Dieta del digiuno a giorni alterni: funziona ma è più dura delle classiche

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Tornare in forma ed eliminare quelli che sono i chili in più accumulati nel corso dei mesi invernali è l’obiettivo principale di moltissime persone, soprattutto in questo particolare periodo dell’anno in cui ci si prepara all’arrivo della bella stagione ovvero l’estate. Scegliere il giusto regime alimentare da seguire per eliminare i chili in più può risultare talvolta parecchio difficile e in molte occasioni, nella speranza di riuscire ad ottenere risultati in maniera piuttosto veloce, moltissime persone decidono di seguire regimi alimentari piuttosto rigidi. Molto in voga, negli ultimi tempi, tra le diverse diete vi troviamo quella che viene definita ‘dieta del digiuno a giorni alterni’, molto famosa anche tra le celebrità e che stando a quanto dichiarato da tantissime persone sembra essere la soluzione a quello che è il grasso superfluo.

Ma stando a quanto emerso da alcune indiscrezioni e precisamente secondo quanto emerso da un recente studio condotto all’università dell’Illinois a Chicago sembra proprio che i risultati ottenuti nel corso della dieta del digiuno a giorni alterni siano in realtà molto simili a quelli che sono i risultati ottenuti nel corso delle diete più convenzionali. Per effettuare tale studio i ricercatori hanno nello specifico sottoposto ad esame un centinaio di obesi divisi in due diversi gruppi, e di questi un gruppo ha seguito per un determinato periodo di tempo ovvero per un anno un regime alimentare tradizionale in cui viene limitato nel corso dei giorni il numero di calorie da assumere mentre invece coloro che appartenevano al secondo gruppo hanno seguito per il medesimo periodo di tempo ovvero sempre per un anno, la dieta del digiuno a giorni alterni e proprio i risultati ottenuti da entrambi i gruppi hanno permesso di poter affermare che in realtà la differenza è minima.

Analizzando nello specifico tali risultati è possibile specificare che in coloro i quali hanno deciso di seguire la dieta del digiuno a giorni alterni che consiste nello specifico nel mangiare normalmente per un giorno ed assumere solamente 500 calorie il giorno successivo, ecco che il dimagrimento registrato è stato pari al 6% del peso corporeo mentre invece in coloro i quali nel corso dello studio che, come precedentemente anticipato è durato un anno, hanno seguito una dieta tradizionale limitando quindi giornalmente l’assunzione di calorie ecco che il dimagrimento registrato è stato pari al 5,3% e proprio da tali dati è possibile notare che in realtà la differenza ottenuta tra i due regimi alimentari è minima.

Inoltre, nel corso dell’anno in cui ha avuto luogo tale studio, circa il 38% delle persone che volontariamente hanno accettato di seguire la dieta del digiuno a giorni alterni hanno deciso di abbandonare mentre invece tra coloro che hanno seguito la dieta tradizionale è stato registrato il 29% degli abbandoni.

Alimentarsi con criterio dovrebbe fare parte dei doveri che si inculcano nella mente dei bambini nei primi anni di vita. Siamo in un’epoca che vive enormi scissioni: ci sono divisioni sociali e differenze economiche scandalose tra paesi; ci sono iniquità nella distribuzione degli alimenti che derivano da scelte dissennate e da una scala di priorità che non ha mai tenuto conto dell’essere umano e del suo diritto di vivere in uguaglianza e pace. Eppure anche nella nostra società, dove comunque la miseria non può essere paragonata a ciò che si vive nel cosiddetto terzo mondo, l’ignoranza e la trascuratezza hanno portato al caos assoluto in materia di gestione alimentare e, dunque, di salute pubblica. Alimentazione e salute hanno infatti un legame molto stretto, che si conferma ogni giorno di più e trova riscontro nei dati della ricerca scientifica.

Se vogliamo parlare di amore, mangiare è uno degli atti più istintivi dell’amore. L’amore dei genitori per i figli in ogni specie animale, l’amore per il proprio partner (quante volte i modi di dire ci ricordano che per tenerci un uomo o una donna dobbiamo anche «prenderlo/a per la gola»?), l’amore per gli animali, per gli amici, per i conoscenti che vogliamo conquistare, vezzeggiare, incuriosire… l’amore per il cibo in se stesso! Mangiare può essere una passione, un vero e proprio talento: quanti grandissimi cuochi ci vengono in mente, quante persone che hanno saputo creare piatti indimenticabili e rinomati nel mondo… Ma c’è anche l’amore per il benessere del corpo e della psiche: amare se stessi dovrebbe prevedere una cultura alimentare rigorosa, nella quale applicare ciò che si è scoperto grazie alla divulgazione dei risultati della scienza. Circa il 50% delle malattie più gravi e invalidanti è riconducibile allo stile di vita, e stile di vita significa anche alimentazione. Ecco perché diventa ovvio che scegliere di alimentarsi correttamente rappresenti una specie di assicurazione sulla vita: magari non ci dà la certezza di non ammalarci, ma ci aiuta a rafforzare le probabilità di salute e costituisce comunque un forte baluardo nella ripresa rapida e nella tolleranza delle terapie in caso di malattia. Anche questo è amore. L’alimentazione racchiude una grande dose di amore. Prima di proseguire, penso sia utile puntualizzare un termine che scatta immediato e istintivo parlando di cibo e salute: «prevenzione». Si dice infatti che mangiare bene sia una forma di prevenzione, ma cosa significa ciò precisamente?

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