In congedo per assistere il figlio disabile, viene licenziata dall’azienda

Una donna sarebbe stata licenziata nel periodo di congedo chiesto ed ottenuto dalla sua azienda per poter assistere il figlio di tre anni, un bambino che purtroppo è gravemente disabile. La notizia ha creato parecchia indignazione. Protagonisti di questa incredibile storia sono Veronica, ovvero la donna che è stata licenziata il marito Viktor,  il piccolo Nicolas e la sorella Natasha. La denuncia sembra essere arrivata direttamente dalla provincia di Mantova e la donna assistita dai sindacati si sarebbe rivolta al giudice del lavoro per ottenere la riassunzione.

Questa storia è stata raccontata nei giorni scorsi dalla Gazzetta di Mantova.”Non mi stupisco del licenziamento, l’azienda per cui ho lavorato dieci anni della mia vita è capace di queste cose”, ha dichiarato Veronica. La donna, comunque ha deciso di non rassegnarsi e per questo motivo ha deciso di rivolgersi al sindacato ed è assistita dagli avvocati Marco Carra e Nunzia Zeida. Stando a quanto emerso, la donna che vive a Castiglione Mantovano avrebbe lavorato per 10 anni in un’azienda milanese prima con un contratto di collaborazione da Co.co.co e poi dal 2013 assunto a tempo indeterminato.

Per la consulmarketing la donna lavorava occupandosi di rilevare i prezzi per le indagini di mercato nei supermercati diverse province lombarde arrivando anche in Trentino. Poi lo scorso 22 dicembre di 3 anni fa, Veronica e il marito hanno avuto un bambino che decisero di Chiamare Nicolas nato Purtroppo con una grave disabilità perché affetto da atrofia muscolare spinale. Il bambino fin da quando è nato vive collegato alle macchine tra respiratore e sondino gastrico ed ha bisogno di continua assistenza, tanto che già durante la gravidanza la donna aveva richiesto all’azienda alcuni giorni di congedo e questo lo aveva portato ad avere dei problemi.

L’Azienda nello specifico le avrebbe imposto di posticipare il congedo obbligatorio, cedendo soltanto poi di fronte ad un certificato medico che attestava la gravidanza a rischio. Scaduti i 5 mesi di maternità, Veronica avrebbe chiesto all’azienda di poter usufruire della legge e dunque di poter stare a casa per altri 3 anni percependo soltanto il 30% dello stipendio usufruendo Dunque del congedo parentale per figli con grave disabilità.

Il congedo sarebbe stato concesso e scadrà nel prossimo mese di marzo 2018, Ma qualche mese fa ed esattamente a giugno Veronica aveva ricevuto una mail dove l’azienda Le chiedeva di dover restituire il materiale necessario alla rilevazione dei prezzi, come richiesto nella lettera di licenziamento del 19 maggio. Purtroppo però Veronica ribadisce di non aver mai ricevuto la lettera in questione e proprio questo aspetto è stato contestato dai legali di Veronica, Marco Carra e Nunza Zeida che il prossimo 13 dicembre porteranno in aula l’azienda per discutere del caso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.