Dieta dell’avocado e CICO diet: perdere peso velocemente prima di Natale

La dieta dell’avocado non è in realtà un regime alimentare strutturato da esperti ma il consiglio di assumere questo frutto ogni giorno nell’ambito di una dieta sana e varia volta non solo a perdere peso ma anche a mantenersi in salute. Il suggerimento arriva in seguito ai risultati di diverse ricerche scientifiche che hanno dimostrato i benefici dell’avocado.

Il seme dell’avocado proprietà benefici ed utilizzi. L’avocado è un elemento eccellente sia per la salute e per la bellezza, è utilizzato in un’infinità di modi sia il ricette di cucina le ricette di bellezza proprio per il suo delicato ed ottimo sapore. Potremmo stilare una lunghissima lista delle proprietà benefiche di questo frutto, addirittura neanche il seme è da scartare, infatti si trova al centro del frutto stesso, proprio Dove si concentrano i maggiori benefici.

L’avocado è il miglior alimento per dimagrire e fa bene alla salute Oggi i frutti esotici possono essere facilmente reperiti al super- mercato con prezzi contenuti e alcuni di essi, pervia dei cambiamenti climatici, vengono coltivati anche in Italia. Tra questi anche l’avocado, noto ingrediente “esotico” per insalate o salse, prima tra tutte il guacamole, la tipica preparazione messicana il cui uso risale addirittura agli aztechi. L’avocado è infatti originario del Messico e del Centro America. Gli aztechi lo chiamavano “ahuacati”, in riferimento alle ghiandole sessuali maschili, in quanto credevano che avesse proprietà afrodisiache. Quando arrivarono, i conquistadores spagnoli apprezzarono subito questo frutto ma, poiché non riuscivano a pronunciarne bene il nome, lo chiamarono “aguacate”, che si trasformò nel tempo in “abogado” e infine in avocado.

Le varietà principali
L’avocado ha tre specie botaniche principali: la Antillana, la Messicana e la Guatemalteca, che si distinguono per alcuni caratteri delle foglie che, nei germogli, risultano verdi nelle prime due, bronzato-viola nell’ultima. Le due principali cultivar (varietà agrarie di una specie botanica) sono la Fuerte e la Hass. La differenza

più evidente tra le due varietà si nota quando il frutto è maturo: la Fuerte mantiene la buccia verde, mentre la Hass, varietà più pregiata e dalla buccia rugosa, diventa viola scuro o addirittura nera.

Staccalo dalla pianta e matura!
Se rimane attaccato alla pianta, un avocado può richiedere per maturare anche vari mesi ma, una volta staccato dall’albero, si innescano dei meccanismi determinati dall’etilene (un ormone vegetale gassoso che l’avocado stesso produce) che portano alla maturazione completa del frutto. Un avocado è pronto per essere consumato quando è leggermente morbido alla pressione delle dita. Se non è ancora maturo, si può conservare a 5-12 °C.
Per accelerare la maturazione, si tiene il frutto a temperatura ambiente. Una volta maturo, si può conservare in frigorifero per qualche giorno.
I frutti che possono maturare anche una volta recisi dalla pianta, come l’avocado, sono detti climaterici. Banane, pesche, mele, kiwi, pere, meloni, angurie, pomodori, albicocche, manghi, susine e papaia sono tutti frutti climaterici. Questo è il motivo per cui una mela matura accelera la maturazione dei frutti climaterici a cui viene messa vicino.

Il prezioso “frutto di un colpo di fortuna
Alla fine degli anni Venti, negli Stati Uniti, la varietà più popolare di avocado era ancora la Fuerte (la “forte”), individuata in Messico da Cari Sch- midt nel 1911 e coltivata in California. Venne così chiamata perché fu l’unica a resistere alle gelate dell’inverno del 1913, segno di una pianta particolarmente “forte”. Nel 1926, un postino californiano di nome Rudolph Hass acquistò e piantò tre alberelli di avocado e da uno di questi nacquero frutti mai visti sino ad allora, con buccia rugosa e spessa con
un colore che da verde, a maturazione, diventava nero purpureo. I frutti attirarono l’attenzione dei figli di Hass, che li portarono dal padre. Egli, assaggiandoli, si accorse dell’ottima qualità della polpa e pensò bene, nel 1935, di brevettare la pianta (si possono brevettare anche le nuove varietà vegetali). In realtà non si sapeva molto di quell’albero, se non che il seme proveniva dal Guatemala, forse da una pianta non ancora nota o frutto di una mutazione genetica naturale (non indotta dall’uomo). Ma gli affari non andarono subito bene. A favorire le vendite però ci pensò la natura: la Hass, in California, maturava da maggio a novembre, periodo dell’anno in cui la Fuerte invece non fruttificava. Cosi, mancando dai banchi del mercato la solita varietà, le persone provarono la Hass che, dopo qualche tempo, divenne la varietà più apprezzata.

Un frutto “grasso”
A differenza dei frutti freschi che siamo abituati a mangiare, l’avocado non è una fonte importante di carboidrati (ne contiene solo 8,5g/100g, contro per esempio i 14-20g/100g delle mele) mentre lo è di grassi (10-30g/100g a seconda della varietà e del grado di maturazione). Per questo motivo nel Settecento fu usato come sostituto del burro dai marinai che navigavano dal nuovo al vecchio continente. Questi erano infatti soliti spalmarlo sulle gallette e mangiarlo con il pesce. Questo frutto contiene, per esempio, acido oleico, presente sia nell’avocado che nell’olio d’oliva, che appartiene ai grassi monoinsaturi ed è noto per la sua benefica azione su cuore, cervello e arterie e perché ha proprietà sazianti. L’avocado fornisce anche Omega6 e una piccola quantità di Omega3. Poiché entrambi devono essere introdotti con la dieta, e soprattutto gli 0mega3 di cui l’avocado (così come la dieta occidentale) è piuttosto carente, il consiglio è di consumare nello stesso giorno in cui si mangia l’avocado una porzione di pesce di mare, oppure 1 cucchiaio di semi di lino da aggiungere a insalate, verdure in genere o cereali. I grassi saturi, invece, sono quelli meno adatti per l’organismo, anche se di origine vegetale, in quanto favoriscono la formazione di colesterolo. Ricordiamo comunque che, per quanto riguarda l’avocado, predominando i grassi buoni, l’azione di quelli saturi viene annullata.

Una miniera di sali e vitamine

L’avocado si caratterizza anche per il suo contenuto in minerali, vitamine e altri elementi antiossidanti. Sono infatti presenti numerose sostanze salva salute, come carotenoidi (primo tra tutti il betacarotene), tocoferolo (o vitamina E, un potente antiossidante liposolubile, vale a dire che si assimila solo se accompagnato da grassi/ lipidi) e betasitosterolo, una sostanza che aiuta a ridurre i livelli di colesterolo “cattivo” (LDL).
Oltre al potassio, tra i minerali non mancano il calcio salva ossa e snellente e il magnesio necessario per i muscoli, il cuore e il cervello. Tra le vitamine, sono presenti in quantità importanti quelle B, sazianti, rigeneranti del sistema nervoso e antistress. L’avocado è anche fonte di colina (una sostanza anticolesterolo e utile per la memoria) e di luteina (un antiossidante che protegge occhi e vista). Sono invece scarse le proteine, solo 2g/100g.

Perché fa bene
L’avocado è un frutto che offre numerosi benefici e, nonostante sia molto grasso e molto energetico (con le sue 160kcai/100g), ha persino proprietà dimagranti che ne fanno un potente alleato per chi segue diete antisovrappeso. Inoltre, ricordiamo le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, che fanno sì che possa contrastare efficacemente l’eccesso di radicali liberi e, di conseguenza, il processo di invecchiamento cellulare. Grazie al suo elevato contenuto in potassio, inoltre, questo frutto è utile in presenza di ipertensione, così come in caso di ritenzione e cellulite, proteggendo l’apparato cardiocircolatorio e drenando il sistema linfatico. È utile anche a chi soffre di cattiva digestione e a chi ha l’intestino pigro in quanto le sue fibre contrastano la stitichezza. Infine, contribuisce a tenere sotto controllo gli zuccheri e il colesterolo nel sangue. Uno studio pubblicato sul «Journal of thè American

Heart Association» ha dimostrato l’azione ipocolesterolemizzante di questo frutto. I ricercatori hanno sottoposto per un periodo di cinque settimane 45 persone, caratterizzate da sovrappeso e ipercolesterolemia, a tre regimi alimentari diversi finalizzati alla riduzione dei livelli di colesterolo. La prima dieta, che non comprendeva l’avocado, prevedeva il consumo di una minima quantità di grassi pari ai 24%. La seconda dieta, anch’essa senza questo frutto, forniva attraverso i grassi il 34% delle calorie totali. La terza, simile per il contenuto di questi nutrienti (sempre il 34%), prevedeva invece il consumo di un intero avocado al giorno. Chi si era sottoposto al terzo regime alimentare aveva ottenuto un abbassamento del colesterolo cattivo ed era anche dimagrito. Ma vediamo perché l’avocado contribuisce alla riduzione del colesterolo e alla perdita di peso…

È il cibo perfetto per chi vuole perdere peso

A conferire all’avocado proprietà dimagranti sono soprattutto i grassi monoinsaturi e le fibre. In particolare, l’acido oleico e l’alfalinolenico (meglio noto come 0mega3) sono grassi monoinsaturi benefici in grado di stimolare la produzione del colesterolo buono (HDL) e ridurre i livelli di quello cattivo (LDL), così come i valori dei trigliceridi nel sangue, responsabili di patologie legate alla circolazione e al cuore, nonché dell’insulinoresistenza che causa obesità e diabete. Ma che cos’è l’insulinoresistenza? Quando l’alimentazione quotidiana è troppo ricca di zuccheri (glucidi), il corpo arriva in una fase in cui le sue cellule “resistono” all’insulina, l’ormone che regola la glicemia nel sangue, e non assorbono i glucidi per metabolizzarli. Il pancreas allora produce più insulina, fino a quando non riesce più a formarne così tanta e lo zucchero nel sangue aumenta, arrivando a provocare il diabete mellito di tipo II, quello dovuto per lo più a errori alimentari e a vita sedentaria. L’invecchiamento (e in particolare la perdita muscolare legata all’età, in quanto sono i muscoli i primi a “bruciare” lo zucchero ingerito), l’alimentazione ricca di grassi di cattiva qualità e zuccheri, la vita sedentaria e lo stress sono le cause della resistenza all’insulina, comuni anche al sovrappeso e all’obesità caratterizzati dalia formazione di grasso addominale. Tale grasso produce ormoni che infiammano organi e tessuti e producono a loro volta altro grasso.

In questa situazione, gli acidi grassi monoinsaturi dell’avocado e le sue fibre, se inseriti all’interno di una dieta finalizzata alla riduzione del peso corporeo, rimettono in moto il metabolismo, aumentano il senso di sazietà e donano energia vitale.
Ma vediamo di comprendere meglio che cos’è il grasso addominale, noto per essere un fattore di rischio per ictus e infarto, e come mai l’avocado sia in grado di prevenirlo o ridurlo se già presente…

L’alleato antipancia

Il grasso che si accumula nell’organismo difficilmente è distribuito in modo uniforme e le aree di deposito possono variare da individuo a individuo. Una delle scoperte più significative in relazione all’accumulare peso è che, a seconda di dove il grasso si deposita, si può avere una maggiore incidenza di malattie metaboliche e cardiocircolatorie.
È stato il medico francese Jean Vague, attorno alla metà degli anni Quaranta, a ipotizzare che le complicazioni dell’obesità fossero strettamente legate alla distribuzione del grasso corporeo piuttosto che all’obesità in quanto tale. Egli introdusse i modelli di obesità “androide” e “ginoide”, ognuno dei quali è prevalente in uno dei due sessi: i soggetti con una tipologia di obesità maschile (androide) sono caratterizzati da depositi di grasso nella zona del tronco con un’elevata quantità di adipe viscerale, mentre i soggetti con obesità di tipo femminile (ginoide) accumulano il grasso (soprattutto sottocutaneo) preferibilmente nella regione gluteo-femorale. Ed è proprio alla prima forma di obesità, quella androide, che si associano un maggior rischio di alti livelli di colesterolo, trigliceridi, zuccheri e acidi urici nel sangue e una ridotta sensibilità all’azione dell’insulina.

Da qui l’esigenza, per chi accumula grasso sul punto vita e sui visceri, di seguire le giuste indicazioni alimentari e di stile di vita che consentano di eliminare il grasso presente e di contrastarne nuovi depositi.
In particolare, un recente studio condotto all’Università della Pennsylvania (USA) ha evidenziato che assumere ogni giorno per un periodo di quattro settimane una quantità pari a 40g di oli ricchi di grassi monoinsaturi aiuta a ridurre i livelli di grasso addominale. Come abbiamo precedentemente visto, l’avocado è un’ottima fonte proprio di questo tipo di lipidi, ed è quindi in grado di impedire l’accumulo del grasso corporeo in questa parte del corpo. Inoltre, a differenza dell’olio extravergine d’oliva, quello estratto dall’avocado ha un punto di fumo molto più alto. Questo fa si che non vengano prodotte sostanze tossiche durante la cottura anche a elevate temperature (per esempio, in forno o in frittura).

Il miglior cibo saziante
Il controllo della fame nell’essere umano è determinato da due centri neN’ipotalamo (una struttura presente nel cervello) detti “della fame” e “della sazietà”; questi sono influenzati da numerosi neurotrasmettitori e ormoni, che mandano segnali che spingono o meno alla ricerca di cibo. In condizioni di digiuno è attivo il centro della fame, mentre dopo il pasto prevale quello della sazietà.
La ricerca scientifica che si occupa della fame, per capire come frenare l’epidemia di sovrappeso e obesità tutt’ora in corso in tutto il mondo occidentale e non solo, ha studiato a
lungo questi centri e ha elaborato due teorie che giustificano la comparsa della fame. Una teoria ha stabilito che la glicemia è lo stimolo più importante per la regolazione dell’appetito. Dei recettori cerebrali controllano infatti costantemente la concentrazione di glucosio nel sangue: non appena la glicemia scende al di sotto dei valori di guardia, si innesca lo stimolo della fame. Viceversa, quando il glucosio nel sangue aumenta eccessivamente, il cervello capisce che non è più necessario mangiare.

Il nome botanico dell’avocado è Persea americana.

Si tratta di una specie arborea che appartiene alla famiglia delle Lauracee, la stessa di alloro e cannella. L’albero ha foglie di colore verde scuro lunghe fino a 40cm e cresce fino a 10-20m.
I piccoli fiori gialloverdi, riuniti in pannocchie di cento e più germogli, si trasformano in frutti dopo il decimo anno di vita della pianta.

Lo sai che l’avocado contiene più potassio delle banane? Con lOOg di avocado assumi il 14% del fabbisogno giornaliero di questo elemento, mentre con una pari quantità di banane ne hai a disposizione solo il 10%. Il potassio contribuisce al controllo della pressione sanguigna e contrasta la ritenzione idrica e la cellulite.

Per far maturare velocemente un avocado, basta metterlo in una busta di plastica e lasciarlo a temperatura ambiente. In un paio di giorni sarà pronto per essere consumato. Mettendo nella busta anche una mela, una banana o una pera, frutti che rilasciano etilene (un gas che promuove la maturazione), il processo sarà ancora più veloce.

Vuoi una colazione rapida senza sporcare nemmeno un piatto? Taglia a metà un avocado, togli il nocciolo e versa un uovo nell’incavo che occupava. Inforna a 200°C per 10-15 minuti e servi con 2 fettine di pane integrale tostato e una spremuta di pompeimo rosa o d’arancia.

1. Come far crescere una pianta di avocado
Basta pulire il seme posto al centro del frutto senza intaccare la pellicina che lo ricopre. Poi, si posizionano tre stuzzicadenti da spiedini lungo la circonferenza del seme. Ogni stuzzicadenti dovrà formare un angolo di 45°, in modo da realizzare un supporto da poggiare sul bordo di un barattolo.

2. Come far crescere una pianta di avocado
Si riempie un barattolo d’acqua e lo si mette in un luogo soleggiato. Si poggia il seme sul barattolo: solo la punta dovrà essere immersa nell’acqua. Si cambia l’acqua 1-2 volte a settimana. Per ottenere le radici bisognerà attendere circa 8 settimane.
Al seme non dovrà mai mancare acqua.

3. Come far crescere una pianta di avocado
Quando la pianta avrà raggiunto i 15-20cm di altezza, dovrà essere potata di 5-7cm. Quando sarà ancora alta 20-25cm, la si trapianterà in un vaso colmo di terriccio ben drenato e ricco di humus. Nel trapiantare l’avocado, è importante assicurarsi che la parte superiore del seme rimanga sempre esposta aM’aria.

4. Come far crescere una pianta di avocado
Il vaso dovrebbe essere posizionato in una zona soleggiata. Per favorire la crescita, è bene potare periodicamente la pianta. Quando avrà raggiunto i 30cm potrà essere potata tagliando via le foglie più in cima. L’operazione va ripetuta per ogni 15cm di crescita.

In alcune zone degli Stati Uniti, l’avocado viene chiamato alligator pear, vale a dire “pera alligatore” perché la sua buccia ricorda, nel colore e nella grana, la pelle degli alligatori, rettili simili ai coccodrilli.
I guatemaltechi invece lo chiamavano “frutto degli dei” per la raffinatezza della polpa e il gusto delicato, che ricorda le nocciole.

La coltivazione dell’avocado è iniziata in Messico nella regione di Puebla, dove in una grotta è stata trovata la sua più antica testimonianza, datata circa 10 mila anni a.C. Prima della sua coltivazione, la pianta si è propagata grazie ad animali oggi estinti, simili a bradipi, che ne mangiavano la polpa disseminando i noccioli nella foresta.

Se non sapete cos’è la CICO diet è tempo di mettervi in pari, perché è questo il regime dimagrante più bisbigliato del momento. CICO sta per Calories In, Calories Out (calorie dentro, calorie fuori) e si basa su un principio molto semplice, ovvero quello di calcolare le calorie che si assumono. La CICO diet ha i suoi lati positivi. Ma, come accade con tutte le diete, ne rivela anche di negativi. Capiamoli.

Come funziona la CICO diet

In pratica il concetto è piuttosto semplice. Ogni giorno ingeriamo alimenti che soddisfano il nostro fabbisogno calorico. Attraverso le calorie abbiamo il ‘carburante’ per fare tutte le attività giornaliere. La CICO diet si basa sul calcolo delle calorie che ingeriamo, normalmente, in un giorno. In base ad un semplice rapporto tra altezza, peso, età e stile di vita, si può conoscere il fabbisogno medio calorico di una giornata, ovvero quante calorie bruciamo senza fare esercizio fisico – potete calcolare il vostro qui. Ebbene, da questo risultato chiamato Total Daily Energy Expenditure o TDEE, basta sottrarre 500 calorie e nutrirsi non superando la soglia prefissata.

In pratica, si assumono meno calorie. Un principio che sta alla base del dimagrimento. E che forse non necessitava nemmeno di un nuovo nome per tornare ‘in voga’. Ma è un principio che ha dei limiti, ritengono alcuni nutrizionisti. Infatti, tagliare le calorie può non essere utile per sé, se non si bilancia la dieta in modo adeguato. Se, per esempio, dal calcolo sopra descritto emerge che si devono assumere 1200 calorie al giorno, non è la stessa cosa prenderle da una fetta di torta o da un sacchetto di patatine piuttosto che da riso, verdure, pesce, legumi. Tagliare le calorie non può essere un’indicazione valida in ogni situazione. Alcuni alimenti calorici fanno comunque benissimo e sono perfettamente integrabili in una dieta (come le noci, o l’avocado). Mentre altri sono completamente vuoti di elementi nutrizionali (cibi confezionati, merendine, etc). Ecco che tagliare le calorie tout court potrebbe far dimagrire, ma mettendo in pericolo la salute generale. Potrebbe aumentare il colesterolo, o insorgere una carenza di minerali, o vitamine. Insomma, meno calorie sì, ma solo se si mangia in modo bilanciato.

DIMAGRIRE SENZA SFORZO

E’ stupefacente come anche le piccole cose possano fare la differenza. Una buona strategia per cominciare una delle indicazioni di seguito date e attenervisi per un giorno. Poi individuatene un’altra e senza smettere di seguire la prima, applicate anche questa seconda. Quando riuscirete a rispettare le prime due regole senza più sforzo, aggiungetene una terza. Ricordate che i suggerimenti all’inizio dell’elenco, sono i più facili e danno risultati più rapidi!

1. Bere un bicchiere d’acqua appena svegli (meglio se purificata, in ogni caso NON del rubinetto). Questa abitudine attiva il metabolismo e i processi di depurazione.

2. Fare un’abbondante colazione: frutta, pane integrale, burro e latte naturale (non pastorizzato, né omogeneizzato), yogurt naturale (senza frutta né zucchero),salmone selvaggio affumicato, carne bovina, tonno, sardine, uova, pomodori, peperoni, prezzemolo, carote, verdure di qualsiasi tipo (ma sempre biologiche), patate (con moderazione), vero tè in foglie, caffè con moderazione (e preparato con acqua pura), dolcificato con zucchero grezzo di canna, miele.

3. Bere otto bicchieri di acqua purificata, quindi non del rubinetto, al giorno: è necessario liberarsi dalle tossine accumulate

4. Camminare almeno 1 ora al giorno: rigorosamente all’aperto

5. Non mangiare dopo le 18,00: cercate di fare del vostro meglio. La buona notizie è che prima potete anche ingozzarvi (seguendo le direttive qui riportate) ma se smettete di mangiare alle 18,00 dimagrirete comunque!

6. Eliminare la candida: se siete sovrappeso è certo che soffriate di una infestazione da candida, probabilmente estesa a tutto il corpo. Riducendo la proliferazione di candida, riuscirete a perdere peso e mantenervi magri senza sforzo!

7. Sottoporsi al lavaggio del colon: se siete sovrappeso, il vostro apparato digerente sarà lento e pigro. Se non scaricate 2 o 3 volte al giorno, l’intestino è intasato. Il lavaggio del colon accelera fortemente il metabolismo e permette di perdere fino a 5 kg di peso grazie alla sola eliminazione delle scorie. Esistono molti prodotti “coloncleanser” completamente naturali.

8. Prendere olio di cocco vergine non raffinato: è un prodotto stupefacente che può avere grandi effetti benefici e facilitare il dimagrimento. L’olio che deve essere vergine e biologico rientra nella categoria dei prodotti “miracolosi”.- Basta prenderne un cucchiaio la mattina e uno nel tardo pomeriggio, per trenta giorni consecutivi ed ecco quello che potrebbe succedervi: la pressione alta diventa un problema del passato, i disturbi circolatori si risolvono, gli sbalzi d’umore svaniscono, la depressione si attenua, la stipsi smette di tormentarvi, i dolori articolari si riducono o scompaiono, il reflusso gastroesofageo e i bruciori di stomaco diminuiscono o si risolvono definitivamente. Ma c’è anche un effetto

collaterale non trascurabile: se siete sovrappeso, dimagrirete!. L’olio ha un effetto straordinariamente positivo sull’organismo.

9. fare saune ad infrarossi: tali saune aumentano il metabolismo, riducono il livello di intossicazione, accelerano il dimagrimento e bruciano grasso. Dovrebbero essere un’abitudine quotidiana!

10. Abbondare nel consumo di pompeimi biologici: sembra proprio che in questo frutto sia contenuto un enzima che brucia i grassi.

11 .Evitare aspartame e altri dolcificanti artificiali: l’aspartame, oltre ad essere una potente sostanza tossica, fa ingrassare. Tutti i dolcificanti artificiali, compresa la saccarina si devono evitare.

12. Evitare glutammato monosodico: è un additivo neurotossico. Fa ingrassare, procura disturbi d’ogni tipo e condiziona negativamente l’umore favorendo la depressione. Induce dipendenza, come l’aspartame e aumenta l’appetito. Sfortunatamente la legge consente alle industrie alimentari di introdurlo nei cibi senza che il suo nome debba comparire in etichetta. Troverete decine di definizioni alternative (spezie, aromi artificiali, proteine vegetali idrolizzate, proteine idrolizzate, estratti di piante proteiche, sodio caseinato, proteine strutturate, avena idrolizzata,estratto di lievito etc) che di fatto significano esattamente la stessa cosa. Ecco perché si raccomandano alimenti biologici.

13. Assumere enzimi digestivi (papaia, ananas o complessi fitoterapici): se siete sovrappeso è probabile che il vostro organismo non produca una sufficiente quantità di enzimi digestivi e che per questo ingrassiate e soffriate di gonfiore addominale, difficoltà digestive, stipsi.

14. Evitare cibi e bevande dietetiche: le bibite diet sono state definite il nuovo crack perché inducono dipendenza fisica. Sicuramente fanno ingrassare. Vengono pubblicizzate perché generano assuefazione e hanno costi di produzione inferiori alle bibite tradizionali

15. Non mangiare nei fast food: i cibi peggiori e con il contenuto più alto di ingredienti dannosi sono quelli dei fast food. Il cibo deve costare poco, indurre dipendenza, avere un aspetto attraente e farvi venire più appetito!

16. Non usare sciroppo di mais ad alto tenore di fruttosio. Si tratta di un dolcificante che fa ingrassare e crea dipendenza. Negli alimenti biologici i dolcificanti utilizzati sono: miele, melassa, succo di mela, datteri, erba stevia, succo di canna da zucchero evaporato. Leggete le etichette e se trovate nomi impronunciabili lasciate lì!

17. Non usate zucchero e farina bianchi. Lo zucchero bianco fa ingrassare e crea dipendenza (è comunque preferibile ai dolcificanti artificiali). Preferite i dolcificanti nominati al punto precedente. La farina bianca (che mischiata all’acqua forma una vera e propria colla) ostruisce l’apparato digerente, rallentando il metabolismo. Usate solo farina integrale biologica, non trattata e non privata delle fibra.

18. Mangiate solo carni bovine, pollame e pesce biologico: una delle ragioni del sovrappeso è l’ormone della crescita contenuto nelle carni.

19. Limitare i latticini:se volete consumare latte, formaggi, burro o altri latticini, assicuratevi che siano di produzione biologica, non pastorizzati né omogeneizzati, difficili da trovare. In alternativa potrete scegliere i latticini pastorizzati ma non omogeneizzati di origine biologica.. Se l’obiettivo è calare di peso, riducete comunque i latticini ed evitate nella maniera più assoluta quelli NON biologici perché l’ormone della crescita ostacolerebbe il dimagrimento.

20. Depurare il fegato: se siete sovrappeso, il vostro fegato è ostruito. Molti i rimedi naturali per depurarlo.

21 .Mangiare un’insalata di verdure a pranzo e cena, PRIMA di consumare il resto del pasto.Per ridurre il tasso glicemico nel sangue, è utile un’insalata di cavolo cappuccio 2 volte al giorno. Conditela con olio extravergine d’oliva, succo di limone, aceto di mele biologico, sale marino integrale, pepe macinato e uno spicchio d’aglio.

22. Usare il peperoncino: tutto ciò che è speziato e piccante accelera i processi metabolici e fa bruciare più rapidamente i grassi. Naturalmente bio.

23. Bere qualche cucchiaio di aceto di mele: è fantastico per eliminare il grasso. Un paio di cucchiai prima dei pasti e vi sorprenderete di quanto vi stanno larghi gli abiti!

24. Respirare a pieni polmoni: L’ossigeno brucia i grassi. La maggior parte della gente non respira abbastanza profondamente da stimolare il metabolismo e le capacità di bruciare i grassi. Ci sono tecniche di respirazione che s’imparano rapidamente in grado di aiutare il dimagrimento.

25.Saltare: un tappeto elastico (rebounder) permette di rafforzare e stimolare

simultaneamente ogni cellula del corpo. Saltarci sopra per una decina di minuti al giorno attiva il sistema linfatico e accelera il metabolismo. Molto efficace sia per star bene sia per dimagrire

26.Mettere anelli magnetici: gli anelli magnetici da portare ai mignoli d’entrambe le mani mentre si dorme possono dare risultati sorprendenti.

27.Sottoporsi ad un ciclo di 15 enteroclismi da eseguirsi nell’arco di un mese: Questo metodo pulisce il colon, facilitando l’assimilazione dei nutrienti. Riduce l’appetito e accelera il metabolismo oltre a favorire il processo digestivo, in modo che il cibo non si accumuli trasformandosi in grasso.

28. Rafforzare i muscoln muscoli bruciano grassi. Potenzia doli con l’esercizio fisico, aumenterete il metabolismo. I metodi migliori sono: yoga, il pilates, il kung fu e la cara vecchia ginnastica!

29. Digiunare: dovrebbe essere il primo rimedio, ma per la maggior parte delle persone è il più difficile. Attenersi ad una dieta liquida a base di succhi per tre settimane disintossica completamente l’organismo, pulisce le cellule e ristabilisce il peso naturale. E’uno dei metodi più rapidi ed efficaci per dimagrire e ripristinare un punto di partenza ottimale per non recuperare peso. Meglio farsi tenere sotto controllo da un medico.

30. Trasgredire quando se ne ha voglia. Avete voglia di gelato, cioccolato, pizza, dolcetti vari? Non privatevene. Meglio mangiare qualcosa senza sentirsi in colpa che non mangiarla soffrendo. Se avete un debole per il gelato e i dolci, tenete presente che ne esistono di naturali, biologici. Facendo attenzione alle etichette potrete concedervi questi deliziosi strappi alla regola senza ingurgitare gli additivi e le sostanze chimiche che vi vanno davvero ingrassare.

31. Ridurre o eliminare l’impulso a mangiare anche senza appetito: soprattutto se mangiate per compensazione emotiva!

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