Donald Trump, stop a tre mesi a ingressi per musulmani di sette paesi: gli Stati Uniti insorgono contro il neo Presidente

Il neo Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump sembra abbia già scatenato parecchie polemiche per via di alcune misure attuate sin dall’indomani del suo insediamento. Pare che la decisione di applicare uno stop per tre mesi a ingressi negli Stati Uniti da sette paesi musulmani abbia davvero scatenato polemiche a livello internazionale e sono tanti i paesi che condannano quest’azione, considerata razzista. Già sin dalla campagna elettorale, Trump aveva fatto capire quali fossero le sue intenzioni, ovvero quelle di sospendere il flusso di rifugiati ed i visti per le persone provenienti da alcuni paesi, per lo più islamici come Siria, Liba, Iraq, Somalia, Sudan e Yemen, ma nessuno si aspettava che questo avvenisse sin dall’indomani del suo insediamento. “Vogliamo ammettere nel nostro Paese solo coloro che sosterranno il nostro Paese ed ameranno, profondamente, la nostra gente”, ha dichiarato il Presidente degli Stati Uniti che ha sospeso a tempo indeterminato l’ingresso dei rifugiati provenienti dalla Siria.

Trump ha così firmato l’ordine esecutivo per impedire l’ingresso di terroristi islamici negli Stati Uniti, ed il divieto durerà 120 giorni. Sono tantissimi i cittadini rimasti bloccati negli aeroporti lontani dalla loro casa e che temono di non poter far rientro negli Stati Uniti per diverso tempo; secondo quanto riferito, sembra che il provvedimento di Trump non si limite a non rilasciare il visto turistico e lavorativo alle persone in possesso di passaporti emessi dalle 7 nazioni finite nel mirino di Trump ma crea anche parecchie difficoltà a persone che negli Stati Uniti lavorano e risiedono da tempo e che al momento, invece, come abbiamo già anticipato, risultano bloccati in aeroporto a migliaia di chilometri di distanza dalla propria casa e dai propri affetti. “Non è il caos. Solo due dozzine di viaggiatori sono stati bloccati negli aeroporti”, dichiara il capo staff Reince Priebus, sottolineando che circa 325mila viaggiatori sono entrati ieri negli Stati Uniti e 109 sono stati fermati. “La maggior parte di questi è stata poi lasciata passare”, ha precisato.

Intanto, Trump attaccato da vari paesi e da associazioni internazionali perché accusato di razzismo, ha tento a precisare nella giornata di ieri che il suo non è un bando ai musulmani visto che ci sono altri 40 paesi nel mondo a maggioranza islamica che non sono interessati dal provvedimento ed ha ricordato che gli Usa rilasceranno nuovamente i visti dopo aver rivisto e rafforzato il sistema dei controlli come previsto dalle sue disposizioni. “Per essere chiari, questo non è un bando ai musulmani, come i media riportano falsamente. Non ha a che fare con la religione, ma con il terrore e il mantenimento ella sicurezza del nostro Paese”, ha aggiunto ancora il Presidente Trump. “La mossa di Donald Trump non è solo contro gli immigrati, è contro l’America. Tutta. È un autogol, è un errore madornale “, ha così commentato Eric Maskin ovvero il premio Nobel per l’economia.

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