
di ansia che investe tutto il Paese. Basta pensare alle vittime di questa terribile malattia a Napoli, Roma e Milano, o ai decessi in Toscana, dove il 2016 ha fatto registrare ben sette morti dovute alla meningite di tipo C e il nuovo anno ha già portato altri contagi.

«Non sono nessuno per obbligare qualcuno a vaccinarsi, non sono un medico né niente, però se mi fossi vaccinata quando ero piccola forse nella mia vita non avrei sofferto così tanto, né fatto soffrire i miei genitori», ha detto pochi giorni fa Bebe Vio negli ambulatori di Monselice, in provincia di Padova. Con lei c’erano anche papà Ruggero, mamma Teresa, il fratello Nicolò e la sorella Maria Sole: tutti a fare il cosiddetto vaccino tetravalente, che mette al riparo da quattro forme su cinque della meningite da meningococco, la più pericolosa. «Per quella di tipo B dovremo aspettare qualche settimana: è un vaccino da farsi a parte», ci ha detto il papà di Bebe. «Quando mia figlia aveva nove anni, i medici ci dissero che era troppo piccola per fare il vaccino contro la meningite C. Purtroppo, due anni più tardi, non era troppo piccola per ammalarsi…».
La vita di Bebe ha poi preso la sua piega migliore e pochi mesi fa una celebre fotografa, Anne Geddes, ha voluto ritrarla, per una campagna anti-meningite, quasi nuda, senza protesi, con i suoi arti dimezzati dalla malattia e quel sorriso tirabaci che contagia tutti in allegria. «Noi crediamo nel vaccino come arma in più e spesso decisiva per evitare il male o ridurne la gravità», conferma il padre della ragazza. Bebe sta vivendo la vigilia di una nuova vita. Studia per ottenere la patente di guida e sta per andare a vivere a Treviso, in appartamento con un paio di ragazzi stranieri: frequenterà per un anno gli stage lavorativi di Fabrica, il centro voluto dai Benetton per addestrare giovani di tutto il mondo a gestire al meglio la comunicazione. Una materia in cui Bebe è un talento naturale e una forza della natura. «Se fai pace con te stesso, i limiti si superano», ama ripetere. «In fondo mi mancavano dei pezzi e me li hanno riattaccati, alle mie cicatrici sono affezionata, senza di loro non mi riconoscerei. E le mie amputazioni mi hanno salvato la vita, quindi voglio bene pure a loro». Compreso il tipo?

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