Dieta Mediterranea previene il cancro al seno anche se aggressivo: Dieci consigli utili

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La nostra buona e famosa dieta mediterranea oltre a fornirci l’esatto equilibrio di proteine grassi e carboidrati, fornisce un’altissima prevenzione contro il cancro al seno, specialmente a quelle forme molto aggressive che spesso portano alla morte: infatti, un recente studio fatto su oltre 62.000 donne (il cui stato di salute è stato monitorato per oltre 20 lunghi anni) ha mostrato che tutte coloro che nel corso degli anni i quali hanno seguito una dieta tradizionale mediterranea hanno avuto il rischio di ammalarsi di cancro inferiore al 40%.

La ricerca è stata condotta da Piet van den Brandt dell’università olandese di Maastricht e pubblicata sull’International Journal of Cancer. Gli esperti olandesi hanno confrontato il rischio di cancro al seno di donne che seguivano più o meno fedelmente i precetti della dieta mediterranea ed evidenziato gli effetti protettivi di questa tradizione alimentare rispetto a un tipo di tumore della mammella molto aggressivo che rappresenta circa il 30% di tutti i tumori del seno.

L’alimentazione mediterranea La dieta mediterranea è quel tipo di alimentazione seguita dai popoli di diverse nazioni che circondano il bacino mediterraneo, quali l’Italia, la Francia meridionale, la Grecia, la Spagna, parte dell’Africa settentrionale e del vicino Oriente. Essa è basata sulla scelta di determinati cibi tipici della tradizione di queste nazioni (olio di oliva, cereali, legumi, pesce, frutta e verdura). Fu il ricercatore americano Ancel Keys il primo che, nel 1960, studiando le abitudini di vita di una popolazione dell’Italia meridionale (il Cilento), rilevò che la loro bassa incidenza di mortalità dovuta alle malattie tipiche delle società occidentali (le cosiddette malattie del benessere quali aterosclerosi e malattie cardiovascolari, infarto, diabete, ipertensione, obesità e cancro) era dovuta al modo di alimentarsi. Paragonando la dieta mediterranea con quella di popolazioni ad economia più avanzata, come gli Stati Uniti, Keys ha dimostrato che quanto più un’alimentazione è di tipo moderno e occidentale, tanto più sono frequenti le malattie del benessere. Al contrario, la frequenza diminuisce quanto più l’alimentazione si avvicina a quella tipica delle popolazione del bacino mediterraneo. Inoltre si è osservato che quando popolazioni mediterranee “occidentalizzano” la propria dieta, cioè consumano più grassi animali (burro, strutto, ecc.), più zuccheri semplici (zucchero, dolci, caramelle, marmellate), meno fibra e meno carboidrati complessi (pasta, pane), diventano sempre più esposte alle malattie del benessere. Oggi, la dieta mediterranea viene presa come modello alimentare da perseguire per assicurare, mediante un’alimentazione forse più povera ma certamente più corretta ed adeguata, una maggiore protezione sulla salute. Nel 2010 l’alimentazione mediterranea è stata proclamata dall’Unesco patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Le 10 regole della dieta mediterranea

1.Suddividere i pasti in 4-5 appuntamenti. Nei due pasti principali, rivalutare la tavola come punto di incontro e come momento distensivo: è intorno alla tavola che si trasmette la cultura di una famiglia, e quindi della società.

2.Utilizzare la pasta come primo piatto. La pasta va cotta al dente, dando la preferenza, nel condirla, al sugo di pomodoro e all’olio di oliva.

3.Utilizzare la pasta per la preparazione di “piatti unici” (pasta e legumi, pasta e verdure, ecc.) ad elevato valore nutritivo e grande economicità.

4.Dare la preferenza al pane preparato con i soli ingredienti fondamentali (pane casereccio, rosette, sfilatini, ecc.), preferibilmente integrale, evitando il pane preparato con l’aggiunta di grassi.

5.Tra i grassi di condimento dare la preferenza all’olio di oliva: è estremamente digeribile, con un sapore pieno capace di dare gusto in piccole quantità, ed è anche il più sicuro per le fritture.

6.Gli alimenti del mondo animale, come la carne, il latte e i latticini, le uova, non vanno esclusi, ma ridimensionati. Per ciò che riguarda la carne, dare la preferenza non alla carne bovina, ma a quelle “alternative”, come pollo, coniglio, tacchino, ecc.

7.Consumare pesce con regolarità, in particolare pesce azzurro (sarde, alici, sgombri, tonno), tipico del Mediterraneo, che allo spiccato gusto unisce un elevato potere nutritivo.

8.Limitare l’uso del sale da cucina, utilizzando gli aromi e le spezie tipiche della tradizione mediterranea per insaporire i cibi.

9.Fare largo consumo dei prodotti ortofrutticoli, alternando quelli ricchi di vitamina A (carote, zucche, radicchio verde, meloni, albicocche) con quelli ricchi di vitamina C (agrumi, fragole, pomodori, peperoni, broccoletti), che forniscono un adeguato apporto di fibre e un buon senso di sazietà.

10.Se lo si desidera, si possono accompagnare i pasti con modiche quantità di vino che, oltre ad aumentare il piacere del pasto, può favorire la digestione.

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