Streaming Benevento – Roma Diretta Live Tv Gratis come vedere Rojadirecta

La partita Benevento – Roma   inizierà alle 18:00, è l’anticipo della Quinta giornata di serie A.   Come Vedere Benevento – Roma Streaming Gratis è possibile per tutti oggi Mercoledi 20 Settembre alle ore 18:00 grazie a Mediaset e Sky che trasmetteranno la partita su Sky Super Calcio, Sky Sport 1 e Sky Calcio 1, anche in HD (alta definizione), e su Premium Sport e Premium Sport HD.

Benevento – Roma è la quinta giornata del campionato di Seriae A.  Alle ore 18:00  il match tra Benevento – Roma. Si gioca per la Serie A  edizione 2017-18. streaming gratis per gli abbonati con Sky Go e Premium Play, app alle quali possiamo accedere con laptop, computer, smartphone e tablet.

Come possibili alternative dove vedere Benevento – Roma, ci sarebbero, in via non del tutto ufficiale, Video YouTubeFacebook LiveStream e Periscope. Il raccoglitore internet di links online gratuiti Rojadirecta non è più da considerarsi valido, perchè dichiarato illegale in Italia già da un bel po’ di tempo.  La gara che si giocherà domani alle ore 18:00 potrà essere seguita in tv come al solito sui dispositivi di Sky e Premium,oppure collegando il proprio personal computer alla tv con il cavo HDMI grazie al servizio in streaming delle due emittenti, Sky Go e Premium Play. Tuttavia, per vedere in streaming gratis Benevento – Roma senza pagare bisogna andare su Rojadirecta oppure siti alternativi ad esso se non funziona: sono però siti pirata illegali, e non possiamo fare altro che sconsigliarne la fruizione.

Prima precisa: «Non sono un integralista e non sono zemaniano, sono difranceschiano». Poi contrattacca: «Il record di punti? Inutile se poi non vinci». Infine si difende: «Il rinvio contro la Sampdoria pesa a livello mentale». Riassumendo il concetto di Di Francesco è tutto racchiuso qui: meglio giocare, allenarsi vincendo. Senza pensare alla partita in meno anche se «non aver giocato a Genoa, dal punto di vista psicologico può togliere qualcosina e, infatti, si è verificato che tutti sono caduti su questo non pensando che abbiamo una partita in meno». Troppo lontano ora pensare al Milan tra due settimane, meglio pensare partita dopo partita e quindi «sarà importante vincere per non staccarsi». Quanto di meglio offre il calendario tra stasera (ore 18) a Benevento e sabato all’Olimpico contro l’Udinese, una possibile striscia positiva che si allungherebbe a tre vittorie.
A chi gli fa notare che la Roma non è più considerata tra le pretendenti al titolo, Di Francesco replica stizzito: «Di quello che pensano gli altri mi interessa poco, mi interessa lavorare per potergli far cambiare idea», quasi quanto i ragionamenti sui numeri e i 90 punti preventivati da Allegri per vincere lo scudetto: «L’importante è vincerlo – obietta il tecnico romanista – al di là dei punti che si fanno. Ogni volta sento dire che qui sono stati fatti 87 punti, che sono tanti e quello che è stato fatto è davvero importante. Però credo che, al di là del record dei punti, conta arrivare a ottenere qualcosa di importante. Non so se saranno 90, ma credo che ci si avvicinerà». Ogni riferimento a Spalletti non è casuale. Out Nainggolan («Non sarà della partita sicuramente»), forfait che si aggiunge all’ennesima ricaduta di Schick, ancora alla ricerca dell’esordio da titolare: «Mi chiedete sempre se può giocare dal primo minuto e come sta – ribatte Di Francesco – E’ arrivato qui con nemmeno 5 allenamenti fatti con la palla con la Sampdoria. Non era assolutamente pronto a giocare…». Per il resto, possibile riposo per Florenzi, in avanti è ballottaggio Perotti-El Shaarawy, a centrocampo chance per Gonalons al posto di De Rossi.
Eusebio Di Francesco non abbandona il suo stile garbato, ma c’è qualcosa che non gli piace. L’ambiente romano lo conosce bene, ma non poteva mai pensare di incontrare tanti falsi amici sulla sua strada. Non è turbato, anzi. E’ abituato ad andare per mare sia con la bonaccia che con la tempesta. Adesso l’unica cosa che conta è continuare a vincere, si lascia scivolare addosso chi ancora lo indentifica con Zeman, lui che ha chiuso tre partite senza prendere gol. «Sono difranceschiano, non zemaniano», ripete con tutto il rispetto che nutre per il maestro boemo, dalle cui idee è partito, trasformandole in un percorso evolutivo in un calcio più moderno.
La Roma deve vincere a Benevento, questo è l’unica cosa che conta, non ci sono vie di mezzo: « È importante vincere per cercare di non staccarsi dalla
testa della classifica. Dobbiamo portare a casa un risultato positivo senza assolutamente sottovalutare l’avversario. Il Benevento può sembrare una squadra allo sfascio se si guarda solo all’ultima partita (6-0 col Napoli, n.d.i.). ma io ho visto anche quelle precedenti con Sampdoria, Bologna e Torino dove ha perso immeritatamente. Per questo sono sicuro che affrontiamo una squadra molto organizzata, che sa quello che vuole e che ha dimostrato di valere».
AVANTI COSÌ. Di Francesco è convinto che la vittoria sul Verona sia solo l’inizio di un percorso molto positivo: «Nelle poche gare che abbiamo disputato ho visto sempre una crescita costante. Io non sono legato a schemi rigorosi, in base a quello che vedo, agisco. Qualcuno dice che non
sono attento alla fase difensiva. Chi lo pensa fa un grandissimo errore, ci sto molto attento, lavorando su un blocco squadra che si muove in modo omogeneo». Continua il turn over e oggi ci sarà spazio per la prima volta per Gonalons: «È arrivato il suo momento, sarà in campo dal primo minuto. È cresciuto tantissimo, sono convinto che ci darà una grande mano e tornerà il giocatore visto a Lione». Dzeko dovrà fare gli straordinari, per continuare a vincere serve anche il suo contributo realizzativo: «Rigiocherà dall’inizio visto che ha trovato confidenza con il gol, è in un momento positivo. Florenzi invece viene da un lungo stop e due partite ravvicinate possono essere un pericolo. Più facile vederlo a partita in corso che dall’inizio o, in proiezione, con l’Udinese. A Benevento sarebbe un rischio». Out anche Nainggolan che recupererà per sabato, mentre per Schick si prenderà tutto il tempo necessario per farlo tornare in forma e non vuole pressioni per mandarlo in campo frettolosamente: «È arrivato a Roma con nemmeno cinque allenamenti con la palla fatti con la Samp. Non era assolutamente pronto per giocare e questo piccolo fastidio che ha avuto nuovamente non gli permetterà di essere a disposizione in questa gara e nella prossima. Mi auguro che dopo si possa prima di tutto allenare in maniera adeguata per poterlo poi mettere in campo nel modo migliore».
I RECORD NON CONTANO.
Quando gli parlano della quota scudetto, indicata da Allegri a novanta punti, Di Francesco fa un riferimento da leggere e interpretare al suo predecessore: «Credo ci si avvicinerà a quella cifra, ma al di là dei punti conquistati, la cosa importante è vincerlo. Non conta fare il record di punti».
Rimpasto: in parte filosofico, in parte obbligato. Dopo i cinque cambi di Roma-Verona, Eusebio Di Francesco prepara sei novità in vista della trasferta di Benevento, che a dispetto della classifica dell’avversario va affrontata con la massima serietà. Oltre al debutto di Maxime Gonalons, di cui parliamo nello specifico in un’altra pagina, torneranno titolari molti giocatori che hanno riposato sabato scorso: Bruno Peres e Juan Jesus in difesa, Strootman a centrocampo e Perotti in attacco. L’unico dubbio è l’esterno destro offensivo: torna Defrel o rimane Under?
IDEA. Di Francesco cambia perché nulla cambi, in un gattopardiano senso della conservazione della specie: per prevenire infortuni, e soprattutto per evitare che si crei una differenza di condizione atletica tra chi gioca tanto e chi gioca poco, è utile concedere ad almeno 16-18 giocatori un congruo numero di minuti, specialmente in un periodo denso di partite. Sono processi lenti che possono produrre risultati più avanti, nella fase decisiva della stagione. Stasera la Roma si esibisce per la prima volta in una partita di Serie A nel Sannio ma già sabato sarà di nuovo in campo per affrontare l’Udinese e il mercoledì successivo sfiderà il misterioso Qarabag nella lontana Baku, con vista sul Mar Caspio.
A TERRA. Certi aggiustamenti sono però forzati. Vedi Nainggolan, che ha dovuto dare forfait per un tendine infiammato, vedi Florenzi, che non può giocare due partite in cinque giorni dopo aver aspettato 11 mesi prima di rientrare: sabato sera alla fine di Roma-Verona era stremato, faticava a camminare per uno sforzo al quale non era più abituato. Tutti e due comunque saranno disponibili per la prossima partita.
CONTINUITÀ’. Non uscirà di squadra invece Lorenzo Pellegrini dopo l’ottimo debutto da titolare di sabato. Difficile infine che Di Francesco rinunci agli insostituibili: da Dzeko a Manolas fino a Kolarov, che è l’unico calciatore di movimento della rosa ad aver giocato tutti i minuti nelle prime quattro partite, la Roma in questo momento ha bisogno dei propri pilastri.
Va beh, micavoleva il numero 21 per quello. E invece una strana combinazione del destino ha creato la coincidenza: Maxime Gonalons è il ventunesimo calciatore che prepara il debutto nella Roma di Eusebio Di Francesco. Non dipende dalla meritocrazia, evidentemente, ma dalle condizioni di approccio alla squadra: sulla sua strada ha trovato il capitano, lui che era capitano del Lione, e ha dovuto aspettare il momento per infilarsi in uno spazio lasciato libero dal leader della squadra. Cioè Daniele De Rossi.
DILUVIO. E’ stato anche sfortunato, Gonalons, perché Di Francesco ne aveva annunciato l’esordio a Genova, in occasione di Sampdoria-Roma, ma il rinvio della partita lo ha penalizzato, costringendolo ad aspettare con pazienza il suo turno. Un po’ se l’aspettava in estate, nonostante un ritiro vissuto per intero con Di Francesco, tra Pinzolo e Stati Uniti passando per la Spagna. «Anche al Lione e nella nazionale francese sono partito come riserva perché la concorrenza era qualificata ma poi ho sempre giocato» diceva in estate. Appunto.
INSERIMENTO. Non essendo mai uscito da Lione, se non per le trasferte della squadra, Gonalons ha dovuto prima capire e poi adattarsi alla Roma. In due mesi di lavoro ha imparato un po’ d’italiano e questo lo ha aiutato a capire meglio il nuovo sistema di gioco. Eh sì perché è vero che anche al Lione giocava come mediano basso del 4-3-3. Era anzi il perno attorno a cui ruotava il talento di Tolisso, oggi al Bayern. Ma la verticalità e la rapidità richieste da Di Francesco al playmaker della squadra sono completamente diverse rispetto alle sue abitudini. Soprattutto il ritmo è altra cosa.
CARICA. Benevento sarà un bel test soprattutto per lui, insomma. Anche in vista della Champions League, che tomaiaprossima settimana con la sfida agli azeri del Qarabag: Gonalons ha una grande esperienza intemazionale, avendo giocato 60 partite nelle coppe europee (di cui 36 in quella più nobile) arricchite da 5 gol. Nella classifica dei romanisti, per curriculum viene soltanto dietro a De Rossi (85) e a Dzeko (70). Per dire, mica stiamo parlando di un apprendista mediano.
INGRESSO. Eppure ha dovuto pazientare, perché queste sono le logiche del gruppo. Esordirà dopo i titolari della prima ora ma anche dopo Gerson e Moreno, Under e Schick, e persino Marco Tumminello che è entrato nel disperato finale di Roma-Inter prima di trasferirsi al Crotone. Non significa però che, partendo con un mese di ritardo, non arrivi al livello degli altri se non davanti. Di Francesco lo stima, lo ha spesso applaudito in fase di preparazione perché ne apprezzava l’abnegazione e l’umiltà.
Oggi lo lancia contro una squadra che è ancora a zero punti ma ha l’ambizione di uscire dal turbine di sconfitte. La città che un tempo si chiamava Malevento diventò Benevento proprio in seguito a una grande vittoria romana (275 a.C.) contro l’esercito di Pirro. Gonalons, che viene dalla terra dei Galli, si augura che la tradizione possa essere rispettata anche in ambito sportivo: altrimenti non saprebbe come festeggiare la sua prima volta.
E’ il primo esodo dei tifosi giallorossi in questo campionato. Con la partita di Bergamo vinta davanti a poche centinaia di sostenitori romanisti e la gara di Genova rinviata per la pioggia, quella di oggi a Benevento è la trasferta che metterà in viaggio molti tifosi.
Oggi saranno 1600 nel settore ospiti dello stadio Vigorito, che sarà riempito dai fan provenienti da Roma. Sono stati messi in vendita qualche centinaio di biglietti in meno rispetto alla capienza riservata ai tifosi della squadra avversaria. I sostenitori giallorossi si muoveranno in pullman, treno o auto private già dalla mattinata. La Roma ha trovato una grande accoglienza all’arrivo in Campania. Circa centocinquanta tifosi hanno atteso la squadra con cori e fumogeni, davanti all’albergo di Telese, a venti chilometri da Benevento. I giocatori sono arrivati in pullman intorno alle
20,30, dopo un viaggio di due ore e tre quarti da Tri- goria.
A BAKU CON 1,50. Intanto da ieri sono stati messi in vendita i biglietti per la trasferta di Champions a Baku, dove la Roma giocherà contro il Qarabag mercoledì prossimo. Il prezzo dei biglietti è di 1,50. Proprio così, ieri ne sono stati venduti 500. Non saranno così numerosi i romani che si metteranno in viaggio per Baku (trasferta complicatissima, con circa sette ore di trasferimento), ma l’acquisto del biglietto consente di avere la prelazione per avere il diritto a comprare un tagliando per la prossima gara all’Olimpico, in programma contro il Chelsea di Antonio Conte.
Procede a rilento invece la prevendita per la partita contro l’Udinese. L’orario delle 15 di sabato non invoglia i tifosi, che potrebbero essere anche meno di quelli che hanno sfidato il diluvio sabato scorso contro il Verona, quando non erano neppure trentamila.

ROMA Un uomo che cammina sui pezzi di vetro di- I cono ha due anime e un sesso di ramo duro in cuore», cantava Francesco De Gre- gori 42 anni fa. Non ditelo a Maxime Gonalons che invece – per essersi tagliato ad un piede quando era ragazzo – a causa di un’infezione ha rischiato addirittura l’amputazione. Un dribbling decisivo per un ragazzo che sognava di diventare calciatore. «È stata un’esperienza forte – ha ricordato il francese – tanto più perché avevo solo 18 anni, un’età delicata. Ma mi ha aiutato a maturare come persona, facendomi capire relativamente presto che nulla ha senso nella vita se manca la salute».

REGIA Qui a Roma, per fortuna, non gli è mai mancata. La sorpresa, infatti, era dovuta ad un esordio così ritardato, ma il momento è arrivato: stasera ci sarà Gonalons in regia contro il Benevento. «Volevo farlo giocare a Genova con la Samp – dice Eusebio Di Francesco -, poi in base alle partite che abbiamo avuto ho scelto altre soluzioni. Credo sia arrivato il suo momento, quasi sicuramente sarà in campo dal primo minuto. È cresciuto tantissimo per quanto riguarda i meccanismi e anche su quello che voglio da un centrocampista centrale, sull’aspetto tecnico e di sviluppo. Deve dare grande equilibrio alla squadra. Viene da un campionato totalmente diverso, ma sono convinto che ci darà una grande mano e tornerà il giocatore visto a Lione».

LUI E LIONE Ecco, Lione per Gonalons è il passato, ma non solo. Anche l’Itaca a cui, forse, un giorno fare ritorno. «Lasciare il Lione, il club che mi ha formato, mi ha lasciato qualcosa addosso – ha spiegato -. La gente mi conosce e sa l’amore che ho per la società. Avrei voluto essere il Totti dell’Olympique e finire lì la carriera». Occhio però, perché il taglio del cordone ombelicale con la società con cui ha giocato a partire dal 2000, di cui è diventato capitano e con cui ha vinto anche una Coppa di Francia e una Supercoppa, non è detto che non possa essere ricucito. «Il mio desiderio un giorno sarebbe quello di tornare a casa e il Lione non ha chiuso la porta. Ne abbiamo parlato». Ma questa non è attualità, bensì solo un possibile scenario futuro. L’addio alla Francia, infatti, è stato motivato innanzitutto dall’ambizione, perché

Gonalons voleva vincere ed aveva capito come, vendendo il Lione sempre i giocatori migliori, difficilmente sarebbe potuto accadere dinanzi allo strapotere del Psg o alla crescita del Monaco. «Sono alla Roma perché è una delle squadre più forti d’Italia e il campionato italiano è tornato affascinante come un tempo. Qui sono convinto di potermi togliere grandi soddisfazioni, magari anche in campo internazionale».
DI FRANCESCO PUNGE Ecco, ormai il mantra giallorosso è uno solo, senza veli: vincere. E lo fa capire lo stesso Di Francesco quando, alludendo al recente passato spallettiano, precisa: «Allegri dice che lo scudetto si vince a 90 punti? L’importante è vincerlo, al di là dei punti che si fanno. Ogni volta sento dire che qui sono stati fatti 87 punti (la scorsa stagione, ndr), che sono tanti e quello che è stato fatto è davvero importante. Però credo che, al di là del record dei punti, conta arrivare a ottenere qualcosa d’importante». Al netto delle assenze di Nainggolan, Schick e la scelta del turnover, la parola d’ordine è solo una: vincere a Benevento. La Roma è tranquilla: guida Gonalons.

Il gigante e il bambino. Quando ieri Eusebio Di Francesco ha annunciato la presenza in campo a Benevento di Edin Dzeko, sono aumentate le possibilità di un esordio per Andrew Gravillon, centrale classe ’98 di scuola Inter, appena approdato nel Sannio.
IRRUENZA Nativo della Guadalupa, Gravillon a livello giovanile ha sempre impressionato per fisicità (arriva quasi al metro e novanta) ed aggressività. Due armi necessarie per provare a reggere l’urto della Roma, specie dopo le 10 reti subite in questo avvio di stagione. Alcuni difetti di gioventù – in primis l’eccessiva irruenza – vanno frenati ma Gravillon sembra pronto per affrontare un esame importante e comunque c’è bisogno di lui per non prendere coraggio e mandarlo in campo. Tra l’altro Di Somma lo ha voluto fortemente, chiedendo al suo agente Damiani di privilegiare il Benevento rispetto a tante squadre di B che garantivano a Gravillon un posto da titolare. Le assenze di Antei, Costa e Djimsiti costringeranno Baroni ad inventarsi qualcosa in difesa: Gravillon è la prima scelta, le altre sarebbero un ripiego (il terzino Venuti spostato al centro o addirittura Chibsah arretrato).
GOLEADOR Insomma, l’esordio sembra vicino, ma Gravillon – tenuto a battesimo negli Allievi dell’Inter da un certo Benoit Cauet – non è tipo da spaventarsi. Anzi, la sua sfrontatezza potrebbe tornare molto utile anche in area avversaria. Con Vecchi in Primavera ha realizzato ben nove reti in due stagioni. La coppia con Zinho Vanheusden – rimasto poi nella rosa di Spalletti – è stata determinante per la conquista dello scudetto di categoria. Ora bisognerà trovare la stessa intesa con l’esperto Lucioni per provare a contrastare l’attacco capitolino e muovere la classifica. Il Vigorito ci crede: saranno in oltre 13.000 sugli spalti per provare a «stregare» la Roma.

La maledizione di Patrik Schick, chiamatela così. Un esordio da titolare sempre posticipato a causa di un risentimento al flessore che il giovane ceco si porta avanti fin dall’inizio della sua nuova avventura alla Roma. E che alla vigilia del match con il Benevento lo mette di nuovo fuori dai possibili convocati. L’ex doriano finora non è riuscito a trovare continuità in questo primo mese giallorosso. I primi dolori a ridosso dell’amichevole con la Chapecoense giocata l’1 settembre, poi alla vigilia della trasferta di Genova contro la Sampdoria (gara rinviata per il maltempo) e che avevano costretto Schick a saltare anche l’esordio di Champions con l’Atletico Madrid. Sabato la nuova convocazione e l’ultimo quarto d’ora giocato contro il Verona a gara ormai ampiamente archiviata, ieri la nuova tegola: Schick si è fermato ancora. In attesa degli esami strumentali, l’ennesimo stop che ora impone allo staff medico massima cautela per evitare ricadute peggiori. Possibile, quindi, che Schick possa saltare anche la sfida con l’Udinese di sabato e forse il Qarabag.

il risveglio di dzeko

Tra Benevento, Udinese e Qarabag, Di Francesco mira a ottenere il massimo. Dopo aver annullato il Verona, il Benevento sembra la vittima perfetta dal basso dei 0 punti in classifica. L’obiettivo, neanche a dirlo, è vincere convincendo contro i campani e fare lo stesso con l’Udinese sabato. Collezionare tre successi consecutivi in campionato aiuterebbe i giallorossi a prepararsi con più serenità al secondo impegno di Champions in casa del Qarabag del 27 settembre e arrivare a San Siro contro il Milan con il pieno di autostima. Il tecnico sta cercando ancora la quadratura migliore del suo 4-3-3, un modulo che sembra già molto collaudato per molti degli uomini a disposizione visto che lo utilizzava anche Garcia due anni fa. Domani sera potrebbe riposare Nainggolan, anche lui non al meglio, lasciando spazio alla coppia di intermedi Strootman-Pellegrini. Il dato più incoraggiante per la Roma è invece quello dell’attacco che finalmente sta trovando una quadra attorno a Edin Dzeko: contro il Verona i giallorossi hanno tirato in porta 30 volte, dieci delle quali portano la firma del bosniaco, autore di una doppietta sabato sera. E meno male che era in difficoltà.

ROMA II trait d’union tra l’ultima partita e la nuova non è avvolto dal mistero: Di Francesco usa il sorriso, immagine che non guasta soprattutto dentro Trigoria ripensando al recente passato, per annunciare che il turnover va avanti. Già alla vigilia della partita contro il Verona, del resto, spiegò quanto la rotazione, anche abbondante, può aiutare la Roma attuale, cioè quella che, pur avendo in panchina un nuovo tecnico, ha avuto poco tempo durante l’estate per lavorare sul campo, sostituendo gli allenamenti con i viaggi. Così, oggi pomeriggio (ore 18) contro il Benevento, Eusebio sfrutterà diversi giocatori che hanno riposato sabato sera per presentarsi al Vigorito senza essere accompagnato dall’alibi della stanchezza e per puntare al secondo successo consecutivo in campionato. Il calendario impone la rotazione e la classifica richiede la continuità. E’ tempo di impegni ravvicinati, con i giallorossi in campo quattro volte in dodici giorni, mini ciclo che comincia oggi e si conclude il 1° ottobre: dopo questo viaggio inedito in Campania, sabato l’anticipo contro l’Udinese all’Olimpico, mercoledì la seconda sfida di Champions contro il Qarabag a Baku e domenica lo scontro diretto conilMilana San Siro.
PERCORSO DEFINITO
Non, è dunque, il rendimento del Benevento (senza gli ex Antei, Cici- retti e D’Alessandro), ultimo in classifica e ancora a zero punti, a incidere sulla decisione di Di Francesco di procedere con il nuovo turnover. Anzi è convinto quando chiariscedi non snobbare la formazione di Baroni e di non tenere conto del pesantissimo ko di domenica al San Paolo contro il Napoli (6-0). Perlui c’è solo la Roma. Squadra e singoli. Ecco perché rinuncia a Florenzi, appena rientrato dopo 11 mesi di stop, ea De Rossi, sempre titolare con lui (e con Ventura) nell’ultimo mese (6 match su 6). Avendo la possibilità, in alcuni ruoli, di alternare gli interpreti e fidandosi del gruppo, porta avanti il suo piano che prevede anche gli aggiustamenti in corsa sempre per scongiurare il calo in partita. E con Nainggolan e Schick (più Karsdorp) fuori dalla lista dei 22 convocati, Eusebio sembra propenso a cambiare ancora mezza squadra, proprio come è successo contro il Verona. E’ probabile che siano ancora cinque gli innesti, ripetendo quanto fatto dopo la gara contro l’Atletico: Peres e Jesus in difesa, Gonalons e Stroot- man a centrocampo, Perotti in attacco. Defrel potrebbe essere il sesto, anche se Under è vicinissimo alla conferma. Come spera lo stesso Fazio. L’unica novità di inizio stagio-

ne è comunque in mezzo al campo, con Gonalons al debutto nel nostro campionato.
ESORDIOANNUNCIATO
Di Francesco ha rivelato che il regista avrebbe dovuto cominciare la nuova avventura già il 9 settembre a Marassi contro la Sampdoria. E’, dunque, pronto (e da tempo) per guidare la Roma e il reparto che è diverso per due-terzi, con il rientro di Strootman e la promozione di Pellegrini. Gonalons diventa il 21° giocatore utilizzato (compreso Tummi- nello che da fine agosto è al Crotone): appena entrerà in scena pure Karsdorp, il programma iniziale di Eusebio sarà rispettato al cento per cento. Chiese a Pinzolo 22 titolari (contando pure Skorupski) e su quelli presto potrà contare.
PROVA DEL 9
La Roma, arrivata in pullman in Campania, va di corsa. Il campionato non l’aspetta e,con una partita da recuperare, deve risalire in classifica. La prestazione contro il Verona va quindi replicata al Vigorito contro il Benevento (63° avversario incrociato sui campidi serie A). Nel risultato e nella traccia (pressing, equilibrio e verticalizzazione). Anche se a Di Francesco i primati interessano solo se portano al successo, i giallorossi possono conquistare quello delle vittorie consecutive in trasferta (finora 8).ABergamo, il 20 agosto, festeggiarono il nuovo record contro l’Atalanta. Stasera l’obiettivo è salire a 9. Ma solo per non far scappare le Grandi che li precedono.

BENEVENTO «Dobbiamo provare a rialzarci». Marco Baroni chiede il riscatto al Benevento dopo il tonfo nel derby col Napoli. Il 6-0 è stato difficile da digerire e oggi contro la Roma servirà quantomeno una prova di orgoglio per cancellare la brutta prestazione del San Paolo. La reazione sarà necessaria soprattutto dal punto di vista caratteriale. I sanniti dovranno dimostrare vitalità e determinazione al cospetto di un avversario importante come la Roma. Marco Baroni prova a suonare la carica. «Credo nella squadra. L’ho detto ai ragazzi. Proveremo ad essere perfetti». La sua panchina è ancora salda,

ma è chiaro che le prossime due partite – oggi la Roma, domenica la trasferta a Crotone – saranno decisive. «Per quanto mi riguarda sento la fiducia totale della società, quindi andiamo avanti. Vogliamo rialzarci tutti insieme con l’aiuto del nostro pubblico che a Napoli è stato encomiabile». Al Ciro Vigorito è previsto il pubblico delle grandi occasioni (più di diecimila spettatori). Baroni dovrà fare a meno dell’ex Ciciretti e di D’Alessandro: potrebbe arretrare
Chibsah in difesa accanto a Lu- cioni. In avanti Iemmello dovrebbe recuperare: al suo fianco scalpita Puscas, pronto a sostituire Coda.

ROMA Eusebio Di Francesco, a quanto pare, si trova a meraviglia in sala stampa. Ha sempre la replica pronta. Usata per inviare messaggi ai buoni intenditori. Chi gli sta vicino garantisce che non vive con angoscia il paragone con Spal- letti. Aanzi, se trova l’occasione ne parla indirettamente: «Ogni volta sento dire che qui sono stati fatti 87 punti, ma al di là del record, conta arrivare a ottenere qualcosa d’importante. Non so se ne faremo 90, ma ci avvicineremo». Il traguardo tanto sbandierato da Lucio alla fine dello scorso campionato viene accantonato. Perché Di Francesco preferisce guardare al concreto e regalare ai tifosi qualcosa in più di un numero. Questo è

Eusebio, prendereo lasciare.
ETICHETTAFASULLA
La gente sta imparando a conoscerlo, ance se c’è chi insiste a chiamarlo integralista o zemania- no: «Chi lo dice è poco informato, chiamatemi Di Franceschiano. Mi comporto in base a ciò che vedo, leggo le situazioni è questo che fa la differenza. Sono molto attento alla fase difensiva perché ci lavoro con tutto il blocco squadra». DiFra non si fa problemi ad annunciare parte della formazione anti-Bene- vento: panchina per Florenzi («Due partite ravvicinate possono essere un pericolo»), Nainggolan resta a Trigoria per un fastidio tendineo, Gonalons partirà titolare («Presto tornerà il calciatore visto a Lione») e Dzeko sarà al centro dell’attacco («È in un momento positivo»). Poi Eusebio racconta la verità su Schick, senza accampare scuse o scaricare responsabilità: «È arrivato a Roma dopo aver fatto solo cinque allenamenti con il pallone e dicendo di essere pronto. Non lo era assolutamente, io lo alleno e vedo quali sono le difficoltà che ha nel mettersi a pari con gli altri. Questo piccolo fastidio (risentimento muscolare al retto femorale sinistro ndc) lo terrà fuori per altre due partite. Mi auguro che riesca ad allenarsi per bene e poi tornare in campo nel migliore dei modi. Col Verona ha confermato di non essere brillante, ma era l’unico modo per verificare la sua reale condizione». Tra oggi e domani Ganea della Primavera verrà operato al crociato.

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