Diete vegane shock, non vedi come stai riducendo il tuo corpo (e il tuo pene)

Sono moltissimi cibi che loro malgrado finiscono nella black list per motivi di salute. Internet dell’intero Web sono zeppi di file su studi e ricerche approfondite sul cibo e molti di essi sono contraddittori se si parla di un prodotto specifico. Ci sono moltissimi esempi che potremmo fare, uno su tutti è il caffè il quale è stato attribuito da molti studiosi l’etichetta di bevanda dannosa per la salute, mentre da altri viene pubblicizzato come un toccasana per il cuore e per la salute.

L’ uomo è un animale onnivoro, e nella storia dell’ evoluzione umana alcune isolate specie che si nutrivano solo di vegetali, come i parantropi, si sono tutte estinte. Da diverso tempo però, si sta radicando nell’ opinione pubblica la convinzione che alcuni alimenti facciano male alla salute, e che la scelta alimentare più opportuna, per stare bene, sia quella di adottare una dieta che ne sia del tutto priva, facendo insorgere veri e propri miti dietetici, non supportati da evidenze scientifiche.

Le manie più diffuse e le tendenze più radicali, infatti, nell’ ultimo decennio hanno contribuito a demonizzare,per esempio, il consumo di carne, pesce, latte, uova e glutine, creando un nuovo modo di alimentarsi che rasenta una scelta innaturale, controintuitiva, nutrizionalmente e salutisticamente superflua, quando non addirittura pericolosa. L’ alimento alternativo di grande moda oggi è la soia, un legume largamente usato per l’ alimentazione degli animali da allevamento, che è entrata prepotentemente a far parte della comune alimentazione umana, ed utilizzata soprattutto come prodotto sostitutivo della carne, del latte e dei formaggi, trovando consensi non solo tra vegetariani o vegani, ma anche tra chi vorrebbe semplicemente seguire una dieta “sana”, ed il cui consumo eccessivo, che interferisce con il processo di estrazione delle proteine, espone a rischi per il fisico ed a disturbi della riproduzione e della fertilità. La soia infatti, è ricca di isoflavoni, il cui eccesso nuoce alla quantità e qualità dello sperma nell’ uomo, ma soprattutto la continua assunzione di fitoestrogeni favorirebbe la proliferazione e la crescita dei tumori nelle donne in menopausa con familiarità di cancro al seno.

Inoltre, la sempre più diffusa e costosa fobia del glutine, motivata da possibili problemi di intolleranza spesso inesistenti, espone la persona a carenza di oligoelementi e di vitamine contenute nel frumento, aggravando anche i rischi cardiovascolari (angina, ictus ed ipertensione), poiché le alternative senza glutine hanno notoriamente alti contenuti di carboidrati. Evitare il glutine inoltre interferisce con i batteri intestinali, ed aumenta l’ esposizione alle tossine. Per ogni persona realmente affetta da celiachia, altre sette si dichiarano suscettibili od intolleranti alla proteina senza soffrire di alcuna allergia, incolpando il glutine di un’ ampia gamma di disturbi, dal gonfiore di stomaco al male di testa e nausea, al dolore alle giunture e difficoltà digestive, e molti si sottopongono senza necessità ad una costosa dieta gluten-free, senza soffrire minimamente di una reale intolleranza verso questa proteina. La celiachia è una patologia autoimmune ben definita, in cui il glutine induce il sistema immunitario ad attaccare l’ intestino ed altri organi, ma la quasi totalità dei possibili problemi di intolleranza è infondata nella maggioranza dei casi.

Tutti i dati scientifici, nutrizionali, medici, anatomici, antropologici, attestano come l’ uomo, essendo onnivoro, necessita di un consumo equilibrato di tutti gli alimenti, specialmente quelli che compongono la nostra dieta tradizionale mediterranea, evitando dunque gli estremismi e le mode del momento.

Fortunatamente, quella che anni fa sembrava una scelta antagonista e rivoluzionaria, ovvero quella di mettere nel carrello della spesa prodotti vegani o sostitutivi proteici, oggi è un atto in controtendenza, poiché la percentuale di vegetariani e vegani convinti è in discesa, essendo passati dall’ 8,1% al 7,6% (-2,5%), e circa 300mila persone, in un solo anno, sono tornate a mangiare la carne in Italia.

Discorso a parte meritano i carboidrati, riconosciuti come causa principale di obesità, e per questo eliminati completamente in molte diete con finalità dimagranti. Il cervello si nutre solo ed esclusivamente di zuccheri, e quando questi vengono a mancare, esso mette in allarme l’ organismo evocando diversi sintomi, come per esempio la chetoacidosi, uno stato metabolico che fa produrre acetone, una sostanza volatile emessa con il respiro, il cui odore tipico viene subito riconosciuto anche a distanza, soprattutto nei bambini, ed immediatamente tamponato con assunzione appunto di zucchero. Quando questo continua a non essere introdotto od ingerito per lungo tempo, il cervello fa comparire sintomi più seri, come la nausea, il vomito e brividi di freddo, e qualora la privazione completa si protrae, esso si mette a riposo, si spegne, scivolando in uno stato di incoscienza che viene chiamato coma cheto-acidosico, il quale, se non prontamente corretto, può facilmente indurre la morte.

Seguire le mode dietetiche senza alcuna cognizione scientifica, può quindi provocare molti problemi al nostro metabolismo, il quale è in grado di compensare le carenze alimentari e le privazioni di sostanze indispensabili anche per lunghi periodi, ma fino ad un certo punto, oltre il quale possono insorgere conseguenze anche gravi.

Ogni rivista che si rispetti, è puntualmente affollata da ogni sorta di consigli per il benessere e la perdita di peso, con dettagliati regimi alimentari che escludono vari cibi a secondo che si tratti di dieta detox, dieta del limone, dieta del riso, dieta gluten-free, dieta aglicidica, dieta dukan, dieta a zona, dieta del supermetabolismo, dieta del minestrone, e persino la dieta del gruppo sanguigno, alimentando miti illusori e favorendo ossessioni dietetiche che diventano tendenze contagiose, spesso dannose per la salute globale. Perché per stare bene davvero basterebbe mangiare un po’ di tutto, e per dimagrire bisognerebbe assumere cibo in quantità inferiore alle calorie che si consumano quotidianamente, senza drastiche esclusioni, quindi mangiare poco, e quando è necessario, pochissimo. Più chiaro di così si muore. E purtroppo, a volte, questo evento accade davvero.

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