Corea del Nord shock: “Noi potenza nucleare”. Usa all’Onu: “Il mondo è più vicino alla guerra”

Dopo aver collaudato il suo ultimo missile intercontinentale Hwasong 15, della gettata di 13.000 km, il dittatore nordcoreano Kim Jong Un ha annunciato che «possiamo ora colpire ogni punto del continente nordamericano», mentre la stampa di regime ha ufficializzato lo «status di potenza nucleare». Con una vertiginosa arrampicata nello spazio, fino a ben 4475 km di altezza, la distanza coperta dal razzo si è limitata a 950 km, fino alle acque territoriali del Giappone, con relative proteste di Tokyo. Da settembre la Corea del Nord non attuava colpi di testa, dall’ultimo lancio balistico e dalla bomba H da 550 chilotoni scoppiata sottoterra. Fra le reazioni negative, il presidente americano Donald Trump preannuncia nuove sanzioni, mentre l’O- nu si appresta a una riunione d’emergenza. In Corea del Sud, il presidente Moon Jae In teme «una spirale pericolosa» e riunendosi coi suoi consiglieri vaglia la possibilità di attacchi preventivi, con aerei o missili, contro le strutture di comando nordcoreane, se possibile uccidendo Kim, come i militari sudisti si sono esercitati a fare.

La pericolosità dei missili Hwasong sta nell’esser lanciabili da rampa mobile su autocarro, che può spostarsi e nascondersi. Semmai è da capire se i nordcoreani abbiano già una tecnologia MERV, ovvero testate multiple per ogni singolo missile, che permetterebbe di confondere le difese antimissile Usa, sia alternando finte testate esca a quelle vere, sia aumentando la possibilità che anche una sola arma nucleare superi gli sbarramenti. Infatti la difesa del Nordamerica è affidata a 44 missili intercettori GBI pronti nella base di Fort Greely, in Alaska, i quali però hanno ancora difficoltà a discemere le testate vere dalle esche. Se lo Hwasong 15 avesse testata singola, la sua efficacia sarebbe limitata, ma i nordcoreani ci hanno abituati a progredire abbastanza in fretta nonostante l’isolamento del Paese.

La Corea del Nord ha un nuovo missile balistico intercontinentale capace di “colpire tutto il territorio” americano, dalle Hawaii a New York, montando una “testata nucleare ultra larga”: la sfida agli Usa è pronta grazie all’innovativo vettore Hwasong-15 lanciato nella notte e in grado di coprire “950 km e l’altitudine di 4.475 km”, con risultati considerati tra i più importanti mai raggiunti.

L’annuncio del “successo storico”, al termine di un’operazione presenziata dal leader Kim Jong-un, è stato fatto dai media del Nord mercoledì 29 novembre alle 12.00 di Pyongyang (4.30 in Italia) con tanto di “scheda tecnica” e di ufficializzazione della posizione di “Stato nucleare”. Rompendo la tregua di 75 giorni, il vettore è partito dalle vicinanze di Pyongsong, provincia di Pyongsong del Sud, intorno alle 3.17 ed è caduto dopo 53 minuti a circa 250 km dalle coste nipponiche, nella zona economica esclusiva.

USA ALL’ONU: “IL MONDO È PIÙ VICINO ALLA GUERRA”

“Ho appena parlato con il presidente cinese Xi Jinping – twitta Donald Trump – delle azioni provocatorie della Corea del Nord. Ulteriori importanti sanzioni saranno imposte alla Corea del Nord oggi. La situazione sarà gestita!”.

L’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley, durante la riunione urgente del Consiglio di Sicurezza ha sottolineato che l’azione di Kim Jong-un “avvicina il mondo alla guerra non lo allontana” anche se è un conflitto che gli Usa non cercano. “E se ci sarà una guerra, il regime nordcoreano sarà completamente distrutto”, ha aggiunto.

Ai rappresentanti del consiglio di sicurezza, gli Usa chiedono “di rompere tutti i legami con la Corea del Nord” per isolare Kim, fermando le importazioni ed esportazioni ed espellendo tutti i lavoratori nordcoreani dal proprio territorio. A Pechino, in particolare, è stato chiesto di bloccare i rifornimenti petroliferi verso Pyongyang

“La Cina – è stato il messaggio di Trump nella telefonata con Xi secondo quanto riferito dalla Casa Bianca – deve usare tutte le leve a sua disposizione per convincere la Corea del Nord a porre fine alle sue provocazioni e a tornare sulla strada della denuclearizzazione”. Trump – informa la Casa Bianca – ha quindi ribadito “la determinazione degli Usa nel difendere sé stessi e i propri alleati dalla crescente minaccia rappresentata dal regime di Pyongyang”. La Cina – avrebbe risposto il presidente cinese – è pronta a unirsi agli Usa per spingere verso una soluzione alla questione nucleare della penisola coreana con mezzi pacifici. “La denuclearizzazione della penisola è un obiettivo incrollabile di Pechino”, ha assicurato Xi.

Trump, inoltre, con l’omologo sudcoreano Moon Jae-in e il premier nipponico Shinzo Abe, ha ribadito il proposito di stare accanto agli alleati e di aumentare la pressione sullo Stato eremita, a poche ore alla riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e in programma a New York.

“Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha annunciato che il Paese ha realizzato la grande e storica causa di divenire uno Stato nucleare”, ha scandito col solito tono drammatico e partecipato Ri Chun-hee, volto popolarissimo della Kctv, in campo sempre per le grandi occasioni. La risposta al ritorno di Pyongyang dopo 9 anni nella lista nera degli Stati sponsor del terrorismo, deciso dagli Usa una settimana fa, pare essere quindi che tra potenze nucleari un possibile negoziato, se ne matureranno le condizioni, non potrà che essere alla pari.

A parte la retorica, l’ipotesi dell’intelligence di Seul e il naufragio delle aspettative sul lavoro diplomatico della Cina verso l’imprevedibile vicino, i giudizi del segretario alla Difesa Jim Mattis sono quelli che aprono gli scenari più incerti. Il missile “è andato più in alto, francamente, più di ogni antro lancio finora da loro fatto”, ha detto il capo del Pentagono alla Casa Bianca. “E’ uno sforzo di ricerca e sviluppo da parte loro per continuare a costruire missili balistici che possono minacciare qualsiasi parte nel mondo”.

“Non c’e’ niente di più pericoloso per la pace e la sicurezza del mondo in questo momento di ciò che sta accadendo nella penisola coreana”: lo ha detto il capo degli Affari Politici dell’Onu, Jeffrey Feltman, durante la riunione urgente del Consiglio di Sicurezza Onu sulla Corea del Nord. “Il consiglio di sicurezza deve fare tutto il possibile per evitare una ulteriore escalation”, ha aggiunto Feltman.

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