Dieta del limone fa davvero dimagrire? ecco cosa devi sapere

Ecco la dieta del limone per perdere peso in una settimana e disintossicare l’organismo. Che il limone sia ricco di proprietà benefiche per i nostro corpo questo è noto da tempo: aiuta ad abbassare la pressione, è un ottimo antitumorale, regolarizza l’intestino, è antiossidante e molto altro. Ma da oggi col limone si può anche dimagrire rapidamente seguendo i consigli della dieta del limone della dottoressa Martine Andrè, una dieta diventata nota per essere stata adottata da molte star di Hollywood.

Dimagrire e ridare equilibrio all’organismo con la dieta del limone. Il limone ha una serie di perculiarità che portano differenti benefici per la salute essendo antiossidante, aiutando a difendersi dalla malattie aumentando le difese immminuitarie, porta randi quantità di vitamina C, regolarizza l’intestino ed è in genereale disintossicante eliminado numerose tossi negative. Ecco una dieta a base di limone: Mattino: bevi appena sveglia una limonata.

I 10 benefici dell’acqua e limone
1) Migliora la digestione

Il succo di limone stimola la produzione della bile da parte del fegato, necessaria nel coso della digestione. I limoni sono ricchi di vitamine e di sali minerali, che aiutano ad espellere le tossine accumulatesi nel tratto digerente. Le proprietà digestive del limone contribuiscono ad alleviare i sintomi della digestione, come bruciore di stomaco e gonfiore. L’American Cancer Society suggerisce di somministrare acqua e limone ai malati di cancro per stimolare i movimenti intestinali.

2) Depurativa e diuretica

L’acqua e limone ha un effetto depurativo e diuretico. Bere acqua e limone aiuta l’organismo a liberarsi delle tossine, in gran parte poiché questa bevanda stimola la diuresi. Le tossine vengono espulse più rapidamente, garantendo la salute dell’apparato urinario. L’acido citrico presente nei limone contribuisce a massimizzare la funzione degli enzimi che stimolano il fegato e aiutano il corpo a disintossicarsi.

3) Stimola il sistema immunitario

I limoni presentano un elevato contenuto di vitamina C, utile nel contrastare e nel prevenire l’influenza. Sono ricchi di potassio, che stimola la funzionalità dei nervi e del cervello. Il potassio aiuta inoltre a ridurre la pressione sanguigna. La vitamina C ha effetti antinfiammatori e viene utilizzata come aiuto contro l’asma ed altri sintomi respiratori. Inoltre, migliora l’assorbimento del ferro da parte dell’organismo. Il ferro è importante affinché il sistema immunitario funzioni in modo corretto. I limoni inoltre riducono la quantità di muco prodotta nel nostro corpo.

4) Regola il pH

I limoni sono tra gli alimenti più alcalinizzanti. L’acido citrico in essi contenuto infatti non crea acidità nel corpo, una volta metabolizzato. Acido citrico e vitamina C contribuiscono a ridurre i livelli di acidità del sangue. Bere acqua e limone regolarmente aiuta ad evitare una situazione di acidosi nell’organismo. Ad esempio, la presenza di acido urico a livello delle articolazioni è una delle cause principali di infiammazione.

5) Purifica la pelle

La vitamina C e gli antiossidanti contenuti nel limone aiutano a contrastare i danni provocati dai radicali liberi e la formazione delle rughe. La vitamina C è fondamentale per avere una pelle splendente e la sua natura alcalina uccide alcune tipologie di batteri responsabili dell’acne. Essa ringiovanisce la pelle agendo dall’interno dell’organismo.

6) Energia e buonumore

L’energia che riceviamo dal cibo che mangiamo deriva dagli atomi e dalle molecole che lo compongono. Il limone ed il suo succo contengono ioni negativi che permettono di donare all’organismo maggiore energia durante la digestione. L’aroma di limone possiede inoltre la proprietà di stimolare il buonumore e di ridurre ansia e depressione.

7) Guarigione

La vitamina C contenuta nel succo di limone stimola la guarigione delle ferite ed è un nutriente essenziale per mantenere la salute delle ossa, del tessuto connettivo e della cartilagine. Possiede inoltre proprietà anti-infiammatorie. La vitamina C contribuisce al mantenimento di una buona salute e al suo recupero dopo la malattia o un infortunio.

8) Rinfresca l’alito

I linoni rinfrescano l’alito, aiutano a liberarsi dal mal di denti e dalla gengivite. L’acido citrico contenuto nei limoni può erodere lo smalto. Per questo motivo si consiglia di attendere per un po’ di tempo nel lavarsi i denti dopo aver bevuto acqua e limone, o di lavarli prima di berla. E’ utile inoltre risciacquare la bocca con della semplice acqua dopo aver bevuto acqua e limone. Per proteggere lo smalto, si consiglia inoltre di assumere la bevanda con una cannuccia.

9) Idratazione

L’acqua e limone contribuisce all’idratazione dell’organismo e supporta il sistema linfatico. Se l’organismo non risulta idratato a sufficienza, possono insorgere alcuni sintomi, tra i quali troviamo stanchezza, scarse difese immunitarie, stress, mancanza di chiarezza mentale e di energia, pressione alta o troppo bassa, insonnia e stitichezza.

10) Dimagrire

Bere acqua e limone può stimolare la perdita di peso. I limoni sono ricchi di pectina, una fibra che aiuta a contrastare la fame improvvisa. Alcuni studi hanno dimostrato che coloro che seguono una dieta alcalinizzante riescono a perdere peso più rapidamente.

Ecco che vi spieghiamo il tutto nei dettagli.

ACQUA E LIMONE AL MATTINO PER DIMAGRIRE
Da poco è stato scoperto che assumere acqua e limone al mattino può aiutare la perdita di
peso in modo naturale ed economico anziché spendere un sacco di soldi in prodotti dimagranti che talvolta non fanno bene alla salute. Una volta svegli al mattino, basta scaldare una tazza di acqua e aggiungere il succo di un limone spremuto e un cucchiaino di miele possibilmente biologico. Andate avanti quotidianamente in questo modo, unendo anche l’attività fisica e pian piano potrete notare gli effetti positivi sulla vostra linea e non solo.

ACQUA E LIMONE AL MATTINO PER MIGLIORARE LA DIGESTIONE

Un altro effetto benefico di questa “terapia naturale” è quello di migliorare la digestione, agendo positivamente anche su bruciore di stomaco. Ovviamente è sempre bene associare una corretta alimentazione, in modo da tenere sotto controllo la situazione.

ACQUA E LIMONE AL MATTINO PER AUMENTARE LE DIFESE IMMUNITARIE
La vitamina C contenuta nel limone aiuta l’aumento di difese immunitarie, in modo da prevenire i malanni stagionali come raffreddore e influenza, ma anche per mantenere un buon equilibrio psico-fisico grazie ai sali minerali come calcio, potassio e magnesio.

ACQUA E LIMONE AL MATTINO, PROPRIETA’ ANTISETTICHE
Non mancano le proprietà antisettiche e battericida del limone, in grado di combattere e
prevenire infezioni. Assumete sempre una tazza di acqua tiepida al mattino assieme al suo
succo e aggiungete un cucchiaino di miele.

ACQUA E LIMONE AL MATTINO IN CASO DI ANEMIA E PATOLOGIE GRAVI
In caso di anemia, effettuate questo trattamento ogni giorno, indicato anche per soffre di
diabete. Inoltre un bicchiere di acqua e limone è in grado di prevenire il tumore all’intestino.

IL TRATTAMENTO DEPURATIVO DEL LIMONE BOLLITO

Si effettua per circa due mesi; il metodo appartiene alla tradizione naturopatica.
COME PROCEDERE
La sera si fa bollire a fuoco molto basso, per 15 minuti, con coperchio, un limone biologico*
in circa uno o due bicchieri di acqua pura, dopo averlo tagliato a cubetti. Si lascia riposare la notte; il mattino dovrà essere depositato sul fondo (altrimenti la volta successiva, bollire qualche minuto in più). Assumere a digiuno; intiepidire, filtrare bere il decotto a piccoli sorsi, assieme ad un cucchiaino di olio di lino, spremuto a freddo, oppure un cucchiaio di olio di girasole, o sesamo, spremuti a freddo. Oppure un cucchiaio di altro olio, che li contenga. Alcune persone riescono ad assumere anche l’estratto di due limoni bolliti con altrettanti bicchieri d’acqua precedentemente uniti. Bene, se ciò è gradito, perché così si intensifica la terapia. In tal caso, iniziare con i due limoni + acqua, bolliti, dopo circa 3-4 giorni da quando si è cominciato con un limone + acqua, bollito.

L’arancio, il mandarino ed il pompelmo non sono datti per questo metodo, non manifestando gli stessi effetti del limone. Anzi, alcune persone, con arancio e mandarino, ed in misura minore con il pompelmo, possono lamentare gas o colite, dovuti a intolleranza agli stessi, i quali contengono alte frazioni di acido tartarico, ritenuto uno dei responsabili principali del fenomeno, presente solo in tracce nel limone.

Con il limone bollito si evita inoltre, in genere, il fenomeno della stitichezza temporanea,
perchè gli estratti amarognoli della decozione (= bollitura) dei semi e della scorza sono dei validi stimolanti del succo biliare e della peristalsi (= regolare movimento intestinale).

EFFETTI DEL TRATTAMENTO
Il limone ha un sapore acidulo (tonico epatico secondo la Medicina Tradizionale Cinese),
ma sviluppa una reazione finale basica nei tessuti (dovuta ai carbonati presenti), molto utile per il riequilibrio del pH tessutale (equilibrio dell’acidità-basicità). L’olio essenziale, estratto in parte con la bollitura, è un ottimo drenante linfatico. Gli oli spremuti a freddo** provocheranno una leggera stimolazione biliare, ma essendo polinsaturi (a differenza dell’olio d’oliva, monoinsaturo, o del burro, saturo) non causeranno un affaticamento digestivo particolare.

Inoltre, a differenza dei citati olio d’oliva e burro, i primi contengono alte frazioni del gruppo della vitamina “F” (acidi polinsaturi essenziali linolenico e linoleico), preziosi precursori delle prostaglandine i tipo 1 e 3, ad azione antinfiammatoria, ed anche stimolanti in forma naturale la produzione di alcuni ormoni. In sintesi, il limone contiene varie sostanze che promuovono un’azione di drenaggio epatico e renale, ovvero esso “depura” l’organismo.

Ecco tutte le diete che rovinano la salute

L’uomo è un animale onnivoro, e nella storia dell’evoluzione umana alcune isolate specie che si nutrivano solo di vegetali, come i parantropi, si sono tutte estinte. Da diverso tempo però, si sta radicando nell’opinione pubblica la convinzione che alcuni alimenti facciano male alla salute, e che la scelta alimentare più opportuna, per stare bene, sia quella di adottare una dieta che ne sia del tutto priva, facendo insorgere veri e propri miti dietetici, non supportati da evidenze scientifiche.

Le manie più diffuse e le tendenze più radicali, infatti, nell’ultimo decennio hanno contribuito a demonizzare, per esempio, il consumo di carne, pesce, latte, uova e glutine, creando un nuovo modo di alimentarsi che rasenta una scelta innaturale, controintuitiva, nutrizionalmente e salutisticamente superflua, quando non addirittura pericolosa. L’alimento alternativo di grande moda oggi è la soia, un legume largamente usato per l’alimentazione degli animali da allevamento, che è entrata prepotentemente a far parte della comune alimentazione umana, ed utilizzata soprattutto come prodotto sostitutivo della carne, del latte e dei formaggi, trovando consensi non solo tra vegetariani o vegani, ma anche tra chi vorrebbe semplicemente seguire una dieta “sana”, ed il cui consumo eccessivo, che interferisce con il processo di estrazione delle proteine, espone a rischi per il fisico ed a disturbi della riproduzione e della fertilità. La soia infatti, è ricca di isoflavoni, il cui eccesso nuoce alla quantità e qualità dello sperma nell’uomo, ma soprattutto la continua assunzione di fito estrogeni favorirebbe la proliferazione e la crescita dei tumori nelle donne in menopausa con familiarità di cancro al seno.

Inoltre, la sempre più diffusa e costosa fobia del glutine, motivata da possibili problemi di intolleranza spesso inesistenti, espone la persona a carenza di oligoelementi e di vitamine contenute nel frumento, aggravando anche i rischi cardiovascolari (angina, ictus ed ipertensione), poiché le alternative senza glutine hanno notoriamente alti contenuti di carboidrati. Evitare il glutine inoltre interferisce con i batteri intestinali, ed aumenta l’esposizione alle tossine. Per ogni persona realmente affetta da celiachia, altre sette si dichiarano suscettibili od intolleranti alla proteina senza soffrire di alcuna allergia, incolpando il glutine di un’ampia gamma di disturbi, dal gonfiore di stomaco al male di testa e nausea, al dolore alle giunture e difficoltà digestive, e molti si sottopongono senza necessità ad una costosa dieta gluten-free, senza soffrire minimamente di una reale intolleranza verso questa proteina. La celiachia è una patologia autoimmune ben definita, in cui il glutine induce il sistema immunitario ad attaccare l’intestino ed altri organi, ma la quasi totalità dei possibili problemi di intolleranza è infondata nella maggioranza dei casi.
Tuttii dati scientifici, nutrizionali, medici, anatomici, antropologici, attestano come l’uomo, essendo onnivoro, necessita di un consumo equilibrato di tutti gli alimenti, specialmente quelli che compongono la nostra dieta tradizionale mediterranea, evitando dunque gli estremismi e le mode del momento. Fortunatamente, quella che anni fa sembrava una scelta antagonista e rivoluzionaria, ovvero quella di mettere nel carrello della spesa prodotti vegani o sostitutivi proteici, oggi è un atto in controtendenza, poiché la percentuale di vegetariani e vegani convinti è in discesa, essendo passati dall’8,1% al 7,6% (-2,5%), e circa300mila persone, in un solo anno, sono tornate a mangiare la carne in Italia.

Discorso a parte meritano i carboidrati, riconosciuti come causa principale di obesità, e per questo eliminati completamente in molte diete con finalità dimagranti. Il cervello si nutre solo edesclu- sivamente di zuccheri, e quando questi vengono a mancare, esso mette in allarme l’organismo evocando diversi sintomi, come per esempio la chetoacidosi, uno stato metabolico che fa produrre acetone, una sostanza volatile emessa con il respiro, il cui odore tipico viene subito riconosciuto anche a distanza, soprattutto nei bambini, ed immediatamente tamponato con assunzione appunto di zucchero. Quando questo continua a non essere introdotto od ingerito per lungo tempo, il cervello fa comparire sintomi più seri, come la nausea, il vomito e brividi di freddo, e qualora la privazione completa si protrae, esso si mette a riposo, si spegne, scivolando in uno stato di incoscienza che viene chiamato coma cheto-acidosico, il quale, se non prontamente corretto, può facilmente indurre la morte.

Seguire le mode dietetiche senza alcuna cognizione scientifica, può quindi provo – care molti problemi al nostro metabolismo, il quale è in grado di compensare le carenze alimentari e le privazioni di sostanze indispensabili anche per lunghi periodi, ma fino ad un certo punto, oltre il quale possono insorgere conseguenze anche gravi.
Ogni rivista che si rispetti, è puntualmente affollata da ogni sorta di consigli per il benessere e la perdita di peso, con dettagliati regimi alimentari che escludono vari cibi a secondo che si tratti di dieta detox, dieta del limone, dieta delriso, dieta gluten-free, dieta aglicidica, dieta dukan, dieta a zona, dieta del super metabolismo, dieta del minestrone, e persino la dieta del gruppo sanguigno, alimentando miti illusori e favorendo ossessioni dietetiche che diventano tendenze contagiose, spesso dannose per la salute globale. Perché per stare bene davvero basterebbe mangiare un po’ di tutto, e per dimagrire bisognerebbe assumere cibo in quantità inferiore alle calorie che si consumano quotidianamente, senza drastiche esclusioni, quindi mangiare poco, e quando è necessario, pochissimo. Più chiaro di così si muore. E purtroppo, a volte, questo evento accade davvero.

Vitamine e minerali
Se il dimagramento avviene lentamente e, nel contempo, si rieduca l’intero organismo a un nuovo modo di nutrirsi, la pelle non perde tono ed elasticità.
Quando si parla di diete insensate, ci si riferisce a diete che, privando la persona che sta dimagrendo di alcune sostanze essenziali, la si priva, nel contempo, di vitamine minerali e altro con effetti disastrosi anche per tutto l’organismo.
Cerchiamo di spiegare meglio che cosa vuol dire un’alimentazione ricca di vitamine: le vitamine si possono comperare come tutti sanno dal farmacista in barattoli e barattolini, ma è più sano prenderle direttamente dal cibo che, se scelto con giudizio e con un minimo di cognizione di causa, ci fornisce tutto quello di cui abbiamo normalmente bisogno.
Tra l’altro le vitamine contenute negli alimenti naturali sono quelle che vengono meglio assimilate.
Per esempio la vitamina C contenuta negli agrumi, quando viene ingerita al naturale, mangiando cioè un’arancia o un pompelmo, è accompagnata da particolari sostanze chiamate flavonoidi che ne aumentano gli effetti.
La stessa cosa si può dire dei minerali che molta frutta e verdura contengono, è più efficace assorbirli direttamente attraverso l’alimentazione che prendendo pillole.
Quindi per avere una pelle sana e soda anche dopo una cura dimagrante è importante attenersi ai suggerimenti che seguono.
Vitamina C: mangiate ogni giorno un agrume; d’estate potrete bere una spremuta di pompelmo. Ricchi di vitamina C sono anche i kiwi, i pomodori, il crescione, il cavolo, le fragole.
Mangiate a ogni pasto un frutto o una verdura cruda, almeno una volta al giorno, ma meglio se piu volte. Se fumate molto, dovete ricordare che il vostro fabbisogno di vitamina C aumenta.
Cercate di fare in modo che la vostra provvista di verdura e frutta sia il più fresca possibile, ma nel contempo non abbiate paura di usare della frutta o verdura surgelata: a volte contengono piu vitamine di quelle fresche, che prima di arrivare sulle nostre tavole subiscono tutta una serie di trasporti che ne sciupano la freschezza e non migliorano certo il loro valore nutritivo.
Ricordate anche che la vitamina C è fragile e non sopporta il calore, conservate quindi nelle migliori condizioni gli alimenti che la contengono.
Vitamina B1 : fate uso, come abbiamo già scritto nel capitolo che precede e in quello sulla dilatazione, di pane e cereali integrali. Mangiate regolarmente della carne magra di maiale o del prosciutto magro.
Non dimenticate le uova: almeno tre alla settimana.

Vitamina B2: mangiate regolarmente del fegato o del rognone. E contenuta anche nei fagioli e nei legumi secchi oltre che nei funghi. E in buona quantità nei formaggi “blu” come gorgonzola e simili.
Vitamina B in generale: consumate del lievito di birra che contiene tutte le vitamine del gruppo B. Se non amate il suo particolare sapore amarognolo, prendetelo in pillole secche. Mangiate di tanto in tanto un po’di frutta secca.
Limitate il vostro consumo di alcool e di zucchero: più ne fate uso, infatti, più aumenta il vostro fabbisogno di vitamine.
Vitamina A: anche se siete a regime mangiate un poco di burro crudo, almeno 10 g al giorno. Anche per questa vitamina è bene mangiare del fegato e delle uova.
Oltre a ciò essa è contenuta nel crescione, nella lattuga, negli spinaci, nei mirtilli, nelle carote e nelle albicocche, nelle pesche e nel granoturco.
Fate uso di germe di grano regolarmente, esso contiene la vitamina E e molte altre.
Non privatevi del latte.
Per quanto riguarda i minerali sappiate che seguendo una dieta equilibrata e contenente un po’di tutto, cereali, verdura, frutta ecc., sarà difficile che vi manchino.
Mangiate di tanto in tanto dei datteri freschi e delle patate almeno tre volte la settimana. Bevande
Come abbiamo già detto, bisogna evitare le bevande gasate rhe gonfiano e quelle inutilmente zuccherate che ingrassano. Cosa bere allora? e quando?
Bevete a digiuno, in quantità moderate per non dilatare il vostro stomaco, ma è buona abitudine non privarsi di liquidi, essi disintossicano, aiutano a vincere la costipazione e oltretutto è assai spiacevole mangiare senza bere.
Quindi: — un bel bicchiere d’acqua o una tisana al mattino, ottima è la tisana di piccioli di ciliegie, leggermente diuretica, che favorisce l’eliminazione delle tossine; — un altro la sera; — un poco a tavola, ma veramente poco; — del tè leggero o del caffè durante il giorno, per esempio il caffè al mattino durante una pausa di lavoro, il tè durante il pomeriggio; — evitate le bevande zuccherate, succhi di frutta confezionati, o simili; preferite le spremute naturali; — evitate l’alcool che fa ingrassare e, dato che grasso e pancia sono assai spesso strettamente legati…
Non vogliamo dire che dobbiate rinunciare a un bicchiere di vino, semplicemente esercitate una certa moderazione, cercate di non bere liquori e aperitivi.
Sgrassate il brodo. Bevete invece del tè, se vi piace il suo sapore, l’acqua in cui avete fatto cuocere la verdura, soprattutto la verdura verde, come i fagiolini, i broccoli o simili, essa è assai ricca di minerali di cui il vostro fisico ha bisogno ed è un vero peccato che venga spesso buttata.

La pancia: perchè
Per eliminare davvero una pancia ben insediata da vari anni, dovrete avere costanza e pazienza e non aspettarvi dei miracoli.
Non si eliminano in quattro e quattr’otto delle abitudini che si sono protratte per anni e anni, ma se sarete perseveranti otterrete davvero dei buoni risultati.
In ogni caso una volta raggiunto il risultato desiderato dovrete continuare a mantenere le buone abitudini acquisite, se non volete che il problema si ripresenti.
Le cause possono essere varie: non tutti quelli che hanno la pancia sono grassi, ma se siete grassi avrete sicuramente la pancia oltre a tutto il resto! Se siete magri in tutto il corpo, ma avete la pancia, significa che la vostra alimentazione è probabilmente inadatta a voi e alla vita che conducete, oppure è una cattiva alimentazione tout court che va cambiata radicalmente con grande vantaggio generale anche per la vostra salute (pelle più bella, capelli e unghie piu robusti, figura più soda e più slanciata in generale, oltre che più energia e più resistenza alle malattie!).
La vostra pancia potrebbe anche essere aggravata da un antiestetico rilassamento cutaneo reso, a sua volta, più evidente dalla mancanza di esercizio fisico.
Il portamento della schiena, come abbiamo già accennato, influenza anch’esso l’aspetto dell’addome, ma di questo parleremo in un capitolo a parte.
Ricordate però che in ogni caso e qualunque sia la causa o le cause specifiche della vostra pancia, non potrete mai eliminarla senza fare ginnastica poiché i muscoli di questa parte del corpo non hanno molte occasioni di lavorare e di esercitarsi con i movimenti normali che una persona compie durante una giornata lavorativa, fatta eccezione per pochi che compiono particolari tipi di lavoro.
Suggerimenti e consigli utili
La prima cosa, quindi, che dovrete fare dopo aver letto questo libro sarà esaminare con onestà le possibili cause della vostra pancia così da poter mettere a punto un piano di battaglia per poterla eliminare e per imparare a far sì che non ritorni mai plU.
In genere le cause sono molteplici, non si illuda chi, per esempio, ha la pancia a causa di un’alimentazione sbagliata o eccessiva di poter riequilibrare la propria alimentazione, potendo poi continuare come se niente fosse a condurre una vita assolutamente sedentaria.
O, al contrario, di buttarsi a fare delle vere e proprie orge di ginnastica sbagliatissimo perché bisogna allenarsi molto gradualmente – seguite da orge altrettanto entusiastiche di ravioli e meringhe con panna, innaffiate da vino e birra a garganella.
E non illudetevi di risolvere il difficile problema del rilassamento cutaneo, senza fare degli esercizi addominali, perché la pelle è pur attaccata a qualche cosa e non è certo sufficiente far uso di creme cosmetiche.
Quindi, fatto un esame delle possibili cause della vostra pancia, che sono sicuramente diverse dalle cause che provocano lo stesso identico problema in altre persone, potrete incominciare a fare qualcosa in proposito.
Ci permettiamo di darvi alcuni consigli.
Se parlerete di tutto ciò con amici e conoscenti come spesso accade, dovrete sicuramente ascoltare i sospiri di molti sconfitti che vi diranno che, dopo aver tentato tutto ciò che è possibile tentare, si sono rassegnati a vivere con la pancia, oltre che magari con la cellulite e tutto il resto possibile: le rughe, l’adipe e le smagliature, perche non c’è proprio niente da fare.
Vi consigliamo caldamente di non farvi scoraggiare, la maggior parte della gente non ha veramente provato, oppure, il che è peggio, ha fatto mille tentativi incoerenti e incostanti, imbrogliando se stessa e buttando molti soldi al vento, senza perseverare in nessuno di questi, con l’illusione piissima che si possa eliminare del grasso e che si possa rimediare a uno stato di incuria, durato magari degli anni, stando sdraiati in poltrona o ancor peggio in bagni di schiuma venduti come miracolosamente dimagranti.
Continuate nei vostri sforzi senza farvi scoraggiare da chi non ha perseverato. Non scoraggiatevi neppure se non vedete subito dei risultati eccezionali.
Il vostro problema non è uguale a quello di nessun altro, è il vostro problema, può darsi che vi siate veramente trascurati nel passato e che ci voglia un po’di tempo per poter vedere i primi risultati.
Abbiate pazienza soprattutto con voi stessi: se rompete la dieta, se saltate la ginnastica per un po’, concedetevi il perdono e ricominciate pazientemente senza fare tragedie né rassegnarvi; preparatevi piuttosto a una strategia a lungo termine. Per quanto riguarda la ginnastica ricordate che non è sano fare solo esercizi per i muscoli addominali e, in generale, solo per una parte del corpo, trascurando tutto il resto.
In altri libri di questa stessa collana troverete dei corsi completi di ginnastica, ma se volete, in ogni caso, concentrarvi in alcuni giorni della settimana solo e unicamente sulla pancia, fate per prima cosa, sempre, alcuni esercizi di riscaldamento.
Questa raccomandazione non è senza una ragione precisa: prima di tutto all’inizio di qualunque sessione di ginnastica bisogna riscaldare i muscoli, questo diminuisce grandemente il rischio di farsi male o prendersi piccole storte; in secondo luogo questo migliorerà la circolazione di tutto il corpo; inoltre gli esercizi addominali, come avrete modo di constatare, se li eseguirete per davvero, sono piuttosto faticosi per chi non è esercitato, soprattutto se è da molto tempo che non praticate nessuna attività fisica.
Per questa ragione non potete scaldarvi direttamente con essi.
Cominciate con pochi addominali e cercate di farli ogni giorno, o almeno cinque volte alla settimana aumentandone gradualmente il numero con una certa dolcezza e prudenza.
Un discorso particolare riguarda chi ha la schiena delicata (non parliamo di chi ha disturbi gravi alla schiena poiché queste persone dovranno rivolgersi a un medico e molto probabilmente fare della ginnastica correttiva); queste persone dovranno fare degli esercizi particolari, molto spesso gli addominali eseguiti correttamente rinforzano la muscolatura dorsale, la cui debolezza è responsabile, in molti casi, di molti mal di schiena senza ragione apparente, dopodiche potranno passare agli esercizi di più difficile esecuzione.
Il cattivo portamento della schiena peggiora quello di tutto il corpo e modifica il profilo di esso; la lordosi, per esempio, fa sì che si “butti” l’addome in avanti dando l’impressione di “pancia”, anche se e minima o quasi inesistente. Non trascurate quindi questo aspetto del problema.
Ma se i difetti della vostra schiena sono di piccola entità, potrete risolverli facendo dell’esercizio fisico e irrobustendo il tono dei muscoli di tutta questa parte del corpo assai trascurata. Troverete a questo proposito alcuni esercizi appositamente studiati.
Per riassumere: quali sono in generale le cause della pancia? Un’alimentazione eccessiva e scorretta che causa uno stato di dilatazione, la mancanza di esercizio fisico adeguato, e, scendendo nei particolari, a tutto questo si possono sommare altre cose come il rilasciamento cutaneo, il cattivo portamento della schiena, l’obesità generale di cui la pancia non è che una parte, oltre che rigonfiamenti temporanei come quelli dovuti alla tensione premestruale o semplicemente a tensione.
Cause che determinano la comparsa della pancia
Pancia o non pancia?
Prima di tutto guardatevi allo specchio con onestà: avete per davvero la pancia oppure state solamente cercando di assomigliare a quegli indossatori o indossatrici magrissimi che vi sorridono dalle pagine delle riviste? Se per davvero vi pare di avere la pancia potrete esserne più sicuri facendo una piccola prova casalinga: pizzicatevi la pelle dell’addome tra il pollice e l’indice, se tra le dita quello che riuscite, per così dire, a pizzicare è più di circa due centimetri avete sì un po’di pancia, se è di più molta pancia (in quel caso lo vedete anche senza fare questa prova).
In ogni altro caso, se il grasso superfluo è molto o tale da diventare sintomo di obesità, sarà meglio che consultiate un medico; se, invece, siete solo cicciottelli…
armatevi di un po’di coraggio e di molta buona volontà.
La dieta giusta
E bene percio anche dire che, come provano molte ricerche mediche di dietologi come Tremolières e Apfelbaum, se avete molte volte provato ad allontanarvi da un certo vostro peso che tende a ristabilirsi qualunque cosa voi facciate e a dispetto di qualunque dieta, forse è meglio che rimaniate come siete? a meno che, come dicevamo prima non siate obesi e abbiate bisogno di serie cure mediche.
E bene anche precisare che, se decidete di stare a dieta, sarà bene che non seguiate una dieta astratta ed esagerata, inventata in qualche misteriosa clinica americana, lontana dalle vostre abitudini e dai vostri gusti, che vi deprimerebbe poiché, oltre a tutto, non riuscirestc ncppure a mantenervi fedeli a essa per piu di qualche settimana, ma piuttosto una dieta equilibrata e non priva di qualche piatto gustoso e ben fatto, magari decisa e composta da voi stessi con l’aiuto di un libro o più che vi diano dei consigli utili.
In questo modo non vi parrà imposta dall’esterno e potrete migliorarla e aggiustarla cammin facendo.
Non esiste una dieta ideale, esistono dei soggetti, ognuno dei quali con delle abitudini e dei bisogni oltre che dei consumi energetici differenti: mangiare poi non è solo un’operazione fisica ma anche un azione profondamente mentale e spirituale, che rappresenta per noi molte cose, piacevoli o non, e non si può impunemente privare da un giorno all’altro una persona di un minuto piacere o di un grande piacere senza che essa non collabori.
Oltre a ciò, non siamo macchine e il cibo non è solo qualcosa di solido e liquido che indifferentemente ci va giù per la gola.
Studiando la vostra dieta, dovrete tener conto di tutte queste cose e anche del fatto che non esistono misure ideali, alcune persone dall’ossatura robusta se volessero divenire filiformi andrebbero incontro solo a frustrazioni continue, mentre. imparando a volere un po’di bene a se stesse cosi come sono, può darsi che scoprano di avere una loro bellezza giunonica cd abbondante che non ha nulla da invidiarc agli sncllissimi modelli pubblicitari o ad attori e attrici”alla moda’.

La dilatazione
Detto questo e chiaro che non e possibile parlare della pancia senza parlare di tutta l’area della vita e dello stomaco.
Ciò non riguarda solo le donne ma anche gli uomini che spesso hanno un bel cuscino di grasso all’altezza della vita e dello stomaco.
E di fatto questa è una pancia dovuta in gran parte, specie se la persona in questione non è in generale grassa, alla dilatazione.
Se la pancia è causata da seri disturbi dell’apparato digerente non vi resta che andare da un dottore, ma se non avete nessun vero disturbo del genere, sarà bene che analizziate le vostre abitudini alimentari.
La tensione premestruale
Facciamo quindi anche un breve accenno al gonfiore tipico che e dovuto alla tensione premestruale.
Se si presenta in forma grave consultate un ginecologo, ma se è nella norma attenetevi a semplici regole di buon senso: quelle regole che vi guidano quando vi sentite più delicati o stanchi del solito.
Cercate di non stancarvi o prender freddo, riposatevi un po’più del solito, una tisana di malva è assai decongestionante, bevetela a letto, al caldo.
In quei giorni se vi sentite molto più gonfia del normale, è molto importante che scegliate un tipo di alimentazione che non incoraggi la dilatazione seguendo le semplici regole descritte nei paragrafi precedenti.
Non prendete diuretici che non vi siano stati ordinati da un medico e non ascoltate i cosiddetti consigli delle amiche, che fanno questo o quello e prendono questa o quella medicina; un medico può dare medicine diverse a persone completamente differenti per il loro equilibrio generale e ormonale.
Se non avete disturbi gravi seguite semplicemente quello che il vostro corpo vi suggerisce e imparate ad ascoltarlo con più attenzione!
Le abitudini alimentari
Qui ci limiteremo a esaminare con cura le abitudini che portano a mangiare in un certo modo, magari affrettato, in un luogo affollato, in piedi, guardando l’orologio, oppure pensando che bisogna andare a prendere i bambini che escono da scuola, ecc., poiche anche la tensione nervosa provoca un malessere generale e il rigonfiamento dello stomaco ne è una conseguenza. Cercate quindi di controllare non solo la quantità di ciò che mangiate, ma soprattutto anche la qualità del vostro rapporto con tutta l’operazione “cibo”; cercate anche se siete a dieta di mangiare con un minimo di calrma5 in un luogo che vi piaccia almeno un po’e dove non si prendano troppe gomitate; se vi capita di mangiare spesso un panino al bar cercate almeno di sedervi e, se il bar non vi piace, cambiatelo.
Le abitudini alimentari si contraggono durante l’infanzia e credo che sia capitato a tutti noi di conoscere intere famiglie di gente grassa e tonda, non sempre “bella grassa” come dice la comune espressione, e non sempre felice di esserlo, ma che, ciononostante, continuava a ingozzare i propri bambini di ogni sorta di dolciumi e leccornie come se stessero per morire di fame, probabilmente per dimostrare loro un affetto che si può manifestare in altro modo che non destinando i propri figli ad essere obesi.
A tutti noi pare, la cosa più naturale del mondo mangiare questo o quello perché l’abbiamo sempre fatto, ci siamo abituati profondamente a quel certo sapore e a quella certa quantità e poi nessuno ci ha mai insegnato a mangiare diversamente o ci ha detto che certi mali piccoli o grandi che abbiamo imparato ad accettare come incurabili, con rassegnazione, non lo sono per nulla ma si possono invece eliminare cambiando le proprie abitudini alimentari.
Errori alimentari: come modificarli
Questi cambiamenti non possono essere che graduali e ben studiati: non si può di colpo eliminare lo zucchero se si è abituati a mangiarne molto o diminuire drasticamente certi condimenti, ma lo si può fare gradualmente, abituandosi a nuovi sapori e promettendo a se stessi di mantenere quel livello minimo di sforzo che garantisce un risultato.
Facciamo un po’di esempi; naturalmente prenderemo come parametri alcuni modi di mangiare tipici del pubblico italiano al quale si indirizza questo libro, tenendo presente che molte abitudini tradizionali sono state completamente sradicate senza, pero, che a esse si sia sostituita una nuova saggezza o una nuova arte del mangiare bene e con gusto delle cose sane, senza rovinarsi lo stomaco o essere destinati all’obesità con tutto quello che essa comporta.
Cosa e come mangia l’italiano medio
Il modo di mangiare tipico in Italia, in generale, consiste da sempre in due pasti principali, uno a mezzogiorno e uno alla sera; la prima colazione del mattino è sempre stata minima, se non, addirittura, inesistente.

IL TRATTAMENTO DEPURATIVO DEL LIMONE BOLLITO

Si effettua per circa due mesi; il metodo appartiene alla tradizione naturopatica.

COME PROCEDERE

La sera si fa bollire a fuoco molto basso, per 15 minuti, con coperchio, un limone biologico in circa uno o due bicchieri di acqua pura, dopo averlo tagliato a cubetti. Si lascia riposare la notte;
il mattino dovrà essere depositato sul fondo (altrimenti la volta successiva, bollire qualche minuto in più). Assumere a digiuno; intiepidire, filtrare bere il decotto a piccoli sorsi, assieme ad un
cucchiaino di olio di lino, spremuto a freddo, oppure un cucchiaio di olio di girasole, o sesamo, spremuti a freddo. Oppure un cucchiaio di altro olio, che li contenga. Alcune persone riescono ad
assumere anche l’estratto di due limoni bolliti con altrettanti bicchieri d’acqua precedentemente uniti.

Bene, se ciò è gradito, perché così si intensifica la terapia. In tal caso, iniziare con i due limoni + acqua, bolliti, dopo circa 3-4 giorni da quando si è cominciato con un limone + acqua, bollito. L’arancio, il mandarino ed il pompelmo non sono datti per questo metodo, non manifestando gli stessi effetti del limone. Anzi, alcune persone, con arancio e mandarino, ed in misura minore con il pompelmo, possono lamentare gas o colite, dovuti a intolleranza agli stessi, i quali contengono alte frazioni di acido tartarico, ritenuto uno dei responsabili principali del fenomeno, presente solo in tracce nel limone. Con il limone bollito si evita inoltre, in genere, il fenomeno della stitichezza temporanea, perchè gli estratti amarognoli della decozione (= bollitura) dei semi e della scorza sono dei validi stimolanti del succo biliare e della peristalsi (= regolare movimento intestinale).

EFFETTI DEL TRATTAMENTO

Il limone ha un sapore acidulo (tonico epatico secondo la Medicina Tradizionale Cinese), ma sviluppa una reazione finale basica nei tessuti (dovuta ai carbonati presenti), molto utile per il riequilibrio del pH tessutale (equilibrio dell’acidità-basicità). L’olio essenziale, estratto in parte con la bollitura, è un ottimo drenante linfatico. Gli oli spremuti a freddo** provocheranno una leggera stimolazione biliare, ma essendo polinsaturi (a differenza dell’olio d’oliva, monoinsaturo, o del burro, saturo) non causeranno un affaticamento digestivo particolare.
Inoltre, a differenza dei citati olio d’oliva e burro, i primi contengono alte frazioni del gruppo della vitamina “F” (acidi polinsaturi essenziali linolenico e linoleico), preziosi precursori delle
prostaglandine i tipo 1 e 3, ad azione antinfiammatoria, ed anche stimolanti in forma naturale la produzione di alcuni ormoni. In sintesi, il limone contiene varie sostanze che promuovono un’azione di drenaggio epatico e renale, ovvero esso “depura” l’organismo.

UN ALLEATO PREZIOSO
La gran parte di noi è abituata a pensare al limone come a un condimento per insalate e piatti a base di carne o pesce, oppure ad un irrinunciabile ingrediente per dissentanti succhi estivi.
In realtà il limone è tutto questo, ma non solo: ha infatti un elevatissimo valore nutrizionale e presenta un’estrema versatilità. È pertanto un importante alleato per la nostra salute.

DI BELL’ASPETTO
Il limone, il cui nome scientifico è Citrus Limon, è una pianta appartenente alla famiglia delle Rutaceae. È un antico ibrido, probabilmente tra il pomelo ed il cedro. Il termine “limone” può essere indifferentemente usato per l’albero ed il suo frutto: l’albero ha un’altezza che varia dai 3 ai 6 metri, i germogli ed i petali sono bianchi e violetti, mentre il frutto è giallo all’esterno ed incolore all’interno, ha una forma sferica fino ad ovale, presenta una protuberanza all’apice ed è appuntito all’altra estremità.

UNA STORIA MILLENARIA
Il limone ha origini asiatiche.
Precisamente proviene dall’Estremo Oriente (India e Cina),dove era utilizzato per le sue proprietà antisettiche, antireumatiche e tonificanti. Gli antichi Egizi lo utilizzavano per imbalsamare le mummie e spesso lo riponevano nelle tombe con datteri e fichi. La prima descrizione del limone appare in epoca romana in alcuni dipinti pompeiani: la “Casa del frutteto”, portata alla luce dagli scavi archeologici del 1951, ha svelato alle pareti numerosi affreschi raffiguranti piante tra cui, appunto, il limone. Sembra che il primo agrume nel mondo occidentale sia stato il cedro, ben noto tra i Romani come Pomo di Persia, ma è documentato che i Romani conoscevano già nel I secolo anche il limone e l’arancio amaro.
Pare che l’imperatore Nerone ne fosse un assiduo consumatore, ossessionato come era dal presentimento di un suo possibile avvelenamento. Un’altra descrizione del limone appare in scritti Arabi del XII secolo. Il limone era stato introdotto dall’India nel mondo islamico due secoli prima, ed era considerato sacro; veniva per lo più impiegato come antidoto contro i veleni, come astringente contro le forme dissenteriche ed emorragiche e anche per tenere lontano il demonio dalle case. Le origini del nome derivano dal persiano ( Limu). In Europa la prima vera coltivazione di limoni venne impiantata a Genova a metà del XV secolo. Nel 1494 i limoni comparvero nelle Azzorre, mentre in America il limone e gli altri agrumi furono portati da conquistatori e missionari spagnoli, dopo la scoperta di Colombo. Nonostante la pianta di limone fosse presente sin dai tempi delle dominazioni arabe e normanne, la coltivazione intensiva dei limoni in Sicilia è iniziata solo nel XVII secolo, grazie all’opera dei padri Gesuiti.

NON SI BUTTA NIENTE!
La parte del limone più comunemente utilizzata a scopi alimentari è il succo, che rappresenta il 50% circa del peso totale. Nel succo si trovano da 5 ad 8 grammi per 100 mL di acido citrico. È proprio l’acido citrico a dare al succo il tipico sapore aspro.
Il succo è molto ricco in vitamine, soprattutto Vitamina C (0,5 grammi/litro). La buccia del limone, che può raggiungere anche il 40% del suo peso, viene utilizzata per la produzione di canditi, oltre che per l’estrazione di essenze e pectina, utilizzate per l’industria dolciaria e nella produzione di liquori e bevande. Dai semi si estrae l’olio, e gli avanzi vengono impiegati nell’alimentazione animale.Il limone è un alimento privo di grassi, colesterolo e sodio, mentre è ricco di fibre alimentari, Vitamina C e potassio.
I glicidi, o carboidrati, presenti, sono costituiti essenzialmente da glucosio e fruttosio, che sono zuccheri semplici.
È inoltre ricco di acidi organici, in particolare citrico e malico. Tali acidi, oltre ad essere responsabili del particolare sapore del limone, svolgono funzione di coenzimi, e cioè partecipano alle reazioni biochimiche che avvengono nel nostro organismo e rivestono pertanto un importante ruolo nell’ambito del metabolismo.
Al contrario di quanto si possa pensare tali acidi, una volta assorbiti dall’intestino e passati nel circolo sanguigno, non hanno affatto un’azione acidificante a, al contrario, alcalinizzante. Infatti, essendo cidi deboli”, vengono facilmente trasformati, in presenza di ossigeno, in acido carbonico che a sua volta – combinandosi con il sodio ed il potassio – si trasforma in carbonati e bicarbonati, che, come ben sappiamo, riducono l’acidità. Il limone, così come tutti gli agrumi, è inoltre ricco di composti che svolgono funzioni biologiche importanti, e per tale motivo vengono chiamati composti bioattivi: in particolare flavonoidi, carotenoidi, derivati cumarinici. Le sue proprietà antiossidanti ed i relativi benefici che ne derivano, dunque, sono dovuti non solo dall’elevato contenuto in Vitamina C, ma anche alla presenza significativa di tali sostanze.

VECCHI RIMEDI E SCIENZA MODERNA

Il limone viene tradizionalmente considerato un frutto dalla proprietà antisettiche, digestive, astringenti e toniche, e pertanto ampiamente utilizzato in preparazioni domestiche e cosmetiche, erboristiche e farmacologiche. Un vecchio ma ancora diffuso “rimedio della nonna” contro la cefalea prevede l’infusione di una fetta di limone triturata in una tazza di caffè forte; o, ancora, l’utilizzo del succo di limone per sciacqui e gargarismi contro mal di gola o raffreddore. L’olio essenziale di limone è ampiamente utilizzato per la cura delle impurità della pelle e per la cefalea.
Passiamo ai risultati della moderna scienza della nutrizione: recentissimi lavori scientifici attestano l’azione preventiva e protettiva di estratti del limone e di altri agrumi nella prevenzione del cancro del pancreas e dello stomaco.

Le indagini svolte hanno valutato tutti gli studi scientifici effettuati finora sul rischio di sviluppare le patologie tumorali, assieme ai dati sul consumo di limone ed altri agrumi.
È stata trovata una relazione inversa tra il consumo di limoni ed il rischio di cancro dello stomaco e del pancreas; in sostanza, i soggetti che consumavano maggiori quantità di limone, ed agrumi in generale, sono risultati meno esposti al rischio di sviluppare i tumori di stomaco e pancreas.
I risultati degli studi sono estremamente interessanti; tuttavia, come sottolineano gli autori, vanno ulteriormente valutati ed approfonditi, anche per comprendere chiaramente la quantità necessaria di agrumi da consumare per ottenere l’effetto preventivo e per poter quindi fornire alla popolazioni indicazioni chiare e semplici.

VITAMINA C: FACCIAMO IL PUNTO

Come tutte le vitamine, anche la Vitamina C, nome comune dell’acido ascorbico, deve essere assunta con l’alimentazione in quanto il nostro organismo non è in grado di produrla, come avviene per altre sostanze nutritive, quali ad esempio la gran parte degli amminoacidi che costituiscono le proteine.
La Vitamina C svolge numerose funzioni: oduzione di collagene cofattore enzimatico assorbimento del ferro azione antiossidante

COFATTORE ENZIMATICO

La Vitamina C partecipa a numerosi processi metabolici che avvengono nel nostro organismo, rendendoli possibili. Tra questi ricordiamo la sintesi della carnitina, la conversione dell’acido folico nella sua forma attiva, la sintesi dell’adrenalina e della noradrenalina, due neurotrasmettitori del sistema nervoso simpatico rilasciati dal corpo in situazioni di stress.

ASSORBIMENTO DEL FERRO

La Vitamina C facilita l’assorbimento del ferro, oltre che di calcio, zinco ed altri minerali, in particolare negli alimenti di origine vegetale.
L’abitudine di condire le verdure con il limone, dunque, è un’ottima strategia per aumentare la capacità del nostro organismo di assorbire questo oligoelemento così prezioso.

AZIONE ANTIOSSIDANTE
Tutti i dati scientifici attualmente disponibili indicano che il ruolo più significativo della Vitamina C è quello legato alla sua azione antiossidante, unitamente ad altre sostanze quali l’alfa-tocoferolo, il beta-carotene e numerose altre.
Per intenderci, una sostanza ad azione antiossidante è una sostanza capace di ridurre la possibilità di danni da parte dei radicali liberi, responsabili delle alterazioni cellulari che sono alla base di numerose malattie cronico-degenerative, tra le quali le patologie tumorali, cardiovascolari e le demenze.
La Vitamina C rappresenta dunque uno degli agenti di protezione dell’organismo nei confronti di queste patologie.

DI QUANTA VITAMINA C ABBIAMO BISOGNO?
I Livelli di Assunzione giornalieri Raccomandati di Nutrienti per la popolazione italiana (LARN) sono stati elaborati dalla Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) e forniscono le raccomandazioni di assunzione di energia e nutrienti per la nostra popolazione, sulla base delle evidenze scientifiche disponibili. Per la Vitamina C, i LARN consigliano un apporto quotidiano giornaliero di Vitamina C pari a 60 mg per uomini e donne in condizioni fisiologiche normali. In allattamento le quantità raccomandate aumentano a 70 mg al giorno e a 90 mg durante l’allattamento. Nei lattanti invece si è stabilita una raccomandazione minima di 20-30 mg, mentre per le età successive (infanzia e adolescenza), la quantità va aumentata fino a raggiungere progressivamente quella dell’età adulta.

Quando aumentano i fabbisogni?
I LARN forniscono raccomandazioni anche per alcune situazioni particolari. Così, ad esempio, recenti studi hanno mostrato come nei fumatori il fabbisogno della Vitamina C è quasi raddoppiato rispetto ai non fumatori, a causa del maggiore utilizzo di questa vitamina per la sua attività antiossidante. In condizioni di stress acuto, come un’infezione, la concentrazione di Vitamina C nei tessuti si riduce; anche in questo caso il fabbisogno aumenta. Alcune infezioni, inoltre, si verificano più facilmente nei soggetti in cui vi è mancanza di Vitamina C, anche se l’assunzione di dosi massicce a scopo preventivo sembra avere scarsa utilità.

In certe affezioni, quali il comune raffreddore, il livello di assunzione assicurato da una dieta normale può essere troppo basso rispetto alle particolari esigenze dell’organismo. In sostanza, le raccomandazioni nutrizionali, che sono intese come le quantità adatte a coprire i fabbisogni di una persona sana, hanno soltanto lo scopo di impedire le carenze più evidenti. Si sta facendo strada l’opinione che le dosi raccomandate possano, ad esempio, essere insufficienti a garantire una buona protezione contro gli agenti ossidanti: per questo tipo di protezione c’è chi ha suggerito una dose giornaliera raccomandata più alta, intorno ai 150 mg. La discussione nel mondo scientifico è aperta e non sono attualmente … disponibili dati definitivi su questa ipotesi.

VITAMINA C E RAFFREDDORE

La convinzione che forti dosi di Vitamina C possano prevenire i raffreddori o ridurne l’incidenza, oppure anche curare un raffreddore già presente, nasce negli anni ‘40, ed è stata poi largamente diffusa e sostenuta soprattutto dal premio Nobel Linus Pauling. Sull’argomento sono stati compiuti numerosi studi; è difficile valutarli soprattutto perché è, difficile identificare il comune raffreddore come una ben definita patologia. Gli studi attualmente disponibili dimostrano che, in persone che assumono regolarmente 1 grammo di Vitamina C al giorno, quantità raggiungibile difficilmente con la sola alimentazione, non diminuisce il numero dei raffreddori, mentre invece diminuiscono la durata del raffreddore e la gravità dei sintomi.
A malattia già iniziata, invece, i possibili benefici sembrano più dubbi.

PHYTOCHEMICALS: CHE COSA SONO?
Numerosi studi epidemiologici hanno accertato come un’alimentazione ricca in alimenti di origine vegetale – frutta e verdura in particolare – contribuisca in maniera significativa alla prevenzione di molte malattie, quali quelle cardiovascolari, metaboliche, neurovegetative e infiammatorie.
Frutta e verdura contengono vitamine, sali minerali e fibre, rappresentano anche una preziosissima fonte di composti che svolgono importanti funzioni di regolazione, per questo denominati composti fitochimici o ad azione bioattiva, o phytochemicals. Sono decine di migliaia di composti, appartenenti a svariate classi chimiche e a famiglie botaniche anche estremamente differenti – quali fenoli, terpeni, terpenoidi, alcaloidi, purine, pirimidine, acidi nucleici, steroidi, ecc. Per la quasi totalità sono pigmenti vegetali, sostanze responsabili del colore di frutta e verdura svolgono potenti attività biologiche: attività antiossidante, regolazione dell’attività enzimatica, stimolazione del sistema immunitario, riduzione dell’aggregazione piastrinica e regolazione del metabolismo ormonale. Sono perciò implicate nella prevenzione delle patologie cardiovascolari.
Il contenuto e la disponibilità delle sostanze fitochimiche negli alimenti varia a seconda delle condizioni ambientali e del trattamento subito dagli alimenti di origine vegetale, sia esso domestico, artigianale o industriale. La disponibilità di tale sostanze per l’assorbimento intestinale, e quindi, per la loro utilizzazione, dipende da numerosi fattori, legati all’alimento ed all’organismo umano, ed è in genere abbastanza bassa. E consigliabile che la loro assunzione sia elevata e costante nel tempo, affinché questi possano svolgere la propria azione biologica in maniera adeguata.

PERCHÉ IL LIMONE È GIALLO?
Il colore giallo del limone è dovuto alla sua ricchezza in flavonoidi, ed in particolare di flavanoni e flavoni. I flavonoidi costituiscono una categoria di sostanze ad elevata attività biologica, che comprende
Eiù di 5.000 composti. Possiedono proprietà iochimiche di interesse nel campo nutrizionale e terapeutico; per citare solo un esempio, l’esperidina contenuta nel limone e negli agrumi è utilizzata per alcune specialità farmaceutiche, per il suo effetto antinfiammatorio e sedativo.
È stato inoltre dimostrato che i flavonoidi contenuti nel limone hanno un ruolo importante nella protezione cardiovascolare, dal momento che molti studi riportano che diete ricche in flavonoidi riducono il rischio di malattie cardiovascolari. Un’altra categoria di sostanze di grosso interesse nutrizionale è rappresentato dai carotenoidi, pure contenuti in buone quantità nel limone, che svolgono importanti funzioni di prevenzione rispetto alle patologie tumorali e coronariche.

FITOTERAPIA: PIANTE CHE CURANO
Sin dalla preistoria sono tradizionalmente note agli uomini le proprietà terapeutiche di molte piante, funghi o licheni, utilizzate appunto come “erbe curative”.
Per fitoterapia si intende “la disciplina che utilizza piante medicinali e derivati nella prevenzione e cura delle malattie, relativamente alle proprietà farmacologiche dei costituenti chimici presenti nella pianta, o meglio nel preparato utilizzato. La fitoterapia non segue particolari filosofie o credenze religiose, né metodologie diagnostiche o terapeutiche diverse da quelle della medicina scientifica”.
Dal punto di vista della politica sanitaria la fitoterapia è inserita nel gruppo delle cosiddette medicine non convenzionali, in attesa cioè di regolamentazione a livello nazionale.

FITOTERAPIA, MEDICINA, ERBORISTERIA

I prodotti fitoterapici, a differenza dei prodotti di erboristeria e delle erbe semplici, vengono ufficialmente approvati dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), che ne verifica la qualità, efficacia e sicurezza. Sono venduti esclusivamente in farmacia, alcuni dietro presentazione di ricetta medica ed altri come medicinali senza obbligo di prescrizione o medicinali da banco.

Il limone è utilizzato comunemente e diffusamente come condimento di pietanze a base di carne, pesce e verdure. Il nostro frutto giallo è tuttavia un ingrediente prezioso per numerosissime ricette, dagli antipasti ai dolci alle bevande. Trova inoltre larghissimo impiegi in cucina nelle marinate di pesce e carne, grazie alle sua particolare composizione nutrizionale e in principi attivi. È un ottimo coadiuvante nella preparazione di carni dal sapore forte quali la selvaggina, per stemperarne il sapore forte; assieme a verdura e frutta evita che queste ultime anneriscano, sia prima della cottura, sia per le macedonie di frutta.
È un ingrediente indispensabile di salse a base di uova, come la maionese e di altre salse utilizzate per insaporire le pietanze. Le bevande a base di limone sono innumerevoli e gustosissime, dalla classica limonata, dissetante e ipocalorica, ai succhi misti di frutta in cui il limone viene associato a papaia, pesca,
Eompelmo e kiwi. Sono noti a tutti il canarino, antica evanda digestiva e il classico limoncello. Infine la scorza, ricca di aromi e profumi, viene utilizzata nella crezione di piatti dolci e salati. Ecco alcune ricette l tradizione italiana in cui il limone trova impiego Le quantità degli ingredienti si riferiscono sempre quattro persone.

Acido folico: o vitamina B9. È una vitamina, e pertanto non viene prodotta dall’organismo ma deve essere assunta con il cibo. Negli ultimi decenni l’acido folico è stato riconosciuto come essenziale nella prevenzione delle malformazioni neonatali, particolarmente di quelle a carico del tubo neurale, che si possono originare nelle prime fasi dello sviluppo embrionale.
È ampiamente presente nei cereali, nel lievito di birra, nel fegato, nelle foglie, da cui l’attributo “folico”, ed in particolar modo negli spinaci.

Alfa-tocoferolo: è la forma più attiva della vitamina E, potente antiossidante, presente in molti vegetali, frutta, olio di canapa, olio d’oliva, e soprattutto nell’olio di germe di grano.

Antiossidanti: tutte le sostanze che hanno la capacità di riuscire a catturare i radicali liberi, evitando che questi danneggino molecole importanti per la vita della cellula quali le proteine e gli acidi nucleici DNA e RNA.

Beta-carotene: pigmento arancione contenuto in molte varietà di frutta e verdura cui conferisce un colore che varia dal giallo al rosso. Ne sono particolarmente ricchi frutti come le albicocche, i cachi, i meloni, le pesche, le arance e verdure come le carote, i pomodori, la zucca gialla, i peperoni rossi ma anche verdure a foglia verde come gli spinaci, i broccoli, le rape e la cicoria. Il beta-carotene, giunto nell’intestino, viene convertito in parte in vitamina A.

Blanching: o “scottatura”: È un trattamento termico cui vengono sottoposti i vegetali prima di essere surgelati, essiccati o confezionati in scatola. Consiste in una breve precottura in acqua o a vapore a temperature elevate (70 – 105°C) per pochi minuti. Questo trattamento viene applicato soprattutto alla verdura ed ai legumi da imbustare, surgelare o inscatolare, ed alla frutta destinata alla produzione di confetture.

Carnitina: aminoacido che il corpo utilizza per
convertire i grassi in energia.

Carotenoidi: pigmenti vegetali che conferiscono a frutta, verdura e fiori i colori dal giallo al rosso. Svolgono importanti funzioni di prevenzione rispetto alle patologie tumorali e coronariche.

Coenzima: piccola molecola che si associa all’enzima e ne rende possibile l’attività. La maggior parte degli enzimi che richiedono il legame ad un coenzima perde ogni funzionalità in caso di sua assenza.

Cofattore enzimatico: piccola molecola che si associa ad un enzima, e ne rende possibile la sua attività. La maggior parte degli enzimi che richiedono un legame con un cofattore, perde ogni funzionalità.

Composti fitochimici: o phytochemicals. Composti di diversa natura chimica e botanica di origine vegetale. Sono per la quasi totalità pigmenti, e cioè sono responsabili del colore della frutta e della verdura. Svolgono un’azione protettiva su diversi sistemi e apparati del nostro organismo.

Enzima: proteina che, negli organismi viventi, svolge la funzione di catalizzatore biologico, ossia di sostanza capace di accelerare il decorso di una reazione chimica.

Fibre alimentari: con questo termine vengono indicate varie sostanze tutte di origine vegetale, molto diverse tra loro, sia per la composizione chimica che per le loro funzioni. Fanno parte delle fibre vegetali la cellulosa, l’emicellulosa, la pectina, le gomme, la lignina, le mucillaggini, ecc. La caratteristica comune di tutte le fibre è quella di non essere digerite dall’apparato digerente dell’organismo umano, che non possiede gli enzimi adatti a distruggerle. A questa caratteristica si deve la loro funzione. Alcuni tipi di fibre, non essendo digerite dall’intestino, aumentano la massa fecale e quindi favoriscono un più rapido transito intestinale (questo tipo di fibra è detta “non idrosolubile”); altre invece formano dei gel, in presenza di acqua, che possono ridurre e rallentare l’assorbimento di grassi (in particolare di colesterolo) e di glucosio, svolgendo una utile funzione metabolica (questo tipo di fibra è detta “idrosolubile”). Gli alimenti più ricchi in fibra non idrosolubile sono i cereali integrali e la gran parte delle verdure, mentre quelli più ricca in fibra idrosolubile sono la frutta e i legumi.

Flavonoidi: sono i pigmenti che forniscono i colori più vibranti e brillanti della natura. Costituiscono una famiglia numerosa; sono stati identificati più di quattromila singoli flavonoidi. La principale caratteristica è una forte capacità antiossidante. Presenti in molte specie di frutta e verdura, in particolare negli agrumi.

Ibrido: frutto dell’incrocio di due o più piante. Gli ibridi sono comunemente prodotti e selezionati, artificialmente, perché hanno caratteristiche desiderabili e non presenti o limitatamente presenti nelle piante di partenza.

Integratori alimentari: prodotti alimentari che rappresentano una fonte concentrata di sostanze nutritive (quali vitamine, sali minerali, proteine, ecc…) destinati ad integrare la comune dieta in caso di carenza o di aumentate necessità dell’organismo. Sono sinonimi di integratori alimentari i termini “complementi alimentari” o “supplementi alimentari”.

La malattia dello Scorbuto è caratterizzata da apatia, anemia e inappetenza e poi, proprio per la mancata sintesi di collagene, sanguinamento delle gengive, caduta dei denti, dolori muscolari, fragilità dei capillari e emorragie sottocutanee. La malattia rimane in incubazione da 3 a 12 mesi nell’adulto e nei neonati, solitamente, compare tra il sesto e il dodicesimo mese di vita. Attualmente i soggetti più a rischio sono i consumatori di quelli che gli Americani chiamano “junk food” (cibo spazzatura) a scarso, se non inesistente, apporto vitaminico. Sono tuttavia a rischio di deficit di Vitamina C anche gli alcoolisti cronici, gli anziani, i fumatori e tutti quei soggetti che, in condizioni di stress acuto o cronico, non riescono a coprire gli aumentati fabbisogni di questa vitamina.

Le evidenze scientifiche attualmente disponibili sembrerebbero deporre per una relazione inversa (più forte negli uomini e debole nelle donne) fra mortalità per ogni causa e consumo di Vitamina C. In particolare, l’assunzione quotidiana di una quantità variabile dai 50 ai 300 mg di Vitamina C ha mostrato, nell’arco dei 10 anni, una diminuzione del 42% della mortalità complessiva e del 45% della mortalità per malattie cardiovascolari (10% nelle donne). Non è tuttavia possibile, da un punto di vista scientifico, trarre conclusioni definitive, se non quella di assumere quantità di Vitamina C adeguate ai fabbisogni, sotto forma di alimenti freschi ed evitando, laddove non sia necessario per motivi che vanno valutati con un professionista sanitario, l’assunzione di integratori o prodotti farmaceutici.

La cottura e i trattamenti tecnologici cui vengono sottoposti gli alimenti, la lunghezza dei tempi che passano fra raccolta e consumo incidono sulle percentuali di Vitamina C presenti. È stato calcolato che tre giorni di conservazione provocano perdite di Vitamina C dal 36 all’80% in ortaggi freschi, e dal 35 al 45% in ortaggi surgelati. La normale cottura può causare perdite di Vitamina C comprese fra il 25 e il 60%, a seconda del prodotto, della durata del trattamento e delle condizioni in cui questo avviene. L’effetto della conservazione domestica ed industriale degli alimenti sul loro contenuto in Vitamina C è molto variabile. L’inscatolamento, ad esempio, provoca perdite che oscillano dal 50 all’80% nei vegetali (fino al 65% nella frutta) e dal 6 al 30% nei succhi di frutta. La surgelazione, invece, contiene tali perdite entro ambiti molto più ridotti (12-35%, e fino al 50%, nei vegetali, specialmente dopo il “blanching”, e solo 4% nei succhi di frutta) e a volte, per periodi di conservazione non troppo prolungati, la evita del tutto, perché blocca le attività metaboliche che invece proseguono nel prodotto fresco.

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