Disfunzione erettile, stress e testosterone: Flop a letto per 8% maschi

Quanto riguarda il calo della libido si intende un calo del desiderio sessuale che può essere di fatto secondario a molteplici fattori, possono essere di origine psicologica oppure organica.

Quanto riguarda gli aspetti di origine psicologica sicuramente lo stress è quello che la fa da padrone, perché soprattutto un maschio impegnato magari nel lavoro e nella famiglia che ha molti problemi, veramente ritiene l’attività sessuale ulteriore fonte di stress se non è in grado di far fronte alle richieste la partner potrebbe avere un po’ di ansia da prestazione. Quindi piuttosto che avere delle défaillance, automaticamente preferisci pensare un pochino di meno l’attività sessuale.

Purtroppo esistono anche delle cause organiche eguali vanno indagate, è la principale causa e il calo del testosterone, il calo del testosterone del’ LLH sono fisiologici col passare degli anni, ma che possono invece essere più patologici se il calo di desiderio insorge magari nelle da giovane.

L’invecchiamento è il prezzo che tutti noi paghiamo per vivere a lungo: ciò che fisiopatologicamente (e dunque con esiti clinici) ci colpisce di più durante questo processo, sono gli effetti negativi sulla muscolatura liscia in tutto il nostro corpo. In questa fascia di età (> 65 aa.) insorgono svariate patologie come ipertensione, reflusso gastroesofageo, vescica iperattiva, ipermetropia, stipsi, ostruzione urinaria e il più temuto di tutti i sintomi correlati all’invecchiamento che possono affliggere un uomo, la disfunzione erettile. Tutte queste condizioni hanno essenzialmente un elemento in comune: la muscolatura liscia in quel tessuto non funziona in modo ottimale. Il motivo principale di queste disfunzioni associate all’invecchiamento è che la massa muscolare liscia, o almeno parte di essa, all’interno di ciascuno di questi tessuti ha iniziato a subire il processo di apoptosi (morte cellulare programmata) e la sua sostituzione con tessuto fibroso.

Il momento in cui questa apoptosi della muscolatura liscia correlata all’invecchiamento comincia a verificarsi in un individuo, in particolare nel pene, si presume sia geneticamente predeterminata. In alcuni uomini può verificarsi nella terza-quarta decade di vita, mentre in altri può non manifestarsi fino a età avanzata. Dai dati del Massachusetts Male Aging Study (MMAS) si evince che il 20% degli uomini tra i 20 e i 30 anni hanno una qualche forma di disfunzione erettile; questa prevalenza aumenta di circa il 10% per ogni decennio di vita, un uomo di 50 anni ha circa un 50% di possibilità di avere qualche problema con la sua funzione erettile, uno di 70 anni avrà una probabilità di circa il 70%. Il principale colpevole di questo invecchiamento apoptosi correlato sembra essere lo stress ossidativo.

Lo stress ossidativo è principalmente un sottoprodotto del metabolismo; poiché viviamo grazie ai processi metabolici, l’ossidazione (sottrazione di elettroni) alla fine prevarrà sempre, nonostante la presenza di tutti i sistemi antiossidanti all’interno dei mitocondri (organi presenti all’interno delle cellule animali e vegetali, addetti alla respirazione della cellula stessa) e tutti gli antiossidanti che possiamo inserire nella cellula. Questo spiega il motivo per cui diminuire l’apporto calorico, essenzialmente per ridurre il metabolismo, è l’unico meccanismo noto che ha dimostrato di aumentare la longevità.

ETÀ E SESSUALITÀ

In questo periodo storico, uomini e donne vivono più a lungo e sono più sani sino a tarda età. Come conseguenza, molte coppie anziane continuano a godere dell’intimità e della sessualità.
La maggioranza dei maschi rimane sessualmente attiva anche dopo i 70 anni. Uno studio sulla popolazione condotto in Germania ha dimostrato che un’attività sessuale almeno settimanale è presente nel 66,1% dei soggetti con età 60-69 anni e nel 41,5% tra 70 e 80 anni. La sessualità è considerata una componente fondamentale della qualità della vita.

La percentuale di maschi non soddisfatta dalla propria vita sessuale aumenta in relazione all’età. Nello stesso studio, l’insoddisfazione nei confronti dell’attività sessuale è riscontrabile tra il 31,3 e il 44% in tutti i gruppi di età esaminata.
Il processo di invecchiamento provoca modificazioni fisiche in grado di influire sulla risposta sessuale. Alcuni uomini notano che impiegano più tempo a eccitarsi e a ottenere l’erezione, che è meno rigida. Può essere necessaria una stimolazione del pene di maggior durata e intensità. Il periodo refrattario tra le erezioni si allunga e la sensazione orgasmica risulta meno intensa. Il volume dell’eiaculato diminuisce, con ritardo nel raggiungimento dell’eiaculazione. Il desiderio può ridursi.
Anche le malattie che divengono più frequenti con l’età e le terapie (farmacologiche e/o chirurgiche) possono interferire con l’attività sessuale, sia direttamente sia indirettamente, a livello psicologico. Si può verificare un cambiamento nella struttura della relazione
di coppia.
La maggior barriera ne II’affronta re le disfunzioni sessuali correlate all’età è l’atteggiamento nei confronti del problema. Un errore culturale ha creato lo stereotipo dell’anziano come asessuato, privo di sentimenti ed emozioni. Alcuni uomini anziani e le loro partner accettano la perdita della funzione erettiva come un evento necessario dell’invecchiamento. Molti altri sono insoddisfatti e percepiscono ciò come una grave alterazione della loro qualità di vita.
D’altra parte si deve considerare normale che uomini e donne continuino ad avere una vita sessuale attiva sino ad età avanzata e non si può negare una terapia per le disfunzioni sessuali solo a causa dell’età.
Il coinvolgimento di più organi e sistemi (sistema nervoso, sistema vascolare, ormoni) nella fisiopatologia della funzione sessuale ci fa comprendere l’importanza di qualsiasi alterazione a questi diversi livelli.

SESSUALITÀ E MALATTIE
La salute sessuale è lo specchio della salute maschile. Diabete, sindrome metabolica, malattie cardiovascolari, disfunzione erettile, ipogonadismo (carenza di ormoni sessuali maschili), depressione e iperplasia prostatica benigna (IPB) sono sempre più frequenti nei maschi con l’avanzare dell’età. Recenti ricerche hanno dimostrato che tra queste diverse situazioni esistono dei forti legami associativi. Sappiamo che la etiopatogenesi (si definisce con questo termine l’analisi del processo di insorgenza di una patologia e del suo sviluppo) di molti di questi problemi è simile (es. malattie cardiovascolari e disfunzione erettile [DE]). Molti studi hanno dimostrato che le disfunzioni sessuali e l’ipogonadismo (deficit degli ormoni sessuali) possono essere fattori predittivi precoci di malattie cardiovascolari, diabete, sindrome metabolica, depressione e IPB. È stato inoltre dimostrato che la DE si comporta come un marcatore predittivo delle complicazioni dell’ipertensione e della sindrome metabolica. L’ipogonadismo, a sua volta, predice molti anni prima e aumenta più di 2 volte la probabilità di sviluppare un diabete tipo II.
Le nuove conoscenze sulla disfunzione endoteliale (l’endotelio è il tessuto che riveste la superficie interna del cuore, dei vasi sanguigni e linfatici), che è uno degli elementi comuni a tutte le alterazioni del sistema vascolare, rinforza la necessità di un’ampia valutazione “distica” della popolazione maschile che invecchia piuttosto che di un approccio settoriale. Le disfunzioni sessuali, che vanno considerate sintomi e non malattia, forniscono l’opportunità di diagnosticare altre alterazioni prima che si siano manifestate e di modificare i comportamenti del Paziente per migliorarne la salute.
Un importante studio condotto in 6 paesi (Usa ed Europa) sulla salute di 30.000 maschi tra i 20 e i 75 anni ha confermato una forte associazione della DE con l’età. Solo il 25-33% definiva il proprio stato di salute eccellente. Le probabilità di avere DE raddoppiavano e addirittura triplicavano o quintuplicavano tra chi si definiva rispettivamente in buona, discreta o cattiva salute. Tra questi soggetti l’ipertensione, la dislipidemia, le malattie cardiovascolari e il diabete erano fortemente correlati con la gravità della DE.
Negli animali da esperimento la DE precede la comparsa dell’ipertensione, perciò potrebbe esserne un segno predittivo precoce. In effetti numerosi studi sugli ipertesi oltre a dimostrare che la maggioranza di essi presentava DE, evidenziarono che l’associazione di ipertensione e DE comporta un rischio maggiore di sviluppare le complicazioni dell’ipertensione (infarto, ictus cerebrale). È stato dimostrato infatti che la DE di per se stessa è in grado di predire, con un anticipo di 10 anni, la comparsa di una malattia coronarica. Le probabilità di sviluppare la malattia entro 10 anni, raddoppiano nei maschi con DE rispetto a chi ne è esente. Similarmente la DE all’età di 30-35 anni aumenta di 3 volte le probabilità di avere un diabete. La DE è, inoltre, un fattore predittivo precoce di sviluppare la sindrome metabolica particolarmente nei soggetti che non sono in sovrappeso: le probabilità che ciò accada nei successivi 8 anni sono raddoppiate.

SESSUALITÀ E IPERTROFIA PROSTATICA
Particolarmente interessante è la relazione tra la sessualità e l’ipertrofia prostatica benigna che si manifesta molto frequentemente negli uomini dell’età matura e avanzata. La DE presenta una relazione lineare con i disturbi urinari da iperplasia prostatica benigna ed è correlata con la loro severità. Il grado di soddisfazione sessuale, la libido e la disfunzione eiaculatoria (riduzione e dolore) sono correlati con i disturbi urinari e il maggior volume prostatico. Il trattamento dei disturbi da iperplasia prostatica benigna con farmaci al-litici comporta anche un miglioramento della funzione
sessuale globale. Le Linee guida italiane sull’Ipertrofia prostatica benigna hanno stabilito che, in presenza di disturbi urinari da iperplasia prostatica di grado severo e/o insorti da lungo tempo, è raccomandato valutare e considerare tutti gli aspetti della sessualità.

ORMONI SESSUALI
Con l’invecchiamento si ha una diminuzione dei livelli di testosterone, il principale ormone sessuale maschile. Un basso tasso di testosterone è stato associato con lo scadimento delle funzioni cognitive e della salute generale e sessuale negli uomini che invecchiano. Recentemente i bassi livelli di testosterone sono stati correlati con la sindrome metabolica e il diabete tipo Il che, a loro volta, sono associati alle malattie cardiovascolari. Studi, protratti nel tempo, su una numerosa popolazione ma schile dimostrano un netto aumento della mortalità in generale e, specificamente di quella da malattie cardiovascolari, in uomini anziani e di mezza età che hanno bassi livelli di testosterone.

DISFUNZIONE ERETTILE
La DE è un problema comune, di cui è affetto almeno 1 uomo su 10. Purtroppo solo il 10% di chi ne soffre riceve attualmente una terapia. Il numero dei maschi che soffrono per la DE aumenta con l’età. Ma oltre alla prevalenza della DE, con l’età aumenta anche la sua severità. Uno studio italiano, frutto della collaborazione tra Medici di Medicina Generale e Andrologi, prendendo in esame 2.010 soggetti rappresentativi della popolazione italiana, documentò che la DE era presente nel 15,7%, tra 50 e 59 anni, nel 26,8 % tra 60 e 70 e nel 48,3% oltre i 70 anni.

Per disfunzione erettile si intende la “persistente o ricorrente incapacità a ottenere o mantenere un’erezione sufficiente per completare in maniera soddisfacente un rapporto sessuale o un’altra attività sessuale”.
Sino a 20 anni fa si pensava che i fattori psicologici fossero responsabili della maggior parte dei casi di DE. Oggi sappiamo che fattori organici sono la causa del 75% dei casi di DE. È altrettanto vero che, nella maggioranza dei casi, sono presenti come concausa fattori psicologici.

Nella DE da causa organica il problema in genere tende a presentarsi gradualmente e si verifica con ogni tipo di attività sessuale. Fra le cause di DE organica sono più frequenti il deficit di afflusso di sangue nel pene, l’eccessivo deflusso di sangue dal pene (fuga venosa) e, meno frequentemente, malattie neurologiche, disordini ormonali, effetti collaterali di farmaci, alcoolismo e sostanze di abuso, diabete, fumo, dislipidemia o malattie croniche gravi.

LE TERAPIE DELLA DISFUNZIONE ERETTILE

Negli ultimi 10-15 anni sono stati fatti enormi progressi nel trattamento della DE e la stragrande maggioranza dei Pazienti può essere curata efficacemente.
Recentemente la terapia con onde d’urto lineari a bassa intensità fornisce un’eccezionale opportunità non solo per la cura della disfunzione erettile a genesi vascolare ma anche per la sua prevenzione e la guarigione.

3 commenti

  1. Se a quell’otto per cento dei ragazzi con questi problemi contiamo anche i problemi sessuali delle giovani femmine (mancanza di eccitazione, frigidità, calo del desiderio) direi che i giovani di oggi, sia uomini che femmine, non stiano tanto bene.
    Credo che manchi la serenità non solo di coppia, ma anche nel lavoro, scuola ed in ogni cosa che svolgiamo quotidianamente.
    Ormai non ci soddisfa più niente, potremmo avere tutto ma siamo sempre insoddisfatti. Ci sono dei ragazzini, ma anche delle femminucce, che all’età di 10 anni sanno, in modo scorretto e disinformato, ormai tutto del sesso, la differenza tra i sessi, come si ha un rapporto, come nascono i bambini, etc…etc…
    Ormai i giovani, sia ragazzi che femmine, bruciano le tappe
    Bisognerebbe riscoprire i vecchi e grandi valori: la famiglia.

  2. Diciamo pure che anche la femmina, considerato lo stress da lavoro fuori e a casa, marito e bambini, con enormi problemi quotidiani da affrontare, non credo che ritiene l’attività sessuale come ulteriore fonte da stress come l’uomo, ma addirittura lo considera “lo stress”! Poi magari l’uomo preferisce rinunciare per paura di qualche défaillance, mentre la donna magari accusa il classico mal di testa! E così ci si allontana uno dall’altra, ma non è mai colpa solamente dell’uomo.
    Non so sino a che età la femmina rimane sessualmente attiva e sconosco la percentuale delle femmine soddisfatte della propria vita sessuale, ma conoscendo i problemi, e sono tantissimi oltre la menopausa, credo che a differenza degli uomini i numeri delle donne insoddisfatte sia di gran lunga superiore (ma ne ignora le cause vere e proprie).
    Certo che il problema della DE nei giovani sia più traumatico che in un uomo di 70 anni, come anche alcuni problemi che si presentano o che nascono già nelle giovani femmine potrebbe addirittura precludere del tutto la vita sessuale di una donna.
    Secondo me sia uomo che donna hanno timore di affrontare i problemi sessuali, l’uomo magari si sente sminuito come “maschio” per il rischio di una défaillance, mentre la femmina sfugge del tutto dal sesso inventando delle scuse.
    Il sesso nella vita di coppia è importantissimo, ma bisogna considerare in che modo ci si avvicina, altrimenti non è più una cosa bellissima ma diventa un dramma o solamente una semplice “routine” sia per l’uomo che per la donna. Il sesso non deve limitarsi al rapporto vero e proprio, bisogna considerare più importanti i preliminari e la considerazione del partner. Se poi è vero quello che sostengono e cioè che uomini e donne vivono più a lungo è più sani sono a tardi età, cerchiamo allora di vivere meglio da giovani così magari anche noi femmine abbiamo la speranza di rimanere sessualmente attive fini all’età di 70 anni (magari fosse vero)!

  3. Purtroppo cara Adriana, anche nel sesso, gli uomini soffrono in modo diverso da noi femmine, problemi diversi, modo di affrontali diversi, e forse è per questo che noi femmine siamo seguite considerate, erroneamente, più degli uomini. Menomale che ogni tanto si ricordano che anche gli uomini possono avere dei problemi.
    Bisognerebbe aiutarsi uno con l’altra, senza colpevolizzare nessuno.
    Dicono che il sesso non è tutto, non sono per niente d’accordo, credo che se fatto consapevolmente aiuta a vivere tantissimo.
    Bisognerebbe educare i nostri figli, come le figlie femmine, ai controlli medici sin da piccoli, di sicuro da adulti ci ringrazieranno.

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