Disfunzione erettile e impotenza maschile, le onde d’urto funzionano sette volte su dieci

Disfunzione erettile curata con onda d’urto: 7 su 10 guariscono. Per curare la disfunzione erettile la ricerca ha individuato una soluzione che sembra ormai a portata di mano e promette di essere efficace per almeno 7 persone su 10. In alternativa alla terapia farmacologica è stata sperimentata l’onda d’urto, cioè la somministrazione di onde acustiche direttamente sul pene, un po’ come succede per la cura dei calcoli renali.

“Le onde d’urto sono onde acustiche ad alta energia che, in questo caso, vengono applicate sul pene in sedute che durano circa dieci minuti e che vanno ripetute per un totale di sei trattamenti complessivi – afferma Nicola Mondaini, andrologo all’ospedale Santa Maria Annunziata di Firenze -. La terapia fisica viene così portata esattamente dove serve e agisce stimolando la circolazione all’interno del pene, stimolando la crescita graduale di nuovi vasi sanguigni e restituendo al paziente l’erezione spontanea. Il trattamento non comporta rischi, dolore o effetti collaterali e ha effetti positivi anche sul dolore cronico delle patologie del pavimento pelvico”. (Fabio Di Todaro, La Stampa)

I test sperimentali sono finora promettenti anche se non è concluso il processo di implementazione diagnostica e di calibratura del trattamento. “I dati di follow-up a sei mesi sono molto promettenti – spiega Alessandro Palmieri, docente di urologia all’Università Federico II di Napoli e presidente della Società Italiana di Andrologia -. La terapia, a differenza di quella farmacologica (a base di inibitori della fosfodiesterasi 5, ndr) che permette di rimediare al disturbo in prossimità di un rapporto (sintomatica), appare in grado di ristabilire il meccanismo dell’erezione, consentendo il ritorno a una sessualità naturale: senza necessità di programmazione dei rapporti.
Si tratta però di una tecnica ancora emergente, per questo occorreranno altri dati derivanti da studi multicentrici per definire gli effetti del trattamento nel lungo periodo”.

E’ fondamentale parlarne con il proprio medico di base per cercare di trovare una possibile soluzione. Prima di assumere un farmaco per la disfunzione erettile (compresi i rimedi erboristici), è sempre consigliabile chiedere il parere del medico perché potrebbero avere effetti collaterali anche molto pericolosi. Considerato che l’erezione è dovuta all’afflusso di sangue all’interno dei corpi cavernosi del pene e che quindi avere vene e capillari in perfetta forma ne favorisce il meccanismo fisiologico, la prevenzione è di basi lare importanza. Oltre alla gestione di ogni eventuale problema di salute che possa contribuire al problema, è importante adottare uno stile di vita salubre e seguire un’alimentazione sana: preferire alimenti freschi, ricchi di antiossidanti ed acqua (frutta e verdura, naturalmente), e ridurre al minimo il consumo di grassi animali, zuccheri e carboidrati e bere molta acqua.

Benefico per la salute sessuale è mangiare cibi ricchi di zinco (arachidi, pollo, tacchino e yogurt, prodotti integrali, salmone, agnello, formaggi, carne e latte). Sufficiente quantità di zinco nel corpo contribuisce a sviluppare la produzione di testosterone e migliora la mobilità degli spermatozoi. Ecco alcuni rimedi naturali contro le disfunzioni erettili: il Gingko biloba e il ginseng pare aiutino a migliorare la circolazione del sangue nei genitali maschili; il DHEA (deidroepiandrosterone), componente essenziale per il testosterone; Larginina per la sua azione favorente gli effetti dell’ossido nitrico a livello neuronale ed endoteliale; lo Ashwagandha favorisce l’aumento dell’energia e della resistenza; il Tribulus Terresteris stimola la produzione di testosterone, aumenta la forza,migliora la circolazione sanguigna e aumenta la libido negli uomini. La maggior parte delle sostanze fitoterapiche sono degli eccitanti generali che accrescono il dinamismo dell’organismo, danno sensazione di benessere e quindi possono dare un riscontro anche sulle prestazioni sessuali, ma non sono scevre da effetti collaterali, in particolare per chi segue terapie farmacologiche. E’ quindi sempre bene consigliarsi con il proprio medico.

Innanzitutto, la disfunzione rettile non è una malattia ma è un sintomo causa di altre patologie quale, le alterazioni cardiovascolari, problematiche endocrino metaboliche o il diabete, o malattie neurologiche. Questo sintomo può dedurre sia la capacità a iniziare l’elezione e quindi ad avere un’erezione massima che a mantenerla, inoltre, molto frequentemente quando si tratta non soltanto di un problema psicologico ma è un problema organico vero, sia una diminuzione dell’erezione spontanea mattutine che servono a ossigenare il pene, accanto la disfunzione erettile, si associano altre disfunzioni della sfera sessuale: quali, l’eiaculazione che quando la lezione non è completa può diventare precoce, e il desiderio sessuale. Spesso il paziente che non riesce a ottenere rapporti cerca di imitarli proprio per evitare un ulteriore insuccesso.

Recentemente è entrata nella pratica clinica la terapia della DE con onde d’urto (shockwaves) lineari a bassa intensità. Si tratta della più grande rivoluzione dall’introduzione del Viagra in grado di PREVENIRE e GUARIRE la disfunzione erettile (DE), o consentire, nelle forme più gravi, che non rispondono ai farmaci (orali o per iniezione intracavernosa), di RISPONDERE ALLE TERAPIE PIU’ SEMPLICI. Le onde d’urto a bassa intensità (LISWT) stimolano nel tessuto trattato la creazione di nuove reti di vasi sanguigni. Il processo, chiamato neoangiogenesi, conduce alla formazione di un nuovo sistema vascolare negli organi esposti alle onde d’urto. La terapia oltre a migliorare la vascolarizzazione del cuore è efficace anche per il pene. Infatti l’80% dei casi di disfunzione erettile hanno una causa vascolare. Se le Onde d’Urto Lineari a Bassa Intensità sono applicate ai corpi cavernosi del pene ne rigenerano il tessuto vascolare aumentando l’afflusso di sangue al tessuto erettile e consentendo il raggiungimento e il mantenimento di una piena erezione.

COSA SONO LE ONDE D’URTO (SHOCKWAVES)?
Le onde d’urto hanno due rilevanti caratteristiche: trasportano energia e possono propagarsi in un mezzo. Esse sono la sequenza di singoli impulsi di energia acustica che si propaga a velocita supersonica in un mezzo liquido (1500m/sec nell’acqua) o gassoso e sono caratterizzate da una rapida salita di un picco di pressione positiva (<10 nanosecondi), un elevato picco pressorio (100 MPa), ed un corto ciclo di vita (10 microseconds).

COSA SAPPIAMO DEGLI EFFETTI BIOLOGICI DELLE ONDE D’URTO?
Quando sono indirizzate in maniera non invasiva su un organo o un tessuto l’energia crea un carico di pressione elevata che colpisce solo l’area mirata.
Malgrado non sia ancora completamente delucidato il meccanismo d’azione biologica, si teorizza che il tessuto venga prima compresso, per la pressione positiva derivante dall’energia che è trasportata dall’onda d’urto, e poi si espanda per le intrinseche proprietà di tensione. Nishida descrisse questo fenomeno con il termine cavitazione perché ricordava un violento collasso di microscopiche bolle. Poiché le forze fisiche generate dalla cavitazione sono molto localizzate si pensa che le onde d’urto inducano uno stress localizzato sulla membrana delle cellule nella stessa maniera in cui lo shear stress colpisce le membrane delle cellule endoteliali.

Questo shear stress innesca successivamente una catena di eventi che provocano il rilascio di fattori angiogenetici (incremento di NO per maggior attività della ossidonitrico sintetasi endoteliale e neuronale, fattore di crescita piastrinico, fattore di crescita vascolare endoteliale [VEGF]). Inoltre le onde d’urto causano l’iperpolarizzazione della membrana cellulare, attivazione della via RAS, sintesi non enzimatica di NO ed induzione di fibre da stress e giunzioni intercellulari.

STORIA ED EVOLUZIONE DELLE TERAPIE CON ONDE D’URTO
I risultati delle sperimentazioni, iniziate più di 15 anni fa sugli animali, e proseguite poi sull’uomo, hanno fornito l’evidenza che le onde d’urto a bassa intensità (LISWT) stimolano nel tessuto trattato la creazione di nuove reti di vasi sanguigni. Il processo, chiamato neoangiogenesi, conduce alla formazione di un nuovo sistema vascolare negli organi esposti alle onde d’urto.
La terapia con onde d’urto è stata studiata ed utilizzata da decenni in molti campi della medicina. Le onde d’urto ad alta intensità sono usate per la frantumazione dei calcoli. Le onde a media intensità, grazie alle proprietà antiinfiammatorie, sono utilizzate per curare una vasta schiera di condizioni ortopediche come fratture scomposte, tendiniti e borsiti.
Le onde d’urto a bassa intensità, che hanno la proprietà di rigenerare il sistema vascolare, sono usate nel trattamento delle ferite croniche, delle neuropatie periferiche e per indurre la rigenerazione dei piccoli vasi coronarici del cuore in pazienti che soffrono di angina e non possono essere sottoposti a chirurgia coronarica o all’angioplastica.
La terapia migliora la vascolarizzazione del cuore ed è efficace anche per il pene. Infatti l’80% dei casi di disfunzione erettile hanno una causa vascolare. Se le Onde d’Urto Lineari a Bassa Intensità sono applicate ai corpi cavernosi del pene ne rigenerano il tessuto vascolare aumentando l’afflusso di sangue al tessuto erettile e consentendo il raggiungimento e il mantenimento di una piena erezione.

La rivoluzione della terapia ad onde d’urto
Le terapie non chirurgiche attuali della DE consistono principalmente nei farmaci orali (inibitori delle fosfodiesterasi tipo 5: sildenafil, vardenafil, tadalafil, avanafil) e/o dispositivi per erezione sotto vuoto (vacuum devices) e/o nell’iniezione nei corpi cavernosi del pene di vasodilatatori.
Sono terapie molto efficaci e ragionevolmente sicure, con rari effetti collaterali indesiderati. Tutte condividono alcuni inconvenienti maggiori: esse non modificano la fisiopatologia del meccanismo erettivo.

La via di somministrazione è sicuramente spiacevole per le iniezioni. Tutte queste terapie devono essere assunte generalmente a richiesta, prima dell’interazione sessuale, ed il loro effetto è limitato nel tempo. Spesso funzionano per un solo incontro sessuale alla volta. Sono una terapia sintomatica e comportano, a volte, effetti collaterali spiacevoli e, conseguentemente, una scarsa aderenza alla terapia. Queste limitazioni sono esaltate dal fatto che la terapia è diretta verso una funzione biologica strettamente connessa alla sfera del piacere piuttosto che ad una malattia che metta in pericolo la vita. Per alcuni farmaci orali è possibile la somministrazione giornaliera (invece che a richiesta). Questo risolve alcuni di questi problemi ma, come per tutte queste forme di terapia non vengono modificate le alterazioni del meccanismo erettivo.

Attualmente solo a pochi maschi con DE può essere offerta una terapia che sia in grado di rigenerare la funzione erettiva spontanea. La maggioranza dei pazienti con DE deve continuare a praticare la propria terapia per mantenere la funzione sessuale. La terapia con onde d’urto è diversa in quanto è diretta a rigenerare il meccanismo erettile in modo da far sì che i pazienti possano avere erezioni spontanee. Gli studi sino ad ora eseguiti hanno dimostrato che le onde d’urto a bassa intensità (LISW) possono aiutare sia i maschi con disfunzione erettile che rispondono ai farmaci orali sia i maschi che soffrono di disfunzione erettile talmente grave da non consentire la risposta alla terapia con I farmaci orali.
L’attrazione potenziale della terapia ad onde d’urto consta nel fatto che, a differenza delle terapie attualmente utilizzate, che sono solo sintomatiche, palliative ed utilizzate a richiesta, le onde d’urto mirano a ripristinare il meccanismo erettivo ed a guarire la disfunzione erettile consentendo di avere erezioni naturali e spontanee.
La terapia permette potenzialmente di tornare ad una condizione di normalità, dove non vi è bisogno di usare farmaci. Nel caso che si debbano ancora usare i farmaci probabilmente si otterrà da essi un risultato migliore. Inoltre la LISW può servire a quei pazienti che presentano controindicazioni all’uso dei farmaci
orali o dei farmaci iniettivi, che resterebbero senza alcuna possibilità terapeutica non chirurgica.

PREVENIRE LA DISFUNZIONE ERETTILE
Un settore finora inesplorato che presenta prospettive di utilizzo molto interessanti è quello dei pazienti “a rischio” (per età, stili di vita, sovrappeso, sedentarietà, fumo, presenza di ipertensione, dislipidemia o diabete) e/o soggetti che iniziano a presentare qualche lieve segno premonitore della disfunzione erettile: erezioni più difficoltose da ottenere o da mantenere, (ma pur sempre sufficienti), necessità di maggiori stimoli eccitatori per ottenere l’erezione, minore rigidità in erezione. Si tratta di soggetti che non hanno ancora bisogno di terapia ma che, probabilmente, svilupperanno nel tempo la disfunzione erettile. Verosimilmente il trattamento con onde d’urto potrebbe avere in questi pazienti un ruolo “preventivo”, riportando a condizioni ottimali la vascolarizzazione dei loro corpi cavernosi.”

Il momento in cui questa apoptosi della muscolatura liscia correlata all’invecchiamento comincia a verificarsi in un individuo, in particolare nel pene, si presume sia geneticamente predeterminata. In alcuni uomini può verificarsi nella terza-quarta decade di vita, mentre in altri può non manifestarsi fino a età avanzata. Dai dati del Massachusetts Male Aging Study (MMAS) si evince che il 20% degli uomini tra i 20 e i 30 anni hanno una qualche forma di disfunzione erettile; questa prevalenza aumenta di circa il 10% per ogni decennio di vita, un uomo di 50 anni ha circa un 50% di possibilità di avere qualche problema con la sua funzione erettile, uno di 70 anni avrà una probabilità di circa il 70%. Il principale colpevole di questo invecchiamento apoptosi correlato sembra essere lo stress ossidativo.

Lo stress ossidativo è principalmente un sottoprodotto del metabolismo; poiché viviamo grazie ai processi metabolici, l’ossidazione (sottrazione di elettroni) alla fine prevarrà sempre, nonostante la presenza di tutti i sistemi antiossidanti all’interno dei mitocondri (organi presenti all’interno delle cellule animali e vegetali, addetti alla respirazione della cellula stessa) e tutti gli antiossidanti che possiamo inserire nella cellula. Questo spiega il motivo per cui diminuire l’apporto calorico, essenzialmente per ridurre il metabolismo, è l’unico meccanismo noto che ha dimostrato di aumentare la longevità.

ETÀ E SESSUALITÀ

In questo periodo storico, uomini e donne vivono più a lungo e sono più sani sino a tarda età. Come conseguenza, molte coppie anziane continuano a godere dell’intimità e della sessualità.
La maggioranza dei maschi rimane sessualmente attiva anche dopo i 70 anni. Uno studio sulla popolazione condotto in Germania ha dimostrato che un’attività sessuale almeno settimanale è presente nel 66,1% dei soggetti con età 60-69 anni e nel 41,5% tra 70 e 80 anni. La sessualità è considerata una componente fondamentale della qualità della vita.

La percentuale di maschi non soddisfatta dalla propria vita sessuale aumenta in relazione all’età. Nello stesso studio, l’insoddisfazione nei confronti dell’attività sessuale è riscontrabile tra il 31,3 e il 44% in tutti i gruppi di età esaminata.
Il processo di invecchiamento provoca modificazioni fisiche in grado di influire sulla risposta sessuale. Alcuni uomini notano che impiegano più tempo a eccitarsi e a ottenere l’erezione, che è meno rigida. Può essere necessaria una stimolazione del pene di maggior durata e intensità. Il periodo refrattario tra le erezioni si allunga e la sensazione orgasmica risulta meno intensa. Il volume dell’eiaculato diminuisce, con ritardo nel raggiungimento dell’eiaculazione. Il desiderio può ridursi.
Anche le malattie che divengono più frequenti con l’età e le terapie (farmacologiche e/o chirurgiche) possono interferire con l’attività sessuale, sia direttamente sia indirettamente, a livello psicologico. Si può verificare un cambiamento nella struttura della relazione
di coppia.
La maggior barriera ne II’affronta re le disfunzioni sessuali correlate all’età è l’atteggiamento nei confronti del problema. Un errore culturale ha creato lo stereotipo dell’anziano come asessuato, privo di sentimenti ed emozioni. Alcuni uomini anziani e le loro partner accettano la perdita della funzione erettiva come un evento necessario dell’invecchiamento. Molti altri sono insoddisfatti e percepiscono ciò come una grave alterazione della loro qualità di vita.
D’altra parte si deve considerare normale che uomini e donne continuino ad avere una vita sessuale attiva sino ad età avanzata e non si può negare una terapia per le disfunzioni sessuali solo a causa dell’età.
Il coinvolgimento di più organi e sistemi (sistema nervoso, sistema vascolare, ormoni) nella fisiopatologia della funzione sessuale ci fa comprendere l’importanza di qualsiasi alterazione a questi diversi livelli.

SESSUALITÀ E MALATTIE
La salute sessuale è lo specchio della salute maschile. Diabete, sindrome metabolica, malattie cardiovascolari, disfunzione erettile, ipogonadismo (carenza di ormoni sessuali maschili), depressione e iperplasia prostatica benigna (IPB) sono sempre più frequenti nei maschi con l’avanzare dell’età. Recenti ricerche hanno dimostrato che tra queste diverse situazioni esistono dei forti legami associativi. Sappiamo che la etiopatogenesi (si definisce con questo termine l’analisi del processo di insorgenza di una patologia e del suo sviluppo) di molti di questi problemi è simile (es. malattie cardiovascolari e disfunzione erettile [DE]). Molti studi hanno dimostrato che le disfunzioni sessuali e l’ipogonadismo (deficit degli ormoni sessuali) possono essere fattori predittivi precoci di malattie cardiovascolari, diabete, sindrome metabolica, depressione e IPB. È stato inoltre dimostrato che la DE si comporta come un marcatore predittivo delle complicazioni dell’ipertensione e della sindrome metabolica. L’ipogonadismo, a sua volta, predice molti anni prima e aumenta più di 2 volte la probabilità di sviluppare un diabete tipo II.
Le nuove conoscenze sulla disfunzione endoteliale (l’endotelio è il tessuto che riveste la superficie interna del cuore, dei vasi sanguigni e linfatici), che è uno degli elementi comuni a tutte le alterazioni del sistema vascolare, rinforza la necessità di un’ampia valutazione “distica” della popolazione maschile che invecchia piuttosto che di un approccio settoriale. Le disfunzioni sessuali, che vanno considerate sintomi e non malattia, forniscono l’opportunità di diagnosticare altre alterazioni prima che si siano manifestate e di modificare i comportamenti del Paziente per migliorarne la salute.
Un importante studio condotto in 6 paesi (Usa ed Europa) sulla salute di 30.000 maschi tra i 20 e i 75 anni ha confermato una forte associazione della DE con l’età. Solo il 25-33% definiva il proprio stato di salute eccellente. Le probabilità di avere DE raddoppiavano e addirittura triplicavano o quintuplicavano tra chi si definiva rispettivamente in buona, discreta o cattiva salute. Tra questi soggetti l’ipertensione, la dislipidemia, le malattie cardiovascolari e il diabete erano fortemente correlati con la gravità della DE.
Negli animali da esperimento la DE precede la comparsa dell’ipertensione, perciò potrebbe esserne un segno predittivo precoce. In effetti numerosi studi sugli ipertesi oltre a dimostrare che la maggioranza di essi presentava DE, evidenziarono che l’associazione di ipertensione e DE comporta un rischio maggiore di sviluppare le complicazioni dell’ipertensione (infarto, ictus cerebrale). È stato dimostrato infatti che la DE di per se stessa è in grado di predire, con un anticipo di 10 anni, la comparsa di una malattia coronarica. Le probabilità di sviluppare la malattia entro 10 anni, raddoppiano nei maschi con DE rispetto a chi ne è esente. Similarmente la DE all’età di 30-35 anni aumenta di 3 volte le probabilità di avere un diabete. La DE è, inoltre, un fattore predittivo precoce di sviluppare la sindrome metabolica particolarmente nei soggetti che non sono in sovrappeso: le probabilità che ciò accada nei successivi 8 anni sono raddoppiate.

SESSUALITÀ E IPERTROFIA PROSTATICA
Particolarmente interessante è la relazione tra la sessualità e l’ipertrofia prostatica benigna che si manifesta molto frequentemente negli uomini dell’età matura e avanzata. La DE presenta una relazione lineare con i disturbi urinari da iperplasia prostatica benigna ed è correlata con la loro severità. Il grado di soddisfazione sessuale, la libido e la disfunzione eiaculatoria (riduzione e dolore) sono correlati con i disturbi urinari e il maggior volume prostatico. Il trattamento dei disturbi da iperplasia prostatica benigna con farmaci al-litici comporta anche un miglioramento della funzione
sessuale globale. Le Linee guida italiane sull’Ipertrofia prostatica benigna hanno stabilito che, in presenza di disturbi urinari da iperplasia prostatica di grado severo e/o insorti da lungo tempo, è raccomandato valutare e considerare tutti gli aspetti della sessualità.

ORMONI SESSUALI
Con l’invecchiamento si ha una diminuzione dei livelli di testosterone, il principale ormone sessuale maschile. Un basso tasso di testosterone è stato associato con lo scadimento delle funzioni cognitive e della salute generale e sessuale negli uomini che invecchiano. Recentemente i bassi livelli di testosterone sono stati correlati con la sindrome metabolica e il diabete tipo Il che, a loro volta, sono associati alle malattie cardiovascolari. Studi, protratti nel tempo, su una numerosa popolazione ma schile dimostrano un netto aumento della mortalità in generale e, specificamente di quella da malattie cardiovascolari, in uomini anziani e di mezza età che hanno bassi livelli di testosterone.

DISFUNZIONE ERETTILE
La DE è un problema comune, di cui è affetto almeno 1 uomo su 10. Purtroppo solo il 10% di chi ne soffre riceve attualmente una terapia. Il numero dei maschi che soffrono per la DE aumenta con l’età. Ma oltre alla prevalenza della DE, con l’età aumenta anche la sua severità. Uno studio italiano, frutto della collaborazione tra Medici di Medicina Generale e Andrologi, prendendo in esame 2.010 soggetti rappresentativi della popolazione italiana, documentò che la DE era presente nel 15,7%, tra 50 e 59 anni, nel 26,8 % tra 60 e 70 e nel 48,3% oltre i 70 anni.

Per disfunzione erettile si intende la “persistente o ricorrente incapacità a ottenere o mantenere un’erezione sufficiente per completare in maniera soddisfacente un rapporto sessuale o un’altra attività sessuale”.
Sino a 20 anni fa si pensava che i fattori psicologici fossero responsabili della maggior parte dei casi di DE. Oggi sappiamo che fattori organici sono la causa del 75% dei casi di DE. È altrettanto vero che, nella maggioranza dei casi, sono presenti come concausa fattori psicologici.

Nella DE da causa organica il problema in genere tende a presentarsi gradualmente e si verifica con ogni tipo di attività sessuale. Fra le cause di DE organica sono più frequenti il deficit di afflusso di sangue nel pene, l’eccessivo deflusso di sangue dal pene (fuga venosa) e, meno frequentemente, malattie neurologiche, disordini ormonali, effetti collaterali di farmaci, alcoolismo e sostanze di abuso, diabete, fumo, dislipidemia o malattie croniche gravi.

LE TERAPIE DELLA DISFUNZIONE ERETTILE

Negli ultimi 10-15 anni sono stati fatti enormi progressi nel trattamento della DE e la stragrande maggioranza dei Pazienti può essere curata efficacemente.
Recentemente la terapia con onde d’urto lineari a bassa intensità fornisce un’eccezionale opportunità non solo per la cura della disfunzione erettile a genesi vascolare ma anche per la sua prevenzione e la guarigione.

La terapia con Onde d’Urto a Bassa Intensità è un rivoluzionario trattamento sviluppato in Israele per risolvere la Disfunzione Erettile o impotenza maschile

Il meccanismo d’azione della terapia con Onde d’Urto a Bassa Intensità è totalmente differente dagli altri rimedi per l’ impotenza maschile finora utilizzati.

Questo trattamento utilizza Onde d’Urto a Bassa Intensità ed è quindi considerato naturale e non invasivo. Inoltre non richiede alcun supporto farmacologico. Pertanto non è una soluzione palliativa come i farmaci, perché ripristina e mantiene nel tempo il meccanismo erettile per consentire erezioni naturali e spontanee. La terapia con Onde d’Urto a Bassa Intensità è stata valutata clinicamente sotto ogni punto di vista per cui viene oggi considerata la migliore soluzione al problema dell’impotenza maschile. Inoltre la terapia con Onde d’Urto a Bassa Intensità, essendo priva di effetti collaterali e controindicazioni, sta diventando il trattamento di elezione per tutti quei pazienti affetti da diabete, ipertensione o patologie cardiache che finora dovevano assumere farmaci per la Disfunzione Erettile facendo particolare attenzione a controindicazioni ed effetti collaterali.

Numerosi studi scientifici hanno evidenziato che la terapia con Onde d’Urto a Bassa Intensità, stimolando i tessuti dell’area peniena, consente la rigenerazione del tessuto vascolare con la formazione di una nuova rete di vasi sanguigni, detta neoangiogenesi. Questa aumenta la portata del flusso sanguigno nei corpi cavernosi del pene e migliora la loro capacità di contenerlo, con il benefico effetto di un’erezione non solo più piena ma anche più duratura. Considerato che almeno il 70% dei problemi di erezione ha un’origine vascolare, l’uso di questa innovativa tecnoloiga è considerata la terapia più idonea per la cura della Disfunzione Erettile con questa causa.

Grazie a questo trattamento non invasivo si potrà quindi raggiungere e mantenere una piena e duratura erezione. La terapia con Onde d’Urto a Bassa Intensità aveva già evidenziato risultati molto interessanti nella cura dei tessuti cardiaci dei pazienti infartuati, per cui gli stessi sperimentatori israeliani hanno intuito che anche uomini con Disfunzione Erettile potessero, come successivamente dimostrato, beneficiare di importanti miglioramenti. Come risaputo, l’afflusso di sangue al pene è fondamentale per la sua erezione. Quando un uomo è sessualmente stimolato, le sue arterie si espandono in modo tale che il pene possa riempirsi di sangue per avere la durezza necessaria alla penetrazione.

E’ il ridotto apporto di sangue al pene che provoca un’erezione debole o addirittura assente. In definitiva, a differenza dei farmaci che risolvono solo temporaneamente i problemi di erezione, la terapia con Onde d’Urto a Bassa Intensità consente di ritornare ad avere erezioni spontanee in modo naturale, senza effetti collaterali ed in molti casi per almeno 2 anni.

2 commenti

  1. Ho 86ani. Purtroppo, soffro di disfunzione erettile che, con l’avanzare dell’età è divenuta
    sempre più grave, anche a causa del diabete, ben controllato, e problemi vascolari, non
    gravi. Sono ancora nel pieno possesso delle mie facoltà mentali: né mi è venuto meno il
    “desiderio”. Debbo considerare esclusa per me la speranza di cure per riottenere la virilità
    perduta? Grazie!

  2. Sono molto vicino ai 79 anni. Nel 2009 ho subito un intervento alla prostata per “ipertrofia prostatica”.
    Nel novembre del 2010 ho perso mia moglie.
    Da quattro anni convivo con una compagna, più giovane di me, ma non ho rapporti a causa della
    disfunzione erettile.
    Ho voglia di avere rapporto ma non ho l’erezione necessaria.

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