Dieta senza glutine, allarme: scoperti cadmio e arsenico nell’organismo

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La dieta senza glutine solleva ancora dubbi e allarme. Ecco cosa emerge da un nuovo studio. Le diete senza glutine potrebbero avere degli effetti spiacevoli e indesiderati che non bisogna sottovalutare. Per approfondire la questione, sarebbe necessario analizzare con maggiore attenzione le diete senza glutine e la loro esposizione a quantità potenzialmente maggiori di metalli pesanti. Una dieta priva di glutine esclude gli alimenti che contengono questa proteina (presente nel frumento, orzo, e segale, nonché i sottoprodotti derivati). Scopri perché può far male alla salute! L’esposizione a tali metalli è stata associata ad un maggiore rischio di soffrire di malattie cardiovascolari, cancro e altre malattie. Gli stessi sono stati messi a confronto con quelli riscontrati in chi non segue una dieta senza glutine. Su Epidemiology è stato pubblicato un interessante rapporto che svela la percentuale di cadmio, mercurio e arsenico rilevati nei soggetti affetti da celiachia. Un team di ricercatori dell’Università dell’Illinois ha deciso di concentrarsi proprio sul consumo di questi prodotti, seguendo 7000 soggetti con età compresa tra 6 e 80 anni, 73 delle quali consumavano cibi senza glutine.

Nonostante alcuni medici siano concorsi nel dichiarare che questo regime alimentare possa risultare benefico per i non celiaci, altri hanno appurato che chi segue una dieta senza glutine pur non avendone bisogno è esposto a vari rischi legali per lo più all’uso dei pesticidi impiegati nelle coltivazioni di alcuni prodotti.E’ questo sostanzialmente quanto è emerso da un recente studio americano pubblicato su Epidemiolgy, che ha preso in esame la dieta di 7000 persone, delle quali 73 hanno dichiarato di seguire una dieta priva di glutine in quanto celiaci, proprio in questi casi è stata rilevata una concentrazione maggiore di arsenico e cadmio nelle urine e di mercurio nel sangue. Gli esperti hanno sottolineato il fatto che la presenza di questi metalli nell’organismo purtroppo non fanno altro che aumentare il rischio di malattie croniche ed ancora di contrarre il cancro. “Non è certo quali siano gli effetti di una dieta con scarsa esposizione ad arsenico e mercurio, è possibile però che possa aumentare il rischio di cancro e altre malattie croniche”, hanno riferito i ricercatori.

Sembra che anche in Italia siano stati effettuati esperimenti del genere, e nello specifico a condurli pare siano stati alcuni ricercatori dell’Istituto superiore di Sanità e dell’ospedale Bambin Gesù di Roma i quali sembra siano al lavoro per cercare di individuare quanto i bambini affetti da celiachia siano esposti all’arsenico; questi ricercatori hanno dichiarato che i soggetti coinvolti sono molti di più rispetto allo studio americano e stanno analizzando quali prodotti consumano i bambini. Per chi non lo sapesse, la celiachia, altro non è che un’infiammazione cronica dell’intestino provocata dal glutine una sostanza proteica che è presente in alcuni tipi di cereali, come ad esempio il grano, l’orzo ed il segale. I celiaci, ovvero i soggetti affetti da celiachia, dovrebbero evitare tutti i prodotti contenenti il glutine, visto che l’ingerimento di questa sostanza proteica potrebbe provocare conseguenze molto grai, come il danneggiamento della mucosa intestinale.

La terapia della intolleranza al glutine consiste solo nella dieta che NON deve contenere alimenti preparati con le farine dei cereali tossici per il paziente celiaco: FRUMENTO, ORZO, SEGALE (e analoghi del frumento come FARRO, KAMUT, SPELTA E TRITICALE). E’ necessario escludere dagli alimenti anche solo piccole quantità delle farine tossiche, poiché l’effetto dannoso sulla mucosa intestinale è subdolo e può impiegare mesi ed anni prima di dare una chiara sintomatologia clinica. E’ molto importante abituare il paziente ad una dieta che, anche se non tradizionale, sia una dieta NORMALE E NATURALE. LA DIETA SENZA GLUTINE E’ UNA ALTERNATIVA POSSIBILE E GUSTOSA, NON UNA RINUNCIA. Ma come può diventare normale una dieta SENZA PANE E SENZA PASTA, alimenti di consumo quotidiano per le nostre abitudini alimentari? Con un po’ di buona volontà e fantasia possiamo rendere la dieta del paziente gustosa e nutriente anche senza pane e pasta. Ad esempio il primo piatto può consistere in RISO, MAIS (polenta), PATATE, MINESTRE DI TUTTI I TIPI DI LEGUMI (fagioli, ceci, piselli, lenticchie, fave) E VEGETALI (verdure di qualsiasi tipo) cucinati come si preferisce, con condimento sufficiente a rendere gustosa la pietanza. Sviluppare quindi delle vere alternative alimentari. Un ragazzo, un adulto che lavora in Europa deve essere educato a scegliere tra gli alimenti naturalmente senza glutine non può portarsi indietro la mamma o la cuoca che cucinano per lui: deve acquistare il piacere dell’alternativa alla pasta ed al pane, non deve vivere di “falso pane e falsa pasta”. Nessun problema per il secondo piatto che può consistere in CARNE, PESCE, UOVA, FORMAGGI E PIETANZE SENZA FARINE. Altra considerazione importante riguarda la necessità di cucinare gli alimenti base di cibi naturali senza glutine in modo saporito, sicchè tutta la famiglia possa mangiare con piena soddisfazione, la dieta del celiaco. In tal modo si evita che il celiaco si senta “diverso” dagli altri componenti della famiglia. Infine, non va dimenticato che il gusto deve essere indirizzato, nel bambino, più verso cibi modicamente salati che verso cibi dolci; ci sono infatti molti primi piatti alternativi a quelli contenenti il glutine, mentre i cibi dolci sono preparati spesso (o quasi sempre) con farine contenenti glutine. E’ perciò opportuno che il gusto del celiaco si sviluppi più verso il moderatamente salato che verso il dolce. Cosa che è, d’altra parte, più sana: sappiamo infatti oggi che proprio l’abuso di cibi dolci (per es. le merendine a scuola) non è salutare per il bambino (come per l’adulto).

Per quelli che hanno dovuto affrontare da un giorno all’altro una dieta senza glutine, spesso la gande paura non è stata il contenuto reale in farina o amidi contenente il glutine, ma la possibilità di una contaminazione minima in alimenti naturalmente senza glutine: “la traccia di glutine”. Questo terrore ha generato enorme angoscia nei pazienti e nelle loro famiglie, fino a stimolare un fanatismo che ha causato molti più danni della malattia stessa. Si è giunti al fanatismo di portarsi in giro la propria tovaglietta, le posate, le pentole separate: un grave danno all’equilibrio degli intolleranti al glutine. Si è infatti trasformata una prescrizione POSITIVA : MANGIARE MEGLIO SENZA GLUTINE, in una persecuzione quotidiana: NON FARE, NON MANGIARE, TEMERE, SOSPETTARE! ORA BISOGNA CAMBIARE IN BASE A TRE SEMPLICI CONSIDERAZIONI: 1) Le “tracce” debbono essere qualcosa di misurabile e consistente, non “un timore”. In pratica vi sono limiti ben definiti dal “Codex Alimentarius Europeo” (dello 0,2%), che sono decine di volte inferiori alle quantità di glutine capaci di dare un qualche sensibilità nel soggetto celiaco. 2) La scelta SENZA GLUTINE è positiva, non proibitiva, in quanto i prdotti senza glutine sono di qualità nutrizionale MIGLIORE di quelli con il glutine. 3) Il fanatismo delle tracce di glutine ha già indotto varie centinaia di celiaci adolescenti, perseguitati dalla paura della “traccia” nelle gomme masticanti o dalla necessità di avere un sol tipo di gelato o di patatine, ad abbandonare seriamente la dieta che deve essere sì senza glutine, ma non può essere una irrazionale condanna ad una vita difficile. LE ETICHETTE AIUTANO MOLTO A COMPRENDERE GLI INGREDIENTI SOSTANZE PERICOLOSE Frumento, Orzo, Segale; Farine di frumento, di orzo, di segale; Amido, Amido di frumento; Malto (d’orzo). SOSTANZE NON PERICOLOSE Farine ed amido di riso, mais, soia, patate, di castagne, di miglio, di grano saraceno. Maltosio, maltitolo, maltodestrine; Glutammato ed additivi vari. Semi di guar, carrube, carragenanti. PAROLE CHIAVE : indicano l’aggiunta o la sospetta presenza del glutine. COME LEGGERE LE ETICHETTE

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