Dipendente incinta “costretta a pagare una sostituta oa licenziarsi”

Non sembra vero, ma è andata proprio così. Come riporta Silvia Madiotto a pagina 7 del Corriere del Veneto, è stata la Cgil di Treviso a dire alla venticinquenne apprendista che non erano ipotesi accettabili

Secondo Nicola Atalmi, segretario provinciale della Cgil, si tratterebbe già del secondo caso in soli 3 mesi. “Oggi purtroppo molti lavoratori accettano i ricatti di alcune imprese pur di ottenere un impiego o continuare a lavorare”. L’azienda lavora nell’ambito cartografico della Marca, è a conduzione familiare e con solo due impiegati.

Arriva da Treviso un’altra storia assurda di una donna che si è rivolta ai Sindacati per l’assurda richiesta dei suoi datori di lavoro: “Sei incinta?”

La giovane ha un contratto da apprendista da 8-900 euro al mese. Il titolare le chiede di “devolvere” il proprio assegno di maternità all’azienda per coprire le spese necessarie a sostituirla: “Comunque anche noi dovremo tirar fuori dei soldi, capisci?”.

Una cosa davvero impensabile, se non fosse che è accaduta davvero. Alla risposta negativa della 25enne, il datore le avrebbe detto: “Bene, allora licenziati“.

Secondo Atalmi l’accaduto non è un caso unico.

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