Dieta Mediterranea per stare in forma in estate: ottima alleata per perdere peso e vivere in salute

Ecco dunque l’estate, unica vera stagione, secondo l’aforisma di Ennio Flaiano, con la sua luce, con il suo calore, con le sue lunghe giornate, con le esperienze nuove, con il riposo atteso, con i viaggi sognati, con il fitto intreccio di mille relazioni, con la scoperta di innumerevoli mondi nuovi.

Ecco il tempo propizio per sfruttare le proprietà benefiche del sole, per sincronizzare tutti i nostri ritmi biologici, per ridare solidità alle ossa,per migliorare il tono energetico generale, per allontanare la depressione, per aumentare le nostre endorfine che controllano il dolore e ci assicurano il benessere.

Ecco il tempo adatto per risvegliare l’Ulisse assopito in ciascuno di noi, sempre pronto a iniziare il viaggio per esplorare i confini del nostro Mediterraneo, per ritrovare le nostre radici profonde nella molteplice identità della cultura mediterranea. Ecco il tempo favorevole per riscoprire i tesori immensi e molteplici delle tradizioni e della dieta mediterranea, beneda riscoprire, custodire, conservare, proteggere, difendere, riconosciuta a buon diritto e iscritta dall’Unesco tra i patrimoni culturali dell’umanità intera.

Ecco il tempo propizio per riscoprire il primato dell’olivo, dono degli dei, prezioso in ogni sua parte come nell’olio, in cui si nasconde il segreto della dieta mediterranea, della longevità delle popolazioni che ne fanno un uso regolare e della protezione nei confronti di malattie cardiovascolari e tumori.

Ecco il tempo per fare tesoro dei doni dell’estate, evitandone gli eccessi e i pericoli potenziali. Per questo mi sento rassicurato dal nuovo numero della rivista, disponibile in farmacia, grazie
a cui posso approfondire alcuni temi relativi all’estate e molti altri argomenti, affrontati con chiarezza e competenza: i disturbi circolatori, le semplici misure di pronto soccorso per i piccoli incidenti, le tisane rinfrescanti, le piante medicinali utili per i disturbi estivi, la fotosensibilizzazione da farmaci, le varici, le intolleranze alimentari, la celiachia,
la dieta mediterranea, i prodotti per l’igiene del cavo orale. E poi ancora
la disidratazione e i problemi gastrointestinali nel bambino, i farmaci da portare con sé nella valigia, la ginnastica yoga per gli occhi, le vaginiti in gravidanza. Eccoci dunque pronti per l’estate, una buona estate.

Considerata talmente un modello nutrizionale valido e significativo che nel 2010 l’Unesco, ossia l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, ha iscritto la dieta mediterranea nella prestigiosa «Lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità». Come è noto, lo stile mediterraneo si caratterizza principalmente per l’utilizzo di cereali, olio di oliva, frutta fresca o secca, verdure, pesce, latticini e molti aromi e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusi, sempre nel rispetto delle tradizioni di ogni comunità che si affaccia sul Mare nostrum, e non solo quella italiana.

Col passare del tempo, le nuove acquisizioni in scienza dell’alimentazione hanno evidenziato le valenze salutari degli alimenti più usati. Pensiamo al ruolo benefico degli acidi grassi del pesce e dell’olio di oliva, alle proprietà benefiche dei composti contenuti in frutta e
verdura; la scoperta dell’indice glicemico dei carboidrati, che ha evidenziato la maggior salubrità dei cereali integrali. In un certo senso, oggi si vive come «mediterraneo» ogni cibo che oltre a essere buono è anche salutare: dal pesce azzurro alle erbe aromatiche, dalle minestre di cereali e legumi all’olio extravergine di oliva.

I cereali, la qualità è importante

Forse perché sono la base della nostra alimentazione, abbiamo un rapporto controverso con i cereali e i prodotti derivati. Da una parte li amiamo, dall’altra appena decidiamo di perdere qualche chilo li eliminiamo drasticamente – finendo col mangiare troppi grassi e proteine – considerandoli dei pericolosi nemici (salvo poi sognarci i dolci la notte…). Ma oltre alla quantità, sarebbe bene occuparci della qualità dei carboidrati.

I cereali integrali – preferibilmente di coltivazione biologica per evitare la possibile presenza di residui sulla cuticola – hanno una ricchezza nutrizionale decisamente maggiore di quelli raffinati. Durante la raffinazione, oltre alle fibre, le farine perdono l’importante patrimonio vitaminico (gruppo B, vitamina E) e di minerali (ferro, calcio, magnesio e zinco per esempio), acidi grassi polinsaturi, tutte sostanze prevalentemente contenute nel germe di grano, che nella raffinazione viene scartato. Quando possibile, perciò, cerchiamo di consumare i chicchi di cereali integri per i nostri primi piatti (riso, grano, farro) e scegliamo il pane integrale.

A questo proposito va ricordato che in commercio possono esserci pani o altri prodotti venduti come «integrali», ma che in realtà sono composti da farine raffinate con l’aggiunta di crusca. Meglio acquistare solo quelli a base di vera farina integrale, che è derivata dalla macinazione del chicco integro, fibre e germe compresi. Ma mangiare «integrale» aiuta anche chi desidera perdere peso. Secondo un recente studio pubblicato su The Journal of Nutrition chi segue una dieta ipocalorica e preferisce abitualmente i cereali integrali al posto  di quelli raffinati dimagrisce di più, ossia perde più massa grassa, rispetto a chi segue la stessa dieta ma coi cereali raffinati.

Magico olio! Occhio però a scelta e conservazione

Nella patria della dieta mediterranea, quale può essere il condimento per eccellenza se non l’olio di oliva? Attenzione però alla qualità: l’extravergine è l’unico ottenuto solo tramite spremitura meccanica delle olive e senza solventi chimici, come negli oli di minor pregio o di semi. In cucina, l’olio va mantenuto al riparo da aria e luce: i grassi – e ancor di più gli oli – sono sostanze che si ossidano facilmente, trasformandosi, se non si fa attenzione, da virtuosi in dannosi. Ricapitolando: preferiamo oli di qualità, ottenuti senza lavorazioni chimiche; a casa teniamo le bottiglie ben chiuse (evitare le oliere sempre aperte e l’eventuale rabbocco) e al riparo dalla luce. Seppure sano, un cucchiaino d’olio apporta circa 50 calorie, quindi meglio non eccedere coi condimenti; in media si consiglia di stare intorno ai tre cucchiaini d’olio a pasto, equivalenti a un cucchiaio e mezzo.

IL DECALOGO PER UNA DIETA MEDITERRANEA SANA E LEGGERA

1 Scegliere
preferibilmente prodotti a base di cereali integrali e cercare di variarli durante la settimana. Allo stesso tempo, provare a ridurre gli alimenti a base di zuccheri semplici, quali i dolci.
2 Cercare
di consumare le famose cinque porzioni al giorno di frutta e verdura. Saziano e nutrono l’organismo di tutte quelle sostanze che lo aiutano a mantenersi in salute (vitamine, antiossidanti, minerali ecc.).
3 Preferire
tra gli alimenti animali, quelli più magri (carni bianche, pesce, latticini freschi, legumi). Cercare di consumare 2-3 volte a settimana il pesce: fonte dei famosi acidi grassi omega 3. Oltre al pesce, alternare gli alimenti proteici con queste frequenze settimanali: carne (possibilmente bianca e magra) 1-2 volte; uova 1- 2 volte; legumi 2 – 4 volte; formaggi 2 volte.
Via libera, anche tutti i giorni, a latte, yogurt, latticini magri come la ricotta e al parmigiano come condimento.
4 Arricchire
sempre i pasti con le fibre: le contengono cereali integrali, legumi, verdure, semi.
Sono sazianti, aiutano il metabolismo a non prendere peso e hanno un benefico effetto sulla funzionalità intestinale.
5 Abituarsi
a utilizzare «integratori» naturali di minerali e vitamine come i semi oleosi. Noci, mandorle, pistacchi e così via. Tritati o interi, nel muesli del mattino oppure aggiunti su insalate, zuppe, contorni di verdure, dessert.

6 Preferire come condimento principe l’olio extravergine di oliva. Alternandolo, eventualmente, con altri oli di semi solo se di origine biologica e ottenuti tramite spremitura a freddo.
Tre cucchiai di olio al giorno (sia per cucinare che per condire) è la dose consigliata per una dieta bilanciata.
7 Cucinare
utilizzando cotture leggere: a vapore, alla piastra, al forno, al cartoccio. Limitare i fritti. Durante la cottura, ricordarsi che è possibile ridurre moltissimo l’uso dei grassi allungando con brodo vegetale preparato in casa, salsa di pomodoro, limone, vino. Utilizzare padelle dal fondo spesso, che mantengono di più il calore e necessitano di zero o pochi grassi.
8 Ridurre
il consumo del sale e limitare il consumo di cibi molto salati (cibi in salamoia patatine, salumi, cracker e così via) sostituendolo con erbe aromatiche e spezie.
9 Insaporire
e arricchire di sostanze salutari le pietanze di tutti i giorni con gli aromi (come aglio, cipolla), le erbe aromatiche e le spezie.
10 Bere
almeno 1 litro e mezzo-2 di acqua al giorno. Limitare il vino, preferibilmente rosso,
più ricco di antiossidanti, a 1 calice a pasto per le donne, o a 2 per gli uomini.

Un’alimentazione ricca della giusta quantità di fibre oggi è possibile anche per il paziente celiaco che segue una dieta senza glutine

Una delle problematiche più frequenti nella dieta del celiaco è l’apporto insufficiente di fibre dovuto alla sostituzione delle farine di cereali integrali con amidi o con farine molto raffinate come quella di riso, ad
esempio. A causa della raffinazione, infatti, si eliminano la parte esterna del chicco (chiamata comunemente crusca) ricca di fibra, minerali e vitamine del gruppo B. Tuttavia, oltre all’apporto di sostanze nutritive, le fibre nella dieta del celiaco rivestono un’importanza specifica poiché svolgono un ruolo determinante nel mantenere l’intestino in condizioni ottimali (sempre che, ovviamente, il celiaco sia diagnosticato e segua una dieta aglutinata).
Perché sono importanti?
Non apportano calorie perché il nostro organismo non riesce a digerirle, eppure sono fondamentali per la salute della pancia (e non solo): le fibre alimentari oltre che nei cereali, sono presenti
anche in legumi, frutta e verdura. Quelle che noi chiamiamo fibre sono in realtà un insieme di sostanze (cellulosa, pectine, lignine, gomme, mucillaggini, frutto oligosaccaridi) che svolgono azioni diverse all’interno del nostro apparato gastrointestinale a seconda delle loro caratteristiche. In linea generale le fibre sono state divise in due grandi gruppi: le solubili e le insolubili.

Le prime – più abbondanti in legumi, frutta e avena – possono assorbire acqua fino a 15 volte il loro peso, formando già nel tratto gastrico una massa vischiosa e morbida che rallenta l’assorbimento di grassi e zuccheri, con benefici a livello metabolico. Le insolubili – ne sono ricchi le verdure e ancora di più i cereali integrali – invece di assorbire inglobano acqua al loro interno, ingrandendo così il “contenuto” dell’intestino. Il conseguente aumento di peso e di volume produce il benefico effetto di stimolare la peristalsi regolarizzando le funzioni intestinali.

In più, la diminuzione del tempo di contatto tra le pareti intestinali e la massa fecale esercita un’azione protettiva nei confronti dei tumori del colon e del retto. Ma c’è dell’altro: le fibre una volta raggiunto il colon vengono fermentate dalla flora batterica, formando delle sostanze di nutrimento (come l’acido butirrico) per le cellule intestinali, che possono così svolgere al meglio i loro compiti, tra cui quello di difesa immunitaria. Inoltre, le fibre sono anche indispensabili per l’equilibrio della flora intestinale, in quanto aumentano la popolazione dei batteri utili come i lattobacilli acidofili a sfavore di quelli patogeni che producono tossine e infezioni.

Novità per il consumatore

Negli anni passati, l’esigenza principale da parte dei consumatori celiaci è stata quella di reperire dei prodotti soddisfacenti dal punto di vista organolettico, ossia buoni di sapore e con una consistenza piacevole. In parole povere, che riuscissero a reggere il paragone con i prodotti analoghi (pane, pasta, dolci) a base di frumento o di altri cereali con glutine. Una volta che questi obiettivi sono stati per la maggior parte centrati – in effetti oggi l’offerta del senza glutine è veramente ampia – l’esigenza che questi prodotti oltre che buoni fossero anche più equilibrati e ricchi di sostanze salutari si è fatta più forte.

E in effetti, ora è possibile acquistare dei dietoterapici con mediamente 6-8 g di fibre per 100 g: un quantitativo che permette ai celiaci di raggiungere il fabbisogno necessario di fibre (vedi box). Ad esempio, da qualche tempo è possibile trovare delle paste monofarina non dei soliti riso e mais, ma con due pseudocereali (e quindi privi di glutine) come la quinoa e il grano saraceno. La prima è considerata il grano dei paesi andini, grazie all’elevato valore nutrizionale. Oltre alle fibre (12 g/100 g), è una buona fonte di carboidrati, proteine di valore biologico piuttosto alto, minerali come calcio, manganese, fosforo, zinco, ferro e vitamine del gruppo B. Il grano saraceno (6 g di fibre per 100 g) contiene sostanze antiossidanti e utili oligolementi come magnesio e manganese.

Le farine di quinoa e di grano saraceno superano il contenuto di fibra delle farine normalmente usate per la panificazione. Al contrario delle più note farine di riso e mais, che risultano più povere di minerali e vitamine rispetto al frumento. In un numero limitato di prodotti da forno è possibile trovare farine di altri cereali cosiddetti minori, come il sorgo o l’amaranto. Quest’ultimo, in realtà uno pseudocerale tipico del Centro America, è entrato nelle ricette di pani gluten free. Dai chicchi del sorgo si possono ottenere sia il grano mondato, che la farina (miscelata ad altre si può trovare in qualche formulazione di biscotti o muffin) e  l’amido. Adatta per la panificazione, la farina del sorgo ha un contenuto di amido, grassi e proteine che ha suscitato un particolare interesse dal punto di vista nutrizionale.

Pani scuri anche senza glutine

In sintonia con quanto accade nel mercato convenzionale, anche i pani e le farine per i celiaci stanno lentamente cambiando colore, scurendosi, anche se per ragioni tecnologiche la farina non può essere ottenuta dal cereale integrale. Quello che viene macinato è il chicco cosiddetto nudo.

Per questo, le farine o i pani scuri non vengono mai chiamati integrali, ma si utilizzano altri termini che ricordano la vita contadina come “rustico” o “casereccio”. Per arricchire questi pani di fibre, sostanze nutritive e gusto, vengono aggiunti delle fibre della frutta o dei legumi, oppure dei semi come quelli di girasole o di lino. Questi ultimi sono un’importante fonte di lignani, sostanze che appartengono alla famiglia dei fitoestrogeni e fanno parte della componente fibrosa della pianta. Di conseguenza a quanto detto, per aumentare in modo semplice l’introito di fibra può essere senz’altro consigliabile orientarsi verso gli alimenti più ricchi di fibre, come quelli di cui si è accennato sopra. Controllando se tra la lista degli ingredienti sono presenti elementi “fibrosi”, come la crusca o il grano saraceno, ad esempio. Se, infine, su una confezione c’è scritto: “fonte di fibre” significa che il prodotto contiene almeno 3 g di fibre su 100 g oppure 1,5 g su 100 calorie; se invece troviamo scritto “ad alto contenuto di fibre“ il quantitativo di fibre non deve essere inferiore ai 6 g su 100 g o ai 3 g su 100 calorie.

Il nuovo modello di Dieta sostiene la convivialità e le tradizioni culinarie, promuovendo la qualità dei prodotti alimentari locali, nonché il loro consumo consapevole e sostenibile legato al mutare delle stagioni e al rispetto del territorio.

Una proposta alternativa quindi alla “globalizzazione alimentare”, responsabile dell’omologazione dei sapori e una valida opportunità per contrastare il rischio di omogeneizzare culture e comportamenti sociali appartenenti al patrimonio culturale dei singoli Paesi.

Migliorare la salute mangiando

Nella relazione del Ministero della Salute sullo Stato Sanitario pubblicata nel 2011, il nostro Paese si colloca tra i primi in Europa per incremento della speranza di vita: 78,8 anni per gli uomini e 84,1 per le donne. Le malattie del sistema cardiocircolatorio e i tumori si confermano le principali cause di morbilità e mortalità, ma dal 1980 si è ridotta del 60% la mortalità per patologie cardiocircolatorie e dagli anni ’90 si osserva una riduzione dal 10 al 20% della mortalità per tumori. Modificando stili di vita e abitudini alimentari è possibile migliorare il nostro stato di salute.

Di fatto possiamo ridurre l’incidenza di patologie cardiovascolari e tumorali, mantenendo uno stile di vita più attivo, riducendo l’eventuale sovrappeso, aumentando il consumo di pesce, frutta, verdure, legumi, semi e olio extra vergine d’oliva. Dobbiamo tuttavia limitare il consumo di carne rossa, insaccati e salumi, cibi conservati sotto sale o affumicati ed evitare l’assunzione di alimenti e bevande molto calde nonché cibi, tra cui cereali e frutta secca, contaminati da aflatossine. Basterebbe, in definitiva, assecondare parte dei suggerimenti dietetici della Dieta Mediterranea.

I risultati di una meta-analisi hanno infatti dimostrato come una stretta aderenza al profilo dietetico mediterraneo, misurabile tramite punteggio da 0 a 9 (massima aderenza), sia correlata a una minore incidenza di mortalità. Dall’analisi globale degli studi effettuati è emerso che un aumento di 2 punti nel punteggio di aderenza alla suddetta dieta determinava una riduzione del 9% della mortalità totale, del 9% della mortalità per malattie cardiovascolari, del 6% di incidenza e/o mortalità per malattie tumorali e del 13% di incidenza del morbo di Alzheimer e sindrome di Parkinson. Una conferma quindi dell’efficacia della Dieta Mediterranea nella prevenzione delle principali malattie cronicodegenerative.

I colori della salute

La nuova Dieta Mediterranea raccoglie importanti proposte salutistiche. Ai pasti principali, ad esempio, ci propone un consumo di frutta e verdura diversificato nella scelta dei colori. Ricerche scientifiche hanno dimostrato che alcune delle proprietà dei vegetali sono legate ai loro 5 colori noti come i “colori della salute”: il bianco, il blu-viola, il giallo-arancio, il rosso e il verde. A ogni colore si attribuiscono attività curative e protettive diverse, dovute alla presenza di nutrienti o di altri composti noti come “fitochimici”. Questi ultimi svolgono soprattutto un’azione protettiva antiossidante, ossia contrastano l’azione dei radicali liberi ritardando l’invecchiamento e l’insorgenza di malattie cardiocircolatorie e degenerative.
I principali antiossidanti presenti nei vegetali sono la vit.C (particolarmente presente nei kiwi), i carotenoidi (composti di colore giallo-arancione), il licopene (che conferisce il colore rosso a vegetali maturi quali pomodori, fragole, peperoni, angurie), i flavonoidi (composti di colore giallo), la vit.E e la clorofilla (presenti nei vegetali di colore verde).

I fitochimici, oltre alle attività anti-aging, sono in grado di sollecitare alcune attività fisiologiche. Le antocianine che colorano di blu e violetto frutti di bosco, prugne, uva nera e melanzane, migliorano la vista e rafforzano i capillari sanguigni. I carotenoidi, presenti nelle carote, albicocche, meloni, zucche ecc. potenziano il sistema immunitario, il meccanismo della visione, l’accrescimento corporeo e la salute della pelle. I composti solforati (isotiocianati) contenuti nei vegetali di colore bianco (aglio, cipolla, cavolo) facilitano l’eliminazione di sostanze cancerogene a livello cellulare.

Bere molta acqua

In accordo con le Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana, la Dieta Mediterranea Moderna consiglia di bere acqua in abbondanza. L’acqua è un nutriente essenziale per il
mantenimento della vita. La sua assunzione giornaliera di almeno 1 litro e mezzo facilita nel nostro organismo i processi digestivi e l’utilizzazione dei nutrienti, attiva i processi depurativi eliminando le scorie metaboliche, mantiene elastiche e compatte pelle e mucose, assicura la giusta consistenza del contenuto intestinale riducendo la stipsi.

In conformità ancora con le Linee Guida, la Dieta Mediterranea suggerisce di ridurre progressivamente l’uso del sale sia a tavola che in cucina, sostituendolo con erbe aromatiche (basilico, prezzemolo, rosmarino, salvia, menta, origano ecc.), aglio, cipolla e spezie. D’altronde, una riduzione di soli 3 g di sale al giorno (1 cucchiaino da tè raso) fa diminuire del 22% l’incidenza di ictus e del 16% l’incidenza di malattie coronariche. Una saggia condivisione quindi per prevenire ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari, osteoporosi, potenziando nello stesso tempo, grazie ai principi attivi delle erbe aromatiche, le proprietà digestive, diuretiche, antinfiammatorie e spasmolitiche.

La Dieta Mediterranea quando propone un insolito consumo giornaliero di 1-2 porzioni di frutta a guscio (noci, mandorle) o semi (lino, sesamo, girasole, zucca) ci fa tornare in mente alcuni degli ingredienti della “crema Budwig” presenti nella prima colazione Kousminiana. La dr.ssa Kousmine, nata agli inizi del 20° secolo, dedicò la sua vita alla ricerca di uno stile alimentare in grado di ridurre l’incidenza delle malattie degenerative.

La scienza rende oggi omaggio alla ricercatrice quando sostiene che i semi di lino, per il loro contenuto in omega 3 e lignani (fitoestrogeni) possono risultare utili nella prevenzione e terapia di alcune forme di tumore al seno, alla prostata e al colon.
Nello specifico, un recente studio tedesco confermerebbe che i semi di lino, grazie alle loro proprietà protettive e immunostimolanti sono in grado di contrastare lo sviluppo del tumore al seno migliorando le aspettative di vita. Un motivo in più quindi per arricchire la nostra dieta con nuove ricette mediterranee, associando, a seconda dei gusti, semi di lino con insalate, noci, legumi, minestre di verdura, torte, yogurt o cereali integrali per la prima colazione.

Dipende tutto da te

Se tieni duro e supererai le prime sei settimane, il resto della tua vita sarà sempre e solo in discesa, te lo posso confermare personalmente.
Ma…… devi essere tu e non io a convincerti ad iniziare questo cammino, io non posso e non voglio convincere nessuno, tutto quello che posso fare è condividere con te la mia esperienza, i miei risultati e le informazioni che in tutti questi ultimi anni ho raccolto. Oltre quattro anni passati a cercare informazioni scientifiche che hanno confermato e certificato quello che solo in teoria avevo scoperto, i benefici della dieta naturale.
Tutte le diete che puntano al solo risultato di perdere qualche chilo, sono inutili e pericolose. Non è solo il mio punto di vista, è un dato di fatto che sicuramente anche tu avrai già sperimentato.

Cosa fare dunque?

Eliminare o diminuire gradualmente i seguenti “alimenti”:
A. Fumo
B. Alcolici
C. Caffè e stimolanti
D. Integratori
E. Cibi spazzatura
F. Prodotti animali, carne e pesce
G. Dolci, zucchero
H. Latte
I. Formaggi
J. Uova
K. Farine bianche raffinate come pasta e pane
L. Sale
M. Prodotti contenente glutine
Contemporaneamente aumentare la quantità di:
s Frutta (l’alimento più importante) s Verdura e ortaggi
s Frutta essiccata come datteri, fichi, ecc, (possibilmente bio e senza sostanze chimiche aggiunte) s Semi e noci s Legumi s Germogli s Cereali integrali
Dopo sei settimane di transizione verso un’alimentazione fisiologicamente adatta all’uomo, noterai man mano che procederai, un
miglioramento fisico e mentale sempre più profondi.

Attenzione alla frutta

La frutta è l’alimento principe, l’unico veramente indispensabile al nostro organismo, ma va mangiata sempre prima o lontano dai pasti.
Questo è importante per evitare gonfiori o fermentazioni, almeno finché non avrai eliminato tutti i cibi dannosi.
Non preoccuparti del grasso di troppo perché il tuo fisico si assesterà sul tuo peso fisiologico, non avere fretta, ricordati che questa non è una semplice dieta dimagrante, è la naturale alimentazione dell’essere umano.

La conoscenza ci rende liberi e sani

In questo mini ebook non ho lo spazio sufficiente per esporre tutto quello che vorrei. Comunque il contenuto di questo ebook dovrebbe essere sufficiente per aiutarti ad iniziare a migliorare la tua alimentazione, a farti perdere peso in modo sano e naturale, o almeno ad averti incuriosito.
Adesso sai che le centinaia di diete dimagranti, magari ben confezionate oggi in vendita, non servono a nulla, anzi spesso sono pericolose.

La verità è sempre solo una, che piaccia o no

Esiste solo un’alimentazione che può mantenerci in salute e quindi con il giusto peso.
Questa alimentazione fisiologica che io definisco Dieta Naturale non è in vendita, nessuno ci può guadagnare e per questo pochi hanno la volontà di diffonderla.

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