Dichiarazione del Ministro Lorenzin su Circolare import farmaci

Ma, secondo quelle stesse regole, i malati, senza una valida alternativa terapeutica, potevano procurarsi il farmaco all’estero, sempre con ricetta medica.

Stop ai blocchi in Dogana – “Nelle ultime settimane – ha spiegato in una nota il ministro Lorenzin – abbiamo avuto molte segnalazioni su farmaci che, regolarmente importati da pazienti italiani per esigenze personali di cura, venivano bloccati in Dogana, anche se si trattava di farmaci legalmente autorizzati in un Paese estero, sebbene non autorizzati in Italia“. Non si parla espressamente dei medicinali acquistabili per la cura dell’epatite C, ma non c’è dubbio che il pensiero vada immediatamente a tutti i malati che non rientrano nei criteri stabiliti dall’Aifa per usufruire dei farmaci distribuiti dal Servizio Sanitario Nazionale.

Una circolare del Ministero della Salute autorizza l’importazione dall’estero di specialità medicinali per uso personale.

medicinali registrati in Paesi esteri, che vengono personalmente portati dal viaggiatore al momento dell’ingresso nel terriotrio nazionale, purché destinati ad uso personale per un trattamento terapeutico non superiore ai 30 giorni. Si stima che circa 130-170 milioni di persone al mondo siano infettate dal virus dell’epatite C. L’esistenza dell’epatite C, in origine definita “epatite non A non B”, è stata ipotizzata nel 1970 e confermata nel 1989. La circolare sottolinea inoltre che quanto disposto “puo’ trovare applicazione solo nel rigoroso rispetto dei criteri posti dal dM 11 febbraio 1997, a partire dall’assunzione di responsabilita’ da parte del medico curante che ritiene di sottoporre il proprio paziente a quel determinato trattamento terapeutico, fermo restando quanto previsto dall’articolo 5 del decreto”.

“L’importazione deve essere giustificata da oggettive ragioni di eccezionalità”, in mancanza “di una valida alternativa terapeutica”, ricorda la circolare. Per questo il Ministero ha deciso di intervenire in maniera chiara e perentoria, chiarendo soprattutto che non può sussistere una valida alternativa terapeutica per il paziente italiano quando il farmaco autorizzato in Italia non è accessibile a tutti perché troppo costoso come avviene con i farmaci contro l’epatite C. L’insorgere di enormi ostacoli burocratici come quello dei continui fermi alla Dogana e le lamentele dei cittadini hanno spinto il Ministro a emanare la circolare, nella speranza che l’Aifa continui la strada intrapresa con i farmaci dell’epatite C e si imponga con le case farmaceutiche per ottenere prezzi di mercato più concorrenziali. Lo stop a questi farmaci avveniva sulla base di una interpretazione restrittiva della normativa vigente, ritenendo, contro l’evidenza scientifica, che fossero identici due farmaci anche se vi fosse diversità di dosaggio, eccipienti, modalità di somministrazione.

L’importazione, ad oggi non prevista, sarà consentita anche nel caso in cui il farmaco sia autorizzato in Italia ma con diverso dosaggio.

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