Digitale terreste, una vera rivoluzione in 5 anni va sostituito il 90% dei televisori

Nel giro di cinque anni cambierà la tecnologia del digitale terrestre per poter ricevere i canali della TV e gli italiani dovranno semplicemente adeguarti. E’ questo quanto previsto dalla manovra all’esame del Senato. Nella relazione illustrativa dell’articolo 89 della legge di bilancio che annuncia di fatto all’arrivo di un nuovo sistema di digitale terrestre per vedere i canali televisivi si legge che secondo quanto richiesto dalla decisione Europea numero 2017/ 899, la previsione di fissare al primo luglio 2022 il termine per la disponibilità delle frequenze in banda 700 agli operatori comunicazione elettronica a banda larga senza fili è motivata in norma con riguardo alla necessità e complessità di assicurare la migrazione tecnica di un’ampia parte della popolazione, verso standard di trasmissioni avanzati. Lo switch off al DVB-T2 è nella legge di bilancio e si tratterebbe del nuovo sistema per le trasmissioni digitali terrestri e ci sarebbe anche una data Ovvero quella del 30 giugno 2022 per la transizione alla nuova modalità che dovrebbe rendere obsoleti quasi tutti gli apparecchi televisivi.

Nell’articolo 89 è previsto che l’ AGCOM approvi entro il mese di maggio 2018 un nuovo piano di assegnazione delle frequenze che avverrà gradatamente zona per zona. Sostanzialmente Dunque dal 2020 alle 2022  i canali TV passeranno al nuovo digitale terrestre ovvero il DVB trattino T2 ovvero smetteranno di funzionare sui televisori che non montano gli ultimi standard tecnologici, Ma questo passaggio non sarà eletto piuttosto sarà graduale regione per regione ed emittente per emittente. Questo passaggio comincerà ufficialmente il prossimo anno ovvero nel 2018 e Sarà completato ufficialmente nelle 2022.

Coloro i quali non saranno in possesso di un televisore compatibile dovranno cambiarlo oppure Dovranno cambiare e comprare un decoder. Il governo prevede circa 100 milioni di incentivi che potranno coprire in tutto o in parte l’acquisto di decoder e poi si potrà anche intervenire sull’ antenna condominiale per poter consentire una corretta sincronizzazione dei canali.

Ciò che ci si chiede è perché effettivamente bisogna ricorrere a questa rivoluzione e la risposta è che l’Italia così come altri paesi europei deve togliere alcune frequenze dalle televisioni per poter consentire il debutto delle reti mobili a banda ultralarga 5G e questo nuovo digitale terrestre si pone proprio questo scopo ovvero quello di consentire alle emittenti di trasmettere gli stessi canali su una minore quantità di frequenza Rispetto ad oggi. È inevitabile che sono previsti degli svantaggi soprattutto per coloro che non hanno un televisore compatibile Perché dovranno attrezzarsi entro il 2022. Ovviamente coloro i quali hanno intenzione o in programma di acquistare un nuovo televisore Non subiranno alcuna svantaggio. Sono inoltre previsti dei vantaggi da questa operazione, ovvero una maggiore qualità video.

A soli 1o anni dalla switch-off dell’analogico, si cambia ancora. Dal 30 giugno 2022 arriva il digitale terrestre di seconda generazione (il DVB-T2). Un nuovo passaggio, imposto dall’Europa, e appena recepito in Italia nella nuova legge di bilancio, che costringerà gli italiani alla sostituzione di oltre il 90% dei televisori in circolazione. Un passo obbligato visto che nel 2018 partono le aste Ue per assegnare ai big delle tlc le frequenze per il 5G, la connessione superveloce (in Italia si parte con una base d’asta di 2,5 miliardi, di cui almeno 1,75 miliardi andranno nelle casse dello Stato). Senza un nuovo sistema in grado di assicurare una super compressione delle informazioni, quindi un migliore sfruttamento delle frequenze a disposizione, per l’Europa non sarebbe stato possibile far partire le aste miliardarie.

La nuova rivoluzione per il settore avrà dunque un doppio impatto. Per i consumatori, si tratterà di programmare un nuovo acquisto entro cinque anni. Oppure di attrezzarsi con un nuovo decoder da poco piùdi 30 euro, con tanto di contributi previsti nella manovra (100 milioni). La buona notizia per gli affezionati della tv, è che il digitale del futuro promette un salto tecnologico non indifferente, a sentire gli addetti ai lavori, a partire dalla visione regolare di programmi in Hd e Ultra Hd, per passare a servizi come il fermo immagine e il restart. Per i broadcaster europei, invece, la perdita di frequenze dovuta al passaggio della banda 700 MHz agli operatori di telefonia mobile si accompagnerà anche con investimenti non indifferenti. Le emittenti dovranno infatti rinnovare le apparecchiature di incapsulamento e di trasmissione del segnale e non a caso la manovra ha stanziato quasi 600 milioni per il riadeguamento degli impianti (282 milioni) e per l’indennizzo alle emittenti locali (304 milioni). Il varco aperto alle telco, non è solo un modo per fare cassa per i Paesi Ue.

Rappresenta una nuova fonte di ricavi per le tlc che puntano sulla convergenza. Ma il 5G è cruciale anche per lo sviluppo dell’Internet of Things e di Industria 4.0. Il governo ha dunque messo sul tavolo un contributo preciso per l’acquisto di apparecchiature di ricezione televisiva (tv o decoder) per il passaggio al nuovo standard DVB-T2: 25 milioni per quattro anni a partire dal 2019. Il processo scatterà in modo graduale per aree geografiche. E spetterà all’Ag- com, entro il maggio 2018, decidere con quale passo. Come già visto per il passaggio dall’analogico al terrestre, il contributo dovrebbe valere soltanto per un televisore a famiglia. Il Mise si occuperà poi di verificare che i fondi messi a disposizione bastino per tutti e, secondo quanto si apprende, è possibile un incremento in futuro. Difficile però stabilire ora quante siano le famiglie interessate. Anche perché già da gennaio di quest’anno sono in commercio televisori compatibili con il nuovo standard. Inoltre, ogni anno c’è un ricambio di televisori pari a 4,5 milioni di apparecchi.
Intanto si prepara una valanga di emendamenti al decreto fiscale collegato alla manovra. Quelli depositati in commissione Bilancio del Senato sono circa mille. Invece, tra gli stralci alla manovra c’è la fondazione per la cyber sicurezza e l’equo compenso per gli avvocati. A saltare anche la norma per la velocizzazione delle procedure esecutive legate al recupero crediti e le limitazioni dei motivi di opposizione al decreto ingiuntivo. Arriva, invece, un miliardo in più per la ricostruzione dopo il sisma del centro Italia del 2016 .

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