Corruzione all’Istituto tumori Pascale di Napoli,nuova tangentopoli: 7 arresti tra cui il primario e la moglie

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I Militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza e del Nucleo Speciale Polizia Valutaria, hanno eseguito nella giornata di ieri alcune misure di custodia cautelare, ovvero arresti domiciliari e provvedimenti di sequestro patrimoniale nei confronti di ben sette persone responsabili del reato di corruzione nell’ambito dei rapporti di fornitura di prodotti all’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli. Tante le persone finite agli arresti domiciliari e tra queste risulta esserci Elia Abbondante ovvero il direttore generale dell’Asl Napoli 1 Centro, finito agli arresti domiciliari per ipotesi di reato rilevate nell’ambito del suo ruolo di dirigente amministrativo del Pascale.

Finito agli arresti domiciliari, inoltre, il primario della struttura ospedaliera, ovvero il Dottor Francesco Izzo, il quale insieme alla moglie, pare avesse costituito due società attraverso le quali faceva da intermediario per l’approvvigionamento di dispositivi medicinali che il Pascale acquistava per le cure antitumorali. “Voglio darti 10 mila euro perché tu sei un amico, perché sei una persona politicamente portata, quindi in un mio futuro mi puoi servire per me“, è questo il contenuto di un’intercettazione telefonica tra l’informatore farmaceutico Marco Angenziano ed il primario del Pascale, Francesco Izzo, che come abbiamo già anticipato, risultano entrambi coinvolti nell’inchiesta che ha portato nella giornata di ieri all’esecuzione delle ordinanze cautelari.

“Francè e allora il prossimo anno avremo la rimborsabilità, la spinta forte mi serve quest’anno, l’anno prossimo andrà a morire questo prodotto. Guarda nel colon ha un grande fatturato. In Italia il Nexavar sta facendo il possibile ne abbiamo parlato l’altra volta quindi devo raggiungere l’obiettivo del 2015”, dice l’informatore in un’altra conversazione intercettata. Nel corso di un’altra intercettazione risalente allo scorso 26 maggio 2015 quando ancora ricopriva l’incarico di dirigente amministrativo dell’Istituto per la cura dei tumori di Napoli Pascale, Elia Abbondante, ovvero il direttore generale dell’Asl Napoli 1 Centro, finito agli arresti domiciliari nella giornata di ieri, pare abbia manifestato preoccupazione sull’esistenza di indagini in merito alle modalità di approvvigionamento di materiale nell’Istituto di tumori di Napoli. Dalle indagini è emerso che al fine di incrementare le vendite Marco Argenziano, ovvero l’informatore scientifico, avrebbe dato 10 mila euro al primario Francesco Izzo per raddoppiare nel 2015 le prescrizioni e dunque gli ordini, di un farmaco antitumorale e nello specifico lo Nexavar, destinato ai pazienti oncologici; nello specifico il primario faceva di tutto per far apparire come unici idonei per quel tipo di cure e creava le condizioni affinché fossero acquistati urgentemente dalle società a lui riconducibili.

Ecco nello specifico coloro i quali sono finiti agli arresti domiciliari nella giornata di ieri: il primario Francesco Izzo, 51 anni, direttore della struttura complessa di chirurgia oncologica addominale ad indirizzo epatobiliare dell’istituto tumori di Napoli Fondazione Pascale; la moglie di Izzo, Giulia Di Capua 45enne; Gi.Med e GdC Medicali – coinvolte nell’inchiesta; Sergio Mariani, 46 anni, amministratore delle società Gimed e Gdc Medicali, riconducibili a Giulia Di Capua; Elia Abbondante, 52 anni, il quale è risultato essere il responsabile unico del procedimento al Pascal all’epoca dei fatti; Marco Angenziano 59enne ed informatore scientifico dell’industria farmaceutica Bayer ed infine Marco Mauti, 52nne rappresentante legale di una delle società fornitrici coinvolte nelle indagini delle fiamme gialle.

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