Creato un ibrido uomo-maiale per avere organi trapiantabili

Gli scienziati sono stati in grado di far crescere un pancreas di topo in un embrione di ratto, trasferendolo poi in topi diabetici e alleviandone la malattia senza innescare una risposta immunitaria. Dalla California arriva la notizia: gli scienziati del Salk Institute of Biological Studies di La Jolla per la prima volta hanno fatto sviluppare un embrione chimerico con cellule umane e di maiale.

Il procedimento consiste nell’impiantare cellule staminali umane in embrioni di maiale e di farli crescere per quattro settimane all’interno dell’utero dell’animale. “È un primo, importante passo, ma siamo ancora molto lontani” dall’ottenere risultati con risvolti applicabili. Gli organi come il fegato, il cuore, i neuroni potrebbero essere creati in serie in laboratorio, pronti per aiutare i milioni di pazienti che ogni anno attendono un organo per un trapianto. I ricercatori, da parte loro, assicurano che almeno in questo caso non sono state utilizzate cellule cerebrali e che il contributo di cellule staminali umane è stato davvero minimo.

Dal 2015 i National Institutes of Health hanno stabilito una moratoria sul finanziamento della maggior parte degli studi su chimere uomo-animale. Il primo è che gli organi dei suini hanno dimensioni simili a quelle degli organi umani; il secondo motivo è che lo sviluppo dell’embrione è più rapido di quanto avvenga negli uomini. Juan Carlos Izpisua Belmonte, si è riusciti ad avere un quadro dell’apporto delle cellule umane senza però doversi confrontare con la questione della formazione di un animale ibrido vero e proprio, che ovviamente solleverebbe delle questioni etiche più problematiche. Ed è stata questa differenza di tempi nella gestazione, quella suina è di 112 giorni, a dare maggiori problemi ai ricercatori.

In uno studio pubblicato qualche giorno fa su ‘Nature’, un team internazionale di ricercatori aveva dimostrato che gli organi destinati ai trapianti possono essere coltivati in embrioni chimera parte topo e parte ratto.

A partire dall’adolescenza, e fino alla vecchiaia, il maschio della specie umana produce, nei testicoli dell’apparato riproduttore maschile, parecchie centinaia di milioni di spermatozoi (gameti maschili) ogni giorno. I testicoli si sviluppano nella cavità addominale dell’embrione maschile e poi scendono in una sacca esterna, lo scroto, questo perché la produzione degli spermatozoi può avvenire solo a una temperatura leggermente inferiore a quella corporea, che ne garantisce la giusta motilità e quindi la fertilità dell’individuo. Ogni testicolo è suddiviso in circa 250 Vaso deferente Epididimo Tubuli seminiferi dell’individuo. Ogni testicolo è suddiviso in circa 250 compartimenti, ognuno dei quali è costituito da tubuli seminiferi strettamente raggomitolati, all’interno dei quali vengono prodotti gli spermatozoi. Le cellule spermatogenetiche passano attraverso vari stadi di differenziamento. Il processo ha inizio da cellule diploidi, gli spermatogoni, che rivestono internamente la membrana basale di ogni tubulo seminifero e che effettuano continue divisioni mitotiche. Alcune di queste cellule si allontanano dalla membrana basale e iniziano a differenziarsi, dando origine agli spermatociti primari, cellule diploidi che effettuando la meiosi producono ognuna quattro cellule aploidi, gli spermatidi che si differenzieranno poi in spermatozoi.

Gli spermatozoi sono costituiti dalla testa, dalla regione intermedia e dalla coda. La testa contiene il nucleo con il DNA ed è sormontata dall’acrosoma, un lisosoma ricco di enzimi litici. La regione intermedia contiene una serie di mitocondri, mentre la coda è un flagello che consente allo spermatozoo di muoversi. Durante la spermatogenesi ( 8 – 9 settimane) le cellule in via di maturazione ricevono il nutrimento dalle cellule del Sertoli, contenute nei tubuli seminiferi.

Nelle donne gli oociti primari cominciano a formarsi verso il terzo mese dello sviluppo fetale. Al momento della nascita le due ovaie contengono circa due milioni di oociti primari che hanno raggiunto la profase della prima divisione meiotica e che permangono in tale stadio fino alla maturazione sessuale dell’individuo. Poi , sotto l’influenza degli ormoni, riprende in questi oociti la prima divisione meiotica. Degli oociti primari originari, solo 300 – 400 raggiungono la maturità, generalmente uno ogni 28 giorni per tutto il periodo che va dalla pubertà alla menopausa, che avviene in genere tra i 45 e i 55 anni di età. Quando un oocita primario è pronto a completare la meiosi, la sua membrana nucleare scompare e i cromosomi si portano verso la superficie della cellula. Nel momento in cui il nucleo si divide, il citoplasma dell’oocita forma una protuberanza, che darà poi origine a una piccola cellula, cellula, il primo corpuscolo corpuscolo polare. Il resto della cellula cellula forma il grosso oocita secondario. La prima divisione meiotica si completa poche ore prima dell’ovulazione ( la liberazione dell’oocita da parte dell’ovaia), mentre la seconda divisione meiotica ha luogo solo subito dopo la fecondazione e porta alla formazione dell’ovulo e di un altro corpuscolo polare. Tutti i corpuscoli polari, inutilizzabili, alla fine muoiono. La maturazione dell’oocita prevede un notevole aumento delle sue dimensioni dovuto all’accumulo di sostanze nutritive e di molecole coinvolte nei processi metabolici, come l’mRNA e gli enzimi necessari ai primi stadi di sviluppo dell’embrione. Come conseguenza della disuguale divisione cellulare che si verifica nella meiosi, gran parte del materiale di riserva dell’oocita viene trasmesso all’unico ovulo; questa cellula è molto grande ( circa 100 micrometri).

L’apparato riproduttore maschile può essere illustrato descrivendo il percorso degli spermatozoi all’interno del corpo. Dal testicolo essi passano nell’ epididimo, che è costituito da un lungo tubulo posto sopra il testicolo. Gli spermatozoi che entrano in questa struttura non sono ancora mobili, lo diventeranno solo dopo un periodo di permanenza di circa 12 giorni. Da qui passano nel vaso deferente, dove si accumulano. Il vaso deferente risale da ogni testicolo verso la cavità addominale, essi sono ricoperti da tre strati di tessuto muscolare liscio, le cui contrazioni spingono avanti gli spermatozoi. Nella parte posteriore della cavità addominale i deferenti girano intorno alla vescica dove si uniscono ai dotti delle vescicole seminali, ognuno di essi entra quindi separatamente nella prostata dove confluiscono nell’uretra, in essa confluisce il dotto escretore della ghiandola bulbouretrale, e si estende per tutta la lunghezza del pene. Negli uomini l’uretra è un condotto che serve sia per l’escrezione dell’urina sia per la fuoriuscita degli spermatozoi, o eiaculazione, processi processi che non avvengono avvengono mai contemporaneamente contemporaneamente. Le ghiandole ghiandole annesse annesse producono producono il liquido in cui sono sospesi gli spermatozoi, insieme ai quali costituiscono lo sperma che, essendo leggermente basico, neutralizza l’ambiente acido della vagina, proteggendo gli spermatozoi e aumentandone la motilità. Le due vescicole seminali producono un liquido denso contenente fruttosio, che fornisce agli spermatozoi l’energia loro necessaria, e prostaglandine che stimolano la contrazione dell’apparato riproduttore femminile facilitando la risalita degli spermatozoi. Le 2 ghiandole bulbouretrali secernono un liquido alcalino che neutralizza l’acidità delle tracce di urina eventualmente presenti nell’uretra. La prostata produce un fluido acquoso che nutre ulteriormente gli spermatozoi. Il pene è un organo cilindrico di volume variabile; la sua parte terminale si chiama glande ed è ricoperta da una piega cutanea detta prepuzio. L’erezione del pene avviene in seguito all’aumento del flusso sanguigno che riempie i tessuti spugnosi erettili del pene; questo è controllato da fibre nervose, collegate alle arterie che irrorano i tessuti erettili. Via via che i tessuti iniziano a dilatarsi, comprimono le vene impedendo al sangue di refluire.

I testicoli producono gli ormoni androgeni, in particolare il testosterone nelle cellule interstiziali, cellule situate intorno ai tubuli seminiferi del testicolo. Nelle prime fasi dello sviluppo embrionale questi ormoni steroidei hanno il compito di sviluppare il feto maschile in modo che abbia le caratteristiche proprie del suo sesso. Dopo la nascita la produzione continua a livello molto basso fino ai 10 anni di età, quindi si verifica una nuova forte produzione di testosterone, che dà origine alla produzione di sperma (inizio della pubertà) accompagnata da ingrossamento e dalla maturazione del pene, dei testicoli e degli organi annessi e dalla comparsa dei REGOLAZIONE DELLA PRODUZIONE ORMONALE dalla maturazione del pene, dei testicoli e degli organi annessi e dalla comparsa dei caratteri sessuali secondari (ingrossamento della laringe e abbassamento della voce, sviluppo dello scheletro e dei muscoli, caratteristica distribuzione dei peli sul corpo). La produzione di testosterone è regolata da un sistema a feedback negativo. L’ormone gonadotropo LH (ormone luteinizzante), prodotto dall’ipofisi sotto l’influenza del fattore di rilascio ipotalamico, stimola a livello del tessuto interstiziale, la produzione di testosterone. Man mano che aumenta il livello di quest’ormone nel sangue, la liberazione di LH da parte dell’ipofisi rallenta. L’FSH ( ormone follicolo stimolante), prodotto anch’esso dall’ipofisi, agisce sulle cellule del Sertoli promuovendo così lo sviluppo degli spermatozoi. Queste cellule producono un ormone proteico, inibina, che inibisce appunto la produzione di FSH.

One comment

  1. Vergogna!!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.