Digiuno intermittente aiuta davvero a perdere peso

Oltre agli approcci tradizionali, sono state studiate nuove frontiere per il dimagrimento e la ricomposizione corporea. Una strategia molto dibattuta ma altrettanto efficace e flessibile, è quella del digiuno intermittente. Il digiuno intermittente è un approccio dietetico ormai convalidato, che prevede un periodo di digiuno più o meno lungo e un periodo di alimentazione.

Molti tendono a farsi spaventare dalla parola digiuno, pensando ad una sofferenza interminabile o ad un approccio che “catabolizza” la massa muscolare. Niente di tutto ciò. Il nostro corpo si adatta benissimo, perché è stato programmato per farlo. L’organismo sa come comportarsi in un naturale ciclo di alimentazione e digiuno, ed è quello che ci insegna la biochimica sui testi universitari. Durante il digiuno, una volta raggiunta la flessibilità metabolica, non soffriamo fame, non soffriamo cali di energia né tantomeno corriamo il rischio di “bruciare” la massa muscolare.
Ci sono meccanismi fini che consentono al nostro corpo di preservare la nostra massa muscolare anche durante un digiuno. Alcuni studi hanno dimostrato che cambiando la frequenza dei pasti da una dieta regolare ad una dieta con intervalli di digiuno, non si sono verificate perdite di massa magra.


Sembra che la piccola parte di amminoacidi consumati durante il digiuno per fornire energia venga ampiamente rimpiazzata nel primo pasto dopo il digiuno, portando ad una supercompensazione muscolare.
Differenti approcci si differenziano in base alle ore e alla frequenza del digiuno. Uno tra i grandi classici è il digiuno Eat Stop Eat di Brad Pylon, che prevede 1 giorno a settimana di digiuno, per 24 ore complete.
Un altro protocollo molto utilizzato è quello della Warrior Diet di Ori Hofmekler, che utilizza un periodo di underfeeding di 18-20 ore, e una finestra di sovralimentazione di 2 ore. Qui il digiuno è “simulato”, in quanto nella finestra di ipoalimentazione è possibile consumare piccoli stuzzichini ipocalorici a base di verdura e frutta fresca (cruda) e piccole quantità di frutta a guscio o semi oleosi.
Un approccio più adatto ai beginner e forse più funzionale per i nostri scopi è il metodo Leangains di Martin Berkhan, anche conosciuto come approccio 16/8. Questo prevede 16 ore di digiuno effettivo e 8 ore di alimentazione, in cui viene suddivisa la quota calorica in 2-3 pasti.

Volete perdere del peso senza fare tanti sacrifici?  Se la risposta è sì,  questo articolo sarà sicuramente al caso vostro.  Da oggi sarà possibile dire addio al sovrappeso grazie ad una nuova dieta chiamata mima- digiuno o dieta intermittente,  che altro non è che un regime dietetico seguito per dimagrire da individui alle prese con problemi di obesità o in evidente ed eccessivo sovrappeso.  Questo metodo, poco conosciuto, pare stia riscontrando sempre più apprezzamenti e non solo nel nostro Paese, perché secondo quanto riferito dagli esperti permette di perdere massa grassa mantenendo la massa muscolare ovvero la tonicità dei muscoli del corpo.

La dieta intermittenza è stata sperimentata da Valter Longo ovvero il dottore della University of Southern California, il quale ha voluto offrire la possibilità di poter perdere peso senza dover rinunciare alla tonicità dei muscoli del nostro corpo. Secondo quanto riferito dagli esperti  questo tipo di alimentazione va seguito per pochi giorni e sporadicamente ma avrebbe gli stessi effetti sull’organismo di quelli prodotti dal digiuno vero e proprio inteso come una privazione di cibo ma senza alcun rischio.

I ricercatori del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova hanno eseguito uno studio su 34 soggetti allenati con esercizi fisici di resistenza; nello specifico  un gruppo   è stato sottoposto ad un periodo di digiuno intermittente per la durata di 2 mesi, mentre ad un altro è stata somministrata una classica dieta,  ma in entrambi i casi l’apporto calorico è rimasto lo stesso ma distribuito nell’arco della giornata in momenti diversi.  Il gruppo sottoposto a digiuno per 16 ore al giorno ha consumato il fabbisogno calorico in un periodo di 8 ore suddiviso in tre pasti ovvero alle ore 13, 16 e 20, mentre il secondo gruppo ovvero quello sottoposto ad una dieta classica ha assunto gli alimenti nell’arco di 12 ore ovvero alle 8, 13:00 e 20. I risultati sono stati sorprendenti visto che al termine della sperimentazione la massa grassa è risultata inferiore nei soggetti sottoposti a digiuno intermittente rispetto a coloro i quali sono stati sottoposti invece alla dieta normale.

Gli esperti e nello specifico il dottor Valter Longo hanno fatto sapere che questa dieta si basa sul concetto che una restrizione calorica controllata per pochi giorni non può fare altro che apportare all’organismo dei benefici;sostanzialmente quello che fa questa dieta e promuovere il rinnovamento cellulare eliminando le cellule malate e contribuendo in questo modo a contrastare l’invecchiamento. Come abbiamo detto però si tratta di una dieta che va fatta sporadicamente e dunque una volta ogni due tre o quattro mesi a seconda delle esigenze, ma ad ogni modo le tempistiche dovranno essere sempre valutate con l’esperto. Il dottor Longo evidenzia comunque quelli che sono  i maggiori benefici ottenuti per il nostro organismo:  si elimina il grasso viscerale addominale, il cervello diventa più operativo,  diminuiscono i fattori di rischio per diabete e cancro,  diminuisce il rischio di malattie cardiovascolari cancro e diabete,  maggiore protezione per le cellule sane e conseguente ringiovanimento.

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