Dieta dell’ e ZuccaUva: oltre a perdere peso, sono elisir di lunga vita

L’uva appartiene alla famiglia delle vitacee, si tratta di un arbusto rampicante portamento verticale piuttosto irregolare con poche ramificazioni che nasce spontaneamente nel mese di settembre, in particolar modo nelle aree dell’Europa del sud e della Asia occidentale. Di uva si conoscono ben 8000 varietà, nelle zone a clima temperato sono circa 1600. Le varietà più conosciute sono essenzialmente due, l’uva da tavola, in cui gli acidi hanno la buccia sottile e la polpa soda, e l’uva da vino, che ha una scorsa spessa, coriacea, una polpa tenera e succulenta.

L’uva è un frutto che presenta grandi proprietà benefiche per la nostra salute. In particolare sono molti gli studi che hanno messo in evidenza le proprietà antiossidanti di questo frutto autunnale. Particolarmente salutare è l’uva nera, che contiene gli antociani, antiossidanti che si trovano nella buccia e nei semi e che aiutano la circolazione sanguigna mantenendo elastici i vasi e contrastano anche la formazione dei radicali liberi. Nella polpa è contenuto invece il resveratrolo, che migliora la salute cardiovascolare e diminuisce anche la concentrazione di colesterolo cattivo nel sangue (ldl). Venendo poi nello specifico alle proprietà dimagranti dell’uva meno note rispetto alle altre, due studi pubblicati su Journal of Nutritional Biochemistry hanno messo in evidenza che i polifenoli contenuti in questo frutto hanno un effetto dimagrante che si esplica nella riduzione sia del grasso viscerale che di quello sottocutaneo. Inoltre da questi studi è emerso anche che il consumo di uva ha portato a una maggiore tolleranza del glucosio. L’uva inoltre grazie al contenuto di Vitamina B6 aiuta a contrastare anche l’insonnia, i disturbi renali in quanto facilita l’eliminazione dell’acido urico, ed ancora ha effetti antivirali e batterici, in particolare contro il virus della polio e quello dell’herpes simplex.

L’uva alleata della nostra salute La buccia sono conservate le sostanze aromatiche dell’uva, grazie la presenza di fermenti cellulosa, mangiarla regolarmente aiuta l’intestino. Tecnicamente detti vinaccioli, i semi contengono 65% dei polifenoli totali dell’uva, sostanze naturali che hanno una potente azione antinvecchiamento in grado di combattere la produzione di radicali liberi ed aiutare ogni singola cellula proteggersi. Dal verde tendente al giallo, al rosso rosato fino al blu scuro, e la gamma di tinte della buccia.

Per tutta l’estate ha lavorato in un hotel e ora Roberta vuole fare una settimana di vacanze “rigeneranti”. Ha visto alcune offerte per soggiorni wellness con inclusi trattamenti di vinoterapia. Si domanda se siano efficaci o se si tratti solo di marketing e trovate pubblicitarie…

I grappoli dell’uva sono una fonte miracolosa, ricchi di polifenoli utili per la rigenerazione delle cellule; non solo, disintossicano il corpo e aiutano a migliorare la microcircolazione. La vinoterapia o wine terapy è un trattamento antico che nasce da varie ricerche scientifiche sulle provate proprietà salutari della vite. Nel periodo della vendemmia, dell’uva vengono utilizzati i grappoli o gli acini; nel resto dell’anno viene lavorata in mosto e vino, semi essiccati, bucce e graspi polverizzati o trasformati in marmellata per essere poi mescolati a oli essenziali puri. Gli acini contengono elementi preziosissimi come zuccheri, sali minerali, vitamine, flavonoidi e sostanze antiossidanti come i polifenoli. L’uva aiuta a ridurre lo stress e a perdere peso; il suo aroma è un fantastico rimedio per l’umore, in quanto trasmette serenità.
L’uva ha moltissime proprietà, sopratutto per chi soffre di artrite, reumatismi e ipertensione: un buon massaggio ai vinaccioli può aiutare a rilassare la muscolatura, con il suo effetto rilassante, rafforza il sistema immunitario, stimola il metabolismo e favorisce la corretta circolazione. Questo trattamento dona salute e benessere e viene praticato nelle migliori Wellness e Medical Spa del mondo.

UN’ESPERIENZA “DIVINA”

Ogni vino ha le sue caratteristiche. Il Piemonte e in particolare le Langhe sono meta di itinerari enogastronomici. Qui, dove la cultura del vino è radicata, profonda e indiscutibile, viene offerta un’esperienza divina, quella del Bain Barrique, cioè il bagno in una grande tinozza ricavata da tronchi di larice, nel quale sperimentare l’idromassaggio nel vino, creato con una miscela di oli essenziali, acqua, mosto o vino, per una pelle levigata e liscia.
Ottima anche la Biosauna, ricavata in grandi botti, dove si possono meravigliosamente apprezzare i vapori profumati del Barolo conservato per decenni.

Ma un componente dell’uva e del vino molto importante per la salute è chiamato: Resveratrolo, ossia un fenolo non flavonoide contenuto nella buccia dell’uva e ha delle importante proprietà benefiche sull’organismo:
– ha azione antinfiammatoria, antibatterica e antifungina;
– ha azione diuretica e antiossidante;
– riduce il colesterolo;
– fluidifica il sangue ed evita i coaguli;
– è un antiteratogeno (ossia evita lo sviluppo anomalo del feto in gravidanza);
– si ipotizza che possa essere d’aiuto nella lotta al cancro.
Calorie uva
L’ Uva è un frutto molto ricco di zuccheri, glucosio e fruttosio, ragion per cui ha un alto valore calorico, circa 60 kcalorie ogni 100 grammi (per l’uva fresca), che salgono a oltre 260 calorie per l’uva sultanina (comunemente chiamata anche: uva passa o semplicemente uvetta).
Uva e dieta
L’uva indicata per le diete è quella bianca, mentre quella nera si raccomanda per migliorare la circolazione del sangue e per fortificare i vasi sanguigni.
La dieta dell’uva è ottima per chi ha intenzione di disintossicare il proprio organismo (da seguire sotto diretto controllo medico).

L’ampeloterapia, dalla denominazione greca della vite, àmpelos, è la dieta dell’uva. Veniva praticata già in tempi antichi, dal ‘700, presso le stazioni termali soprattutto, dove veniva proposta come dieta depurativa.

L’autunno è la stagione ideale per seguire questa dieta. Vediamo come si fa.

L’uva per depurare l’organismo

L’uva, oltre a contenere vitamine, sali minerali, zuccheri, acidi organici (acido fosforico, acido malico, acido citrico, acido tartarico ), ha proprietà depurative, antiossidanti, tonificanti e disintossicanti.

L’uva contiene dal 14% al 30% di zuccheri disciolti nell’acqua, a seconda del tipo; vitamine del gruppo B, vitamina A,  vitamina C; sali minerali (ferro, iodio, potassio, arsenico e Sali di rame).

Un paio di consigli preliminari: meglio consumare l’uva ben matura, perché siano meglio assimilabili tutte le sostanze di cui è ricca; masticare tutto, senza eliminare né la buccia né i semi, i vinaccioli, ricchi di un olio prezioso.

La dieta di sette giorni

Questa dieta propone il consumo di verdure e di uva in alta percentuale e un minimo di consumo di carboidrati, circa 100 grammi al dì, per arrivare a 1200 calorie totali circa.

Esempio del primo giorno:

colazione: 120 grammi di uva, una tisana

spuntino: 120 grammi di uva

pranzo: carciofi in pinzimonio 120 grammi, pane integrale 60 grammi, ceci in insalata 120 grammi, 70 grammi di uva

merenda: 70 grammi di uva

cena: insalatona mista (120 grammi di indivia, 25 di sedano, 35 di carote, 35 di fagioli), 200 grammi di broccoli lessati, pane integrale 60 grammi, uva 70 grammi

spuntino serale: 70 grammi di uva e tisana

L’uva è a scelta, sia bianca che nera, del tipo preferito; tenete conto che l’uva nera, più pigmentata, contiene maggiori quantità di sostanze antiossidanti, importantissime nella lotta ai radicali liberi e contro l’invecchiamento cellulare, mentre l’uva bianca è però più zuccherina e dunque ha più calorie.

L’olio è un cucchiaino di extra vergine d’oliva per porzione, volendo si può usare anche limone spremuto. La dieta depurativa a base di uva dovrebbe essere seguita in modo simile allo schema del primo giorno per sette giorni. Si alterna il tipo di tisana della mattina e della sera, preferendo quelle depurative, al tarassaco o carciofo, per esempio.

Così come le verdure e i cereali: a pranzo si possono consumare 80 grammi di orzo o riso integrale o pasta integrale, riducendo a 40 grammi il pane, accompagnato dalla verdura di stagione preferita (finocchi, spinaci, verze, radicchio, legumi vari). Si preferisce consumare i cereali a pranzo, mentre le proteine dei legumi a cena.

Dieta di tre giorni

La dieta di tre giorni, forse la più nota, si basa sull’aumento del consumo del frutto in tempi brevi e la riduzione drastica di alimenti più elaborati, ricchi di proteine e grassi, alimenti intossicanti e altra frutta o verdura.

La cura dell’uva di tre giorni comincia in pratica con 500 grammi consumati nel corso della prima giornata, per arrivare poi ad un quantitativo intorno ai due chili, al massimo due chili e mezzo, il terzo giorno.

Fin dal primo giorno, bisogna eliminare gli alimenti che vengono digeriti con difficoltà, cioè quelli troppo ricchi di protidi e grassi, le bevande che non siano acqua o tisane (vino, birra, liquori, tè, caffè) e tutte le verdure crude e l’altra frutta.

Per ottenere il massimo dalla cura bisogna assumere solo pane integrale. I dietisti consigliano di consumare la prima metà del peso di uva al mattino a digiuno; la seconda metà suddividendola tra mezzogiorno e il tardo pomeriggio.

ALIMENTI SANI, DI QUALITÀ E NELLA GIUSTA QUANTITÀ
Cosa vuol dire adottare una sana alimentazione? Significa mangiare cibi sani, vari e in quantità adeguate. E seguire una dieta significa mettere un vestito alla propria vita, un vestito che ci sta bene e, soprattutto, che ci fa sentire bene.
Il termine dieta, infatti, deriva dal greco antico “diaita” e significa “modo di vivere” o “stile di vita”. Nulla a che fare con il concetto di restrizione calorica o dimagrimento a cui la si associa comunemente. Oggi, infatti, quando si dice dieta si pensa subito a uno schema alimentare tendenzialmente rigido e fortemente restrittivo che non tiene conto di quello che ci circonda e che influisce su quello che dovrebbe essere “un buono stato di salute”. Sempre più spesso, infatti, ciclicamente vengono dispensati i consigli più strani spacciati per risolutivi, mentre in realtà contemplano la totale esclusione di alcuni cibi, l’assunzione di beveroni già pronti, il consumo di alimenti particolari alle ore più impensate.
La tua salute dipende da cosa mangi
L’esperienza insegna che i chili persi in fretta spesso si riprendono altrettanto velocemente e questo effetto “yo-yo” compromette lo stato di benessere. L’unica “dieta-stile di vita” utile per sentirsi bene, mantenendo l’organismo efficiente e al riparo da malattie e obesità, è la dieta mediterranea.
UNO SGUARDO ALLA STORIA – La dieta mediterranea, caratterizzata dal largo consumo di frutta, verdura, pane, cereali, pesce fresco, olio di oliva e vino, permette di introdurre nell’organismo vitamine, fibre, antiossidanti e grassi “buoni” capaci di abbassare i livelli del colesterolo di tipo LDL, quello che nuoce gravemente a cuore e arterie. Questo stile alimentare per noi dovrebbe essere un regime assolutamente normale. Dovrebbe, appunto, perché purtroppo, a partire dagli anni ’60 e con la progressiva globalizzazione, le corrette abitudini legate a questa tipologia di dieta stanno via via scomparendo.

La dieta mediterranea fa salire l’Italia ai vertici della longevità mondiale dopo il Giappone con un’età media della popolazione di 44,9 anni che si è allungata di due anni esatti nel giro dell’ultimo decennio. E’ quanto afferma la Coldiretti il riferimento allo studio dell’OMS sull’invecchiamento della popolazione che vede l’Italia ai vertici. Un risultato che è il frutto di un calo delle nascite che scendono nel 2016 ad appena 473.438, il minimo storico dal 2008, ma anche – sottolinea la Coldiretti – delle scelte salutiste a tavola che nel 2017 hanno visto un aumento record dei consumi dei prodotti della dieta mediterranea che va dal +7% per il pesce fresco fino alla crescita del 6% per la frutta fresca, che non è stata mai cosi’ presente in tavola da inizio secolo. La dieta mediterranea fondata principalmente su pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari è stata riconosciuta universalmente essere un elisir di lunga vita tanto da meritarsi l’iscrizione nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco il 17 novembre 2010. L’apprezzamento mondiale per la dieta mediterranea – spiega la Coldiretti – si deve agli studi dello scienziato americano Ancel Keys che per primo ne ha evidenziato gli effetti benefici dopo aver vissuto per oltre 40 anni ad Acciaroli in provincia di Salerno. La dieta mediterranea riconosciuta dall’Unesco non è solo alimentazione ma – conclude la Coldiretti – un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, tra cui la coltivazione, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo.

In Italia è boom di frutta “eso­tica”: il suo consumo è au­mentato nell’ultimo anno del 7,6% (dati Nielsen). Nel banco frigo di frutta e verdura dei supermercati non ci sono più solo avocado, papaya, mango, ma anche nuove varietà, come il nergi (o baby kiwi), la pitaya (o frutto del drago) e la feijoa.

Originari dell’Asia e del Sud America, e sconosciuti fino a poco tempo fa in Italia, questi nuovi frutti iniziano a es­sere diffusi da noi, perché sono buoni e fanno bene alla salute. Sono, infatti, un concentrato di vitamine, minerali, e fibre. Il baby kiwi, conosciuto anche come kiwi siberiano o kiwi arguta, e la feijoa vengono prodotti dai nostri agri­coltori, mentre la maggior parte della pitaya è importata dai Paesi d’origine.

Dal punto di vista nutrizionale, il baby kiwi, la pitaya e la feijoa sono dei veri integratori naturali. «Hanno un’eleva­ta concentrazione di vitamina C, che svolge un’azione immunostimolante sull’organismo: rafforza le nostre difese e ci protegge dall’attacco di virus e batteri, responsabili di raffreddori e di altri malanni di stagione», spiega Beatrice Savioli, biologa nutrizionista. «Il baby kiwi ne contiene più di agrumi e frutti rossi (ben 52,5 mg ogni 100 g)», precisa l’esperta. Hanno poi proprietà antiage. «Sono ricchi di vitamina E (5,8 mg in 1 etto di nergi), utile per bloccare l’azione dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento di tutti i tessuti. La feijoa, in più, contiene una quantità in­teressante di Omega 3, grassi “buoni” che mantengono elastiche le pareti dei vasi sanguigni preservando così la salute di cuore, cervello e arterie», puntualizza la nutrizionista.

Questi tre frutti hanno un ridotto ap­porto energetico che li rende degli ot­timi alleati per chi deve perdere peso: 100 g di feijoa apportano 46 calorie, la stessa quantità di pitaya 38 e di baby kiwi da 52 a 77 secondo la varietà. «I benefici per la linea dipendono anche dalla quantità di fibre di cui sono fonte, che favorisce la funzionalità dell’inte­stino e aiuta a tenere sotto controllo la glicemia e, di conseguenza, gli attacchi di fame. Inoltre, questi frutti sono una miniera di minerali, in particolare di potassio, magnesio, fosforo, calcio. La feijoa, poi, fornisce iodio, indispen­sabile per il corretto funzionamento della tiroide», precisa la dottoressa Beatrice Savioli.

A metà mattina o a merenda ricaricati con i nuovi superfrutti. «Per gustare la pitaya, il cui sapore è simile a quello del fico d’India, tagliala a metà e man­giane la polpa con un cucchiaino. Lo stesso puoi fare con la feijoa, che in bocca ricorda un po’ l’ananas. Invece,
per assicurarti tutte le virtù del baby kiwi, consumalo senza sbucciarlo do­po averlo lavato accuratamente sotto l’acqua. La sua buccia, rispetto a quella del frutto “classico”, è liscia, sottile e senza peli», conclude l’esperta.

A ottobre le foglie degli alberi, che cambiano colore e si preparano a cadere, ci ricordano che l’energia vitale sta per migrare dal mondo manifesto verso il territorio delle radici. La luce abbagliante della fase calda dell’anno si è affievolita lasciando il posto a una luce differente: silenziosa, nascosta, sotterranea. Si tratta di una luce misteriosa, legata alla saggezza che scaturisce dall’interno, al mondo dei sogni, della magia.

Ecco perché le antiche tradizioni consideravano ottobre il tempo delle streghe, degli incantesimi e degli spiriti: modi di essere differenti da quelli abituali stanno irrompendo nella natura.
Niente può incarnare la vita che si svolge nel mondo sotterraneo meglio dei semi che sepolti nel buio e nel silenzio della terra, producono trasformazioni capaci di farli diventare alberi maestosi.
In semi di zucca, che sono il vero medicamento autunnale. La zucca era considerata dai Taoisti il nutrimento della rigenerazione e dell’immortalità e nell’antica Cina sui portali di ingresso delle società segrete venivano affisse delle zucche, perché si riteneva che la loro forma concava, come l’utero, simboleggiasse l’ingresso verso le dimensioni più sottili dell’anima, dove sono racchiusi i segreti e i misteri che ci abitano. Dai tempi più remoti, presso molte popolazioni africane, si mangiano i semi di zucca per acquisire la saggezza e per aumentare l’intelligenza. Evidentemente tali popoli conoscevano l’effetto di questo ortaggio sulla rigenerazione delle cellule nervose. Oggi sappiamo che i semi di zucca hanno grandi proprietà antiage utile alle cellule di tutto il corpo grazie alla vitamina E di cui sono ricchi. Ma l’elevata concentrazione di antiossidanti e minerali li rende anche il rimedio ideale contro la spossatezza che può coglierci in questo periodo. L’altro grande tesoro di ottobre è la castagna. Infatti, proprio come i tesori delle favole, questo frutto è così prezioso che la natura si è prodigata molto per nasconderlo: un mallo ricoperto di spine e una spessa buccia.

La zucca: una potente arma contro il diabete

La zucca grazie alla sua ricchezza di fibre, di acqua e di una sostanza che avrebbe effetti sulla regolazione della glicemia (d-chiro-inositolo) possiede proprietà antidiabetiche e antipertensive. Questo ortaggio è oggi considerato tra i più efficaci alimenti nel controllo del metabolismo degli zuccheri. Provala cruda nel centrifugato con mela e zenzero per regolarizzare l’intestino e fare il pieno di vitamina C.

Un detto dice “vuoto come una zucca” ma in realtà come dicono gli orientali nel vuoto c’è sempre il pieno e la zucca con i suoi semi (Semen Cucurbitae) ne sono un ottimo esempio. I semi di zucca facevano parte della tradizione popolare fino agli anni ’60 quando il brustolinaio offriva sacchetti di bruscolini (semi di zucca) all’ingresso dei luoghi di svago. Oggi negli stessi luoghi ai distributori automatici si trovano solo pop corn e altri tipi di junk food, con meno poesia e soprattutto meno potere nutritivo! Da questi semi si estrae anche un olio concentrato in grassi Omega 3, che contrastano i processi di ossidazione delle cellule, con ripercussioni dirette sulla prevenzione di molte malattie.

L’oro della zucca sta nei suoi semi

Cucurbitina e zinco per la salute della prostata. I semi di zucca sono ricchi di cucurbitina un aminoacido che insieme allo zinco è ritenuto alla base degli effetti terapeutici di questo cibo nei confronti della salute della prostata. Un consumo regolare e continuativo di semi e olio di zucca v ridurrebbe, sin dalle prime settima
ne, i sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna (che interessa molti uomini dopo i 60 anni) fino all’80%. L’olio di semi di zucca inoltre scongiura le infezioni alle vie urinarie, come la cistite. Basta consumarne un cucchiaio al giorno. Lo zinco dei semi di zucca aiuta anche nella lotta contro i parassiti intestinali.

SCORTA DI FIBRE ANTICOLESTEROLO
Nei semi di zucca sono presenti anche molti fitosteroli, ormoni vegetali che aiutano a tenere basso il colesterolo totale e, insieme ad altri elementi come lo zinco per esempio, sono alla base dell’azione protettiva dei semi di zucca contro infarto e ictus. Inoltre i fitosteroli sono utili per la pelle perché contrastano l’invecchiamento cellulare favorendo la produzione del collagene.

ATTIVANO LA CHIMICA DEL SORRISO
I semi di zucca sono un’ottima fonte di triptofano, un aminoacido essenziale precursore della serotonina (sostanza che regola l’umore e che il corpo non è in grado di sintetizzare in modo autonomo).

Ne contengono 0,576 g (ogni 100 g). Questo aminoacido favorisce un sano riposo notturno e aiuta a combattere la depressione e i cali di umore. Secondo uno studio dell’University of Leiden and Munster, il triptofano aiuta anche a relazionarsi con gli altri con più fiducia.

L’OLIO: prezioso in menopausa. Dalla spremitura a freddo dei semi di zucca si ricava un olio benefico da usare in cucina (solo a crudo!) come condimento. È ricco di acidi grassi essenziali insaturi come l’acido oleico e linolenico, fitosteroli e vitamina E che in sinergia con i carotenoidi contrastano l’eccesso di grassi nel sangue. Contiene anche fitosteroli con una struttura simile a quella degli ormoni umani che migliorano i disturbi tipici della menopausa legati alla carenza degli estrogeni.

Fonte di magnesio, il sale del benessere. Nei semi di zucca i minerali vantano una presenza importante, con fosforo e magnesio in prima fila, seguiti da ferro e zinco. Il fosforo fa la parte del leone, con 1.233 mg per 100 g di prodotto; i semi di zucca diventano così delle piccole miniere naturali di questo minerale, indispensabile per l’assorbimento del calcio nelle ossa e per la produzione di energia. Inoltre al fosforo si riconosce la capacità di restituire vigore in caso di stanchezza fisica e in questo senso la sua azione si completa con quella del magnesio, che provvede invece al benessere mentale, regalando calma e tranquillità. Il magnesio assicura anche la funzionalità dei muscoli e dei nervi, rinforza le ossa e mantiene regolare il battito cardiaco. I semi di zucca contengono anche buone dosi di ferro che aiuta a prevenire anemia e stanchezza cronica che si accentuano nel periodo mestruale.

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