Dieta della Mela, dimagrire velocemente depurando l’organismo

Le scelte alimentari di una popolazione risentono di moltissimi condizionamenti, culturali, economici, “geografici”, e sono influenzate solo in parte dalle opinioni della medicina ufficiale. Attualmente c’è una tendenza al livellamento culturale in ogni campo, conseguenza della diffusione globale dell’informazione, ed anche l’alimentazione risente di questo trend. Così, negli ultimi anni, in tema di gastronomia si è sempre più andati incontro allo sviluppo di elaborazioni multietniche e la cosiddetta “dieta fusion” ne è l’emblema. Il principio cardine di questa dieta è proprio la combinazione dei gusti di varie popolazioni, anche molto lontane dal punto di vista geografico.

Peraltro, è compito del nutrizionista indicare “ricette fusion” che siano gradevoli al palato, fornendo il massimo apporto di sostanze utili a rallentare l’invecchiamento e a prevenire le malattie che più minano la nostra longevità: cancro e malattie cardiovascolari. Entrambe appartengono all’ampio gruppo delle patologie chiamate “degenerative”, che hanno alla base una progressiva perdita di efficienza di fondamentali funzioni svolte dalle nostre cellule. Tra queste, la capacità di controllare la propria riproduzione (da qui i tumori, sia benigni che maligni), di avvicendare cellule “esauste” con altre in grado di svolgere ugualmente bene gli stessi compiti (come le cellule del cristallino nel caso della cataratta o quelle ossee nel caso dell’osteoporosi) o di contrastare gli agenti nocivi esterni o interni (dagli elementi inquinanti alle scorie prodotte dal nostro stesso organismo negli infiniti processi di trasformazione energetica che sostengono la nostra vita).

Non tutti siamo ugualmente soggetti a queste malattie. Nel loro sviluppo giocano infatti fattori ereditari e predisposizioni personali, ma non solo… Numerose ricerche scientifiche hanno stabilito che anche l’alimentazione svolge un ruolo fondamentale nel contrastare l’insorgere delle patologie degenerative. Le ricerche di questo tipo si chiamano “epidemiologiche”: esse prendono in esame ampie porzioni di popolazioni diverse per un lungo periodo, in modo da poter mettere in relazione le malattie cui vanno incontro i soggetti studiati con l’ambiente in cui essi vivono, intendendo per ambiente tutto ciò che fa parte delle abitudini condivise da una popolazione. Possiamo così confrontare, ad esempio, fumatori e non fumatori, chi pratica sport e chi non lo pratica, o – caso che particolarmente ci interessa – chi si alimenta in un certo modo e chi in un altro.

Dai lavori e dalla dedizione di Keys e dei suoi collaboratori presero spunto numerosi studi scientifici, tutti volti a individuare i precisi meccanismi attraverso i quali il particolare mix di ingredienti della tradizionale dieta mediterranea esercita un’azione preventiva contro l’insorgere delle malattie degenerative. Di fatto, è questo il razionale scientifico che ha portato in auge uno degli elementi più peculiari del nostro modello alimentare: l’olio extravergine di oliva, fonte salutare di energia e di prevenzione.

Un altro modello alimentare rivaleggia con quello mediterraneo per quel che riguarda i valori nutrizionali: la dieta giapponese, ricca di pesce, soia e alghe. Da qui l’idea di combinare la loro azione salutare in un’unica dieta, studiata sulla scorta di precisi risultati scientifici ma anche con estrema attenzione all’aspetto gastronomico delle vivande.

Il melo ha origine in Asia centrale e l’evoluzione dei meli botanici risalirebbe al periodo Neolitico. Tra le 2000 varietà di mele coltivate in Italia, le più comuni sono una decina. Tutte le mele sono gustose e fanno bene perché contengono zuccheri, sali minerali e vitamine che aiutano il nostro corpo a diminuire il rischio di ammalarsi e a contrastare i segni dell’invecchiamento. Proprio per l’origine antica, gli effetti benefici sulla salute, il buon sapore e la loro bellezza le mele hanno ispirato fantasia e creatività. Possiamo incontrarle nei miti e nelle leggende, nelle fiabe, nei film e nei quadri.

La mela è un frutto conosciuto da tutti e, pur con le sue varietà, è inconfondibile: per questo la sua immagine è usata anche come simbolo di città e grandi aziende. Rotonde, colorate, profumate. Le mele sono una festa per gli occhi e per il palato. Nel mondo, come In Italia, la mela è molto coltivata. Oggi sono decine le varietà di mele coltivate nelle diverse regioni italiane, anche se la produzione di questi frutti, amici della salute, è prevalentemente concentrata nelle regioni alpine montane e pedemontane, ma troviamo anche regioni con produzioni melicole di pianura.

La mela in un frutto ottimo per depurarsi e persino disintossicarsi, inoltre sembrerebbe possibile perdere quasi quattro chili nel giro di due settimane. Definito il frutto del peccato, ma un famoso proverbio dice, una mela al giorno toglie il medico di torno, in questo caso invece toglie qualche chilo dal nostro punto vita. Frutto prediletto dai nutrizionisti e dietologi, in quanto è prevista in in tutti i menù da quelli ospedalieri a quelli di mense scolastiche, mense Caritas, ossia la troviamo veramente ovunque.

La mela infatti è un frutto molto comune che lo si trova ovunque, infatti è composta da molte sostanze nutritive, inoltre è ottima come spuntino, in quanto è in grado di regolare il nostro senso di sazietà in maniera immediata. Una mela contiene solo dalle 35 alle 60 cal ogni 100 g, quindi se così la si può definire, la dieta della mela, ci permette di perdere peso in poche settimane, con esattezza si può scendere di quattro chili in due settimane, offrendo molteplici benefici per la nostra salute, come la riduzione della colesterolemia totale mantenendo il nostro organismo in sazietà. Le mele sono un alimento ricco di acqua, zuccheri semplici, e carboidrati hanno inoltre un alto contenuto di fibre, di conseguenza tengono basso il livello glicemico. Una mela dalle medie dimensioni a un apporto di 95 cal e contiene 4 g di fibre corrispondenti a circa 1/6 della dose giornaliera da assumere.

Inoltre è ricca di vitamine come ad esempio la vitamina C e il potassio, come già sappiamo la vitamina C è un componente antiossidante che contribuisce alla protezione delle cellule in maniera tale, che quest’ultime non subiscano lo stress ossidativo con formazione del collagene. Altro elemento, molto importante, contenuto in una mela, è il potassio questo minerale, si trova, appunto nelle mele, ed è molto importante per la funzione di vari processi fisiologici tra cui, è in grado di regolare le trasmissioni degli impulsi nervosi, e mantiene anche una giusta pressione arteriosa. Adesso facciamo più chiarezza vedendo come funziona la dieta della mela. Per dimagrire è consigliato, fin dalla prima colazione, assume un frullato di mela accompagnato con altri alimenti leggeri come cereali ad esempio. Per il pranzo invece, è consigliabile bere un succo di mela verde frullato con tutta la buccia, accompagnato da verdure con poco condimento e carni leggeri. Per la scena invece è previsto, mangiare pesce azzurro, verdura griglia, e per finire una mela cotta. Il termine mela deriva dal latino malum, indicato come falso frutto del melo, tale termine però potrebbe ricongiungersi, come mal- termine che ha radici di origine indo europeo, ed il suo significato è “dolce”.

La dieta della mela verde si basa sul principio di sostituire alternative più caloriche con il consumo di un frutto, in modo da ridurre l’apporto calorico giornaliero di 250/500 calorie. Nella variante più restrittiva, la dieta dura solo 3 giorni e promette di far perdere 2 kg grazie ad una depurazione completa dell’organismo.

Le mele sono in effetti un ottimo alimento per perdere peso: accelerano la fase di dimagrimento e hanno un alto contenuto di fibre, 4-5 gr per mela, che aiuta a bloccare la sensazione della fame. Il suo basso contenuto calorico ha inoltre permesso a questo frutto di rientrare nel piano alimentare di innumerevoli famose diete e il suo succo, rinfrescante e dissetante, rende la mela adatta ad ogni stagione.

Ne esistono moltissime varietà in tutto il mondo, distinguibili in base al colore (mele gialle, rosse o verdi). In particolare, la qualità di mela verde più comune è la Granny Smith, variante con un contenuto calorico nettamente inferiore rispetto alle altre (trentotto calorie per cento grammi di frutto), tanto da poter essere consumata, previo consulto medico, anche dai soggetti diabetici. Bisogna però fare sempre attenzione a non confondere le mele verdi, cioè quelle che per la loro varietà assumono questa colorazione, dalle mele acerbe.

Menu settimanale
Per evitare di sbilanciare l’apporto di nutrienti, è consigliabile seguire la versione meno restrittiva della dieta della mela verde. Essa ha una durata di 5 giorni e prevede:

Primo giorno

Colazione, pranzo e cena solo mele verdi, per un totale di 1,5 chilogrammi in una sola giornata.

Secondo giorno

Colazione: due mele verdi
Pranzo: una mela verde, un piatto di insalata verde con due carote e un quarto di cipolla.
Cena: solo mele verdi in quantità moderate.

Terzo giorno

Colazione: una mela verde, una fetta di pane integrale con una fetta di fesa di tacchino o di pollo
Pranzo: una mela, insalata verde con due carote e un quarto di cipolla.
Cena: solo mele verdi

Quarto giorno

Colazione: una grande mela verde, una fetta di pane integrale e una fetta di pollo ai ferri.
Pranzo: una mela, una insalata vegetariana, 200 grammi di arrosto di manzo (magro) o di pollo (senza grasso).
Cena: mele verdi in quantità moderate.

Quinto giorno

Colazione: una mela verde, un uovo sodo e una fetta di pane integrale.
Pranzo: una mela verde, insalata di verdure crude o bollite leggermente, condite con le spezie. 200 grammi di arrosto di manzo o di pollo senza grassi.
Cena: mele verdi in quantità moderate.

LA MELA PROTEGGE LA NOSTRA SALUTE
L’alimentazione umana si basa su macronutrienti (carboidrati, proteine e lipidi), e micronutrienti che comprendono sostanze biologicamente attive quali le vitamine, i minerali e i polifenoli presenti nella frutta e nella verdura.
I polifenoli sono una famiglia molto numerosa – circa 10.000 – e si dividono in flavonoidi (tra questi gli antociani, i flavonoli e i flavanoli, questi ultimi costituiti da monomeri “catechine” e da oligomeri, le “procianidine”) e in non flavonoidi (ad esempio l’acido gallico, gli acidi cinnamici e gli stilbeni: tra questi ultimi il resveratrolo presente nell’uva).
E’ difficile stabilire la loro importanza: nessuna dieta ne è totalmente priva..
E’ noto che i tumori sono determinati dall’interazione tra suscettibilità genetica, presente solo in piccola parte alla nascita (5-10%) e fattori ambientali. Questi fattori sono da soli responsabili del 70% di tutti i tumori (soprattutto dei più gravi come il cancro del polmone, dell’apparato digerente, del capo-collo e molti altri), ma anche di malattie cardiovascolari e dell’invecchiamento e sono legati agli stili di vita: l’abitudine al fumo di sigaretta, la dieta scorretta, l’alcool e la sedentarietà.
Tra i fattori ambientali importanti si annoverano anche l’occupazione (con esposizione ad amianto, vernici) ed i fattori geofisici come il gas radon, le infezioni e l’inquinamento atmosferico.
Le sostanze dannose determinate dagli stili di vita inducono infiammazione e produzione di radicali liberi, molecole instabili che aggrediscono con meccanismi di ossidazione le strutture cellulari ed in particolare il DNA, causando danni al patrimonio genetico I polifenoli hanno attività antiossidante: attaccano i radicali liberi rendendoli stabili, impedendo il danno alle membrane cellulari e al DNA e quindi ostacolando i processi tumorali.

E’ dimostrato inoltre che i polifenoli hanno una attività pro-apoptotica, cioè la capacità di bloccare i geni che impediscono la morte programmata (apoptosi) delle cellule tumorali che, essendo immortali, continuano a replicarsi. Questa attività è stata specificamente documentata su colture di cellule tumorali. I polifenoli sono contenuti in grande quantità nelle bacche selvatiche (mirtillo, fragola, mora, lampone) e in quelle coltivate (ribes nero, rosso e bianco, mora, mirtillo, lampone, fragola). Nella frutta coltivata il primo posto va alla prugna subito seguita dalla mela, quindi dalla pesca, dalla pera, dal kiwi, dalla papaia e infine dalla banana. Questi dati si riferiscono all’insieme dei polifenoli, ma ultimamente diversi lavori sperimentali hanno focalizzato l’attenzione su alcune classi di sostanze che hanno una pronunciata attività per la lotta al tumore.

La classe di polifenoli più attiva per la lotta al tumore , le procianidine, è quella presente alle maggiori concentrazioni nella mela. I polifenoli superano solo in parte la barriera della mucosa intestinale: la loro attività detossificante è quindi particolarmente evidente nei tumori dell’apparato digerente, dove esplicano un’ azione preventiva e curativa.E’ accertato che impediscono
l’insorgenza dei tumori, ne riducono lo sviluppo,ne inducono la regressione. Il tutto in esperimenti condotti a dosi compatibili con l’assunzione con la dieta. Di qui gli studi per utilizzare i polifenoli nella chemioprevenzione e nella terapia delle neoplasie.

LA MELA E I TUMORI: LA RICERCA CONTINUA
L’affermazione “una mela al giorno leva al medico di torno” che sembrava solo un adagio popolare racchiude invece una grande verità. Numerosi studi realizzati anche presso l’Istituto Agrario di S. Michele all’Adige in Trentino hanno dimostrato che le mele contengono grandi quantità di polifenoli, in particolare di procianidine, sostanze antiossidanti – antiradicali liberi con attività antinvecchiamento , antimalattie cardiovascolari e soprattutto anticancro.

Continua

Le ricerche più frequenti nella recente letteratura medica riguardano il comportamento delle cellule in coltura derivate da numerosi tumori umani quali l’adenoma ed il carcinoma del colon, il cancro del fegato, la leucemia, il melanoma, ed altri. Lo sviluppo delle cellule tumorali in coltura viene ridotto rispettivamente di circa il 40-60% aggiungendo la mela con la buccia, del 30-40% aggiungendo solo la polpa. Altre ricerche hanno interessato animali da esperimento in particolare topi e ratti in cui veniva indotto il cancro del colon: l’aggiunta di estratto di mela anche molto diluita inibiva notevolmente la crescita del tumore. Questo è stato evidenziato soprattutto per le procianidine, polifenoli presenti in grandi quantità nella mela.

In un articolo apparso sulla prestigiosa rivista Annals of Oncology gli autori, che fanno parte dei più importanti Istituti di ricerca come il “Mario Negri”, l’Istituto Tumori di Aviano, di Napoli, di Roma, di Genova e l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro di Lione, si chiedono nel titolo “Può una mela al giorno togliere l’oncologo di torno?” L’articolo riporta l’analisi degli studi multicentrici eseguiti in Italia dal 1991 al 2002 sul ruolo della mela nel ridurre il rischio di cancro. Nello studio sono stati analizzati 8209 pazienti affetti da tumori in varie localizzazioni confrontati con un gruppo di 6729 soggetti ricoverati in ospedale per patologie acute non neoplastiche. I soggetti che non consumavano mele sono stati confrontati con quelli che ne consumavano una e più al giorno. Il rischio di tumore nei consumatori di mele risulta diminuito del 21 % per il cancro del cavo orale, del 25 % per il cancro esofageo, del 20 % per il cancro del colon retto, del
18 % per il cancro della mammella, del 15 % per quello ovarico e del 9 % per quello della prostata. La ricerca quindi documenta scientificamente che il consumo di più di una mela al giorno riduce in maniera considerevole il rischio di numerosi tumori.

Per riuscire a dimagrire non è necessario ricorrere  diete estreme, che se possono funzionare nel breve periodo a medio e a lungo termine non solo ci fanno riacquistare i chili perduti, ma possono rivelarsi anche deleterie per la salute. In realtà se seguiamo dei piccoli accorgimenti possiamo riuscire a dimagrire senza sforzi eccessivi ottenendo risultati nel giro di poco tempo. In questo senso risulta fondamentale andare a ridurre le calorie a ogni pasto. Insomma vanno ridotte le porzioni.

Le mele sono ricche di acqua e vitamine. Le sue caratteristiche variano notevolmente in rapporto alla varietà. Il suo valore nutritivo consiste in una grande abbondanza di sali minerali e di sostanze diverse. Contengono molte fibre e sostanze con attività anti-ossidante, che proteggono l’organismo dai danni riconducibili ai radicali liberi. Tonifica i bronchi e ha una azione drenante sulle vie polmonari.
Assorbe le tossine dell’intestino e le elimina. Il tannino contenuto nella mela esercita un’azione astringente e antinfiammatoria. La buccia della mela contiene la pectina, che viene usata come gelificante per preparare gelatine e marmellate. Esercita un’azione antiemorragica. L’azione della mela sugli intestini è benefica al punto che è prescritta anche nella cura del paratifo e della colibacillosi.

Contiene vitamine: è ricca di vitamina A, che favorisce la secrezione del muco intestinale, contenente un enzima in grado di uccidere i batteri infettivi dell’intestino. Quindi la mela è un notevole disinfettante intestinale, soprattutto nella versione essicata, nella quale la vitamina A è più concentrata.
Quando è molto matura, nella buccia si concentra la maggior parte della vitamina C. In media una mela contiene 12 mg di vitamina ogni 100 grammi, circa il 25% dell’apporto giornaliero raccomandato per un adulto.
Ricca di sali minerali. La mela è ricca di potassio, che ha un ruolo importante nella contrazione muscolare e contiene rame, un oligoelemento che contribuisce alla costituzione del sangue. Contiene anche bromo, calcio, arsenico, silice, magnesio, cloro, allumina. Una parte di queste sostanze, combinate tra loro, conferiscono alla mela proprietà terapeutiche innegabili.
E’ adatta alle diete. Come insegna il proverbio delle nonne, “una mela al giorno leva il medico di torno” è ottima per combattere la ritenzione idrica, nelle malattie renali e cardiache.
Dà sazietà. La fibra, che è un componente non digeribile ma svolge una serie di azioni benefiche per l’organismo, è contenuta sia nelle mele fresche che in quelle secche. In particolare, aiuta il raggiungimento del senso di sazietà, fornisce materiale nutritivo per la flora batterica “benefica” dell’intestino, con effetto prebiotico, e facilita il transito intestinale.
Aiuta a tenere sotto controllo il colesterolo. La fibra solubile contenuta nelle mele, come ad esempio la pectina, con la sua azione contribuisce al controllo del livello di glucosio e del colesterolo nel sangue. Perché esplichi questa funzione, bisogna ricordarsi di mangiare la buccia delle mele (dopo averle lavate bene). Tiene i denti puliti. Pulisce i denti per merito dell’azione della sua polpa granulosa e dei suoi componenti antiossidanti.
Un aiuto nei casi di diarrea. Un elevato consumo di mele, circa 2-3 al giorno, crude e grattugiate, guarisce dalla diarrea.Riduce il rischio di tumore. La mela sembra in grado di ridurre il rischio che compaiano alcune malattie dell’intestino come ad esempio la diverticolosi del colon, le varici, e altre patologie degenerative, come alcuni tipi di tumore. Chi consuma mele tutti i giorni riduce il rischio di tumore del cavo orale, di quello esofageo, del colon retto, della mammella, delle ovaie e della prostata. Questo è quanto è stato dimostrato in uno studio italiano pubblicato sulla rivista “Annals of oncology”. Si pensa che le mele svolgano questo effetto protettivo per merito dei polifenoli, antiossidanti naturali, di cui sono ricche. Per tutte queste ragioni è opportuno dare alle mele un posto di primo piano nell’alimentazione.
Stimola i reni. E’ un leggero stimolante dei reni e facilita le eliminazioni tramite questi organi. Ottime nelle manifestazioni di artriti e infiammazioni, come nella gotta, nel reumatismo cronico come pure nei calcoli renali e nei casi di oliguria, ovvero emissione insufficiente di urina. Attenua le crisi articolari della gotta.

La mela, dal latino malum, è il falso frutto del melo. Il melo ha origine in Asia centrale e l’evoluzione dei meli botanici risalirebbe al Neolitico. La specie è presente in Italia nominalmente con circa 2000 varietà, ma la definizione più precisa è difficile data la sovrapposizione storica delle denominazioni, e le specie estinte o irreperibili. Il termine “mela” deriva dal latino melum, o malum, e, a sua volta, dal greco antico mêlon; la radice del termine potrebbe ricongiungersi all’indoeuropeo Mal- dal significato di “essere molle”, “dolce” e avere così un legame con “malva” e “miele” non fanno maturare gli altri frutti. La mela ha un potere antiossidante (ORAC) con un indice di valore 4275 poiché contiene vitamine importanti come provitamina A, vitamine B1, B2, B6, E e C, acido citrico, acido malico, niacina e acido folico, insieme a flavonoidi e carotenoidi, dall’effetto antiossidante.

Le mele sono destinate prevalentemente al consumo casalingo, per quello immediato ma anche in cucina per la preparazione di primi, secondi e diversi dolci. Inoltre si presta anche ad essere utilizzata per preparare in casa maschere di bellezza. La mela è da sempre alleata della bellezza: ha un apporto calorico piuttosto basso e, grazie alla pectina, aiuta ad eliminare dal corpo le sostanze tossiche. Altre destinazioni per le mele in industria sono: produzione di succhi, sidro, olio di semi di mela (molto utilizzato nei paesi del nord Europa ed ottenuto come sottoprodotto dalla produzione del succo e del sidro), creme, fette di mela essiccate, produzione di alcol da distillazione da fermentati.

Gli obiettivi del miglioramento genetico riguardano l’ottenimento di piante resistenti agli insetti, in particolare ai rodilegno, difficilmente contrastabili, al colpo di fuoco batterico, alla ticchiolatura, oidio e afidi. Si punta anche all’ottenimento, per le varietà commerciali più note, di cloni autofertili.

Considerata talmente un modello nutrizionale valido e significativo che nel 2010 l’Unesco, ossia l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, ha iscritto la dieta mediterranea nella prestigiosa «Lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità». Come è noto, lo stile mediterraneo si caratterizza principalmente per l’utilizzo di cereali, olio di oliva, frutta fresca o secca, verdure, pesce, latticini e molti aromi e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusi, sempre nel rispetto delle tradizioni di ogni comunità che si affaccia sul Mare nostrum, e non solo quella italiana.

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