Contraccettivo maschile: anche il maschio ha la sua pillola, come funziona e effetti indesiderati

È arrivato il contraccettivo maschile e sembra funzionare piuttosto bene. Ovviamente non si parla né del preservativo né della vasectomia: il pillolo non è più fantasia.

Tra pochi anni potrebbe arrivare sul mercato il contraccettivo ormonale maschile: una ricerca ne svela funzioni ed effetti collaterali.Fino a questo momento, le uniche alternative per l’uomo sono la vasectomia, che causa infertilità in maniera irreversibile, e il preservativo. Al contrario, le donne possono contare su diversi metodi, dalla pillola all’anello.

E’ in arrivo il primo contraccettivo ormonale per gli uomini capace di ridurre il rischio di gravidanze indesiderate e sembra funzionare attraverso una semplice iniezioni da ripetere a distanza di alcune settimane che ha l’effetto di abbattere per un periodo limitato il numero di spermatozoi attivi e dunque ridurre il rischio di gravidanze indesiderati. Come abbiamo già anticipato, questo nuovo contraccettivo maschile funziona attraverso una semplice iniezione da ripetere da ripetere a distanza di alcune settimane, ed il cui obiettivo è espressamente quello di uccidere per un periodo di tempo limitato il numero di spermatozoi attivi; per questo motivo, gli esperti suggeriscono di non chiamarlo pillolo, proprio perché non ha questa funzione. Questo nuovo contraccettivo è stato sperimentato e presentato da un team di ricercatori, coordinato dal professor Mario Philip Reyes Festin, il quale sembra essere andato avanti con la sperimentazione sul contraccettivo maschile ed ha affermato che finalmente questo può essere considerato una realtà e potrà andare ad aggiungersi ad altri contraccettivi quali il preservativo e la vasectomia.

“Sebbene le iniezioni sono efficaci nel ridurre il tasso di gravidanze, la combinazione ormonale deve essere studiata più a fondo per ottenere un buon equilibrio tra efficacia e sicurezza” ha spiegato Mario Philip Reyes Festin dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che coordina le sperimentazione. Il nuovo contraccettivo è risultato essere composto da un mix di testosterone e progestinico, ovvero la stessa sostanza utilizzata per le donne. Mentre per quest’ultime, esiste al giorno d’oggi la possibilità di ricorrere a diversi tipi di anticoncezionali di tipo ormonale, come ad esempio la pillola, il cerotto o l’anello, le uniche possibilità di contraccezione nell’umo sono ridotte all’uso del preservativo e della vasectomia, e proprio per questo motivo, questo studio risulta essere davvero importante dal punto di vista della sperimentazione e dell’innovazione.

I ricercatori hanno effettuato la sperimentazione su un campione formato da 320 individui di sesso maschile provenienti da 7 diversi paesi, al fine di verificare se davvero questo riducesse la concentrazione di spermatozoi nel liquido seminale per ogni millimetro di questo, al di sotto di 1 milione, quando 15 milioni per millilitro è il numero normalmente presente negli uomini fertili. I risultati del test, condotto su 320 uomini di età compresa tra i 18 ed i 45 anni, arruolati Australia, Cile, Germania, India, Indonesia, Italia e Regno Unito, sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism; questi sono stati sorprendenti, visto che è stato riscontrato, dunque, un vero e proprio crollo, superiore al 90% di spermatozoi.

Il nuovo contraccettivo, stando a quanto è emerso, si è rivelato efficace nel 96% dei casi, dimostrando un tasso di successo sovrapponibile a quello di altre strategie anticoncezionali come lo stesso preservativo ad esempio. A preoccupare i ricercatori sembra essere, più che altro l’incidenza di effetti collaterali riconducibili per lo più a disturbi dell’umore e depressione, che hanno interessato il 5% ed il 3% dei pazienti arruolati nel trial.

“I nostri risultati – afferma – confermano l’efficacia di questo metodo contraccettivo precedentemente dimostrata in studi più piccoli”. I ricercatori, però, stanno ancora cercando di perfezionare il ”cocktail ormonale”

“Lo studio ha trovato che è possibile avere un contraccettivo ormonale per gli uomini che riduce il rischio di gravidanze non pianificate per i partner uomini che lo usano“, ha confermato uno degli autori dello studio, Mario Philip Reyes Festin, MD, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità a Ginevra, Svizzera. “I nostri risultati hanno confermato l’efficacia di questo metodo contraccettivo precedentemente visto in studi di minore entità.”

“Una maggiore ricerca è necessaria per far progredire questo concetto al punto che può essere reso ampiamente disponibile per gli uomini come metodo di contraccezione“, ha detto Festin. “Sebbene le iniezioni erano efficaci nel ridurre il tasso di gravidanza, la combinazione di ormoni deve essere maggiormente studiata in modo tale da considerare un buon equilibrio tra efficacia e sicurezza.”

Lo studio, ” L’efficacia e la sicurezza di una combinazione iniettabili del contraccettivo ormonale per gli uomini ,” sarà pubblicato online.

I primi risultati della ricerca, hanno dato ottimi risultati in circa il 96% dei casi, dimostrando quasi le efficaci l’efficacia sul metodo grafico il preservativo. Una volta terminate le punture di ormoni, in circa il 95% dei pazienti il numero di spermatozoi è tornato nei valori normali. A preoccupare maggiormente i ricercatori, scrive puntualmente La Stampa, è l’incidenza di effetti collaterali, riconducibili soprattutto a disturbi dell’umore e depressione, che hanno interessato rispettivamente il 5% e il 3% dei pazienti.

Secondo la stima resa nota dal Guttmacher Institute statunitense, nel 2012 ben il 40% di tutte le gravidanze nel mondo erano indesiderate. In questo studio di fase II, i partecipanti, tutti con una relazione stabile da almeno un anno, hanno ricevuto iniezioni (due ogni otto settimane) di un cocktail ormonale. Il cocktail di ormoni ha la funzione di ridurre la concentrazione di spermatozoi nello liquido seminale, sì da renderlo ”sterile”.

Una volta accertata da parte degli sperimentatori l’avvenuta riduzione della concentrazione di spermatozoi nel liquido seminale dei volontari, le coppie potevano avere rapporti sessuali senza alcuna protezione. Nel corso dello studio durato oltre 4 anni, si sono verificate solo 4 gravidanze, quindi il metodo è risultato efficace; naturalmente lo sperma dei volontari torna normale una volta cessato l’utilizzo del contraccettivo.

Il problema restano ancora gli effetti collaterali: molti uomini hanno lamentato comparsa di disturbi depressivi, acne, aumento di libido, dolori muscolari. Serve ulteriore ricerca, ribadiscono gli autori del lavoro, per migliorare il contraccettivo e ridurre gli effetti avversi, specie sull’umore.

CONTRACCEZIONE ORMONALE MASCHILE

Sino ad oggi notevoli sforzi sono stati compiuti nello studio e sviluppo di contraccettivi femminili, ma non altrettanti nel campo della contraccezione maschile. Le più recenti statistiche dimostrano invece che un numero sempre crescente di uomini desidererebbe partecipare attivamente alla pianificazione familiare e condividere con la propria partner rischi e vantaggi della contraccezione. Gli unici contraccettivi maschili oggi disponibili sono i condoms, il coito interrotto ed in alcuni paesi la vasectomia. I condoms ed il coito interrotto hanno percentuali di insuccesso che variano a seconda che vengano usati più o meno correttamente, ma che sono comunque piuttosto alte. La vasectomia ha il problema di essere un metodo praticamente irreversibile. E’ quindi evidente quanto, a tutt’oggi, sia difficile per l’uomo scegliere un contraccettivo che garantisca reversibilità, efficacia e sicurezza.

Un contraccettivo ormonale maschile avrebbe il vantaggio di associare la sicurezza con l’efficacia e la reversibilità. Sino ad ora non esiste un contraccettivo ormonale maschile con tali caratteristiche. Vari studi sono comunque già stati condotti in tutto il mondo ed i risultati sono stati soddisfacenti e possiamo a ragione ritenere di essere sufficientemente vicini allo sviluppo di un contraccettivo ormonale con le caratteristiche suddette. In questi studi non sono stati riscontrati effetti collaterali nocivi alla salute.

Nell’anno 1994 nella nostra Clinica abbiamo iniziato uno studio in cui abbiamo utilizzato l’associazione di un progestinico e di testosterone per sopprimere la fertilità nell’uomo. I risultati riportati in questo studio hanno dimostrato che questa associazione ormonale è altamente efficace nella soppressione della fertilità. Tutti i soggetti sono infatti divenuti azoospermici (assenza di spermatozoi nell’eiaculato); in tutti i soggetti cioè la fertilità è stata soppressa.

Non sono state osservate variazioni dei parametri metabolici e comportamentali, né della funzione sessuale. Dopo la sospensione dell’assunzione del contraccettivo, la spermatogenesi è tornata ai livelli di pre trattamento e, in seguito, questi stessi uomini, hanno generato bambini nati sani ed in buona salute. Questi risultati sono molto promettenti in quanto dimostrano, per la prima volta nell’uomo, la possibilità di una contraccezione ormonale efficace, sicura e reversibile.

Storia della contraccezione. Dalle ricette delle comari alla pillola, i giovani hanno sempre dato prova di una immaginazione incredibile nel campo della contraccezione che pone due grandi interrogativi: uno demografico l’altro di separare il piacere sessuale dalla riproduzione. Le ricette sono numerose, ma spesso poco efficaci e qualsiasi procedimento è stato in passato utilizzato fino alla formazione del feto, cioè al terzo mese, era considerato dai medici dell’antichità come “contraccezione”. Cosa facev ano le donne nell’antichità?

La contraccezione locale femminile comprende un’infinità di soluzioni, alcune decisamente curiose: le più antiche datano 1.850 a. C., erano scritte su di un papiro egiziano e prevedevano miscugli a base di escrementi di coccodrillo o di miele da introdurre nella vagina……. In India ed in Africa si preferivano invece gli escrementi di elefante, animale famoso per la sua potenza! Tra le donne greche si usava evitare le gravidanze indesiderate spennellando la parte dell’utero sulla quale cade il seme con olio di cedro, o con un unguento al piombo o all’incenso mescolato all’olio di oliva. Plinio il Vecchio (50 a. C.) consigliava di “frizionare i reni della donna con sangue proveniente dalle zecche del toro selvaggio nero, in modo che ella provasse una vera avversione per rapporto sessuale”. Non ci sono limiti alla fantasia umana. Fino a che punto si arrivava?

♦ I metodi anticoncezionali dell’antichità mettevano spesso a repentaglio la vita di madre e figlio. In Cina ed in India, paesi nei quali era fondamentale avere una discendenza maschile, si arrivava perfino a praticare l’infanticidio. Anche l’aborto ha remote origini nell’antichità. Le tecniche utilizzate, spesso pericolose, erano numerose: per assunzione orale di sostanze diverse per introduzione vaginale di tamponi o anelli, o per manovre varie intra-uterine.

♦ Per Ippocrate (430-377 a. C.), famoso medico greco, i primi giorni che seguono la contraccezione corrispondono alla ritenzione del liquido seminale dell’uomo nel corpo della donna. Fare uscire questo liquido non è ancora abortire……….

♦ Egli racconta così la sua tecnica: “presso una donna di mia conoscenza, una prostituta che non poteva permettersi di mettere al mondo un figlio, le ordinai di saltare in modo che i talloni toccassero i glutei. Aveva giusto saltato la settima volta, che il seme dell’uomo cadde a terra….”. Prevenire era costoso?

♦ Alcuni tra i metodi più originali per evitare il concepimento vanno attribuiti al più famoso conquistatore della storia: Casanova.

E non è difficile capirlo il perché……..

♦ La tecnica più curiosa, e più costosa, consisteva nel fare introdurre alle sue amanti in fondo alla vagina una biglia d’oro, prima del rapporto. Questa biglia, fabbricata da un orafo svizzero, pesava 60 grammi, aveva un diametro di 18 millimetri e costava una cifra esorbitante. Ma è anche vero che Casanova ha potuto ammortizzare la spesa, poiché non ne aveva che una che gli è servita per 15 anni.

♦ Va sottolineato però che nelle sue memorie non si parla mai dello stato di salute delle sue amanti…….. Come si è arrivati ai metodi moderni?

♦ Dal 1.700 in poi non si parla più di intrugli miracolosi, ma si cominciano a sperimentare metodi che anticipano quelli moderni. Il primo, utilizzato in Europa nel XVIII° secolo, si serviva di spugne. Una spugna veniva imbevuta di acqua, con l’aggiunta di qualche goccia di cognac, quindi la si inseriva nella vagina, come per otturarla. Anche se il liquido seminale fosse penetrato attraverso i pori nella spugna, unito al cognac avrebbe perso il suo potere e la sua natura. Uno spermicida curioso, ma efficace! Il primo diaframma compare di nuovo con Casanova, il grande esperto di metodi anticoncezionali. Mezzo limone, privato il più possibile del succo, veniva inserito come diaframma nella vagina. Sapete perché funzionava? Perché nella buccia del limone contiene uno spermicida naturale: l’acido citrico. Nel 1.800 un medico tedesco cominciò a parlare invece del diaframma vero e proprio, fatto di gomma e posizionato nel collo dell’utero. Ma nessuno gli diede retta e bisognò aspettare la fine del secolo per vedere comparire i primi diaframmi moderni.

♦ L’apparizione dei dispositivi intra-uterini nei metodi contraccettivi data solo l’inizio del 1.900. Perché? La risposta è semplice: è decisamente più facile inserire un dispositivo nella vagina, mentre all’interno dell’utero è necessario l’intervento di un medico specializzato: il ginecologo.

♦ E con l’avvento del ginecologo arriva anche la pillola, oggi a bassissimo contenuto di ormoni, quindi molto tollerata.

Quando è nato il preservativo?

♦ Finora abbiamo parlato solo dei metodi anticoncezionali per la donna. E l’uomo? Anche il preservativo ha origine nell’antichità, fabbricato a partire dall’intestino degli animali: montone, capra, agnello……..

♦ Per l’invenzione dei preservativi in gomma si deve aspettare invece la metà del 1.800, grazie all’americano Goodyear: non solo pneumatici, quindi! Ma il primo vero preservativo deve la sua comparsa al dottor Condom, medico alla corte di Carlo II° d’Inghilterra. Il re era stufo di mettere al mondo figli illegittimi e chiese al suo dottore di trovare una soluzione.

♦ Condom la trovò, e fu nominato cavaliere……Ma sapeva che la sua invenzione sarebbe stata quasi 400 anni dopo, il metodo anticoncezionale più diffuso? Il metodo più antico.

♦ Il coito interrotto è il metodo anticoncezionale più antico e più diffuso dal mondo. La Bibbia già ne parlava, mentre questa pratica si ritrova in Africa, Oceania, tra gli Arabi con il termine di “azi” e nelle memorie di Casanova datate XVIII° secolo……… Il metodo più naturale.

♦ E’ sempre stato uno dei metodi anticoncezionali più praticato, ed è ancora in voga: il metodo Ogino-Knaus, basato sul calcolo del periodo di fecondità, comporta rischi molto elevati, dal 14 al 38%, ma non è un metodo sbagliato. Il periodo di ovulazione della donna, periodo fertile, da dal 12° al 17° giorno dopo l’inizio delle ultime mestruazioni: ovviamente, in caso di ciclo irregolare (soprattutto durante l’adolescenza, in pre-menopausa ed in periodi di forte stress e di affaticamento) è rischioso affidarsi a calcoli così rigidi………………….. Il diaframma.

♦ Se un tempo si utilizzava il mezzo limone, il diaframma moderno è tutta un’altra cosa. Si tratta di un piccolo disco in lattice che si applica in fondo alla vagina, per impedire agli spermatozoi di raggiungere l’utero.

♦ Il metodo è piuttosto sicuro, purché sia accompagnato dall’utilizzo di spermicidi, che si presentano sotto forma di ovuli, creme o spugnette da introdurre nella vagina. Gli spermicidi presentano un grado di protezione che può arrivare fino al 98%; vanno utilizzati almeno dieci minuti prima del rapporto e hanno un costo relativamente elevato, ma garantiscono una sicurezza da 4 a 12 ore e sono antiallergici.

Mentre per le donne esistono oggi svariate possibilità per la contraccezione (pillola anticoncezionale, cerotto, spirale, anello, metodi “naturali” come l’Ogino Knaus e via dicendo) negli ultimi decenni i passi in avanti sul fronte degli uomini rimangono scarsi. Il preservativo e la vasectomia, ovvero la chiusura dei dotti deferenti che trasportano gli spermatozoi dai testicoli fino all’uretra, rimangono le uniche opzioni.

In Italia il ricorso alla vasectomia è molto inferiore rispetto ad altri Paesi europei e non, dice l’Associazione Andrologo Italiani (ASS.A.I), che ha condotto uno studio in merito. Premettendo che si tratta di numeri incompleti (a fronte di vasectomie clandestine o “mascherate” da altri interventi), in Italia dal 1999 al 2005 sono stati eseguiti 653 ricoveri per sterilizzazione maschile, 1717 interventi di vasectomia e 397 procedure di sterilizzazione dell’uomo. In Nuova Zelanda è il 23% degli uomini ad averla scelta, il 10% in Australia, l’8% in Cina. Negli USA sono circa 500 000 uomini ogni anno a scegliere questa via per la contraccezione.

Portare sul mercato un contraccettivo maschile comporta superare vari ostacoli: deve essere un composto solubile, così da poterlo assumere per via orale. Rapido ma dall’azione reversibile, senza effetti sulla fertilità dell’uomo né sulla libido, sicuro in modo da poter essere assunto anche per decenni senza gravi effetti collaterali. Insomma, tutte le sfide che anche i contraccettivi femminili hanno dovuto superare e sappiamo, ugualmente, che alcuni possono aumentare (anche se di poco) il rischio di trombosi venosa, nei possibili effetti collaterali permane l’aumento di peso e via dicendo. I dati più completi riguardano la pillola e oggi in Italia è solo il 16,2% delle donne a farne uso, contro una media europea del 21,4%.

La necessità di una contraccezione maschile

Grazie alle nuove formulazioni, molti timori (per esempio quelli legati alla pillola) sono ormai diventati falsi miti, ma ugualmente non tutte le donne possono assumere contraccettivi orali – per esempio quelle che hanno o hanno avuto un cancro oppure un attacco cardiaco. La necessità di una soluzione efficace anche per  gli uomini rimane e la ricerca è concentrata su due aree, contraccezione non ormonale e ormonale. La prima ruota intorno all’epididimo (senza grande successo, per ora) e sui dotti deferenti, i vasi muscolari che vengono chiusi con la vasectomia. Le tecniche sono in via di studio e non ancora approvate, e comprendono l’utilizzo di sostanze chimiche che bloccano i dotti e uccidono gli spermatozoi (la cosiddetta reversible inhibition of sperm under guidance) oppure l’IVD, intra vas device, un analogo della spirale femminile destinato però ai dotti.

La seconda via di ricerca, quella ormonale, ruota intorno al testosterone, l’ormone steroideo prodotto proprio nei testicoli dove regola il processo di produzione degli spermatozoi. Ridurne o bloccarne l’attività è una possibile strategia contraccettiva in via di studio e l’idea è stata ampiamente esplorata dal gruppo di ricerca di Gunda I. Georg dell’Università del Minnesota. Per anni ha lavorato con il suo team su vari composti sperimentali e ha appena presentato i risultati al National Meeting & Exposition of the American Chemical Society (ACS). Siamo vicini a una pillola per uomini? No, ma i progressi sono notevoli.

“A determinate dosi il testosterone causa infertilità”, ha spiegato all’incontro Jillian Kyzer, studentessa di Georg al lavoro sull’ormone, “ma in quelle dosi non funziona sul 20% degli uomini e causa effetti collaterali, come l’aumento di peso e il calo di colesterolo ‘buono’”, ovvero l’HDL. Ostacoli che hanno fatto desistere molti dalla “caccia a una pillola maschile”, mentre Kyzer e i colleghi persistono. “Sarebbe straordinario dare alle coppie un’alternativa sicura, perché molte donne non possono prendere la pillola”, dice la scienziata.

Composti sperimentali

Varie aziende farmaceutiche hanno creato dei contraccettivi sperimentali ma i risultati non sono ancora soddisfacenti. Quello della Bristol-Myers Squibb (BMS), dice Kyzer, inibiva la fertilità ma non era abbastanza solubile da poter essere assunto per via orale, e “nessuno vuole farsi iniezioni ogni giorno o una volta a settimana per gran parte della vita”. Un altro composto ancora interagiva con il recettore alpha per l’acido retinoico, coinvolto nella fertilità maschile, ma aveva effetti anche su altri recettori legati ad altre funzioni. Dunque effetti collaterali.

Il gruppo di Kyzer, sotto la guida di Georg, sta lavorando a composti chimici simili a quelli della BMS. Sono riusciti a capire in che modo delle piccole modifiche alla struttura chimica agiscano poi sull’interazione della sostanza con le cellule del corpo umano.

Una di queste piccole modifiche consiste nell’aggiunta di un gruppo polare, che reagisce facilmente con l’acqua (e altri composti polari) rendendo l’ipotetica pillola più solubile. Un altro ha sostituito un legame ammidico con un altro simile, che aumenta la stabilità, e permette al composto di rimanere nel corpo più a lungo. L’aspetto negativo, che richiederà ulteriori perfezionamenti, è che tutti questi cambiamenti hanno ridotto la specificità del composto per i recettori legati alla fertilità. Passi in avanti ma ancora troppo piccoli. Ora il gruppo di ricerca continuerà a lavorare sulla rifinitura di queste strutture chimiche, per raggiungere un equilibrio soddisfacente tra solubilità, specificità e stabilità.

Ricercatori della Parsemus Foundation di Berkley (California) hanno testato con successo il Vasalgel, un anticoncezionale maschile che nei macachi rhesus ha impedito la riproduzione per oltre un anno. L’innovativo metodo contraccettivo consiste in una iniezione di materiale spugnoso all’interno del dotto deferente, impedendo così il passaggio degli spermatozoi. Nonostante il blocco di questi ultimi, i maschi possono comunque eiaculare, dato che non viene interrotto il passaggio degli altri fluidi corporei.

Gli studiosi lo hanno iniettato in sedici maschi di macaco, che successivamente sono stati lasciati liberi in un ambiente controllato assieme ad alcune femmine fertili. Nessuna di esse è rimasta incinta in circa due anni di sperimentazione, e poiché nei test precedenti le iniezioni di Vasalgel avevano dato un riscontro positivo anche sotto il profilo immunitario, senza l’emersione di complicazioni, i ricercatori sperano di poterlo rendere disponibile anche per l’essere umano. La commercializzazione potrebbe avvenire già dal 2018.

Il beneficio maggiore risiede nel fatto che si tratta di un metodo contraccettivo reversibile, a differenza della ben più invasiva vasectomia, inoltre non va ad impattare sulla composizione chimica dello sperma o sui livelli ormonali, che possono sfociare in effetti collaterali anche gravi, oltre a comportare disturbi dell’umore e depressione. Gli studiosi non sanno ancora quanto tempo duri l’efficacia del Vasalgel, prima di dover ricorrere a una ulteriore iniezione, ma stanno continuando le fasi di test.

Il metodo risulterebbe estremamente efficace anche per il controllo delle nascite negli zoo, soprattutto per quanto concerne i primati, dato che, a differenza dell’uomo, la vasectomia risulta decisamente più complessa da eseguire e può avere conseguenze nefaste. Il Vasalgel potrebbe spostare l’ago della bilancia della contraccezione sul sesso maschile, eliminando le complicazioni e gli effetti collaterali legati alla tradizionale pillola assunta dalle donne. I dettagli sull’anticoncezionale sono stati pubblicati su Basic and Clinical Andrology.

RICERCA: In fase di studio un contraccettivo chimico maschile che può anche bloccare le infezioni sessuali.

La scoperta che l’ossidazione causa danno allo sperma ha consentito a degli scienziati
australiani di formulare un contraccettivo chimico maschile che può anche bloccare le
infezioni sessuali, oltre a sviluppare una nuova tecnica per combattere l’infecondità
maschile. Lo studio guidato dal biologo della riproduzione John Aitken dell’Università di
Newcastle, presentato il 4 maggio a un seminario dell’Accademia australiana delle
Scienze in Canberra, ha individuato una famiglia di composti in grado di bloccare la
fecondità maschile rendendo immobile lo sperma, e allo stesso tempo di prevenire il
contagio di infezioni trasmesse sessualmente come la clamidia. L’obiettivo a breve
termine è di sviluppare un nuovo metodo di contraccezione maschile che controlli
simultaneamente la fecondità e le malattie trasmesse sessualmente. “Non vi è stata una
nuova forma radicale di contraccezione da quando è stata introdotta la pillola nel 1959,
basata sulla biochimica degli anni 1920″, ha osservato Aitken. “La nostra ricerca mira a
raffinare la composizione chimica di questi agenti contraccettivi e di determinare il loro
meccanismo di azione”, ha aggiunto. L’effetto dell’ossidazione sullo sperma ha portato ad
una nuova tecnica contro l’infecondità maschile, che sta per essere sottoposta una
sperimentazione umana di larga scala. “L’infecondità maschile colpisce almeno un quinto
della popolazione maschile e vi sono indicazioni di una tendenza all’aumento”, ha spiegato
lo scienziato. La nuova tecnica permetterà agli specialisti di fecondità di selezionare lo
sperma meno danneggiato isolando quello con la più alta carica negativa e le più piccole
dimensioni, qualità che massimizzano la probabilità di ottenere una concezione. “Nel
futuro immediato saranno condotte in Australia sperimentazioni cliniche policentriche per
raccogliere maggiori esperienze cliniche con questo sistema, prima di arrivare ad una
produzione commerciale nel 2012″, ha detto ancora Aitken.

 

One comment

  1. Era ora, non è giusto affidare il problema dei contraccettivi solo alla femmina, e da questo l’uomo potrebbe anche trarne delle sicurezze personali.

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